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Normandia on the road. Diario di viaggio – Prima parte

Vi racconto il mio viaggio in Normandia on the road: tra arte, scogliere e villaggi di pescatori. Raccontare la Normandia non è facile, e non perché ci sia poco da dire: esattamente il contrario.

Già da un po’ volevo raccontare del viaggio in Normandia on the road, una vacanza di dieci giorni che mi ha fatto scoprire una regione davvero fantastica, della quale mi sono perdutamente innamorata al primo sguardo.

Attraverso quest’articolo non voglio raccontarvi semplicemente cosa vedere in Normandia – per quello esistono le guide e, appunto, non basterebbe un libro – ma voglio raccontarvi la mia esperienza, il mio tragitto, i miei luoghi, qualche aneddoto e qualche dettaglio, senza scendere troppo nella descrizione. Con un unico fine: incuriosirvi e trasmettervi la voglia di acquistare un biglietto aereo, noleggiare un’auto e andare alla scoperta di un luogo meraviglioso.

Étretat
Étretat

La Normandia.

E quindi cominciamo!

Normandia on the road: GIORNO UNO da Beauvais a Dieppe – Km percorsi 138 – Luoghi visitati: Eu, Le Tréport, Dieppe

Partiamo da Treviso attorno alle 10.45 e arriviamo all’aeroporto di Beauvais, ottanta chilometri a nord di Parigi, verso mezzogiorno. Sicuramente uno degli aeroporti utilizzati dalle compagnie low cost più comodi per raggiungere la Normandia. Volo A/R per due, dal 18 al 28 agosto: 140,00 euro.

Per prima cosa andiamo a ritirare la vettura al noleggio Thrifty, che fa parte del gruppo Hertz, dove ci consegnano una bellissima Fiat 500 rosso fiammante. Costo del noleggio con polizza assicurativa e doppio conducente: 240,00 euro.

E via, destinazione Eu e Le Tréport. Lungo il tragitto ci fermiamo in una boulangerie per la prima baguette farcita della vacanza, che mangiamo seduti su una panchina nella piazzetta di un paesino.

Eu e Le Tréport

Situate nella Valle della Bresle, Eu e Le Tréport segnano l’estremità settentrionale della Costa d’Alabastro. Due luoghi dove il profumo della terra abbraccia quello del mare.

Eu si trova a ridosso di un magnifico bosco e possiede un notevole patrimonio storico e architettonico. Città di origini antiche, assunse importanza grazie all’abbazia e alla sua posizione di frontiera settentrionale dell’antico Ducato di Normandia.

Tralasciamo Eu quasi subito perché a incuriosirci è Le Tréport, località di villeggiatura particolarmente in voga nel XIX secolo, con lo sviluppo della moda dei bagni di mare, costellata da ville multicolori e animata dal porto.

Le Tréport deve buona parte della sua fama alle sorprendenti falesie e alla funicolare. Già, perché l’ingresso in città attraverso la funicolare gratuita è qualcosa di spettacolare.

Lasciata l’auto nel parcheggio in cima alla falesia, non ci resta che salire a bordo della cabina e scendere verso il paese.

Partire dalla sommità della falesia, attraversare la roccia e ritrovarsi sopra i tetti in ardesia è davvero un’esperienza particolare. La vista sul caratteristico porto, incastonato all’estremità settentrionale della Normandia, lascia a bocca aperta.

Dal quartiere dei Cordiers cominciamo la nostra visita. Il quartiere deve il proprio nome ai pescatori che vi abitavano e che praticavano la pesca utilizzando lunghe corde munite di ami.

Dieppe

Dieppe forse si può anche saltare se avete poco tempo a disposizione, ma è un ottimo punto di partenza per scoprire alcuni dei più bei villaggi marinari della Costa d’Alabastro.

Il nome Dieppe deriva probabilmente dal termine norreno djúp, “profondo”, in riferimento alla profondità dell’insenatura e del porto. La città deve infatti buona parte della propria storia alla posizione strategica sulla Manica e alla sua vocazione marittima e commerciale.

