Ma cosa ci sarà da vedere in Dordogna? Moltissimo. È un territorio straordinariamente ricco di storia, borghi, castelli, siti preistorici e, cosa che certamente non guasta, ottima cucina.
Abbiamo visitato la Dordogna nell’ambito di un viaggio molto più ampio in Nuova Aquitania, che ci aveva già portato nei Paesi Baschi francesi, con una puntatina a San Sebastián e dintorni, nel Bacino di Arcachon e poi a Bordeaux, Médoc, Pomerol e Saint-Émilion.
Da Saint-Émilion siamo quindi partiti alla scoperta della Dordogna.
Prima di cominciare, però, chiariamo una questione che può creare un po’ di confusione: Dordogna e Périgord non sono esattamente due nomi diversi della stessa entità amministrativa, anche se oggi vengono normalmente utilizzati per indicare lo stesso territorio.
Il Périgord è l’antica regione storica che corrisponde in larga parte all’attuale dipartimento della Dordogna, creato durante la Rivoluzione francese. Nel linguaggio turistico i due nomi vengono ormai utilizzati quasi come sinonimi.
Cosa vedere in Dordogna
La Dordogna possiede un patrimonio storico e soprattutto preistorico eccezionale.
Uno dei territori più importanti è la Valle della Vézère, dove si concentra un numero straordinario di siti paleolitici e grotte decorate.
L’UNESCO ha inserito nel Patrimonio mondiale un insieme composto da 15 siti preistorici della Valle della Vézère, tra i quali la celebre grotta di Lascaux. Non significa quindi che in Dordogna esistano soltanto quindici siti preistorici: la valle ne conta molti di più.
A questo patrimonio si aggiungono castelli, abbazie, bastides, borghi medievali, giardini e paesaggi attraversati dalla Dordogna, dalla Vézère e dalla Dronne.
E poi c’è la gastronomia: foie gras, anatra, oca, noci, tartufo nero e vini. Da queste parti anche il viaggio a tavola ha una certa importanza.
Come visitare la Dordogna
L’auto è sicuramente il mezzo più comodo.
Le distanze non sono enormi, ma le cose da vedere sono moltissime e spesso si trovano fuori dai centri principali. L’auto permette inoltre di cambiare programma facilmente e fermarsi nei piccoli villaggi incontrati lungo la strada.
Noi abbiamo dedicato alla Dordogna quattro notti e quasi cinque giorni, inserendola alla fine del nostro viaggio in Nuova Aquitania.
La Dordogna-Périgord è tradizionalmente divisa in quattro zone
Il Périgord Noir, a sud-est, deve il proprio nome al paesaggio scuro delle fitte foreste. È la zona di Sarlat, delle valli della Dordogna e della Vézère e di alcuni dei più importanti siti preistorici della regione.
Il Périgord Blanc, nella parte centrale, prende il nome dalla pietra calcarea chiara che caratterizza il territorio. Qui si trova Périgueux.
Il Périgord Vert, a nord, è il territorio più verde, attraversato da fiumi e ricco di boschi e prati. Una parte rientra nel Parc Naturel Régional Périgord-Limousin.
Infine il Périgord Pourpre, a sud-ovest, è la zona di Bergerac e dei vigneti. La denominazione “pourpre”, più recente rispetto alle altre, richiama proprio il colore del vino e del paesaggio viticolo.
Primo giorno
Itinerario da Saint Èmilion a Brantôme en Périgord.
Luoghi visitati: Périgueux, Saint-Jean-de-Côle, Bourdeilles e Brantôme-en-Périgord.
Il primo giorno siamo partiti da Saint-Émilion, abbiamo attraversato il Périgord Blanc e ci siamo fermati a Périgueux.
Abbiamo poi continuato verso Brantôme-en-Périgord, nel Périgord Vert, dove ci siamo fermati per la notte. Nel pomeriggio abbiamo visitato anche Saint-Jean-de-Côle e Bourdeilles.
