Provenza e Costa Azzurra: 15 villaggi da non perdere

Che la Francia sia particolarmente ricca di piccoli e incredibili villaggi è cosa nota,  e nei miei articoli ve ne ho parlato spesso. Ne è ricca la fiabesca ed enoica Alsazia, o la meravigliosa e poetica Normandia ma anche l’affascinante e selvaggia Bretagna o la patria del gusto e dello spirito e terra di straordinari vini, la Borgogna e ovviamente non sono da meno la Costa Azzurra con i suoi villaggi a picco sul mare e, soprattutto, la Provenza con i suoi borghi e villaggi arroccati o immersi nella lavanda.

La Costa Azzurra non è solo mondanità e turismo ricco e superficiale, in realtà la Côte d’Azur ha molto di più da offrire: dal quel mare turchese dalle infinite sfumature ai borghi arroccati che hanno stregato pittori come Chagall, Renoir, Matisse e Picasso molto prima che diventasse la meta prediletta dei ricconi internazionali. Per scoprire a pieno quella sua aria naïf, se posso darvi un consiglio, visitatela fuori stagione, quando la folla dei turisti si sarà dissipata, così potrete ammirare la baia di Saint-Tropez sgombra degli Yacht o i vicoli di Saint-Paul-de-Vence placidi e tranquilli come quando li frequentava Prévert, ma anche godervi appieno una romantica passeggiata sulla Croisette a Cannes o sulla Promenade a Nizza.

Un’ottima soluzione per visitare al meglio la Costa Azzurra è acquistare il City Pass Costa Azzurra che include: parcheggio riservato in centro città per evitare problemi di parcheggio, bus sali e scendi valido per 1 giorno a Marsiglia, Nizza e Monaco che vi permetterà di vedere tutte le attrazioni che la costa azzurra ha da offrire!

La Provenza è nota per le distese di lavanda, i villaggi arroccati, le stradine acciottolate, i davanzali rigorosamente fioriti che la rendono una delle regioni più amate dagli artisti che l’hanno scelta come punto d’approdo, ma è anche molto amata dai viaggiatori di tutto il mondo.  ma la Provenza non è solo il viola della lavanda o il turchese del mare. Rimarrete affascinati dalla Provenza, dai suoi colori e non solo dal viola della lavanda, ma anche dai colori del deserto e della sua terra che regala il Luberon con i Villaggi delle Ocre.

lavanda2

Leggi anche: Provenza, consigli su come organizzare il viaggio

Ma vediamo fra i tantissimi villaggi di Costa Azzurra e Provenza (che insieme formano la regione francese Provenza-Alpi.Costa Azzurra) quali sono quelli da vedere assolutamente:

1 – ÈZE

Andando da Nizza verso Monte Carlo o viceversa trovate questo splendido borgo a metà strada. La sua posizione, a strapiombo sul mare, offre vedute mozzafiato della Costa Azzurra. Un villaggio con una storia antichissima, che si respira in ogni angolo. A spasso per i suoi vicoli, illuminati dal sole, vi giungerà alle narici il profumo dei gelsomini disseminati ovunque in questo borgo magnifico.

Da vedere la chiesetta medievale; il castello dei Riquier col suo bellissimo e rigoglioso giardino. Vi consiglio di percorrete il cammino di Nietzsche, che collega Èze Village a Èze sur Mer, leggenda narra che questa strada abbia ispirato il filosofo nella stesura di una delle sue opere maggiori.

2 – SAINT-PAUL-DE-VENCE

A mio avviso e non solo, uno dei villaggi più romantici di Francia, tra i più belli del mondo. A renderlo così la sua conformazione: stradine acciotolate e vicoli pittoreschi, le impervie scalinate come le affascinanti piazzette con le fontane e i magici scorci. Antico villaggio costruito su una rocca per sfuggire alle invasioni dei saraceni. Per visitarlo al meglio dovete perdervi tra i suoi vicoli di pietra e fare una passeggiata panoramica lungo le mura: da qui si può ammirare la magnifica vista sulla vallata, fino al mare. L’arte, tutta, è passata di qui, personaggi del calibro di Chagall, Matisse e Mirò erano degli abituè, ma pure Picasso, Modigliani, Bonnard, o le star del cinema come Catherine Deneuve, Sophia Loren e Greta Garbo.