Durante la Seconda guerra mondiale Dieppe fu pesantemente colpita. Il 19 agosto 1942 fu inoltre teatro del celebre Raid di Dieppe, conosciuto come Operazione Jubilee, un grande attacco alleato contro il porto occupato dalle forze tedesche, conclusosi con perdite gravissime soprattutto tra le truppe canadesi.

A parte il centro cittadino, che ruota attorno al porto, meritano una visita la chiesa di Saint-Jacques, importante edificio gotico, e il Castello di Dieppe.

Nel Castello di Dieppe, oggi museo, oltre a dipinti, mobili e reperti archeologici, è conservata una straordinaria collezione di manufatti in avorio, testimonianza di un’attività artistica che per secoli ebbe un ruolo importante nella storia della città.

Se vi appassionano i castelli, a Tourville-sur-Arques, pochi chilometri da Dieppe, si trova il Castello di Miromesnil.

Il castello, oltre a custodire boiseries e mobili antichi, conserva ricordi delle famiglie che lo abitarono. È tradizionalmente indicato anche come luogo di nascita dello scrittore Guy de Maupassant, nato il 5 agosto 1850, quando i suoi genitori avevano la proprietà in affitto. Sono conservate inoltre alcune edizioni originali delle sue opere.

Ceniamo a Dieppe

E precisamente nella zona centrale, che è poi quella del porto. C’è bassa marea e le imbarcazioni ormeggiate sono molto più in basso rispetto alle mura del bacino portuale.

Normandia on the road: GIORNO DUE da Dieppe a Deauville – Km percorsi 163 – Luoghi visitati: Varengeville-sur-Mer, Veules-les-Roses, Saint-Valery-en-Caux, Saint-Pierre-en-Port, Fécamp, Yport, Étretat

Normandia on the road: qui l’itinerario di oggi

Prima di ripartire in direzione Deauville facciamo un giro nella zona del lungomare e poi proseguiamo verso il Castello di Miromesnil, a Tourville-sur-Arques, circa 8 chilometri da Dieppe.

Proseguiamo. Le tappe che ci aspettano prima di arrivare a Deauville, dove ho prenotato per la notte, sono molte.

Percorriamo una strada fiancheggiata a tratti da una fitta vegetazione e a tratti da campi con mucche al pascolo o cavalli. Tanti cavalli.

I continui crocevia che incontriamo lungo il percorso conducono a paesini caratteristici e c’è davvero l’imbarazzo della scelta su quale strada imboccare. Sarebbe bello avere molto più tempo a disposizione e visitare ogni singola località perché, per un motivo o per l’altro, tutte sembrano meritare una deviazione.

E allora imbocchiamole queste stradine.

Arriviamo a:

Varengeville-sur-Mer

Uno dei luoghi più seducenti della Costa d’Alabastro.

Il villaggio colpisce per i curatissimi giardini che circondano le splendide abitazioni lungo la stradina che conduce alla chiesa.

Arrivati alla fine troviamo la bellissima chiesa di Saint-Valéry con il suo cimitero marino, sospesi sul pendio della falesia a circa ottanta metri sul livello del mare.

Uno spettacolo!

All’interno della chiesa, alla destra dell’altare, si trova una vetrata realizzata da Georges Braque, che visse a lungo a Varengeville e riposa nel cimitero marino.

Veules-les-Roses

Pittoresco borgo, un tempo abitato soprattutto da pescatori e tessitori, adagiato nell’incavo della scogliera. È uno dei villaggi più caratteristici del Pays de Caux e oggi fa parte dei Plus Beaux Villages de France.

Molto apprezzato come luogo di villeggiatura già nel XIX secolo, attirò anche artisti e scrittori, tra cui Victor Hugo.

Un angolo di Francia che trasuda romanticismo. La zona lungo la Veules, uno dei corsi d’acqua più corti di Francia, merita una passeggiata mano nella mano e tanti scatti.

Anche il lungomare è perfetto per una passeggiata, con la spiaggia incorniciata dalle immancabili falesie della Costa d’Alabastro.

Saint-Valery-en-Caux

La fame ci conduce a Saint-Valery-en-Caux, un luogo dove tutto ruota attorno all’incantevole porticciolo e che conserva il fascino ruvido dei posti di mare.