La prima notte a Brantôme abbiamo alloggiato e cenato a Le Moulin de l’Abbaye. La struttura occupa un antico mulino e si trova in una splendida posizione sulla Dronne.
La terrazza sembra quasi galleggiare sul fiume e il paesaggio circostante è magnifico. Se riuscite, regalatevi almeno un pranzo qui: questo angolo di Brantôme, da solo, vale la sosta.
Dordogna cosa vedere: il Périgord Blanc
Périgueux
Périgueux è una città d’arte e di storia nella quale epoche molto diverse convivono a poca distanza l’una dall’altra.
Le testimonianze dell’antica Vesunna gallo-romana, le strade medievali, i palazzi rinascimentali e le case a graticcio rendono particolarmente piacevole passeggiare nel centro.
Il monumento più riconoscibile è la Cathédrale Saint-Front, con le sue grandi cupole.
Qui bisogna fare una precisazione interessante. Nel XIX secolo la cattedrale venne profondamente restaurata dall’architetto Paul Abadie, che successivamente progettò la basilica del Sacré-Cœur di Montmartre. La somiglianza tra i due edifici non è quindi casuale.
Saint-Front fa inoltre parte dei monumenti francesi dei Cammini di Santiago de Compostela inseriti nel Patrimonio mondiale UNESCO.
Passeggiando nel centro incontrerete poi palazzi rinascimentali e antiche dimore costruite nella caratteristica pietra chiara.
Una tappa al mercato di Périgueux è invece consigliata a tutti i buongustai. E magari, prima, concedetevi anche un aperitivo.
Sorges
Se amate il tartufo, Sorges merita una deviazione.
Il paese è strettamente legato al tartufo nero del Périgord, Tuber melanosporum, e ospita l’Écomusée de la Truffe, dedicato alla storia, alla coltivazione e alla ricerca del prezioso tubero.
Il periodo più interessante per gli appassionati è naturalmente l’inverno, quando si svolgono mercati ed eventi dedicati al tartufo.
Dordogna cosa vedere: il Périgord Vert
Brantôme-en-Périgord
Brantôme è davvero molto carina.
Il centro storico si sviluppa lungo la Dronne e il rapporto tra il fiume, gli edifici e l’imponente abbazia crea alcuni degli scorci più belli del Périgord Vert.
La tradizione attribuisce la fondazione dell’abbazia benedettina a Carlo Magno, nell’VIII secolo, anche se l’insieme architettonico che vediamo oggi è il risultato di numerose trasformazioni avvenute nel corso dei secoli.
Passeggiate lungo il fiume e tra le stradine del centro. Se avete tempo, un altro modo per vedere Brantôme è dall’acqua, noleggiando una canoa e pagaiando sulla Dronne.
Bourdeilles
Ad appena una decina di chilometri da Brantôme si trova Bourdeilles, piccolo borgo affacciato sulla Dronne e conosciuto soprattutto per il suo castello.
O meglio, per i suoi due castelli.
All’interno dello stesso complesso convivono infatti una fortezza medievale del XIII secolo, dominata dall’imponente mastio, e un elegante palazzo rinascimentale costruito nel XVI secolo.
È proprio il contrasto tra i due edifici a rendere particolarmente interessante la visita.
Il borgo è minuscolo e si visita velocemente, ma proprio per questo è perfetto da abbinare a Brantôme e Saint-Jean-de-Côle.
Saint-Jean-de-Côle
A Saint-Jean-de-Côle, tra stradine acciottolate, case in pietra e fiori, il tempo sembra essersi fermato.
Il paese fa parte de Les Plus Beaux Villages de France e si sviluppa intorno a una piccola piazza dominata dal Château de la Marthonie.
Nelle vicinanze si trova anche la particolare église Saint-Jean-Baptiste, edificio romanico del XII secolo dalla pianta inconsueta.
