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Cosa vedere a Pamplona, un giorno nella città della corrida

Cosa vedere a Pamplona in un giorno? Scopriamo insieme, in questo post, le attrazioni da non perdere nella città resa celebre dalla corsa dei tori.

Durante il mio viaggio nella Spagna del Nord, che ha toccato Paesi Baschi, Cantabria e Asturie, abbiamo fatto una tappa a Pamplona, capitale della Navarra. Abbiamo inserito Vitoria-Gasteiz e Pamplona nel trasferimento da Santander, dove siamo atterrati, a San Sebastián, da dove abbiamo poi cominciato a visitare tutta la costa basca.

Conosciuta soprattutto per la famosa corsa dei tori, in realtà Pamplona è molto di più. È una città vivace, verde e piacevole da vivere, spesso apprezzata proprio per la sua qualità della vita.

Si trova inoltre lungo il Cammino di Santiago e ospita molti studenti Erasmus: anche per questo è molto frequentata dai giovani. L’altissima presenza di tapas bar — o, per dirla alla maniera locale, di locali in cui gustare i pintxos — fa il resto.

Ma veniamo a noi e vediamo cosa vedere a Pamplona in un giorno.

Cosa vedere a Pamplona: Casco Viejo

Il centro storico di Pamplona nacque dall’unione di tre nuclei distinti: la Navarrería, la parte più antica, e i borghi di San Cernin e San Nicolás, un tempo separati e spesso in conflitto tra loro. Furono riuniti definitivamente nel 1423 con il Privilegio de la Unión, promulgato da Carlo III di Navarra.

Il Casco Viejo è la zona più bella e vivace di Pamplona e vi resterà nel cuore per lungo tempo. Viuzze strette e acciottolate, sulle quali si affacciano palazzetti colorati, molti locali e botteghe. Qui troviamo anche Calle Estafeta, uno dei tratti più famosi del percorso dell’encierro, segnalato da targhe lungo le vie cittadine.

Nel Casco Viejo è d’obbligo dedicarsi alle tapas e ai pintxos. Nel centro storico si trova anche Plaza del Castillo.

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Casco Viejo Pamplona
Casco Viejo Pamplona

Cosa vedere a Pamplona: Plaza del Castillo

Il cuore della città è Plaza del Castillo, principale luogo di ritrovo e teatro di eventi e manifestazioni. Fino al 1844 la piazza ospitò anche le corride.

È circondata da eleganti palazzi e locali storici, come il celeberrimo Café Iruña, aperto nel 1888 e legato alla memoria di Ernest Hemingway, che lo frequentò durante i suoi soggiorni a Pamplona. Lo scrittore contribuì a rendere celebri nel mondo la città e la festa di San Fermín con il romanzo The Sun Also Rises, pubblicato in Italia con il titolo Fiesta.

Sebbene il locale conservi molti elementi del passato — gli specchi dorati, i lampadari antichi e il soffitto decorato — è innegabile la sua attuale vocazione turistica, troppo marcata per i miei gusti. Le orribili lampadine al neon e i due pannelli a LED dietro il banco rovinano in parte l’illusione di compiere un salto indietro nel tempo fino al XIX secolo: sono dettagli ai quali si potrebbe prestare maggiore attenzione.

Nelle vicinanze si trova anche il Palacio de Navarra, imponente edificio neoclassico affacciato sul Paseo de Sarasate e sede della presidenza e del Governo della Navarra. Fu costruito nell’Ottocento e conserva, nella Sala del Trono, un ritratto di Ferdinando VII dipinto da Francisco Goya.

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Plaza del Castillo Pamplona
Plaza del Castillo Pamplona

Corsa dei Tori – Fiesta de San Fermín

Pamplona è famosa in tutto il mondo per la corsa dei tori, l’encierro, che si svolge durante l’annuale festa di San Fermín. I festeggiamenti iniziano il 6 luglio con il chupinazo, il razzo lanciato dal balcone del municipio, e terminano alla mezzanotte del 14 luglio.