Ed è proprio nei pressi del porto che ci rechiamo. Acquistiamo in un banchetto due birre medie e due porzioni di moules-frites, cozze con patatine fritte, e ci accomodiamo a un tavolo comune sul molo, da dove possiamo ammirare un vecchio veliero.

Saint-Pierre-en-Port

Un minuscolo villaggio di nemmeno mille anime dal fascino inestimabile.

La spiaggia è deserta, siamo i soli a calpestare i ciottoli bianchi e anche qui il nostro contorno è fatto di natura e vertiginose scogliere.

Fécamp

Cominciamo attraversando il lungo pontile che conduce al faro, da dove la vista sulle falesie è fantastica e privilegiata.

Continuiamo con una passeggiata nella zona del porto. Fécamp ha una lunga e importante tradizione marinara, legata in particolare alla pesca del merluzzo nelle acque di Terranova.

Antica residenza dei duchi di Normandia, oggi è classificata come Città d’Arte e di Storia.

Concludiamo con una visita al Palais Bénédictine, dove viene prodotto l’omonimo liquore. Il profumo delle piante e delle spezie utilizzate per la sua preparazione si respira nell’aria.

Yport

Non possiamo non dedicare almeno una mezz’oretta a questo minuscolo villaggio di pescatori, diventato in passato anche località di villeggiatura e frequentato da artisti e scrittori.

Le ville costruite tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento raccontano ancora oggi la trasformazione di Yport da borgo di pescatori a località balneare.

Étretat

La nostra ultima tappa lungo la Costa d’Alabastro è la celeberrima e magnifica Étretat, oggi località turistica a tutti gli effetti ma un tempo villaggio di pescatori, incastonato fra le due falesie più note della costa: la Falaise d’Aval e la Falaise d’Amont.

Ci dirigiamo verso la spiaggia.

Sul posto scopriamo che l’accesso ad alcune zone ai piedi delle falesie dipende dalla marea. Consultiamo quindi gli orari: la marea è favorevole e possiamo proseguire la nostra passeggiata.

Puoi approfondire qui i luoghi della Costa d’Alabastro.

Tra i numerosi personaggi che soggiornarono o frequentarono Étretat troviamo gli scrittori Victor Hugo e Gustave Flaubert, il compositore Jacques Offenbach e pittori come Gustave Courbet ed Eugène Boudin.

A Étretat visse anche Maurice Leblanc, creatore del famoso ladro gentiluomo Arsène Lupin. La sua casa, Le Clos Lupin – Maison Maurice Leblanc, è oggi dedicata allo scrittore e all’universo del suo celebre personaggio.

Vale la pena visitare anche Les Jardins d’Étretat, situati sulla Falaise d’Amont. La storia del luogo cominciò agli inizi del XX secolo con l’attrice Madame Thébault, amica di Claude Monet e appassionata di giardinaggio. I giardini che vediamo oggi sono invece il risultato del progetto contemporaneo del paesaggista Alexandre Grivko.

Non ci fermiamo a Le Havre perché è già tardi. Dobbiamo arrivare a Deauville, dove ci fermeremo per le prossime due notti in una chambre d’hôtes. La zona è la più cara tra quelle che visiteremo durante questo viaggio e spuntare un prezzo decente in agosto non è stato facile.

Dopo il check-in e una rinvigorente doccia, dato che ormai è sera, ci rechiamo nella zona centrale di Deauville a fare due passi e a cercare un posto per cenare.

Io sono partita da casa con l’idea, tra le altre, di mangiare la sole meunière, la sogliola alla mugnaia, e stasera potrei riuscirci.

Come spesso accade in Francia, a pranzo ci siamo sfamati con una baguette farcita e la sera ci concediamo un bel ristorante: antipasto, secondo di pesce e un’ottima bottiglia di vino.

E poi a letto, presto.

Normandia on the road: GIORNO TRE – Secondo pernottamento a Deauville – Km percorsi: 150 circa – Luoghi visitati: Deauville, Trouville-sur-Mer, Honfleur, Cabourg, Pont-l’Évêque, Lisieux

Lascio Alan a letto, a sfebbrare con due Tachipirina, e vado alla scoperta della zona. Siamo io e la Fiat Fivehundred.

