Leggo in questi giorni che Ryanair ha annunciato che entro la fine dell’anno chiuderà due delle quindici basi che ha in Italia: Alghero e Pescara, 13 rotte (8 ad Alghero e 5 a Pescara) e stopperà tutti i voli dall’aeroporto di Crotone con il conseguente taglio di 600 posti di lavoro e la perdita di 800 mila clienti.

Tagli decisi “a seguito dell’illogica decisione del governo italiano di aumentare ancora le tasse municipali”. La determinazione del governo Renzi prevede l’aumento, dal primo gennaio 2016, delle tasse aeroportuali di 2,5 euro facendole passare da 6,50 euro a 9,00 euro, per finanziare il fondo per la cassa integrazione degli ex dipendenti Alitalia.
Avete capito bene!! Per finanziare il fondo di cassa integrazione dei miracolati di Alitalia. Ancora! Dopo 10 anni questi percepiscono ancora la cassaintegrazione!

David O’Brien, responsabile commerciale della compagnia irlandese, ha così commentato: “Non dovremmo essere noi a finanziare Alitalia-Etihad, dovrebbe essere qualcuno ad Abu Dhabi”, aggiungendo: “Questo aumento della tassa danneggerà seriamente il turismo italiano, particolarmente presso gli aeroporti regionali dove Ryanair porta milioni di visitatori ogni anno, contribuendo all’economia locale per milioni di euro attraverso turisti alto spendenti, sostenendo migliaia di posti di lavoro. (…) L’Italia si è resa poco competitiva e meno attrattiva per le compagnie aeree e i turisti e poiché sempre più clienti evitano quest’anno il Medio Oriente e il Nord Africa per prenotare vacanze nel Mediterraneo, l’Italia consegnerà un’opportunità d’oro per la crescita alle destinazioni in Spagna, Portogallo e Grecia che hanno costi minori per il turismo”.

Quindi Ryanair taglia alcuni scali al Sud e a me che vivo al Nord di questa cosa non dovrebbe fregarmene un’emerita cippa! E invece no!
Me non importa e come se me ne importa! Perché l’aumento delle tasse è un danno per i viaggiatori, soprattutto quelli del low-cost.
Io, come molti altri viaggiatori, ho potuto visitare l’Europa e posso viaggiare con una certa frequenza grazie ai voli low-cost, non potendo beneficiare dei voli di stato o dell’entità di stipendio percepito dai salvatori dello stato – con l’unico risultato che oltre a non far decollare l’Italia, tentano di impedire il decollo anche a molti italiani, quegli italiani che non godono di scandalosi privilegi.

Aumentiamo le tasse aeroportuali avranno pensato Renzi e i suoi, in fondo 2,5 euro cosa sono? Ma quei 2,5 euro rischiano di costare ai passeggeri complessivamente 165 milioni di euro.
E mica li chiedono per finanziare le pensioni minime e potrei anche capirlo, no li chiedono per finanziare il fondo di gente che, quell’indennità, già l’ha percepita per tanto, tantissimo tempo! Veramente troppo! Proprio no, questo non posso capirlo!

Perché ai dipendenti Alitalia spetta la cassa integrazione all’infinito? Perché il rottamatore non riesce a rottamare questi miracolati? Sono passati undici anni dal primo accordo sul «fondo volo» l’indennizzo più generoso mai visto in terra a favore dei dipendenti più tutelati del pianeta e ancora non sembra avere fine.
Perché questi “lavoratori” hanno tutti questi privilegi? Perché li hanno avuti durante tutta la vita lavorativa e devono continuare ad averli!?
Basti pensare che hostess e piloti volavano solo 98 minuti al giorno e costavano 45 milioni l’anno di soli alberghi.
La casta volante è nota per aver goduto, per anni, dei privilegi concessi dalla compagnia di bandiera, tanto per citarne qualcun’altro:
piloti e personale di volo ebbero per qualche tempo la possibilità di andare in pensione a 47 anni con 23 di contributi, un trattamento di lusso anche nello stato di crisi;
e anche quando la compagnia versava in un profondo rosso da spaventare Dario Argento con debiti per oltre 2 miliardi di euro e con 1.400,00 lavoratori in esubero da silurare e altri 600 da ricollocare, il “Regolamento concessioni di viaggio titolari non dipendenti del Gruppo Alitalia”, permetteva al personale in pensione, in mobilità e dimissionario di poter viaggiare su un volo Cai per una “pipa di tabacco”, beneficio esteso a coniuge/convivente, figli, fratelli e sorelle, genitori, vedovi.
Un benefit che, dal 2008, ha permesso a miglia di persone di fare su e giù dagli aerei Alitalia a fronte del versamento di 40,00 euro necessario per l’iscrizione al programma e di un piccolo contributo per tratta: 20,00 euro per un volo nazionale, 40,00 euro per uno internazionale e 60,00 euro per quelli intercontinentali. Ovviamente solo con posti vuoti, nel caso di aereo full i “beneficiati” non partivano. Be’ vorrei pure vedere……..
Mica male per una compagnia aerea indebitata fino al collo! Praticamente alla canna del gas!
Il regolamento doveva rimanere in vigore fino al 31 dicembre 2014 e fino ad allora i “titolari non dipendenti”, più o meno quattromila persone hanno potuto girare il mondo per pochi spiccioli.
Sul sito di Alitalia trovo una versione del regolamento in vigore dal primo gennaio 2015!!!???
https://mm.alitalia.com/IT_IT/STAFFTKT/AZInformation/Regolamento%20Concessioni%20di%20viaggio%20per%20i%20non%20dipendenti%20del%20Gruppo%20Alitalia%20(IT-EN).pdf