Fate un salto al cimitero e omaggiate la tomba del pittore Marc Chagall. Molte le gallerie d’arte e le botteghe artigianali, ancora ora qui vivono artisti, pittori e artigiani. Fate una capatina alla Fondazione Maeght, un museo in cui ammirare Chagall, Matisse e Mirò in una cornice eccezionale.

Vi consiglio, a fine giornata, una cenetta, magari a lume di candela, in uno dei ristorantini del borgo.

3 – ANTIBES

Antibes e Juan-les-Pins, sono le due località affacciate sulle baie naturali che hanno al centro il promontorio di Cap D’Antibes, questo grazie alla generosità della natura; poi però è intervenuta la mano dell’uomo e ha fatto sì che l’edificazione selvaggia che ha colpito un po’ tutta la Costa Azzurra, anche qui facesse i suoi danni. Il turismo di massa se da un lato fa del bene, dall’altro fa del male.

Il centro storico di Antibes, racchiuso dai bastioni del XVI secolo, con i suoi vicoletti, le case dai colori pastello e i tanti locali che propongono piatti di mare, ha la tipica aria delle cittadine provenzali.

Se volete fare un bagno in un luogo da sogno vi consiglio la Baia dei Miliardari nota anche come Baia del Denaro Falso – Anse de l’Argent Faux, ora (dal 2011) accessibile a tutti grazie a un sentiero, un tempo solo in barca.

Per una passeggiata fra la natura l’ideale è il Sentiero dei Doganieri, come in buona parte della Francia costiera anche la Costa Azzurra ha il suo di Chemin des Douaniers.

Merita una visita il Museo Picasso nel Castello Grimaldi, che ospita 23 quadri e 44 disegni dell’artista spagnolo che ha vissuto ad Antibes nel 1944.

4 – SAINT-TROPEZ

Quello che è stato per molto tempo un paesino con un porticciolo di pescatori, con l’arrivò di Brigitte Bardot e di altri vip è diventata una località molto alla moda che attira turisti da tutto il mondo. Diventa famosa negli anni ’60 anche grazie alle spiagge di Ramatuelle e Pampelonne, di sabbia chiara e finissima, ambite dai turisti.

Durante tutta l’estate si trasforma in una stazione balneare di grido con un porto gremito di yacht di lusso, un’atmosfera vivace e turistica con cafè con i tavolini all’aperto, locali notturni e i negozi bellissimi delle più prestigiose firme della moda. Torna ad essere quell’autentico e tranquillo paesino di pescatori dall’autunno alla primavera, quindi se siete interessati alla Saint Tropez autentica questo è il periodo per voi.

Le abitazioni dalle facciate dai colori pastello circondano il pittoresco porto sono l’emblema della Saint Tropez che ci piace.

Da vedere il Museo dell’Annonciade, all’interno della cappella di Notre-Dame-de-l’Annonciade, espone una collezione di dipinti di fine XIX secolo e inizio XX secolo. In ottobre, in occasione della manifestazione Les Voiles de Saint-Tropez, il golfo ospita magnifici velieri, classici e moderni.

5 – GOURDON

Si trova a 12 chilometri da Grasse ed è considerato uno dei più bei villaggi di Francia. Da visitare di giorno se volete trovare negozi e locali aperti, la sera si riesce a visitare in assoluta tranquillità, come è capitato a me, di contro non è possibile bere nemmeno una birra, i locali chiudono tutti dato che è abbastanza isolato, è comunque uno dei borghi più visitati della Costa Azzurra.

