Se siete capitati qui, state prendendo in considerazione o avete già in programma un viaggio a Trieste e vi interessa sapere cosa vedere nella città dei caffè e di molto altro. A coloro che fossero dubbiosi sulla visita rispondo subito: Trieste merita ben più di una visita e, proseguendo nella lettura, capirete per quali ragioni andare e ritornare nella colta Trieste.
Un giorno mi sono resa conto di essere stata a Trieste un sacco di volte: di ritorno dalla Slovenia o dalla Croazia, accompagnando mia sorella all’università, per un concerto dei Duran Duran e uno di Bruce Springsteen. Davvero ci ero stata in moltissime occasioni, ma sempre di corsa, per una tappa troppo breve, come succede spesso con le città di frontiera, i luoghi di passaggio. Insomma, non l’avevo mai visitata bene, vissuta come merita, e dovevo porre rimedio al più presto!
Avevo passeggiato sul lungomare, ammirato la bellissima Piazza Unità d’Italia, girato per Piazza della Borsa e Cavana, ma questo è poco, molto poco. Perché non avevo visto calare il tramonto dal Molo Audace o sul Canal Grande, non avevo scovato ogni angolo del Borgo Teresiano, non ero entrata nei suoi caffè storici e non avevo girato ore e ore con il naso all’insù ad ammirare gli eleganti palazzi dall’atmosfera mitteleuropea.
Della città di Saba e Svevo, che accolse James Joyce per lunghi anni e affascinò tanti scrittori e intellettuali europei, conoscevo ancora poco. Non avevo percorso il suo itinerario letterario, visitato i musei, non conoscevo la Trieste ebraica o quel che rimane del suo nucleo più antico. Mi mancava soprattutto aver gironzolato senza fretta, con il naso all’insù, ad ammirare l’eleganza dei palazzi neoclassici, eclettici e Liberty di cui Trieste vanta significativi esempi.
E quindi decido di andarci per un weekend e, non contenta, ci torno nuovamente per altri due giorni. E penso di non essere ancora soddisfatta…
“Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore.”
Umberto Saba
Da sapere su Trieste
Trieste è una città che si visita facilmente: la zona centrale, dove si concentra buona parte delle attrazioni, è abbastanza circoscritta e sarà semplice girarla a piedi. Farete anche un po’ di sport: è il posto ideale per chi vuole rassodare i glutei, data la presenza, in alcune zone, di salite e discese non troppo lunghe ma piuttosto pendenti.
Se non siete arrivati a Trieste in auto, per raggiungere i luoghi che si trovano un po’ fuori dal centro potete tranquillamente utilizzare gli autobus.
Altra cosa importante: se la vostra visita a Trieste avviene d’inverno, controllate il meteo e soprattutto le previsioni della Bora. Quando soffia con particolare intensità può rendere decisamente meno piacevole camminare per la città e soprattutto passeggiare sulle rive.
Io, comunque, non me ne sono mai preoccupata troppo. Una volta l’ho pure incontrata, la Bora. Nel mio caso, però, la distanza che mi divide da Trieste non è troppa, quindi ho più occasioni per tornare nella città dei venti.

Cosa vedere a Trieste
Piazza Unità d’Italia
Già Piazza Grande, Piazza Unità d’Italia è il cuore di Trieste. Una delle piazze più belle d’Europa, non solo per la sua straordinaria posizione aperta sul mare Adriatico, ma anche per la bellezza dei palazzi che la circondano su tre lati.
La piazza ha cambiato più volte aspetto nel corso dei secoli e quello che vediamo oggi è soprattutto il risultato della grande trasformazione urbanistica avvenuta tra Ottocento e Novecento, quando Trieste era uno dei principali porti dell’Impero asburgico.
Merita di essere vista di giorno e, soprattutto, la sera, quando l’illuminazione esalta le facciate dei suoi palazzi.
Nella piazza spicca la Fontana dei Quattro Continenti, realizzata nel Settecento da Giovanni Battista Mazzoleni: Europa, Asia, Africa e America, i quattro continenti allora conosciuti dagli europei. Poco distante si trova il monumento a Carlo VI d’Asburgo, l’imperatore che nel 1719 proclamò Trieste porto franco, favorendone in maniera decisiva lo sviluppo economico e commerciale.

I Palazzi di Piazza Unità d’Italia
Il primo a conquistare lo sguardo è il Palazzo del Municipio, realizzato nel XIX secolo su progetto dell’architetto Giuseppe Bruni e immediatamente riconoscibile per la torre centrale con l’orologio.
