Se alle barriere coralline preferite le città che hanno fatto la storia del vostro paese: l’Europa Unita, non potete non visitare Berlino.
Sono tornata a Berlino dopo quasi vent’anni e mi sono trovata davanti agli occhi un’altra Berlino. Negli ultimi anni Berlino è stata modificata in preda all’eccitazione culturale e alla spinta all’innovazione, tant’è che soluzioni architettoniche e strutture all’avanguardia sorgono in uno scenario in continua evoluzione.
Che l’energica Berlino sia una città in continua mutazione lo dimostra il fatto che è un cantiere a cielo aperto, un laboratorio di architettura tra terra e cielo. Non c’è zona della città dove non ci siano lavori in corso. Berlino in progress.

E’ una meta affascinante e di tendenza, in grado di soddisfare ogni genere di viaggiatore, sia quello che punta al divertimento, sia quello che cerca la vacanza romantica, è adatta a chi cerca la destinazione culturale o il design dei sui palazzi moderni, a tutti coloro che hanno interesse per la storia d’Europa, perché Berlino è prima di tutto un’importante pagina di storia moderna. Visitarla ti porta a conoscere una parte importante di storia recente, che ti verrà voglia di studiare e approfondire anche quando sarai tornato a casa.

Che abbiate a disposizione un solo giorno o un’intera settimana (sarebbe meglio un’intera settimana) le opportunità che offre Berlino sono innumerevoli, quindi se avete a disposizione poco tempo consiglio il classico tour con i bus turistici, che permettono di fare tappa nei luoghi simbolo e visitarli in poche ore, ma è consigliabile anche se disponete di più tempo. Berlino è enorme, non si presta a essere visitata a piedi, l’uso dei mezzi è indispensabile.

In ogni caso da non perdere la lunga passeggiata “sotto i tigli” nel famoso viale Unter den Linden (tradotto: sotto i tigli), gli “Champs-Èlysées” di Berlino, è un grande viale, dove i berlinesi amano passeggiare, che parte dalla Porta di Brandeburgo e arriva in Alexanderplatz (nella zona al momento qualche cantiere, appunto!). Nata come pista equestre, usata dai principi elettori per raggiungere la riserva di caccia di Tiergarten, divenne viale alberato per volere del Grande Elettore che, nel XVII secolo, vi fece piantare sei file di tigli, in seguito smantellati dai nazisti per agevolare il passaggio di parate militari. I tigli che oggi decorano il viale sono stati piantati nel dopoguerra al fine di far tornare il percorso al suo antico splendore. In seguito in Unter den Linden vennero edificati i palazzi ufficiali. Oggi ad animarlo molti negozi e qualche locale, oltre a molti dei palazzi importanti di Berlino: dallo storico Hotel Adlon (vicinissimo alla Porta ed edificato negli anni venti), alle Ambasciate Russa e degli Stati Uniti d’America e la storica Ambasciata di Francia, in Pariser Plazt di fianco alla Porta di Brandeburgo.
Nei pressi della Porta c’è lo sfarzoso edificio che doveva simboleggiare la potenza e la grandezza dell’Impero tedesco, il Palazzo del Reichstag, oggi ospita il Bundestag, Parlamento Federale. Divenne sede parlamentare della Germania unita un anno dopo la riunificazione.

Per gli appassionati di storia, oltre uno dei pochi tratti di muro rimasti sorge la Topografia del Terrore, il più importante centro di documentazione riguardante il nazionalsocialismo, al suo interno una mostra documenta la persecuzione, lo sterminio e la storia delle istituzioni del terrore, che si trovavano nell’area dove ora insiste il Centro di Documentazione: la Centrale di Servizio della Polizia Segreta di Stato Geheime Staatspolizei, il carcere della Gestapo Hausgefängnis (dal 1933 al 1945) e l’Ufficio per la sicurezza del Reich, il Comando Generale Reichsführung delle SS e il Servizio di sicurezza Sicherheitsdienst del Comando Generale (dal 1939).
Tra la Brandeburger Tor e Potsdamer Platz, nel cuore della città, si trova anche il Memoriale dell’Olocausto o Memoriale della Shoah. In un campo della superficie di 19.000 mq, l’architetto Peter Eisenmann, ha creato un monumento composto da 2751 stele di cemento dedicate ai sei milioni di ebrei che hanno perso la vita in Europa durante il periodo nazista.

Ma come ho già detto c’è molto moltissimo da vedere, davvero per tutti i gusti e non sarà facile fare selezione. Dalle statue di Marx e Engels alla Pietà di Kathe Köllwitz, dall’isola dei musei a Bebelplatz, dall’Opera al Duomo di Berlino, dal Castello di Charlottenburg alla Fontana di Nettuno. E come non citare Checkpoint Charlie, il noto posto di blocco, in funzione dal 1945 al 1990, sul confine che collegava il settore di occupazione sovietico nel quartiere di Mitte con quello americano nel quartiere di Kreuzberg. Era situato sulla Friedrichstraße all’altezza dell’incrocio con Zimmerstraße e consentiva il passaggio solo ai militari delle forze alleate, ai cittadini stranieri e ai diplomatici. Si tratta di una ricostruzione fedele in quanto, dopo la riunificazione, il punto di controllo venne abbattuto e l’originale baracca di guardia trasferita nell’Alliertenmuseum.