Arroccato sulle Gorges du Loup, a 760 metri di altitudine, è abitato da nemmeno 500 persone. Questo borgo ha un sacco di storia: occupato dai Romani, subì poi le invasioni musulmane dall’VII al X secolo. Nel corso del IX secolo, venne costruita la prima fortezza, data la sua posizione era facile vedere tutta l’aerea circostante, fino al mare.

Andate a curiosare nelle vie interne, con la dovuta educazione però, dato che ci sono bellissime abitazioni tipiche.

Una delle cose da fare a Gourdon, forse la prima, è godere della vista mozzafiato, si riesce a vedere persino il Mediterraneo, che si trova a 10 chilometri da Gourdon in linea d’aria.

6 – AIX-EN-PROVENCE

Aix-en-Provence è l’antica capitale della Provenza. Apprezzata per i suoi bellissimi viali con sontuose fontane e piazze, dove vi affacciano eleganti dimore che attestano l’importante passato di Aix.

Aix, oltre ad aver dato i natali a Paul Cézanne, è stata la sua casa per molto tempo. L’eredità lasciata da Cézanne è ancora molto presente in città, sui tombini c’è ancora il nome della sua famiglia, ma soprattutto, c’è l’Atelier dove il pittore visse. L’Atelier è una tappa obbligatoria per chi visita Aix. Si trova appena fuori dalle mura cittadine, a 500 metri dalla cattedrale in Via Cézanne, ci si arriva risalendo la Via Pasteur o con il bus n. 1 dalla Rotonda Fermata “Paul Cézanne”.

L’atelier è un padiglione con giardino dove l’artista ha passato buona parte della sua vita dipingendo. L’atelier è rimasto come lo ha lasciato il pittore al momento della morte: con pennelli, colori, cavalletti, libri e altri pezzi della sua vita. Ad Aix e dintorni ci sono molti luoghi che hanno segnato la vita del pittore impressionista, visitabili con escursioni guidate.

Altra tappa irrinunciabile in città è il Cours Mirabeau, spartiacque tra la parte vecchia e quella nuova. Nella parte bassa del Corso trovate La Rotonde, la bellissima fontana costruita nel 1860 e dall’importante valore simbolico con tre statue che raffigurano la Giustizia, l’Arte e l’Agricoltura.

Lungo il corso molti locali e ristoranti come il Café des Deux Garçons, un’istituzione ad Aix, numerosi palazzi nobiliari e al civico 38 l’Hôtel Maurel-de-Pontevés, risalendo il corso si incontrano altre 3 fontane: la prima è la Fontana dei Nove Cannoni, la Fontana dell’Acqua Calda, fonte termale già usata dai romani, oggi conosciuta come Fontana del Muschio, in quanto totalmente ricoperta e la fontana del Roi Renè (Re Renato) ritratto con l’uva in mano. Fu lui, infatti, a introdurre in Provenza il vino moscato.

Alla sinistra del Cours Mirabeau si stende la Città Vecchia di Aix-en-Provence, dove trovate la Cattedrale di Saint-Saveur, gioiello dell’arte romanica, ora in pessime condizioni, e la Torre dell’Orologio con l’Hotel-de-Ville.

Sulla destra del Corso Mirabeau si sviluppa il Quartiere Mazzarino. I due monumenti più rappresentativi del quartiere sono la Fontana dei Quattro Delfini e l’Hotel de Marignane.

7 – LOURMARIN

Si trova nel Parco Regionale del Luberon ed è un villaggio molto amato dai turisti stranieri meno da quelli italiani, sebbene sia considerato uno dei borghi più belli di Francia.

Il villaggio di Lourmarin ha un affascinante lungo viale centrale, Rue Henri de Savornin, disseminato di dimore dalle facciate colorate, botteghe artigianali, caffè e ristoranti e una massiccia presenza di atelier di artisti e gallerie d’arte, circa una ventina in un paesino che non conta nemmeno mille anime. Lourmarin, infatti, vanta una lunga tradizione artistica e nel corso dei decenni è diventata il luogo di vita di molti artisti e appassionati d’arte.