Degno di nota anche il Palazzo del Governo, costruito all’inizio del Novecento su progetto dell’architetto viennese Emil Artmann. Impossibile non notarne la particolare decorazione della facciata.
Tra gli edifici più antichi della piazza c’è Palazzo Pitteri, risalente alla fine del Settecento, con linee neoclassiche e decorazioni che richiamano il tardo barocco viennese.
Il palazzo che ospita il Caffè degli Specchi è Palazzo Stratti, in stile neoclassico, fatto costruire dal commerciante greco Niccolò Stratti nell’Ottocento.
Altro edificio che catturerà la vostra attenzione è il Palazzo del Lloyd Triestino, oggi sede della Presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia. Venne progettato dall’architetto Heinrich von Ferstel per il Lloyd Austriaco, la grande compagnia di navigazione triestina.
Palazzo Vanoli ospita oggi il Grand Hotel Duchi d’Aosta. L’edificio attuale risale all’Ottocento, ma la storia dell’ospitalità in questo luogo è molto più antica e risale all’Hospitium Magnum medievale.
Vi anticipo che ho in mente un articolo di approfondimento su questi e altri palazzi di Trieste.
Cosa vedere a Trieste: la Trieste storica
Il Molo Audace
Il Molo Audace si trova praticamente di fronte a Piazza Unità d’Italia e si protende per oltre duecento metri nel mare. Nacque nel Settecento utilizzando come base il relitto della nave San Carlo, affondata nel porto, e proprio San Carlo fu il suo primo nome.
Nel novembre del 1918 vi attraccò il cacciatorpediniere italiano Audace: da quell’episodio deriva il nome attuale.
È una meta molto amata dai triestini per il loro liston, la passeggiata. Uno dei momenti migliori per raggiungerlo è il tramonto, quando il cielo e il mare cambiano colore e lo sguardo può spaziare lungo tutto il Golfo di Trieste fino a Miramare.
Alla fine del molo trovate la Rosa dei Venti. Da qui potete poi continuare la passeggiata lungo le rive.
La Città Vecchia
La Città Vecchia si sviluppa ai piedi del colle di San Giusto e comprende Cavana e l’area dell’antico Ghetto ebraico. È qui che bisogna cercare le tracce della Trieste più antica, precedente alla grande espansione settecentesca e ottocentesca della città asburgica.
Da vedere Cavana, un tempo zona popolare e portuale e oggi una delle aree più frequentate della città, ricca di locali, negozi e botteghe. Perdetevi soprattutto nelle vie laterali.
Tra gli angoli più interessanti trovate Piazzetta Trauner, legata alla prima collocazione del ghetto ebraico alla fine del Seicento. Fra le strade da percorrere nella zona ci sono anche Via delle Beccherie Vecchie, Via dei Cavazzeni, Via dei Capitelli e Piazza Barbacan.
Proseguendo incontrerete palazzi ottocenteschi appartenuti alle grandi famiglie della borghesia mercantile triestina, tra cui la residenza del Barone Revoltella, oggi sede del Museo Revoltella.
In Piazza Hortis trovate anche la statua di Italo Svevo, con cappello e libro in mano, realizzata dallo scultore triestino Nino Spagnoli nel 2004.
La Cattedrale di San Giusto
La Cattedrale di San Giusto domina la città dall’omonimo colle. L’edificio attuale nacque nel Medioevo dall’unione di due chiese precedenti e nella costruzione furono riutilizzati anche materiali di epoca romana.
Per questo la facciata presenta una particolare asimmetria. Al centro spicca il grande rosone gotico.
All’interno sono particolarmente interessanti i mosaici delle absidi e le numerose testimonianze delle diverse fasi storiche dell’edificio.
Il Castello di San Giusto
Il Castello di San Giusto sorge sull’omonimo colle, accanto alla Cattedrale, e domina Trieste e il suo golfo.
La fortezza venne costruita e ampliata in più fasi tra il XV e il XVII secolo.
Oggi ospita spazi museali e permette di percorrere bastioni e camminamenti dai quali si gode una splendida vista sulla città, sul mare e sul Carso. All’interno si trovano inoltre il Lapidario Tergestino e collezioni legate alla storia della città.
D’estate il castello ospita anche spettacoli e concerti all’aperto.
L’Arco di Riccardo
L’Arco di Riccardo è una delle testimonianze della Tergeste romana e si trova nel cuore della Città Vecchia, tra le case di Piazzetta Barbacan.
Tradizionalmente è stato interpretato come una delle porte dell’antica cinta romana, anche se la sua funzione originaria è stata a lungo oggetto di studio.