A pochi metri dal Checkpoint da segnalare il Museo del Muro. Chi visita Berlino non può non fare visita al Memoriale del Muro. La sua caduta è stato un momento indimenticabile, in quella tarda serata del 9 novembre 1989, con l’abbattimento e la caduta di quel muro che per quasi 30 anni l’ha divisa in due ebbe inizio la riunificazione della Germania e Berlino tornò a esserne la capitale. In primis Berlino ma la Germania intera, la Germania unita tornavano a una nuova vita, una nuova storia, una storia di libertà!

Che abbiate letto il romanzo di Christiane F. “Noi ragazzi dello Zoo di Berlino” o che non lo abbiate letto, se avete tempo una tappa allo Zoo, fatela.

Altro luogo da non perdere sono gli Hackesche Höfe (Cortili di Hacke), la più grande area chiusa costituita da cortili, situati di fronte all’Hackescher Markt (Mercato di Hacke), vennero inaugurati nel 1906 e sono sottoposti a tutela dal 1972. Il complesso era utilizzato soprattutto come sede di fabbriche, laboratori e uffici.
Con la caduta del Muro di Berlino gli Hackesche Höfe sono diventati il punto di riferimento per i visitatori di Berlino e il luogo dove gravitano i trendsetter berlinesi. Vi sono numerosi locali alternativi, ristoranti, negozi e gallerie d’arte che fanno di questa zona uno dei quartieri più modaioli della città. Sono situati nel quartiere storico Scheunenviertel, nella zona di Mitte.

Ovviamente anche la famosa Alexanderplatz merita una visita. La piazza che prende il nome dallo zar Alessandro I, in ricordo di una sua visita e che veniva chiamata familiarmente Ahlex dai berlinesi dell’ovest e Allex da quelli dell’est, era in origine adibita a mercato del bestiame e della lana, in seguito spazio per le esercitazioni delle truppe prussiane per poi diventare importante nodo del traffico stradale e ferroviario. Negli anni ’60 è stata interamente ristrutturata dall’amministrazione della disciolta DDR.
Poco distante si trova anche l’edificio più altro della città: la Fernsehturm, la torre della televisione alta 365 metri. Un ascensore in soli 40 secondi porta a 207 metri dove un caffè rotante consente di godere di un suggestivo panorama.

Nella zona c’è Postdamer Platz che costituisce il vecchio cuore della città. La piazza come buona parte della città, del resto, ha avuto una storia travagliata, risentendo degli eventi che hanno trasformato Berlino durante il ventesimo secolo. Negli anni della Repubblica di Weimar e fino alla Seconda Guerra Mondiale è stata il maggiore centro culturale, commerciale e viario della città, con le sue numerose linee di tram e di omnibus che si incrociavano e il primo semaforo del continente, era una delle piazze più trafficate d’Europa. Ma la piazza, quasi completamente distrutta durane la guerra e drammaticamente segnata dall’erezione del Muro, visse per più di quarant’anni un’esistenza stregata, desolata, uno spazio libero cittadino tra la parte est e la parte ovest. La riunificazione fu l’occasione per ricostruire un quartiere cittadino completo al centro di quella metropoli desiderosa di trasformazione. L’idea era una fitta edificazione di grattacieli e dal 1993 al 1998, secondo la progettazione di alcuni architetti di spicco, tra i quali anche Renzo Piano, dal più grande cantiere d’Europa, sorse dal nulla un nuovo centro urbano. Grazie alla nuova edificazione il cuore di Potsdamer Platz è tornato a battere e si appresta a compiere il suo diciottesimo anno di nuova vita.

E se come me amate fiumi, canali e corsi d’acqua di ogni genere che conferiscono fascino alle città che hanno la fortuna di averne almeno uno che le attraversa, non dimenticate la gita in barca sul Wannsee. Lo Sprea è il principale corso d’acqua che attraversa Berlino e a un certo punto confluisce sulla Havel, altro fiume che attraversa Berlino, ed è proprio attraversando la Havel da Spandau a Wannsee che vi farete un’idea su quello che galleggia a Berlino.

Ma tanto altro ancora c’è da vedere, le attrazioni sono tantissime.
Nel mio caso la prima e ultima tappa è sempre la Porta di Brandeburgo perché rappresenta il simbolo della ritrovata Germania unita e uno dei monumenti simbolo della pace in Europa.

L’Europa dell’Est, dell’Ovest, del Sud e del Nord per gli europei è semplicemente l’Europa Unita.

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About Mademoiselle Champagne

Viaggiatrice e gourmet. Coltivatrice di interessi e passioni, tra le quali la scrittura, la fotografia, l'arte, il cibo e il vino e molto altro. Autrice del romanzo L'amore a colpi di Champagne.

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travel

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