Un piccolo villaggio che sembra essere rimasto come un tempo, immutato nel corso dei secoli, con il castello che sovrasta il borgo. Il Castello, acquistato da Robert Laurent Vibert, un industriale francese, che lo aveva comprato per salvarlo dalla demolizione, è stato restaurato con l’aiuto della popolazione locale. Vibert, prima di morire, lo donò all’Accademia di Arti e Scienze di Aix-en-Provence che fece suo l’obbligo di ospitare ogni estate giovani artisti, come scrittori, pittori, scultori e musicisti.

Il castello è diviso in due aree storiche: la parte medievale e quella rinascimentale, perfettamente conservate, con straordinari arredi, camini, quadri e straordinarie viste sul borgo.

Il cimitero del paese accoglie i resti di due famosi scrittori: Albert Camus, Premio Nobel e Henri Bosco. La tomba di Camus è meta di un vero e proprio pellegrinaggio.

8 – SIMIANE-LA-ROTONDE

Un bellissimo villaggio che si popola durante il periodo di fioritura della lavanda mentre sembra abbandonato tutto il resto dell’anno. Dalla fine di giugno alla metà di agosto i paesaggi circostanti si colorano di tutte le varietà lavanda e dal borgo si gode di un panorama magnifico.

Il villaggio vanta una ricca storia, a testimonianza di ciò alcuni elementi architettonici dal Medioevo al Rinascimento, come la misteriosa rotonda del Castello, del XII secolo, che domina il borgo dall’alto della sua collina ed è la più antica testimonianza civile dell’arte romanica provenzale. In ciò che rimane della fortezza appartenuta alla famiglia Agoult, quindi il torrione con la sua celebre cupola rotonda e l’ala sud recentemente restaurata con le sale medievali al piano terra, che propongono la storia del castello e sale rinascimentali al primo piano, che accolgono un laboratorio di aromaterapia e delle mostre temporanee. Ogni estate ospita il festival di musica antica.

Il villaggio si colloca su una collima di 650 metri, tra il monte Ventoux, il Luberon e la Montagne de Lure, nel cuore della zona di produzione della lavanda e lavandin, che si estende su 20.000 ettari e fornisce il 90% della produzione mondiale di lavanda.

9 – VIENS

Viens è uno splendido borgo medievale, restaurato in maniera eccelsa, sembra quasi disabitato ma invece qualcuno ci abita. Visitare Viens è fare un salto indietro nel tempo.

Incastonato fra i meravigliosi paesaggi del Luberon e i coloratissimi campi di lavanda si erge su una roccia. Il suo passato medievale è ben rappresentato dalla Torre dell’Orologio che funge da accesso per poi trovare un susseguirsi di stretti vicoli e dimore medievali. Se ci si arriva da Nord il borgo sembra un’austera fortezza.

Dal villaggio partono ben 3 sentieri per andare alla scoperta delle Bories di Caseneuve, oltre a una passeggiata per scoprire le Gorges d’Oppedette, Gole di Oppedette. Da una terrazza sospesa nel vuoto potrete godere di uno spettacolo meraviglioso a strapiombo sulle gole di un canyon.

Appena più sopra c’è il villaggio, costituito da un nugolo di case e una chiesetta.

10 – SAIGNON

Un piccolo e meraviglioso villaggio con una chiesa, una piazzetta e una roccia panoramica e forse un bar, un paio di ristoranti e il villaggio è fatto.

La Chiesa di Notre Dame ospita pellegrini da secoli, fin dal Medioevo è stata il luogo di ritrovo dei fedeli della Provenza e luogo di sosta per i pellegrini diretti verso Roma lungo la Via Domitia e per quelli che dall’Italia andavano verso Santiago de Compostela.

Per le strade di Saignon, dopo la chiesa, trovate una caratteristica piazzetta con palazzi colorati decorati da piante rampicanti e al centro una fontana, una piazza molto suggestiva. Lungo la salita si trova la Roccia che scende a strapiombo sul territorio circostante e dove ci sono i resti di un castello con una chiesetta privata non visitabile.