Il nome è accompagnato da diverse leggende. La più famosa lo collega addirittura a Riccardo Cuor di Leone, che di ritorno dalla Terra Santa venne fatto prigioniero, anche se non esiste un fondamento storico che leghi il sovrano inglese all’arco triestino.

Il Teatro Romano
Il Teatro Romano venne costruito tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C., quando la linea di costa era molto più vicina rispetto a oggi.
Con il passare dei secoli venne progressivamente inglobato e nascosto dalle abitazioni sorte nell’area. Fu riportato completamente alla luce nel Novecento.
Oggi è una delle testimonianze più evidenti della Trieste romana e viene utilizzato anche per spettacoli ed eventi.
Piazza Borsa
Piazza della Borsa è una delle piazze più eleganti e vivaci del centro storico, quasi una prosecuzione naturale di Piazza Unità.
Qui troviamo il Palazzo della Borsa Vecchia, oggi sede della Camera di Commercio, e il Palazzo del Tergesteo, uno dei simboli della Trieste commerciale e finanziaria dell’Ottocento.
In Piazza della Borsa da notare anche Casa Bartoli, uno degli esempi più interessanti del Liberty triestino, caratterizzata dalle decorazioni floreali e dalle terrazze in ferro.
Poco oltre, verso Piazza Unità, si trova la Portizza, che conduce verso l’area dell’antico Ghetto ebraico e da qui verso Cavana.
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Borgo Teresiano, Canal Grande
A lato di Piazza della Borsa si estende il Borgo Teresiano, nato nel Settecento durante il regno di Maria Teresa d’Austria per accompagnare la grande espansione commerciale della città.
Qui bisogna nuovamente camminare con il naso all’insù.
Il cuore del quartiere è il Canal Grande, con le barche ormeggiate e la Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo a fare da sfondo: uno degli scorci più riconoscibili di Trieste.
Sul Ponte Rosso trovate la statua di James Joyce, arrivato a Trieste nel 1904 insieme a Nora Barnacle. Lo scrittore irlandese visse in città, con alcune interruzioni, per molti anni e cambiò numerosi indirizzi. La statua, realizzata da Nino Spagnoli, è stata collocata qui nel 2004.
Dando le spalle alla Chiesa di Sant’Antonio e guardando verso il mare, sulla destra incontrerete la bellissima Chiesa Serbo-Ortodossa di San Spiridione, con pianta a croce greca e forme neobizantine.
Sul lato opposto del canale si trova Palazzo Gopcevich, una delle facciate più particolari del Borgo Teresiano e oggi sede del Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl.
Cosa vedere a Trieste: La Trieste Ebraica
Storia ebraica a Trieste
La presenza ebraica a Trieste ha origini molto antiche: il primo documento conosciuto che testimonia la presenza di un ebreo in città risale al XIII secolo.
La comunità crebbe progressivamente nei secoli successivi e assunse un ruolo sempre più importante soprattutto con lo sviluppo commerciale di Trieste sotto gli Asburgo.
Il porto franco e le riforme settecentesche favorirono l’arrivo di commercianti e famiglie provenienti da diverse parti d’Europa e del Mediterraneo. La comunità ebraica partecipò attivamente alla crescita economica, culturale e sociale della città.
Il periodo più tragico arrivò con il Fascismo, le leggi razziali del 1938 e, dopo il 1943, con l’occupazione nazista. Arresti e deportazioni colpirono duramente la comunità triestina e molti ebrei furono imprigionati nella Risiera di San Sabba prima di essere deportati nei campi di sterminio.
Il primo ghetto venne istituito nel 1693 per volontà dell’imperatore Leopoldo I nell’area di Corte Trauner.
Quella sistemazione suscitò però molte opposizioni e nel 1696 il ghetto fu trasferito a Riborgo, nel cuore commerciale della città, tra l’attuale Piazza della Borsa e il Teatro Romano.
L’area era circondata da un muro e disponeva di tre porte, chiuse dal tramonto all’alba.
Con le riforme di Giuseppe II le porte furono aperte nel 1784 e l’anno successivo la segregazione venne definitivamente abolita.
Dell’antico ghetto rimane oggi relativamente poco, perché gran parte dell’area venne coinvolta negli interventi di risanamento della Città Vecchia durante il periodo fascista e le antiche sinagoghe furono demolite.
Attraverso la Portizza, che collega Piazza della Borsa con Via delle Beccherie, potete comunque entrare in una delle zone più interessanti da esplorare a piedi, tra botteghe, antiquari, librerie, negozi vintage e locali.
Il Museo della Comunità Ebraica “Carlo e Vera Wagner”
Il Museo della Comunità Ebraica “Carlo e Vera Wagner”, inaugurato nel 1993, racconta la storia, la cultura e le tradizioni della comunità ebraica triestina.
