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L’aperitivo: il sacro rito di chi si gode la vita

Tutti sappiamo qual è il miglior modo per concludere una giornata lavorativa: concedersi un sano aperitivo.
In un attimo tutte le tensioni subite in giornata potrebbero svanire, già al solo udire il tappo che stappa.
Apprezzare qualche bicchiere in compagnia di un amico o di un’amica ma anche con gli altri avventori incontrati casualmente o scambiare due chiacchiere con chi sta dietro il banco del nostro locale abituale – del nostro punto di approdo a fine giornata -, aiuta a dimenticare la giornata lavorativa.
Ma l’aperitivo è anche il miglior modo per anticipare una cena, per concludere il week end o per ritrovare gli amici di sempre prima dell’ora di pranzo nelle giornate di libertà ed è pure un modo per conoscere nuova gente, un buon calice ci rende più loquaci e simpatici e ciò rende più facile l’aggregazione.
Se amiamo le bollicine a farci compagnia possono essere scintillanti ed effervescenti calici di Prosecco o Franciacorta o Champagne che, senza dubbio, sono i vini più consumati nel momento aperitivo. Ma tutto il vino è adatto all’aperitivo perché è il vino che ci piace quello adatto all’aperitivo e a qualsiasi momento di gioia. Sia una bolla, un bianco o un rosso.
Se invece amate la birra…… andate di pinte!
Milano, New York, Londra, Dublino, Parigi ma anche piccoli paesi di mare, montagna o pianura a quell’ora si radunano attorno a un calice o un boccale o comunque a un bicchiere. Mi scorrono davanti agli occhi gli sgabelli zeppi davanti ai banconi dei tradizionali pub irlandesi o il tintinnio degli scarponi da sci tra i tavoli delle baite in Tirolo, piuttosto che i bagnanti in pareo attorno a un chiringuito in spiaggia, ma anche gli astanti seduti ai tavoli delle vecchie osterie dormienti o i modaioli assidui e puntuali frequentatori dei locali di tendenza.
Molti di noi saltano pranzo o cena ma non rinunciano al rito aperitivo perché quel bicchiere in compagnia o anche in solitudine sfogliando le pagine di un libro o di una rivista o, come accade più frequentemente nell’era 3.0, in compagnia dell’inseparabile smartphone che ci tiene costantemente aggiornati su quello che succede ai nostri amici veri o virtuali, vivano essi nella nostra stessa Borgata o nell’altro parallelo.
E in tutti i locali che si rispettino il calice dovrebbe essere accompagnato da un “cicchetto”, quello stuzzichino che aiuta a tenere a bada lo stato etilico. È un’usanza più che altro Italiana che però sta prendendo piede all’estero. Può essere un’ostrica o magari due scampi crudi, un paio di fette di salame con del pane casereccio, qualche pezzetto di formaggio di Asiago piuttosto che del Parmigiano Reggiano, del formaggio di Fossa o del prelibato Brillant Savarin, lo spek dell’Alto Adige con pane croccante ma anche un crostino spalmato di burro della Normandia e alici del Cantabrico, insomma sia un prodotto tipico locale o qualcosa di più ricercato o d’importazione, ciò che importa è che soddisfi il palato.

E quindi: evviva! Buon aperitivo a tutti!

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