Auschwitz: un’esperienza potente, unica, sconvolgente

Se c’è un luogo che va assolutamente visitato durante un viaggio in Polonia, in particolare a Cracovia, questo è Auschwitz-Birkenau, e non solo perché rappresenta un’importante pagina di storia, la cui importanza sfugge ancora a troppi, ma anche e, soprattutto, perché solo una visita ad Auschwitz può far capire fino a che punto l’essere umano può spingersi. Quali atrocità può commettere.

ausAl tempo stesso, per visitare Auschwitz, bisogna essere predisposti, pronti a vedere qualcosa di forte che ricorderai per sempre e che potrebbe cambiarti. Visitare Auschwitz non può lasciare indifferenti, visitare Auschwitz lascia un segno indelebile nel cuore e nella mente, un’emozione che gela il sangue e che continuerà a farsi sentire nel tempo.

aus2Partiamo dal presupposto che Auschwitz non è un’attrazione turistica e sebbene in alcuni periodi dell’anno sia particolarmente affollato e che qualcuno sostenga che sia stato reso “turistico”, non lo è. Auschwitz non è un’attrazione turistica. Nessuno dovrebbe farsi i selfie davanti il cancello d’ingresso, è un luogo che ovviamente porta a profonde riflessioni, a rispettare il silenzio e ad adeguarci al luogo e alla sua storia, a rispettarlo in memoria delle vittime dell’olocausto. In molte parti del campo è anche vietato fare delle foto.
Durante la visita si visitano le baracche, le latrine, i binari ferroviari, lo stagno delle ceneri e i resti dei forni crematori e delle camere a gas, che i nazisti distrussero prima di fuggire, per nascondere le prove del massacro.

aus1Auschwitz, venne fondato nel maggio 1940 convertendo le vecchie caserme dell’esercito polacco in campo di concentramento e campo di lavoro. I primi deportati ad Auschwitz, nel giugno 1940, furono 728 prigionieri politici polacchi provenienti da Tarnów, i quali vennero utilizzati come manovali per il riadattamento delle caserme, danneggiate dai bombardamenti e per la costruzione delle recinzioni perimetrali.
Inizialmente gli internati furono intellettuali e membri della resistenza polacca; in seguito vi furono deportati prigionieri di guerra sovietici, criminali tedeschi ed elementi asociali come mendicanti, omosessuali, prostitute, testimoni di Geova ed ebrei.
Il complesso di Birkenau, divenuto operativo nell’ottobre 1941, inizialmente era stato concepito come campo per i prigionieri di guerra russi catturati in grande numero durante le prime fasi dell’invasione tedesca. Vennero poi qui imprigionati migliaia di deportati, in diversi sotto-campi.
Successivamente il campo fu utilizzato come principale strumento sterminio nell’ambito del tristemente famoso progetto nazista denominato Endlösung der Judenfrage – La Soluzione Finale del Problema Ebraico.

aus4In quei luoghi simbolo del genocidio degli ebrei, in quei luoghi intrisi di atrocità, atrocità che è diventata storia, persero la vita un numero imprecisato e troppo alto di vittime, morti a causa della fame, del lavoro massacrante, delle pessime condizioni in cui erano costretti a vivere, uccisi nei forni crematori o nelle camere a gas.
Il numero esatto delle vittime di Auschwitz è difficile da stabilire con certezza, in quanto molti prigionieri non furono registrati e molti documenti e prove di quanto accaduto furono distrutte dalle SS negli ultimi giorni della guerra.
Uno studio, utilizzando gli orari di arrivi dei treni in combinazione con i dati di deportazione, calcola che su un milione e mezzo di morti, quasi un milione fossero ebrei.

COME ARRIVARE

Oświęcim, Auschwitz in polacco, è un comune che dista circa 65 chilometri da Cracovia. Ci si arriva, oltre che in auto, in treno, in autobus o in pullman con i viaggi organizzati.
I treni partono dalla stazione centrale di Cracovia e arrivano, ovviamente, alla stazione dei treni di Oświęcim, che dista circa 3 chilometri dal campo di concentramento, da qui poi un bus vi porterà al museo.
I treni partono da Cracovia ogni ora o due, con un viaggio della durata di 1:30/2:00 minuti. Prezzo: 15,60 PLN per biglietto di sola andata per adulti.
Sempre dalla stazione di Cracovia partono gli autobus che portano fino al parcheggio del campo di Auschwitz. Il viaggio dura circa un’ora e mezza, il biglietto costa 12,00 PLN a tratta, il vantaggio è che ti lascia direttamente nel parcheggio di Auschwitz-Birkenau.