11 – ROUSSILLON

Roussillon è un villaggio famoso perché sorge su un giacimento d’ocra. Tant’è che la zona è conosciuta anche come “le terre d’ocra” ed ha i colori del deserto. Roussillon prende il nome dal rosso delle sue terre che in realtà sono anche giallo e arancione e qui, infatti, non solo la terra ma anche i palazzi sono o arancio o rosso o giallo.

Da Russillion parte il Sentiero delle Ocre uno spettacolare percorso nella natura che consiste in una passeggiata di circa 45 minuti circondati dalle pietre colorate, si attraversa, infatti, un canyon dai colori incredibili.

La visita al villaggio è obbligatoria perché è molto carino e non solo per il colore dei palazzi ma anche per i suoi vicoli molto suggestivi,  per la piccola piazzetta Hotel de Ville, ovvero il municipio, dove non mancano locali e caratteristiche botteghe.

Sempre a Roussillon è possibile visitare il Conservatoire des Ocres et Pigments Appliqués  per imparare tutto sui pigmenti colorati, le proprietà cromatiche dell’ocra e visitare la fabbrica.

12 – GORDES

Uno dei borghi più belli di Francia, arroccato su uno sperone di roccia regala panorami mozzafiato, le sue stradine lastricate, le case in pietra, appoggiate una all’altra quasi a voler reggersi in piedi tra loro, il magnifico castello formano un luogo incantevole tanto da essere stato il set del film Un’ottima annata con Russel Crowe. La sagoma del Castello e della Cattedrale svettano tra le caratteristiche casette e non manca la suggestiva fontana ai piedi del Castello.

A circa un paio di chilometri dal centro di Gordes c’è le Village des Bories, un borgo troglodita abitato dagli uomini circa 3000 anni fa. Bories in francese sono le pietre che si trovano nella vicina Apt con le quali, a secco, senza uso di cemento o malte, è stato costruito il villaggio.

A pochi chilometri da Gordes c’è l‘Abbazia Cistercense di Sénanque che, con i suoi campi di lavanda, è la protagonista assoluta della Provenza, la sua immagine rappresenta la Provenza in fotografie e cartoline. Una tappa obbligatoria per tutti i viaggiatori che visitano la Provenza. Ancora oggi abitata da frati e monaci.

Da vedere nell’Abbazia di Sénanque: la Chiesa, dotata dell’essenziale come ogni chiesa dell’Ordine cistercense, con due cappelle in stile romanico; il Dormitorio dove i monaci cistercensi si riposavano; il Chiostro, centro dell’Abbazia e il luogo di passaggio e raccordo di tutte le parti che la compongono; lo Scriptorium, una sala dove i monaci venivano a trascrivere i libri sacri e leggere e dove sono ancora visibili i resti di due grandi camini che servivano anche per propagare la luce; la Sala del Concistoro, dove l’abate e i frati si incontrano tutti i giorni per leggere un capitolo (da cui il nome) della regola di San Benedetto e prendono le decisioni che riguardano la comunità e il Bookshop, nonostante la ferrea disciplina anche i monaci hanno necessità di fare cassa.

13 – FONTAINE-DU-VAUCLUSE

Oltre a essere uno dei borghi più particolari di Francia, vanta la sorgente più grande d’Europa che ha anche ispirato Petrarca per il celebre verso “Chiare, dolci e fresche acque”. Ecco non ve lo sarete mai aspettati, nemmeno io, ma è proprio grazie a Fontaine-du-Vaucluse che Petrarca dedica queste parole a Laura.

Molto caratteristica la piazza, Place de la Colonne, a ridosso del fiume interamente circondata da alberi secolari che coprono interamente la Piazza con al centro la colonna che le dà il nome, fu eretta in omaggio al Petrarca, il 20 luglio 1804. Inizialmente venne posizionata vicina alla fonte del fiume Sorgue e solo dopo 25 anni fu trasferita in questa posizione.