Parto verso Honfleur, che muoio dalla voglia di vedere. Dista appena 13 chilometri da Deauville.

Scelgo casualmente un percorso bellissimo per raggiungere Honfleur: la Route de la Corniche, una strada panoramica che costeggia la collina e si affaccia sul mare.

Dall’alto vedo il mare e le bellissime ed eleganti ville che vi si affacciano. Proseguendo il paesaggio cambia: la strada è costeggiata dalla vegetazione e oltre le siepi il mio sguardo viene attirato dalle tipiche abitazioni normanne con tetto di paglia, le chaumières. Un tempo modeste dimore rurali, oggi sono abitazioni ricercate.

Ce ne sono di stupende, circondate da giardini fioriti, tante ortensie e, in molti casi, cavalli al pascolo.

Honfleur

Arrivo nella zona centrale, lascio l’auto in un parcheggio nelle vicinanze del porto e faccio due passi.

Stradine lastricate, pittoreschi vicoletti, tipiche case a graticcio, caratteristiche botteghe e tanti bistrot. Ed è già amore!

Baudelaire era molto legato a Honfleur e basta poco per capirne le ragioni.

Dopo una veloce colazione, café au lait e croissant, attraverso la piazza lastricata e raggiungo il vecchio porto.

È uno spettacolo!

I velieri ancorati alle banchine e i vecchi palazzi che circondano il Vieux Bassin, così stretti da sembrare appoggiati l’uno all’altro, creano un’atmosfera fuori dal tempo.

Pochi luoghi hanno attirato tanti protagonisti dell’arte e della letteratura. Le luci dell’estuario della Senna hanno ispirato Eugène Boudin, Claude Monet, Gustave Courbet e Johan Barthold Jongkind, contribuendo a rendere Honfleur uno dei luoghi simbolo della pittura impressionista.

Ancora oggi le numerose gallerie d’arte mantengono vivo questo legame.

Il mio occhio è rapito da questo luogo incredibilmente affascinante.

Esaurita la batteria della mia Nikon a forza di scatti, torno dal mio malato augurandomi che si sia ripreso, ma non prima di aver fatto una capatina nella celeberrima spiaggia di:

Deauville

Deauville è raffinata, certamente più pretenziosa rispetto a Trouville. Due località vicinissime, separate dal fiume Touques, ma con caratteri completamente diversi.

Deauville ha boutique, casinò, grandi alberghi e un fortissimo legame con il mondo dei cavalli.

Il tratto di spiaggia è ordinato ed elegante, con i suoi caratteristici ombrelloni colorati. Deauville è da generazioni una delle località di villeggiatura predilette dai parigini ed è anche una città importante nella storia della Mademoiselle per antonomasia: Gabrielle “Coco” Chanel, che qui aprì una boutique nel 1913.

In spiaggia c’è pochissima gente, il tempo non è dei migliori, ma l’atmosfera è incredibile. Sembra di essere in un film.

Altro luogo da visitare è la splendida Villa Strassburger, costruita agli inizi del Novecento per Henri de Rothschild sul terreno dove precedentemente sorgeva una fattoria appartenuta alla famiglia di Gustave Flaubert.

Qui i cavalli sono un’istituzione e non è raro vedere cavallerizzi sulla spiaggia. Agli appassionati consiglio l’Hippodrome de Deauville-La Touques.

Il giro turistico di Deauville e dei suoi dintorni si può fare anche con il Petit Train de Deauville. Acquisto il biglietto!

Recupero il mio malato, che nel frattempo si è ripreso, e partiamo per il nostro giro nei dintorni.

Cabourg

Dista da Deauville poco più di venti chilometri. Scegliamo la strada lungo la costa passando per Benerville-sur-Mer, Blonville-sur-Mer, Villers-sur-Mer, Auberville, Houlgate e Dives-sur-Mer.

Cabourg è una tappa da non perdere per la sua atmosfera Belle Époque, della quale le ville dell’alta borghesia e dell’aristocrazia parigina disposte attorno al Casinò e al Grand Hôtel sono ancora oggi una tangibile testimonianza.

