Bretagna: Ouessant l’isola dei fari e delle tempeste

L’Isola di Ouessant insieme all’omonimo arcipelago rappresenta il vero Finistére, continuamente battuto dalle onde e dal vento, con una costa scandita da scogli di granito. Appare chiaro, ancora prima di metterci piede, già dalla nave mentre emerge all’orizzonte, che non è soltanto un grosso scoglio che spunta tra le acque turchesi, un incantevole ammasso roccioso sospeso tra mare e cielo, in balia di potenti tempeste e spaventose correnti, ma un’isola tanto affascinante e magica quanto famigerata e pericolosa.
Il detto che riguarda l’isola dice “Qui voit Ouessant voit son sang” tradotto “chi vede Ouessant vede il suo sangue” e starebbe a significare “che non bisogna avvicinarsi troppo all’isola per non rischiare di incagliarsi nelle scogliere tutte intorno”.
L’isola è temuta da mariani e uomini di mare di ogni sorta, anche i più preparati, per la violenza delle tempeste e per le scogliere a forma di granchio. È l’isola più a ovest della Bretagna, l’ultimo avamposto francese prima dell’immensità dell’Oceano Atlantico e si trova nel bel mezzo del passaggio navale più frequentato al mondo, al tempo stesso vanta una pessima reputazione a causa della sua pericolosità che ha causato frequenti naufragi, per contrastare i quali sono stati installati numerosi fari.

Vi ho già raccontato la Bretagna in questi quattro articoli: I luoghi imperdibili del Morbihan, Cosa vedere nel Finistére, Cosa non perdere nella Côtes d’Armor, I più bei villaggi dell’Ile-et-Vilaine delle isole bretoni da non perdere, in questo articolo vi racconterò, appunto, quali sono i fari (da visitare) nell’isola Ouessant.

1. IL FARO DI KERÉON

Il faro di Keréon è un faro offshore in quanto si trova al largo della costa sud orientale dell’isola, sullo scoglio di Men Tensel (che in bretone significa pietra astiosa) completamente circondato dal mare.
La sua costruzione, iniziata nel 1907, continuò tra mille difficoltà per il luogo scelto: sul passaggio di Fromveur, il braccio di mare che divide le isole di Ouessant e di Molène dalla terraferma, dove vi sono correnti fortissime che rendono la navigazione particolarmente insidiosa. Nonostante le numerose difficoltà occorse durante la costruzione e l’insorgere della grande guerra nel 1914, il farò entrò in servizio il 25 ottobre 1916.
Prese il nome da Charles-Marie Le Dall de Kéréon, un ufficiale della Marina Francese che venne ghigliottinato nel 1794 all’età di 19 anni, perché il faro venne ampliato grazie a una donazione della nipote dello stesso.
È conosciuto per la sua base carenata per resistere alla corrente e per essere stato il faro più confortevole per i guardiani, spazioso e arredato con legni pregiati. Il faro ha l’aspetto di un palazzo e al suo interno vi sono cinque sale arredate con molto sfarzo: mobili in quercia d’Ungheria e pavimenti intarsiati in legno.
Alimentato dapprima a petrolio, nel 1972 venne elettrificato grazie a due mulini a vento, sempre sorvegliati da due elettricisti presenti all’interno del faro. Kéreon è stato l’ultimo faro monumento costruito in Francia e uno degli ultimi a diventare automatizzato. Solo nel gennaio 2004, infatti, l’ultimo guardiano ha lasciato il faro. In seguito all’automazione si è interrotta la serie avvicendarsi di guardiani che si susseguivano in tutte le stagioni, con condizioni meteo non sempre favorevoli, tant’è che non era raro assistere a spettacolari arrampicate dei guardiani dai battelli per raggiungere il faro.

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ph: Cedric Caïn #instagam @lumieresdouessant