Ha sede in un edificio particolarmente importante per la storia della comunità: qui si trovavano in passato l’ospedale ebraico e, nei primi decenni del Novecento, gli spazi dell’Agenzia ebraica che accolse molti profughi in fuga dall’Europa diretti verso la Palestina o le Americhe.
Le collezioni comprendono oggetti rituali, argenti, tessuti, documenti e libri provenienti anche dalle antiche sinagoghe triestine.
Il museo si trova in Via del Monte 5/7, una delle strade che salgono verso il colle di San Giusto.
La Libreria Antiquaria Umberto Saba
La libreria del celebre poeta si trova in Via San Nicolò 30, nel cuore di Trieste. È uno dei luoghi simbolici della Trieste letteraria, strettamente legato alla vita e all’opera di Umberto Saba.
Nei pochi metri quadrati trovate libri ovunque, scaffali, mobili antichi e pile di volumi che contribuiscono a creare l’atmosfera particolare di questo luogo.
A pochi passi, in Via Dante, trovate anche la statua di Umberto Saba, nato a Trieste nel 1883 con il nome di Umberto Poli. Anche questa scultura, come quelle dedicate a Svevo e Joyce, è opera di Nino Spagnoli.
La Sinagoga di Trieste
La grande Sinagoga di Trieste, costruita tra il 1908 e il 1912, sostituì le precedenti sinagoghe ormai insufficienti per una comunità diventata numerosa e importante.
È uno dei più imponenti edifici di culto ebraico d’Europa.
La struttura presenta richiami orientaleggianti e mediorientali, grandi rosoni, colonne e decorazioni simboliche. Anche l’interno colpisce per le dimensioni e la ricchezza delle decorazioni.
Per le modalità di visita vi consiglio di verificare sempre le informazioni aggiornate sul sito della Comunità Ebraica di Trieste.
Cimitero Israelitico
Il Cimitero Israelitico si trova accanto al Cimitero Monumentale di Sant’Anna, in Via della Pace.
Venne realizzato nell’Ottocento per sostituire il precedente cimitero ebraico di Via del Monte, ormai insufficiente. All’inizio del Novecento migliaia di salme furono trasferite dal vecchio cimitero alla nuova area.
Una volta varcato l’ingresso, entrerete in uno spazio raccolto e molto suggestivo, dove la vegetazione avvolge lapidi e monumenti funebri appartenenti a diverse epoche e alle famiglie che hanno segnato la storia della comunità ebraica triestina.
La Risiera di San Sabba
La Risiera di San Sabba venne costruita alla fine dell’Ottocento come stabilimento per la lavorazione del riso.
Dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione nazista di Trieste, il complesso fu trasformato in campo di prigionia e successivamente utilizzato per la detenzione e l’eliminazione di ostaggi, partigiani, prigionieri politici ed ebrei e come luogo di transito per i deportati diretti nei campi nazisti in Germania e Polonia.
Nel 1944 entrò in funzione anche un forno crematorio.
La Risiera di San Sabba rappresenta l’unico Lager nazista in Italia dotato di forno crematorio.
Nel 1965 venne dichiarata Monumento Nazionale e nel 1975 divenne Civico Museo.
È un luogo che ritengo importante visitare per comprendere una delle pagine più tragiche della storia di Trieste e del Novecento. Una visita intensa, da affrontare con il tempo e il rispetto che un luogo simile richiede.
L’ingresso al museo è gratuito; vi consiglio comunque di verificare sul sito ufficiale orari, modalità di visita ed eventuali aperture straordinarie.
Cosa vedere a Trieste: I Musei
Musei letterari
Trieste è una città profondamente legata alla letteratura. Qui sono nati Umberto Saba e Italo Svevo, James Joyce vi trascorse anni fondamentali della propria vita e numerosi altri scrittori e intellettuali hanno avuto con la città un rapporto importante.
Per questo, se amate la letteratura, vale la pena inserire nel vostro itinerario anche i musei e i luoghi dedicati agli scrittori.
Prima della visita vi consiglio però di verificare sedi e aperture sui siti ufficiali dei Civici Musei di Trieste, perché negli ultimi anni alcune collezioni e istituzioni cittadine sono state oggetto di trasferimenti e riallestimenti.
Museo LETS – Letteratura Trieste
La tradizione letteraria triestina trova oggi uno dei suoi punti di riferimento nel Museo LETS – Letteratura Trieste, dedicato al rapporto straordinario tra la città e gli scrittori che qui sono nati, hanno vissuto o hanno trovato ispirazione.