L’encierro è l’evento più celebre dell’intera festa. Si svolge ogni mattina, dal 7 al 14 luglio, alle otto, lungo un percorso di circa 850 metri che parte dai recinti di Santo Domingo e termina nell’arena. La corsa attraversa diversi punti del centro storico — tra cui Plaza Consistorial, le vie Mercaderes ed Estafeta e il tratto di Telefónica — e dura generalmente pochi minuti.

In origine l’encierro era il trasferimento dei tori dai recinti all’arena, dove avrebbero poi partecipato alla corrida; con il tempo, la corsa davanti agli animali è diventata uno degli eventi più conosciuti e spettacolari dei Sanfermines. Le strade vengono chiuse con apposite recinzioni di sicurezza e, proprio per la sua pericolosità, la partecipazione è sottoposta a regole precise.

Le corride, invece, si svolgono nell’arena nel pomeriggio: non vanno quindi confuse con l’encierro delle otto del mattino.

I festeggiamenti terminano alla mezzanotte del 14 luglio con il Pobre de mí. Migliaia di persone si riuniscono in Plaza Consistorial davanti al municipio, reggendo candele accese e intonando il canto che saluta la fine della festa: «Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín».

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Encierro Corsa dei tori Pamplona
Encierro Corsa dei tori Pamplona

Plaza de Toros

La Plaza de Toros di Pamplona fu inaugurata nel 1922 e ampliata negli anni Sessanta. È una delle arene più grandi della Spagna e può accogliere quasi ventimila spettatori.

Si trova sul Paseo de Hemingway, così chiamato in onore dello scrittore americano, grande appassionato delle corride e dei Sanfermines. Di fronte all’arena si trova anche un monumento a lui dedicato.

La visita permette di conoscere la storia della Plaza de Toros e di vedere alcuni degli spazi legati all’encierro e alla corrida. Poiché prezzi, modalità e orari possono cambiare, vi consiglio di controllare le informazioni aggiornate prima della visita.

Nelle vicinanze, sull’Avenida de Roncesvalles, si trova il Monumento al Encierro, una grande scultura in bronzo realizzata da Rafael Huerta Celaya. L’opera, lunga undici metri, cattura in modo estremamente dinamico e drammatico un istante della corsa, con i tori e i corridori lanciati lungo le strade cittadine.

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Plaza de Toros
Plaza de Toros
Scultura rappresentante l'Encierro
Scultura rappresentante l’Encierro

La Cattedrale de Santa María la Real

Un altro degli edifici più belli della città è la Cattedrale di Santa María la Real, situata nel cuore della Navarrería, a pochi minuti a piedi da Plaza del Castillo.

La chiesa attuale fu costruita prevalentemente tra il XIV e il XV secolo in stile gotico, mentre la facciata neoclassica, progettata da Ventura Rodríguez, risale alla fine del Settecento. L’interno, a tre navate, è caratterizzato da alte volte a crociera e da un’atmosfera molto più medievale di quanto lasci immaginare l’austera facciata.

Uno degli elementi più preziosi è il mausoleo in alabastro e marmo nero di re Carlo III il Nobile e di sua moglie, Eleonora di Trastámara. Fu realizzato tra il 1413 e il 1419 dal maestro di origine fiamminga Jehan Lome de Tournai ed è considerato un capolavoro della scultura funeraria gotica.

Dalla chiesa si accede allo splendido chiostro medievale, ritenuto uno dei migliori esempi di architettura gotica europea. Meritano particolare attenzione le sue porte scolpite, tra cui la Puerta del Amparo, con la scena della Dormizione della Vergine. Sul lato orientale del chiostro si trova la Cappella Barbazana, che ospita la tomba del vescovo Arnaldo de Barbazán.

La Cattedrale rivestì un ruolo centrale nella storia dell’antico Regno di Navarra: qui venivano incoronati e sepolti i suoi sovrani. Sotto l’edificio sono inoltre conservati importanti resti archeologici delle costruzioni precedenti e dell’antica città romana.

