Ho visitato Parigi più volte, fermandomi ogni volta abbastanza a lungo da poterla attraversare senza fretta. Eppure non ne avevo mai scritto. Forse perché è una di quelle città di cui sembra sia già stato detto tutto. Ho capito invece che non serviva raccontare tutta Parigi, ma scegliere le Parigi che più mi somigliano.
Parigi non è una città che si lascia comprendere tutta insieme.
Ogni quartiere ha un carattere diverso, un ritmo proprio, quasi una personalità. Ci sono zone eleganti e ordinate, altre più irregolari e
artistiche, quartieri letterari, residenziali, vivaci, silenziosi.
Per questo, più che limitarsi a vedere i monumenti, vale la pena scegliere alcuni quartieri e attraversarli lentamente, lasciando che sia l’atmosfera a guidare il percorso.
Montmartre
Montmartre è uno dei quartieri più riconoscibili di Parigi e anche uno di quelli con l’identità più forte.
La collina, le scalinate, le case basse, le strade che salgono e scendono, i lampioni, i piccoli ristoranti e gli scorci sui tetti della città costruiscono un paesaggio che sembra quasi separato dal resto di Parigi.
Il Sacré-Cœur domina naturalmente il quartiere, ma la parte più interessante comincia proprio quando ci si allontana dalla basilica e da Place du Tertre.
Rue Lepic, rue des Abbesses, le strade intorno al Moulin de la Galette e le vie laterali raccontano una Montmartre più intima.
È il quartiere da scegliere se cercate una Parigi scenografica, romantica e ancora capace, nonostante il turismo, di conservare qualcosa della sua anima bohémien.
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Saint-Germain-des-Prés
Saint-Germain-des-Prés è una Parigi diversa.
Più elegante, più composta, legata alla letteratura, agli editori, alle gallerie e ai caffè storici.
Qui si cammina tra facciate raffinate, librerie, antiquari e locali diventati celebri grazie agli scrittori e agli intellettuali che li frequentavano.
Il Café de Flore e Les Deux Magots fanno parte ormai dell’immaginario parigino, ma Saint-Germain è soprattutto un quartiere da percorrere lentamente, entrando nelle strade laterali e avvicinandosi alla Senna.
È una zona che mi piace per il modo in cui riesce a essere sofisticata senza perdere del tutto il senso della città vissuta.
Il Quartiere Latino
Il Quartiere Latino è uno dei luoghi in cui Parigi appare più giovane e più viva.
La presenza della Sorbona e delle altre istituzioni culturali ha sempre dato a questa zona un carattere particolare, fatto di studenti, librerie, piccoli cinema, caffè e strade animate fino a tardi.
Qui il tessuto urbano è meno regolare rispetto ai grandi boulevard haussmanniani e questo rende il quartiere molto piacevole da esplorare a piedi.
Tra una strada e l’altra si arriva facilmente alla Senna, a Notre-Dame, alle librerie e a quei piccoli angoli in cui la città sembra improvvisamente più raccolta.
È uno dei quartieri migliori per chi ama camminare senza un itinerario troppo preciso.
Le Marais
Le Marais è uno dei quartieri più affascinanti dal punto di vista architettonico.
Alle porte del Marais, affacciato sulla piazza omonima e a pochi passi dalla Senna, sorge l’imponente Hôtel de Ville, sede del municipio di Parigi.
Le trasformazioni ottocentesche di Haussmann hanno modificato profondamente Parigi, ma qui si conserva ancora un tessuto urbano più antico, con strade strette, hôtels particuliers, cortili nascosti e palazzi storici.
Place des Vosges è uno dei luoghi più eleganti del quartiere, ma il Marais è interessante proprio per la varietà.
Gallerie, negozi indipendenti, pasticcerie, piccoli ristoranti e musei convivono con edifici storici e angoli molto tranquilli.
È una zona perfetta per chi vuole vedere una Parigi elegante ma meno monumentale.
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Île Saint-Louis
Île Saint-Louis è piccola e forse proprio per questo ha un’atmosfera così particolare.
Si trova nel cuore della città, ma riesce a dare l’impressione di essere quasi separata dal resto di Parigi. Le strade sono raccolte, i palazzi eleganti, le rive della Senna sempre vicine.
Qui si può passeggiare senza grandi programmi, fermandosi davanti ai portoni, osservando le facciate e cercando scorci sul fiume.
È uno dei luoghi che sceglierei quando si vuole rallentare davvero.
Montparnasse
Montparnasse non ha l’aspetto da cartolina di Montmartre, ma possiede una storia culturale enorme.
All’inizio del Novecento diventò uno dei grandi centri della vita artistica parigina, frequentato da pittori, scrittori e fotografi provenienti da tutta Europa.
Ancora oggi alcune brasserie storiche ricordano quella stagione.
Il quartiere è più urbano, più ampio, meno romantico nel senso classico, ma proprio per questo può essere interessante per chi vuole vedere una Parigi meno costruita intorno all’immaginario turistico.
Canal Saint-Martin
Il Canal Saint-Martin mostra un volto più contemporaneo e quotidiano della città.
Ponticelli, chiuse, alberi, locali e passeggiate lungo l’acqua creano un’atmosfera rilassata, soprattutto nelle giornate di sole.
È una zona meno monumentale e più vissuta, frequentata da chi abita in città.
Può essere una buona scelta se si vuole alternare la Parigi classica a un quartiere più informale.
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Passy
Passy appartiene a una Parigi più residenziale e discreta.
Le strade sono eleganti, gli edifici ordinati e l’atmosfera molto diversa da quella dei quartieri centrali più frequentati.
È una zona che permette di vedere un lato più borghese e tranquillo della città.
Da qui si possono trovare anche scorci particolarmente belli verso la Tour Eiffel senza essere necessariamente immersi nelle zone più affollate.
Quale quartiere scegliere a Parigi?
Dipende molto da che tipo di città volete trovare.
Per una prima volta a Parigi sceglierei Saint-Germain-des-Prés e il Quartiere Latino, perché permettono di unire atmosfera, storia e passeggiate lungo la Senna.
Per il lato più scenografico e romantico, Montmartre resta imbattibile.
Se cercate eleganza e architettura, Le Marais e Passy sono due ottime alternative, molto diverse tra loro.
Per una Parigi più quotidiana e contemporanea sceglierei invece Canal Saint-Martin.
E per rallentare davvero, senza grandi programmi, Île Saint-Louis resta uno dei luoghi più piacevoli della città.
Parigi funziona così: non esiste un solo quartiere che la rappresenti davvero.
Forse il modo migliore per conoscerla è proprio passare da uno all’altro e accorgersi, ogni volta, di essere entrati in una città leggermente diversa.
Quando andare a Parigi? Sempre, ma l’autunno è una bellissima stagione.