2. IL FARO DI STIFF

Il faro di Stiff, il più antico di Bretagna, domina tutta la parte nord-occidentale dell’isola, svetta sul Mar d’Iroise ed è composto da due torri accoppiate una per il faro e gli alloggi dei guardiani e l’altra per la scala e il deposito del carbone, in quanto un tempo funzionava a carbone, il faro regala una splendida vista su tutto il Finistère.
Il faro prende il nome dalla falesia di Stiff in cui sorge, punto culminante dell’isola ed è stato costruito nel 1689, dal 1978 nei pressi di Stiff, si trova la moderna Torre Radar e insieme “vegliano” su questo trafficato e pericolosissimo tratto di mare. Le coste del Finistère, agli inizi del diciottesimo secolo, erano dotate dei soli fari di Pointe de Saint Mathieu, nei pressi di Brest e per quello di Stiff, appunto, è chiara quindi l’importanza di questo faro per i naviganti, in particolare per quelli che si accingevano a imboccare la Manica.
Il funzionamento del faro veniva assicurato da un guardiano che abitava all’interno dello stesso, fino al 1717 solo da ottobre a marzo, grazie a un braciere che funzionava con legna di provenienza boschiva e carbone. Dal 1717 al 1720, per problemi economici, il funzionamento del faro venne sospeso, successivamente a tale data riprese a funzionare.

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ph: Cedric Caïn #instagam @lumieresdouessant

3. IL FARO DI CREAC’H

Il faro di Creac’h, che in bretone significa “promotorio”, si trova nell’estremo ovest dell’isola ed è molto imponente e con la maggiore portata luminosa d’Europa, è visibile sino a una distanza di 32 miglia marine, in quanto ha il compito di segnalare alle navi il pericoloso e trafficato tratto di Atlantico che, in quel punto, segna l’ingresso nel Canale della Manica. All’interno del faro si trova il computer che regola e controlla l’attività degli altri fari presenti sull’isola: Nividic, La Jument, Kéreon e Stiff.
Il faro di Créac’h è una torre cilindrica, a bande bianche e nere che sostiene un’alta lanterna di ferro, alla cui base si trovano tutta una serie di edifici a ferro di cavallo. All’interno il faro è molto elegante, tutto in legno pannellato e intarsiato.
Nella sua vecchia centrale elettrica (situata alla base dell’edificio) è stato creato nel 1988 il Museo dei Fari e delle Boe il Musée des Phares et des Balises.

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ph: Cedric Caïn #instagam @lumieresdouessant

4. IL FARO DI NIVIDIC

Il faro di Nividic si trova su una roccia al largo della Punta di Pern nella zona occidentale dell’isola, costruito in quel punto perché la nebbia, che è spesso presente nella zona, oscurava i segnali del vicino faro di Créac’h. La sua costruzione è stata lunga e laboriosa, cominciata nel 1912 fu danneggiata nel 1920 a causa di una terribile tempesta. Per le pessime condizioni che caratterizzano la zona i lavori terminarono solo nel 1936.
In origine il faro era alimentato da corrente elettrica, di quell’impianto sono rimasti due piloni in mezzo al mare, attualmente funziona grazie all’energia solare generata dai pannelli solari sistemati in cima alla struttura.

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ph: Cedric Caïn #instagam @lumieresdouessant

5. IL FARO DI JUMENT

Come i fari di Nividic e di Kéreon, non è situato sulla terraferma, bensì su una roccia che in bretone viene chiamata Ar Gazek-Coz (La Vecchia Giumenta in francese), in un tratto di mare, al largo della punta sud-ovest dell’isola, con presenza di fortissime correnti, considerato uno dei luoghi più pericolosi del litorale, spesso teatro di tragedie del mare. La più importante delle quali avvenuta nel 1896 che costò la vita a 250 persone, a seguito del naufragio del Drummond Castle, battente bandiera britannica.
Il faro è stato eretto tra il 1904 e il 1911 e la sua costruzione è iniziata a seguito di una donazione (di circa FF 400.000) da parte di Charles Eugène Potron, sfuggito ad un naufragio proprio in quell’area di mare.
Il faro, originariamente abitato da tre guardiani e un cuoco che, in qualche caso, si rifiutavano di andarci in quanto, per un difetto, la struttura è colpita da vibrazioni intense. Nel luglio del 1991, il faro, venne definitivamente abbandonato in quanto completamente automatizzato e posto sotto il controllo del computer del faro di Créac’h.
Il faro è stato reso celebre a livello internazionale grazie al fotografo Jean Guichard che lo ha immortalato in una serie di foto l’arrivo di un’onda che travolgeva il faro alla cui porta si affacciava una persona. Nel 1948 il regista francese Jean Epstein ha realizzato un film documentario, Le Feux de la mer, dedicato al faro della Jument.
L’isola si trova al largo di Le Conquet e si raggiunge tutto l’anno in battello da Brest, in due ore e mezza e da Le Conquet, in poco più di un’ora. Voli giornalieri da Brest in 15 minuti.

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ph: Cedric Caïn #instagam @lumieresdouessant

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