È un villaggio piccolo, tranquillo e raccolto. Uno di quei luoghi in cui non serve necessariamente avere una lista di cose da vedere: basta passeggiare.
Secondo giorno
Itinerario da Brantôme en Périgord a Sarlat Le Canéda.
Luoghi visitati: Sorges, Saint-Amand-de-Coly, Montignac-Lascaux, Saint-Léon-sur-Vézère e Sarlat-la-Canéda.
Dopo una splendida colazione siamo ripartiti da Brantôme con destinazione Périgord Noir.
Lungo il tragitto abbiamo fatto una tappa a Sorges, nel Périgord Blanc, e abbiamo poi proseguito verso Sarlat-la-Canéda, nostra base per la seconda e la terza notte.
Dordogna cosa vedere: il Périgord Noir
È probabilmente la zona più conosciuta della Dordogna e quella con la maggiore concentrazione di luoghi che attirano i viaggiatori.
Qui si incontrano la Valle della Vézère, strettamente legata alla preistoria, e la Valle della Dordogna, punteggiata di borghi e castelli.
Tra i più conosciuti ci sono Château de Castelnaud, Château des Milandes, Château de Puymartin, Château de Commarque e Château de Hautefort.
Ma il bello del Périgord Noir è anche semplicemente guidare: castelli, piccoli paesi e falesie compaiono continuamente lungo la strada.
Saint-Amand-de-Coly
Saint-Amand-de-Coly è un piccolo borgo dominato dall’imponente abbazia fortificata, costruita principalmente tra XII e XIII secolo.
L’edificio ha un aspetto quasi militare e racconta bene quanto, nel Medioevo, anche un complesso religioso potesse avere esigenze difensive.
Passeggiate poi tra le case in pietra del villaggio e, se avete più tempo, approfittate dei sentieri che attraversano la campagna circostante.
Montignac: le Grotte di Lascaux
Lascaux è uno dei luoghi che hanno reso famosa la Dordogna nel mondo.
La grotta venne scoperta nel 1940 da quattro adolescenti e le sue pitture rupestri, risalenti al Paleolitico superiore, sono considerate tra le più importanti testimonianze dell’arte preistorica.
La grotta originale venne aperta al pubblico nel dopoguerra, ma l’enorme afflusso di visitatori provocò rapidamente problemi di conservazione.
Per questo motivo Lascaux originale è chiusa al pubblico dal 1963.
Nel 1983 venne inaugurata Lascaux II, la prima grande riproduzione, che ricrea la Sala dei Tori e il Diverticolo Assiale.
Oggi il principale centro di visita è invece Lascaux IV – Centre International de l’Art Pariétal, inaugurato nel 2016 ai piedi della collina. Al suo interno è stata ricostruita l’intera grotta accessibile, accompagnata da spazi dedicati all’arte parietale e alla preistoria.
Se state organizzando oggi il viaggio, è quindi soprattutto Lascaux IV il punto di riferimento.
Saint-Léon-sur-Vézère
Una manciata di case in pietra color miele sulle rive della Vézère: Saint-Léon-sur-Vézère è uno dei villaggi più belli di questa parte della Dordogna e fa parte de Les Plus Beaux Villages de France.
Al centro del paese si trova la chiesa romanica di Saint-Léonce, costruita nel XII secolo.
Perdetevi tra le stradine e raggiungete poi le rive della Vézère, dove potete fermarvi a mangiare o semplicemente sedervi vicino all’acqua.
È uno di quei villaggi che non hanno bisogno di grandi attrazioni: funziona perfettamente così com’è.
Sarlat-la-Canéda
Sarlat-la-Canéda, capitale del Périgord Noir, merita sicuramente più tempo rispetto ai piccoli villaggi incontrati lungo la strada.