Arriviamo alla spiaggia da un vicolo a lato del Grand Hôtel.

Anche la spiaggia si presenta di un’eleganza straordinaria.

Oltre una fila ordinata di pittoreschi ombrelloni, i bambini giocano sulla battigia. Dalla spiaggia svetta il maestoso Grand Hôtel, dove Marcel Proust soggiornò ripetutamente tra il 1907 e il 1914.

A separare l’hotel dalla spiaggia c’è la Promenade Marcel Proust. La percorriamo immersi in un’atmosfera leggera e raffinata, con il mare e il cielo che sembrano quasi fondersi all’orizzonte.

Dopo la passeggiata risaliamo in auto e ci spostiamo verso l’interno, in pieno Calvados.

Arriviamo a:

Pont-l’Évêque

Il paese che ha dato il nome al celebre formaggio normanno subì gravi distruzioni durante i bombardamenti del 1944, ma conserva ancora un interessante patrimonio di case a graticcio e scorci lungo i corsi d’acqua.

Un bellissimo angolo del Pays d’Auge che conserva tutto il fascino delle antiche terre del Calvados.

Da vedere l’Église Saint-Michel.

Lisieux

Lisieux è una delle principali mete di pellegrinaggio francesi grazie soprattutto alla figura di Santa Teresa di Lisieux.

La maggiore attrazione della città è senza dubbio la grande Basilica di Sainte-Thérèse, costruita in suo onore. A me è piaciuta particolarmente anche la zona del mulino.

Lisieux conserva inoltre importanti testimonianze del proprio passato religioso. Nel quartiere episcopale si trovano la Cattedrale di Saint-Pierre, il Palazzo Episcopale e il Jardin de l’Évêché.

Dopo una doccia e un po’ di relax nella chambre d’hôtes ci vestiamo e torniamo verso Honfleur.

Mi è piaciuta così tanto che voglio passarci la serata e farla vedere anche ad Alan.

Honfleur la sera è ancora più bella che di giorno.

Per cena abbiamo un suggerimento di mio zio Roberto, che è stato qui qualche mese fa: un ristorante sul porto, La Grenouille.

Ordiniamo il plateau de fruits de mer e, nell’attesa delle immancabili ostriche, Alan sceglie una bottiglia di Muscadet. Un bianco secco, semplice ma perfetto con le ostriche.

Il piatto principale è una spettacolare e pantagruelica porzione di capesante, scampi, astice, granchi, cozze, vongole, gamberi e gamberetti.

Concludiamo la serata con due meravigliose porzioni di Calvados nel dehors di uno dei tanti localini sul porto.

Normandia on the road: GIORNO QUATTRO da Trouville a Cherbourg – Km percorsi 220 – Luoghi visitati: Trouville-sur-Mer, Caen, Bayeux, Arromanches-les-Bains, Port-en-Bessin, Cherbourg

Carichiamo i bagagli in auto e andiamo a fare colazione con croissant e café au lait in una boulangerie nel centro di Trouville.

È un modo economico per fare una buona colazione quando non è compresa nel pernottamento. Tanto, diciamolo: in Francia sono bravissimi con i croissant, un po’ meno con il caffè.

Prima di ripartire non ci perdiamo una passeggiata a:

Trouville-sur-Mer

Il centro storico che si inerpica sulla collina regala scorci davvero interessanti. Nell’ufficio del turismo si trovano anche alcuni itinerari da percorrere a piedi.

Molto carina Rue des Rosiers, con le case dei pescatori dai colori pastello, così come le ripide scalinate dell’Escalier du Serpent, dalle quali si godono belle vedute sulla città.

Come dicevo, Trouville – che io preferisco – ha sempre avuto un carattere meno pretenzioso rispetto alla vicina Deauville. Ha attirato artisti e scrittori e conserva un’anima più marinara e malinconica, ma decisamente carica di fascino.

Oggi dobbiamo percorrere parecchi chilometri. La tappa per la notte sarà Cherbourg, nella Penisola del Cotentin.