Dalla piazza attraversando il ponte sul fiume si arriva subito alla casa ora museo di Petrarca dedicato a Petrarca, dove abitava il Petrarca. Qui sono esposte edizioni delle sue opere illustrate da grandi artisti tra cui Picasso, Braque e Mirò. Attraverso il tunnel di fianco la casa si arriva nel giardino della casa lambito dalle “dolci acque”.

L’acqua è l’assoluta protagonista del paesaggio: mulini, case adagiate sull’acqua, ristoranti pieni zeppi con viste spettacolari in questo splendido panorama naturalistico che dà vita a uno dei più bei villaggi di Francia.

Dal centro del paese parte una passeggiata che costeggia il fiume Sorgue e conduce direttamente alla fonte, dove godendo di uno spettacolo della natura tra alberi, vegetazione il rumore dell’acqua delle piccole cascate che invadono il paesaggio si arriva all’altissima falesia sotto la quale si trova la sorgente.

Dall’altro lato della piazza, nel senso opposto del ponte, la Chiesa di Notre Dame, risalente all’XI secolo. Costruita dai monaci vittoriani sui resti di un santuario dedicato al Dio Pagano dell’acqua. Al suo interno c’è un’imponente colonna romana e un capitello posizionato sulla colonna opposta che sono i resti dell’antico tempio.

Altro museo è il Monde Souterrain, dedicato alla speleologia con grotte, stalattiti e concrezioni calcaree raccolte da Borbert Casteret.

14 – SAINT-RÉMY DE PROVENCE

Saint Rémy è nota anche per essere legata a due figure illustri: Nostradamus e Vincent Van Gogh. Nostradamus nacque a Saint-Rèmy anche se passò gran parte della sua vita nella vicina Salon de Provence. Vincent Van Gogh visse per un anno nel manicomio della cittadina provenzale dove dipinse alcuni dei suoi capolavori.

A preludio dell’interessante cittadina provenzale il viale alberato che conduce al centro di Saint-Remy. Un concentrato di Provenza: dall’imponente duomo, alle piazzette con le fontane, ai numerosi vicoli disseminati di bellissimi negozi e locali. Perdetevi in quei vicoli, fermatevi a pranzare in uno dei ristoranti nella bellissima piazzetta del Municipio, e una delle sue laterali porta alla casa dove nacque Nostradamus.

A Saint Rémy, come dicevo, c’è il Monastero di Saint-Paul-de-Mausole, noto per essere stato il manicomio di Van Gogh, che merita una visita indipendentemente da questo fatto, in quanto capolavoro del Romanico Provenzale: soprattutto il chiostro del XI Secolo ricorda molto lo stile della chiesa di Saint Trophime d’Arles. I monaci francescani furono i primi ad accogliere i malati di mente, fin dal 1400, attività che continua ancora oggi.

A un chilometro da Saint-Rémy si trovano le rovine della antica Glanum, una città prima celtico-ligure e poi romana, di cui restano intatti due splendidi monumenti: il Mausoleo, alto 18 metri, è scolpito con scene di battaglia, caccia, natura e due statue e l’Arco di Trionfo segnava l’ingresso a Glanum con, ai lati, raffigurazioni degli schiavi rassegnati al dominio romano.

15 – LES-BAUX-DE-PROVENCE

Il villaggio di Les Baux de Provence si colloca su uno sperone roccioso, fiancheggiato da due strapiombi ed è caratterizzato da un antico Castello Fortezza in rovina e alcune case disabitate. Dopo secoli di splendore dovuto all’intraprendenza dei signori di Les Baux, la decadenza del piccolo villaggio, tra i meno noti ma tra i più belli di Provenza, cominciò nel lontano 1632 per mano del Cardinale Richelieu che ne ordinò lo smantellamento.

Vi abitano meno di 500 persone, il borgo è delizioso e piccolissimo e viene da domandarsi come riesca ad accogliere tanti viaggiatori e turisti.