Tra i protagonisti non possono naturalmente mancare Italo Svevo e James Joyce, legati non soltanto a Trieste ma anche da un rapporto personale di amicizia e reciproca stima.
Fotografie, libri, documenti, manoscritti e materiali multimediali permettono di approfondire le loro vite, le opere e il rapporto con la città.
Museo Petrarchesco Piccolomineo
Il Museo Petrarchesco Piccolomineo nasce dalla preziosa collezione lasciata alla città nell’Ottocento da Domenico Rossetti.
La raccolta comprende libri, manoscritti e opere legate a Francesco Petrarca e a Enea Silvio Piccolomini, il futuro papa Pio II, che fu vescovo di Trieste nel XV secolo.
Anche in questo caso consiglio di verificare sede e modalità di visita prima di partire.
Civico Museo di Storia Naturale
Il Civico Museo di Storia Naturale è uno dei musei scientifici storici della città.
Tra i suoi reperti più celebri c’è Antonio, il dinosauro rinvenuto nei pressi di Trieste, uno degli esemplari più completi scoperti in Europa.
Le collezioni spaziano dalla zoologia alla paleontologia e alla preistoria.
Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann” e Orto Lapidario
Il Museo d’Antichità J.J. Winckelmann conserva collezioni archeologiche che raccontano un arco temporale molto ampio, dalla preistoria all’epoca romana.
Particolarmente piacevole è l’Orto Lapidario, che si trova sul colle di San Giusto. Se siete già saliti fin qui per visitare Cattedrale e Castello, vale la pena aggiungerlo alla passeggiata.
Civico Orto Botanico
Il Civico Orto Botanico fa parte dei Civici Musei Scientifici di Trieste.
Le sue collezioni comprendono numerose specie vegetali organizzate con finalità scientifiche, didattiche e divulgative: piante officinali, tessili e palustri, flora spontanea del Carso e molto altro.
Prima della visita verificate sempre i periodi e gli orari di apertura.
Museo Revoltella
Il Museo Revoltella è una galleria d’arte moderna nata dal lascito del barone Pasquale Revoltella, che donò alla città il proprio palazzo insieme agli arredi, alla biblioteca e alla collezione d’arte.
Già il palazzo storico merita la visita.
Le raccolte furono successivamente ampliate e il complesso museale venne trasformato anche grazie all’intervento di Carlo Scarpa.
Nelle sale trovate opere di importanti artisti italiani ed europei dell’Ottocento e del Novecento.
Il museo si trova nel cuore della città, a pochi passi dal mare.

Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa
Il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa si trova all’interno del monumentale Palazzo delle Poste.
Racconta l’evoluzione del servizio postale e telegrafico attraverso documenti, apparecchiature, cartografia, oggetti e testimonianze legate anche alla storia della Mitteleuropa.

Cosa vedere a Trieste: i caffè storici
Trieste ha un legame indissolubile con il caffè, tanto da essere considerata la capitale italiana del caffè.
Non si tratta soltanto della bevanda: il caffè fa parte della storia economica e culturale della città. Grazie al porto, Trieste divenne uno dei principali centri europei per il commercio del caffè e i suoi locali assunsero nel tempo il ruolo di veri e propri salotti cittadini.
Qui si incontravano commercianti, artisti, giornalisti e intellettuali. Svevo, Saba e Joyce sono soltanto alcuni dei nomi legati alla tradizione dei caffè triestini.
Anche ordinare un caffè a Trieste ha un suo lessico particolare: l’espresso è un nero, il macchiato un capo, mentre il macchiato servito nel bicchiere di vetro diventa un capo in b.
Tra i caffè storici più conosciuti c’è naturalmente il Caffè degli Specchi, aperto nel 1839 sotto i portici di Palazzo Stratti, direttamente su Piazza Unità d’Italia. Un luogo simbolo della città, frequentato nel tempo da commercianti, viaggiatori e intellettuali.
L’Antico Caffè Tommaseo, nato nel 1830, è considerato il più antico caffè ancora attivo di Trieste e conserva un’atmosfera elegante e mitteleuropea.
Altro luogo che amo particolarmente è il Caffè San Marco, con i suoi arredi ispirati alla Secessione viennese e la libreria che oggi occupa parte degli spazi: uno di quei luoghi in cui viene naturale fermarsi più a lungo del previsto.
Ma questi sono soltanto tre esempi.
Ai caffè storici di Trieste ho dedicato un articolo specifico, dove trovate anche l’Antico Caffè Torinese, la Pasticceria La Bomboniera, Pirona e gli altri indirizzi che meritano una sosta.
Se vuoi approfondire la storia dei caffè storici di trieste leggi questo post