Lungo il tragitto ci aspettano i luoghi dello Sbarco.

La prima tappa è:

Caen

Caen ha quasi mille anni di storia e il suo passato è ancora evidente nei monumenti del centro.

Guglielmo il Conquistatore vi fece costruire il castello e le due grandi abbazie: l’Abbaye aux Hommes e l’Abbaye aux Dames.

Durante la Seconda guerra mondiale la città fu pesantemente distrutta e successivamente ricostruita attorno ai monumenti sopravvissuti e restaurati.

Io non sono rimasta particolarmente entusiasta della ricostruzione, a dire il vero, ma lo shopping a Caen è garantito!

Bayeux

La carinissima Bayeux vanta un ricco passato e possiede un notevole patrimonio culturale e architettonico, molto ben conservato perché la città fu in gran parte risparmiata dalle distruzioni del 1944.

Le sue stradine, gli antichi palazzi e la grande cattedrale ne fanno una delle città più piacevoli da visitare in Normandia.

Bayeux deve però la propria fama internazionale soprattutto alla celeberrima Tapisserie de Bayeux, iscritta nel registro Memory of the World dell’UNESCO.

Nonostante il nome, non si tratta propriamente di un arazzo, ma di un ricamo in fili di lana su tela di lino, lungo quasi 70 metri e realizzato nell’XI secolo.

La Tapisserie racconta gli avvenimenti che portarono alla conquista dell’Inghilterra da parte di Guglielmo, duca di Normandia, culminata nella battaglia di Hastings del 1066 e nella sua incoronazione come re d’Inghilterra.

Non sappiamo con certezza chi la realizzò. Secondo l’ipotesi oggi maggiormente accreditata, l’opera sarebbe stata commissionata dal vescovo Odone di Bayeux, fratellastro di Guglielmo il Conquistatore, probabilmente in occasione della consacrazione della nuova cattedrale nel 1077.

Attenzione se state organizzando il viaggio in questo periodo: il Musée de la Tapisserie de Bayeux è chiuso per importanti lavori di ristrutturazione e la riapertura del nuovo museo è prevista nell’ottobre 2027.

Le spiagge dello Sbarco

Il 6 giugno 1944, durante l’Operazione Overlord, le forze alleate sbarcarono lungo cinque settori della costa normanna: Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword Beach.

Visitare oggi questi luoghi significa trovarsi davanti a un paesaggio bellissimo e, contemporaneamente, confrontarsi con uno degli avvenimenti più drammatici e decisivi della storia europea del Novecento.

Arromanches-les-Bains

Arromanches si trova nel settore di Gold Beach, assegnato alle forze britanniche, ed è famosa soprattutto per il porto artificiale Mulberry costruito dagli Alleati dopo lo Sbarco.

Ancora oggi alcuni elementi del porto sono visibili al largo.

Il Musée du Débarquement racconta la costruzione e il funzionamento di questa straordinaria opera di ingegneria militare.

Arromanches-les-Bains
Arromanches-les-Bains

Omaha Beach

Omaha Beach fu il settore nel quale le forze americane incontrarono la resistenza più dura durante lo Sbarco del 6 giugno 1944.

Le perdite furono pesantissime e proprio per questo Omaha è diventata uno dei luoghi simbolo del D-Day.

Juno Beach

A Juno Beach sbarcarono principalmente le forze canadesi, sostenute da unità britanniche.

Il Juno Beach Centre, a Courseulles-sur-Mer, racconta il ruolo svolto dal Canada durante la Seconda guerra mondiale e in particolare durante lo Sbarco e la successiva Battaglia di Normandia.

Utah Beach

Utah Beach, sul Cotentin, fu l’altro settore assegnato alle forze americane.

Lo sbarco ebbe inizio nelle prime ore del 6 giugno 1944 e, nonostante le truppe fossero approdate più a sud rispetto al punto inizialmente previsto, l’operazione riuscì a raggiungere rapidamente importanti obiettivi nell’entroterra.

Al Musée du Débarquement di Utah Beach è possibile approfondire gli avvenimenti di quella giornata attraverso documenti, mezzi e reperti.

