PENSIERI E RIFLESSIONI

Per non dimenticare Giornata della memoria

Non so quali fossero i loro volti, certamente scavati e tristi, e nemmeno i loro occhi, immagino vuoti e pieni di paura.
Li immagino lì accovacciati vicini, l’uno all’altro, scheletri non corpi, ma essere umani perché conosco solo il genere umano, non generi differenti.
Corpi marchiati di un numero indelebile sulla pelle, sull’anima, sul cuore e nella mente.Per Sempre!

La Shoah attraverso le parole di Anna Frank e Primo Levi:

APRILE
Prova anche tu,
una volta che ti senti solo
o infelice o triste,
a guardare fuori dalla soffitta
quando il tempo è così bello.
Non le case o i tetti, ma il cielo.
Finché potrai guardare
il cielo senza timori,
sarai sicuro
di essere puro dentro
e tornerai
ad essere Felice.
Anna Frank

SE QUESTO È UN UOMO
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi

Anna Frank e Primo Levi con i loro scritti autobiografici hanno narrato la tragedia che li ha visti protagonisti. E quando si parla dell’olocausto vengono in mente le loro testimonianze.

Levi fu deportato ad Auschwitz nei primi mesi del 1944 con altri ebrei italiani dal campo di concentramento di Fossoli. La mostruosa esperienza del lager nazista gli suggerì “Se questo è un uomo”, uno dei libri più alti della letteratura europea ispirata ai campi di concentramento.

L’ebrea Anna Frank e la sua famiglia si trasferiscono ad Amsterdam, quando i nazisti occupano l’Olanda, la famiglia Frank con alcuni amici trova alloggio in un nascondiglio segreto. Grazie all’aiuto da alcuni conoscenti che li forniscono di viveri, vi rimangono due anni, finché il 4 agosto 1944 scoperti dalla polizia tedesca vengono deportati in un campo di concentramento di Bergen-Belsen dove muoiono tutti a eccezione del padre di Anna. Al termine della guerra in quel nascondiglio venne ritrovato il diario che Anna aveva tenuto, in forma di lettere, scritte all’immaginaria amica Kitty.

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