ORARI

Dicembre, gennaio, febbraio: ore 8-15, marzo, novembre: ore 8-16, aprile, ottobre: ore 8-17, maggio, settembre: ore 8-18, giugno, luglio, agosto: ore 8-19

L’INGRESSO È GRATUITO

In quanto luogo della memoria, chiunque voglia visitare Auschwitz-Birkenau senza una guida può farlo in maniera completamente gratuita (è comunque necessario prenotare sul sito ufficiale).
I due centri distano 3 chilometri l’uno dall’altro. Se avete l’auto non avrete problemi, altrimenti ci sono delle navette gratuite che collegano il campo di concentramento di Birkenau ad Auschwitz.
Il museo è chiuso: il primo gennaio, il 25 dicembre e il giorno di Pasqua e in caso di eventi particolari. Quasi tutti gli edifici di Auschwitz e Birkenau sono aperti al pubblico, tranne quelli usati dagli uffici amministrativi del museo.

IL MUSEO OFFRE TOUR GUIDATI IN VARIE LINGUE

Oltre ai vari pacchetti che offrono le agenzie turistiche, è possibile visitare Auschwitz-Birkenau con una guida offerta direttamente dal Museo. Sul sito ufficiale sono a disposizione tutte le informazioni, è possibile fissare il giorno e il tipo di tour, sono due, uno di 3 ore e mezza e uno di 6 ore, in alternativa la visita di gruppo se sei lì con molte persone. In questo caso, a seconda della lingua scelta, sarà possibile scegliere tra diverse fasce orarie e comprare il tuo biglietto online, così facendo, oltre a evitare il rischio esaurimento posti, si evita l’attesa e la coda all’ingresso. I prezzi per la visita guidata variano in base alla lingua e alla durata del tour, e sono tutti consultabili su questa pagina.

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Primo Levi. 

 

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23 thoughts on “Auschwitz: un’esperienza potente, unica, sconvolgente

  1. Io ti confesso che non credo potrei metterci piede. Considera che per me è difficile anche andare all’ex-mattatoio a Roma che adesso è luogo di mostre ed eventi molto belli. Purtroppo sento una forte sofferenza in questi luoghi. Il tuo comunque è un articolo fatto davvero bene.

    1. Ho vissuto sei mesi Tychy , sono stato spesso da quelle parti avevamo tre stabilimenti , due proprio ad Oświęcim , mi credi che a differenza di molti miei colleghi non ho mai avuto il desiderio di andare a visitare questa bruttura dell’uomo , eppure credo di aver sbagliato , infatti ho in mente un viaggio a Cracovia per riparare . Se penso poi , che i Polacchi oggi con le nuove generazioni cercano in mille modi di cancellare quel passato mi incazzo , la memoria è l’unica cosa che può salvarci e a volte non basta neanche

  2. Mi sono spesso chiesta se riuscirò un giorno ad andarci. Personalmente penso che tutti dovrebbero prima o poi vivere questa esperienza ma al tempo stesso mi rendo conto che anche solo leggere di questi luoghi mi porta ad un malessere incredibile. Una fetta tremenda della nostra storia che vorrei poter tornare indietro e cancellare. O che almeno vorrei avesse insegnato qualcosa a noi oggi. Perché per adesso, ci rivedo fare sempre e comunque gli stessi errori!

  3. Ho sempre voluto visitare la Polonia, e se dovessi andarci penso sia quasi d’obbligo la tappa Auschwitz-Birkenau, per capire e comprendere l’orrore ma non mi sento ancora pronta per un viaggio del genere.
    Mi è piaciuto molto con quanta delicatezza hai parlato di un luogo così autentico.