Ci sono molti altri luoghi dedicati allo Sbarco, ma per noi questi sono più che sufficienti.

Abbiamo ancora parecchi chilometri prima di arrivare a Cherbourg, dove abbiamo prenotato per la notte.

Facciamo una pausa spuntino-pranzo nella vicina:

Port-en-Bessin

Una pittoresca cittadina marinara dove tutto ruota attorno al porto.

Ancora oggi è un importante porto di pesca e la zona attorno al bacino è animata da negozi e locali.

In uno di questi mangiamo una buonissima baguette farcita.

Arriviamo a destinazione nel tardo pomeriggio. Ho prenotato l’Ambassadeur Hotel – Cherbourg Port de Plaisance, affacciato sul bacino e comodissimo per raggiungere La Cité de la Mer, il grande complesso dedicato al mondo marino e sottomarino.

Cherbourg

Affacciata sulla Manica, Cherbourg si trova all’estremità settentrionale della Penisola del Cotentin ed è caratterizzata da un importante patrimonio marittimo.

La sua enorme rada artificiale è una delle più grandi al mondo e la città dispone di diversi porti: commerciale, militare, turistico e peschereccio.

In realtà, per quanto mi riguarda, Cherbourg non ha moltissime attrattive, ma era una soluzione comodissima per visitare la Penisola de La Hague, che scopriremo domani.

Dopo un giro nella zona del bacino ci fermiamo per una birra in uno storico pub frequentato soprattutto da gente del posto. Qui non sembrano esserci molti turisti.

Per cena scegliamo un ristorante vicino all’albergo, Le Régence.

Degna di nota la crème brûlée.

Il racconto del viaggio in Normandia on the road CONTINUA in un altro post: questo è già troppo lungo.

Qui la seconda parte.

 

 

27 pensieri su “Normandia on the road. Diario di viaggio – Prima parte”

  1. le tue immagini sono così fantastiche che sembrano cartoline. davvero complimenti di cuore. la Normandia sarebbe il luogo dove vorrei ritirarmi un giorno, chissà se riuscirò nell’impresa

  2. Adoriamo la Normandia, giusto in questi giorni pensavamo di organizzare in primavera un viaggio, vedendo le tue immagini e leggendo del tuo itinerario ci siamo tolte ogni dubbio, sarà una delle mete 2019. GRAZIE

  3. Il tuo racconto dettagliato e passionale fa davvero voglia di andare in Normandia.
    Non ci sono mai stata, ma è una zona della Francia che mi ha sempre ispirato.
    Salvo il tuo articolo, non si sa mai!😉

  4. Mi sono persa in Normandia leggendo il tuo post 😍 srtupende alle mete citate, voglio seguire anche io un viaggio on the road, come il tuo. E sopratutto non vedo l’ora di leggere il continuo 😍

  5. Sono appena tornata da un viaggio in Austria (che era il mio piano B), ma per diverse settimane il mio piano A sarebbe stato un viaggio on the road in Normandia. Dopo aver letto il tuo post sono sempre più convinta che non devo proprio abbandonare l’idea di fare questo viaggio.
    Paesaggi straordinari e foto strepitose. Credo che molte delle tue tappe le inserirò nel mio futuro tour. Grazie grazie grazie grazie.

  6. Si il post è lungo, ma l’ho letto tutto d’un fiato perchè è davvero un viaggio che vorrei fare. Le foto sono spettacolari, complimenti.

  7. La Normandia è uno di quei paesi che vedo come pieni di paesaggi suggestivi ma anche piene di leggende e storie meravigliose e magiche.

  8. Racconti un itinerario bellissimo, alla scoperta della Normandia che secondo me è una regione della Francia stupenda! Itinerario completo e ricco !molto bello complimenti

  9. Bellissimo reportage, la Normandia sarà uno dei prossimi viaggi in camper, spero prestissimo 😍

  10. Che fantastiche foto! Io ci sono stata di passaggio ma ho visto davvero poco. Dovrò riorganizzare qualcosa

  11. La Normandia è tra i miei viaggi che sogno,amando l’impressionismo e la Francia è una tappa obbligata,complimenti per l’articolo che ho salvato!

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