La città si sviluppò intorno a un’abbazia medievale e possiede un centro storico straordinariamente ben conservato, ricco di edifici medievali e rinascimentali costruiti nella tipica pietra dorata della regione.
Passeggiate senza fretta tra le stradine del centro, osservate i palazzi e fermatevi nelle piazze.
E soprattutto lasciate spazio alla gastronomia.
Tartufo nero, foie gras, anatra, oca e noci sono protagonisti della cucina del Périgord e Sarlat è uno dei posti migliori per scoprirla.
Il grande mercato tradizionale si svolge il mercoledì e il sabato e, se riuscite a far coincidere la visita con uno di questi giorni, vale sicuramente la pena.
La sera Sarlat cambia atmosfera e la pietra degli edifici assume colori completamente diversi. Noi abbiamo scelto di fermarci qui due notti proprio per poterla vivere anche dopo la partenza dei visitatori giornalieri.
Terzo giorno
Luoghi visitati: Sarlat-La-Canéda, Domme, Belvès, Castenau-La-Chapelle, La Roque-Gageac, Vézac, Beynac-et-Cazenac.
Luoghi visitati: Sarlat-la-Canéda, Domme, Belvès, Castelnaud-la-Chapelle, La Roque-Gageac, Vézac e Beynac-et-Cazenac.
Il terzo giorno lo abbiamo dedicato a Sarlat e soprattutto ai villaggi della Valle della Dordogna.
Qui le distanze sono brevi e in una giornata è possibile vedere parecchio senza trascorrere ore in auto.
Domme
Domme è una bastide reale fortificata, fondata nel XIII secolo in posizione dominante sulla valle della Dordogna.
Fa parte de Les Plus Beaux Villages de France e basta raggiungere i punti panoramici affacciati sulla valle per capire perché sia diventata una delle località più conosciute della zona.
Entrate attraverso la Porte des Tours e passeggiate tra le strade della bastide fino al belvedere.
Sotto il paese si sviluppa inoltre una grotta naturale visitabile, particolare anche perché l’accesso si trova praticamente nel cuore del borgo.
Belvès
Arroccata sopra la valle della Nauze, Belvès è conosciuta come la città dei sette campanili.
Anche Belvès fa parte de Les Plus Beaux Villages de France e conserva un interessante centro medievale.
La visita può iniziare da Place des Armes, dove si trova l’antico mercato coperto, per poi proseguire tra vicoli, porte fortificate e dimore storiche.
Castelnaud-la-Chapelle
Castelnaud-la-Chapelle è uno dei villaggi più scenografici della valle.
Le case in pietra salgono verso il Château de Castelnaud, fortezza medievale costruita in posizione strategica sopra la Dordogna.
Dall’altra parte del fiume si trova Beynac: durante la Guerra dei Cent’anni i due castelli si trovarono su fronti opposti e questa vicinanza rende ancora più evidente l’importanza strategica della valle.
Poco distante si trova anche il Château des Milandes, conosciuto soprattutto per essere stato la casa di Joséphine Baker. Il castello e i suoi giardini meritano una visita se avete tempo.
La Roque-Gageac
La posizione di La Roque-Gageac è difficile da dimenticare: il villaggio è stretto tra un’alta falesia e il fiume Dordogna.
Le case color miele sembrano quasi appoggiate alla parete rocciosa e il paese si sviluppa in una lunga striscia lungo il fiume.
Salite tra le stradine, osservate il panorama e poi tornate sulla riva. Da qui partono le tradizionali gabares, imbarcazioni dal fondo piatto un tempo utilizzate per il trasporto delle merci lungo la Dordogna e oggi impiegate per escursioni sul fiume.
È un modo molto piacevole per osservare dal basso alcuni dei castelli della valle.
Nei dintorni si trovano anche i Jardins de Marqueyssac, famosi per i loro bossi potati e soprattutto per la posizione panoramica.
Dal belvedere lo sguardo abbraccia la valle, La Roque-Gageac e diversi castelli. In estate vengono inoltre organizzate alcune serate illuminate da migliaia di candele.