Del Castello restano i resti delle antiche mura e dei torrioni, le catapulte ed altro, si estende su un’ampia superficie verde. Altro gioiello architettonico della città è la chiesa di Saint Vincent, un edificio religioso del IX, in parte scavato nella roccia, è dedicato a Vincenzo di Saragozza, diacono del vescovo, una delle prime vittime delle persecuzioni anticristiane del IV secolo, ed è in stile romanico provenzale. Meritano la visita gli interni.

Altra attrattiva sono le “Carrières de Lumières”. Le ex cave destinate all’estrazione della bauxite, chiuse nel 1935, hanno subito un importante restauro che ha permesso alle “Carrières de Lumières” di riaprire al pubblico tre anni fa, con una nuova vocazione di palcoscenico di spettacoli suggestivi.

Nelle pareti di roccia vengono riprodotte immagini e colori, dedicate ad opere di artisti. Dall’1 marzo 2019 al 5 gennaio 2020, le Carrières de Lumières propongono uno spettacolo dedicato a Van Gogh. Non ho visto quello di Van Gogh ma a Rouen e a Reims ho visto le riproduzione simili sulla facciata della cattedrale ed è uno spettacolo bellissimo.

 

25 thoughts on “Provenza e Costa Azzurra: 15 villaggi da non perdere

  1. Io e te siamo esattamente agli antipodi. Vado a Saint Tropez ogni anno a metà luglio perché mi piace proprio quell’ allure chic e glamour che lo rende diverso da tutti gli altri paesini del golfo. Con le feste sui mega yacht, o cenare a fianco di Naomi Campbell. Saint Tropez ridotto a paesino di pescatori lo trovo triste. Poi probabilmente a te piace così. C’è da dire che magari tu ci vai in compagnia, io sono single e se non c’è vita la sera che faccio? Comunque quei paesini li ho visti tutti, con i miei genitori da ragazzina. E ho fatto molti acquisti!

    1. Si io viaggio accompagnata, ma non sempre. La differenza comunque credo sia data più dall’età, sono sicuramente molto più grande. Vent’anni fa adoravo i luoghi più caotici e viaggiavo in periodi più tradizionali per il turismo, adesso viaggio molto di più e moltissimo in periodi anomali. Quello che volevo dire è che chi come me non ama la confusione di luglio e agosto o comunque in quei periodi lavora, fuori stagione trova un’atmosfera diversa.

  2. Ottimo!
    sei andato a vedere la profumeria vicino a SAINT-PAUL-DE-VENCE? e uno spettacolo per le narici.

    ad antibe nelle viuzze hai provato la sciacciata di ceci?

    Potevo farti da quida, avevo una zia a nizza, sono posti che conosco a memoria ?

    1. A Saint Paul de Vence e ad Antibes ci sono andata l’anno scorso. Ho due amici che anno casa a Nizza, mi avevano dato molte dritte, grazie comunque sei gentilissima Thess

  3. Il Pass per la Costa Azzurra compreso di parcheggio lo trovo utilissimo, soprattutto è un incentivo in più per i turisti! Poi i panorami che si trovano in queste zone valgono la pena sicuramente di prendersi dei giorni per girarsi tutta questa parte di Francia. Si possono osservare le diverse sfaccettature francesi in tutti i piccoli borghi!

  4. Per me sono tutti da visitare, prendersi una bella settimanella e ogni giorno visitare un posto nuovo, da come ne parli e le foto mi hai fatto innamorare. Certe volte ci sono posti meravigliosi ma molto sottovalutati.

  5. Anche io adoro viaggaire in tempi diversi rispetto alle solite mete affollate, poi col cambiamento climatico mi consente di allungare i mesi e le mete per lascelta dei miei viaggi

  6. Che posti e che colori meravigliosi! Sono bellissime le tue foto…spero di avere la possibilità di fare un giro presto…

  7. Mi casca a pennello questo post, sono passata diverse volte in costa azzurra, ma essendo un luogo di passaggio il tempo non basta quasi mai per fermarsi. Al più presto, questo autunno spero, voglio fare un viaggio on the road in zona e proprio andare piano per fermarmi li e gustare questi paeselli

Rispondi