E i privilegi non potevano cessare con il rapporto di lavoro, certo che no! E quindi i cassintegrati delle varie compagnie aeree in crisi (Alitalia nella stragrande maggioranza) godono dell’80% (senza tetti massimi) “della retribuzione comunicata dall’azienda all’Inps al momento della richiesta del trattamento integrativo, fino ad un massimo di 7 anni”. Sette lunghissimi, interminabili anni.

Il salvataggio della compagnia aerea è costato agli italiani quattro miliardi di euro e, agli inizi del 2015, i cassintegrati di Alitalia contavano ancora quasi diecimila teste, 152 delle quali benedette da un assegno mensile che va dai 10.000,00 ai 20.000,00 euro al mese e, addirittura, in qualche caso, si arriva a quasi 30.000,00 euro lordi al mese. Cifre stratosferiche e inimmaginabili per tutti gli altri lavoratori, sottoposti a un tetto massimo di 1.197,00 euro lordi, indipendentemente dal reddito che percepivano da lavoratori.

Qualcuno un tempo mi disse fare la hostess significa fare la cameriera a bordo di un aereo, tanto vale farla a terra. Direi che non è proprio la stessa cosa, se ti assume la compagnia “giusta”, i privilegi sono ben diversi!

D’ogni modo nel momento in cui, in tutto il mondo, il costo dei biglietti aerei sta scendendo, nel Belpaese sale! Grazie alla “tassa” che nel 2007 era di un euro e nel 2016 è di 9,00 euro.
In Italia, ogni dieci sborsati per un biglietto aereo, sette sono di tasse, che vanno: un parte per l’imposta sugli imbarchi, un’altra ai Comuni del sedime aeroportuale o confinanti con lo stesso, e quindi al fondo per i cassintegrati delle compagnie e poi c’è l’Iva………..

Che dire? Che fare?
Forse è giunta l’ora di prendere un biglietto Ryanair di sola andata per un posto dove le tasse, le ingiustizie e privilegi delle caste non aumentano come le sanguisughe, ma dove ad aumentare siano i redditi, i servizi, la giustizia e la meritocrazia.

Date un occhio a questi articoli, alcuni datati ma interessanti:

http://www.corriere.it/economia/08_settembre_12/rizzo_trucchi_segreti_della_casta_volante_bed7f1e6-808b-11dd-b38b-00144f02aabc.shtml

http://www.ilgiornale.it/news/politica/scandalo-piloti-cassintegrati-28mila-euro-mese-1091207.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/11/alitalia-e-la-cassa-integrazione-dei-privilegiati/1415481/

http://www.linkiesta.it/it/article/2014/03/23/la-vacanza-infinita-dei-cassintegrati-alitalia/20312/

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About Mademoiselle Champagne

Sono Sabina, una ragazza che ha "scavallato i quaranta" e che dopo vent’anni passati a occuparmi di diritto societario in tacco 12, ho cambiato decisamente vita. Ora, al diritto societario, preferisco il diritto creativo e al tacco 12 le Birkenstock. Mi dedico alla scrittura, alla fotografia e a quasi tutta l’arte, e ovviamente, al vino. Amo viaggiare in particolar modo nel vecchio continente e aspiro a diventare viaggiatrice a tempo pieno nonché a vivere in qualche angolo della costa francese, magari scrivendo romanzi. Autrice del romanzo L'amore a colpi di Champagne.

Categoria

PENSIERI E RIFLESSIONI

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