  4. Indispensabile conoscere, ricordare e tramandare, anche se è impossibile capire, e per me anche molto difficile pensare di visitare luoghi che raccontano la Storia più terribile. Quando sono stata al “Museo della Pace” di Hiroshima, in realtà dedicato all’atomica e alle sue conseguenze, non sono riuscita ad arrivare alla fine della visita. Ho paura che sarà molto simile per Auschwitz, ma devo trovare in qualche modo la forza per andarci.

  5. Un luogo che vorrei visitare, ma che tutti dovremmo visitare una volta nella vita. Per poter capire e comprendere a pieno una bruttissima pagina della storia contemporanea

  6. Questo posto mi attrae e respinge al tempo stesso ma sinceramente non ho voglia di andarci. Almeno per questa fase della mia vita. Sento il dolore nei posti e credo che ne uscirei sconvolta.

  7. Non ci sono mai stata. Ho paura ad andarci, sinceramente ma questo non vuol dire dimenticare ciò che è stato. Si devono leggere i libri di Levi, o Anna frank. Soprattutto, si deve capire da dove è nata quello scempio. Quanto è stato “facile” lasciarlo accadere. A volte, ho paura che i tempi che viviamo siano simili a quelli di qualche anno prima della guerra, e che , di nuovo, non siamo capaci di riconoscerlo.

  8. Purtroppo non ci sono mai stata, mi piacerebbe vedere con i miei occhi oltre a leggere tutti i libri a riguardo.
    So che sarebbe un esperienza davvero importante da non dimenticare mai.

  9. Un giorno spero di poter andare anche io a vedere Aushwitz, è sicuramente un eperienza che rimane impressa negli occhi e nella mente.

  10. mamma mia queste foto che hai condiviso rendono tutto il dolore e la sofferenza di questo posto…… una tristezza che ti penetra nel prodondo del cuore

  11. Mentre leggevo la frase di Primo Levi pensavo che la memoria degli uomini comincia a vacillare. Ci sono lager a qualche migliaia di chilometri da noi (in Libia) e noi chiudiamo gli occhi, non vogliamo sapere. Proprio come avevano fatto polacchi, italiani, tedeschi quando mandavano gli ebrei sui treni nei campi di concentramento… Tra settant’anni forse anche noi lo ammetteremo e ce ne pentiremo.

  12. Sono stata ad Auschwitz e Birkenau a gennaio, con 20 cm di neve e un freddo spaventoso. Sono stata con un gruppo del Treno della Memoria ed è un’esperienza che non dimenticherò. Premetto, ho degli irrisolti con la violenza e con la sofferenza, non riesco a decodificarle e a rapportarmici e mai avrei pensato di andare in questi posti (mi sono sempre detta che non ho bisogno di toccare con mano per capire quanto fosse assurdo e per sentire quel senso di vuoto, nulla, angoscia delle vittime dei campi).Ma andare con il treno della memoria è stato diverso. Mi sentivo protetta dalla “conoscenza” che i formatori davano a tutti i ragazzi del gruppo. Se non fosse stato per la consapevolezza che sentivo intorno a me, in quel gruppo, se fossi andata con un gruppo di turisti, forse avrei avuto un vero attacco di panico. Su una cosa non ho cambiato idea: io non farei entrare chiunque. Non è una comune destinazione turistica e spero non diventi come un qualunque stupido museo della tortura di quelli sparsi in Europa, cioè più che un luogo di comprensione e consapevolezza, un posto per guardare la violenza da vicino, cosa che a molte persone purtroppo attrae.

    1. Anch’io sono d’accordo sul fatto che non dovrebbero far entrare tutti, perché per molti che capiscono dove si trovano, altri sono quelli che andrebbero a vedere la casa del delitto di Cogne, per dire. Ho visto cinesi e non solo, farsi i selfie o foto posate, raccapriccianti…..

  13. Sono stata a Dachau ma mai ad Auschwitz. Sono posti terribili da visitare in cui si sente l’odore di morte e esci esce con il magone…

  14. Guarda sono stata a Trieste a San Sabba. Sicuramente un’altra cosa rispetto ad Auschwitz .. ma sono stata così male che non penso di riuscire a fare più una esperienza del genere .. eppure si dovrebbe farlo e rifarlo, per non dimenticare ..

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