Beynac-et-Cazenac
Un altro dei villaggi più belli della valle della Dordogna.
Beynac-et-Cazenac si arrampica dalla riva del fiume fino all’imponente Château de Beynac, costruito sulla sommità della falesia.
Salire attraverso le ripide stradine del borgo significa attraversare case in pietra, piccoli passaggi e punti panoramici sempre diversi.
Il castello è una delle fortezze medievali meglio conservate del Périgord e la posizione permette di dominare un lungo tratto della valle.
Non sorprende che Beynac sia stato scelto più volte come set cinematografico.
Cos’altro vedere nel Périgord Noir
A Salignac si trovano i Jardins du Manoir d’Eyrignac, una delle più importanti proprietà storiche della zona, conosciuta soprattutto per i suoi giardini formali.
A Rouffignac si può visitare la celebre grotta preistorica, particolarmente conosciuta per le numerose raffigurazioni di mammut. La visita si svolge a bordo di un piccolo trenino elettrico.
A Tursac si trova invece il sito trogloditico della Madeleine, che permette di ripercorrere migliaia di anni di occupazione umana della falesia.
Nella Valle della Vézère merita attenzione anche La Roque Saint-Christophe, enorme parete calcarea lunga circa un chilometro nella quale si aprono terrazze e ripari naturali utilizzati dall’uomo in epoche diverse.
La Roque Saint-Christophe si trova nel territorio eccezionalmente ricco di siti preistorici della Valle della Vézère, ma non va indicata semplicemente come “sito UNESCO”: il sito seriale UNESCO della valle comprende quindici specifiche componenti.
Quarto giorno
Dordogna cosa vedere: Il Périgord Pourpre
Itinerario da Sarlat-Le-Canéda a Bergerac.
Luoghi visitati: Limeuil, Villefranche-du-Périgord, Monpazier, Issigeac, Monbazillac e Bergerac.
Il quarto giorno siamo partiti da Sarlat in direzione Bergerac, dove abbiamo pernottato.
La prima tappa è stata Limeuil; abbiamo poi proseguito attraverso il territorio delle bastides e infine verso Monbazillac e Bergerac.
Il Périgord Pourpre è particolarmente conosciuto per i vigneti e per le bastides, le “città nuove” fondate soprattutto nel XIII e XIV secolo.
Le bastides seguivano generalmente un impianto urbano pianificato, spesso organizzato intorno a una piazza centrale destinata al mercato.
Limeuil
Limeuil occupa una posizione magnifica alla confluenza della Dordogna e della Vézère.
Il borgo medievale, classificato tra Les Plus Beaux Villages de France, sale dalla riva verso la parte alta del paese tra case in pietra, vicoli e botteghe.
In cima si trovano i Jardins Panoramiques de Limeuil, realizzati nell’area dell’antico castello.
La vista sulla confluenza dei due fiumi è probabilmente il motivo migliore per arrivare fin lassù.
Villefranche-du-Périgord
Villefranche-du-Périgord è una delle più antiche bastides del territorio, fondata nel XIII secolo.
Il centro conserva la struttura tipica delle bastides, con la grande piazza del mercato e le case disposte intorno.
Nel vecchio testo avevo associato direttamente a Villefranche il Château de Biron, ma il castello si trova in realtà nel vicino comune di Biron. Vale comunque assolutamente la deviazione se avete tempo: è uno dei complessi castellani più importanti del Périgord.
Proseguendo verso Bergerac potete incontrare altre bastides e piccoli centri storici che meritano una breve sosta
Monpazier
Se volete capire davvero che cosa sia una bastide, Monpazier è probabilmente uno degli esempi migliori.
Fondata nel 1284 sotto l’autorità di Edoardo I d’Inghilterra, conserva ancora in modo straordinario il proprio impianto medievale regolare. Il cuore del paese è Place des Cornières, circondata da portici e antiche abitazioni.