Il Museo della Cattedrale e Occidens

Il complesso museale non è semplicemente un edificio adiacente alla Cattedrale: il percorso comprende diversi ambienti storici, tra cui il chiostro, la Cappella Barbazana, il refettorio, la cucina e la cillería, una delle parti più antiche del complesso.

Oltre alle opere d’arte sacra, ai reliquiari, alle sculture e agli oggetti di oreficeria, la visita include Occidens, un allestimento permanente dedicato alla storia e alle radici della civiltà occidentale.

Cattedrale de Santa María la Real
Cattedrale de Santa María la Real

Cosa vedere a Pamplona: La Ciudadela

A Pamplona è d’obbligo una passeggiata nella Ciudadela, la grande fortezza rinascimentale fatta costruire nel XVI secolo da Filippo II. Il progetto fu affidato all’ingegnere militare italiano Giacomo Palearo, detto il Fratín, che si ispirò alle fortificazioni più moderne dell’epoca.

La struttura aveva originariamente una pianta pentagonale con cinque bastioni; oggi ne restano tre, poiché due furono demoliti alla fine dell’Ottocento per consentire l’espansione della città. Alcuni ambienti della fortezza furono utilizzati anche come prigione e vi furono rinchiusi personaggi illustri, tra cui il conte di Floridablanca.

Circondata dall’immenso parco della Vuelta del Castillo, oggi la Ciudadela è uno dei principali spazi verdi della città e ospita sale espositive, eventi e manifestazioni culturali. Durante la festa di San Fermín, quest’area è legata anche agli spettacoli pirotecnici.

Per saperne di più sulle mura difensive di Pamplona è possibile visitare il Centro de Interpretación de las Fortificaciones, allestito nel Fortín de San Bartolomé. Il centro aiuta a comprendere l’evoluzione del sistema fortificato e la funzione di bastioni, fossati e rivellini.

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La Cittadella Pamplona
La Cittadella Pamplona

Museo de Navarra

Il Museo de Navarra è ospitato nell’antico Hospital de Nuestra Señora de la Misericordia, del quale si conserva la facciata cinquecentesca in stile plateresco. Le sue collezioni raccontano la storia e l’arte della Navarra dalla Preistoria all’età contemporanea.

Il percorso comprende reperti archeologici, mosaici romani, capitelli romanici provenienti dall’antica cattedrale, sculture, dipinti e preziosi manufatti medievali. Tra le opere più importanti figurano il mosaico romano del Trionfo di Bacco, la celebre arca di Leyre, capolavoro dell’arte islamica, e il ritratto del Marqués de San Adrián dipinto da Francisco Goya.

Museo de Navarra
Museo de Navarra

Cosa vedere a Pamplona, un giorno nella città della corrida

Pamplona è una città che si scopre facilmente a piedi e che, anche in una sola giornata, riesce a mostrare molto più della sua immagine legata alla festa di San Fermín. Il centro storico, le piazze animate, le antiche fortificazioni e le vie percorse dall’encierro raccontano una città dalla forte identità, piacevole da vivere oltre che da visitare.

Per noi è stata una tappa durante un viaggio più ampio attraverso la Spagna del Nord, ma vale sicuramente la pena fermarsi qualche ora per scoprirla con calma, magari concedendosi anche una sosta tra i locali del Casco Viejo per qualche pintxo.

E se il viaggio continua verso i Paesi Baschi, la Cantabria o le Asturie, sul blog trovate molti altri luoghi e idee per proseguire lungo una delle zone della Spagna che più ci sono rimaste nel cuore.

Ultimo aggiornamento: agosto 2026

3 pensieri su “Cosa vedere a Pamplona, un giorno nella città della corrida”

      1. Certo, io eviterei Musei e la Cittadella… Non so se vale la pena visitare anche l’arena! Ho a disposizione anche un giorno a Burgos, ma non l’ho trovata sul tuo blog… Mi manderesti il collegamento se ne hai parlato? E anche di Leon, ne approfitto. Grazie e buon ferragosto

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