Monpazier fa parte de Les Plus Beaux Villages de France e, nonostante le dimensioni ridotte, merita di essere visitata con calma.
Se capitate il giovedì mattina troverete anche il mercato.
Issigeac
Issigeac è diverso dalle bastides incontrate fin qui.
Il borgo ha origini molto più antiche e conserva una struttura medievale quasi circolare, fatta di stradine tortuose e case molto diverse tra loro. È proprio questa irregolarità a renderlo interessante dopo aver visitato centri geometricamente pianificati come Monpazier.
Passeggiate senza itinerario preciso tra le vie del centro e osservate le case a graticcio e gli edifici storici. La domenica mattina Issigeac ospita inoltre uno dei mercati più conosciuti della zona.
Monbazillac
Il viaggio prosegue verso Monbazillac, territorio conosciuto soprattutto per il celebre vino dolce.
Il Château de Monbazillac, costruito nel XVI secolo e circondato dai vigneti, combina elementi difensivi di tradizione medievale con caratteristiche dell’architettura rinascimentale.
Dalle terrazze e dal parco si apre una bella vista sui vigneti e sulla valle verso Bergerac.
E naturalmente la visita è anche un’occasione per conoscere il Monbazillac, vino bianco liquoroso prodotto in questa zona.
Bergerac
Bergerac sorge sulle rive della Dordogna e possiede un piacevole centro storico, con case a graticcio, edifici rinascimentali e piccole piazze.
E qui bisogna sfatare una cosa. Cyrano de Bergerac non era originario di Bergerac.
Hercule Savinien de Cyrano, lo scrittore che ispirò il celebre personaggio di Edmond Rostand, nacque nei pressi di Parigi. Il “de Bergerac” derivava dal nome di una proprietà della sua famiglia e non dalla città della Dordogna.
Bergerac ha però adottato con entusiasmo il personaggio letterario e passeggiando nel centro incontrerete infatti due statue dedicate a Cyrano.
La storia autentica della città è invece strettamente legata al fiume e al commercio fluviale.
Dal porto partono ancora oggi escursioni a bordo delle gabares, le tradizionali imbarcazioni dal fondo piatto utilizzate un tempo per il trasporto delle merci lungo la Dordogna.
Cos’altro vedere nel Périgord Pourpre
Naturalmente c’è anche il vino.
Il territorio di Bergerac e Duras comprende numerose denominazioni e una sorprendente varietà di vini: rossi, rosati, bianchi secchi, dolci e liquorosi.
Piuttosto che cercare di percorrere una “strada del vino” come fosse un itinerario obbligato, scegliete qualche produttore, prenotate le degustazioni che vi interessano e alternate le visite in cantina a borghi e castelli.
È un territorio vinicolo meno celebre internazionalmente rispetto al vicino Bordelais, ma proprio per questo vale la pena scoprirlo senza fare continui confronti con Bordeaux.
Quinto giorno
Il quinto giorno in Dordogna è stato in realtà l’ultimo delle nostre due settimane nell’Ovest della Francia.
Da Bergerac siamo ripartiti verso Bordeaux, chiudendo così un viaggio che ci aveva portato dai Paesi Baschi francesi alla costa atlantica dal Bacino di Arcachon ai vigneti di Bordeaux, fino ai borghi, ai castelli e alle valli del Périgord.
Guardando indietro, la Dordogna è stata una delle parti più dense del viaggio.
Forse perché qui, nel giro di pochi chilometri, si passa dalla preistoria al Medioevo, da una bastide a un castello, da un piccolo villaggio sul fiume a un mercato dove fermarsi a comprare qualcosa da mangiare.
Quattro notti sono sufficienti per avere un primo assaggio della regione.
Ma non per esaurirla.
E forse è proprio questo il motivo migliore per tornarci.

