Cornovaglia on the road: racconto di viaggio

Racconto del viaggio in Cornovaglia (e non solo)

Sin da bambina il mio sogno era andare a vivere in un cottage nella campagna inglese, poi a forza di leggere romanzi e guardare i film tratti dai libri di Rosamunde Pilcher, l’idea del cottage è rimasta ma alla campagna ho sostituito la Costa Cornica, dove comunque anche il verde non manca.
Cosi dopo aver visitato l’anno scorso, sempre a marzo, la costa Sud Est della Gran Bretagna (Kent, East Sussex, West Sussex, Surrey), quest’anno, sono riuscita a organizzare una settimana on the road in Cornovaglia con qualche tappa nel Devon e poi, prima di tornare a casa, un paio di giorni nelle Cotswolds.

Tengo a precisare che per godere appieno della Cornovaglia d’Estate occorrono almeno una settimana/dieci giorni, questo vi permetterà di passare qualche mezza giornata in spiaggia e passeggiare sui sentieri che costeggiano le altissime scogliere a picco sull’Oceano impetuoso, esperienze da vivere assolutamente in Cornovaglia. Noi, essendoci andati per la prima volta d’inverno, purtroppo le spiagge abbiamo potuto solamente vederle e certe escursioni non sono state possibili a causa del maltempo, quindi siamo riusciti a visitare la Cornovaglia in soli 5 giorni. D’ogni modi se avete poco tempo e volete andarci d’Estate, si può fare, magari evitando le cittadine più grandi, più caotiche e, forse, meno pittoresche.coper.jpg

Ma veniamo a raccontare il viaggio, per capire itinerario, luoghi dove fermarsi e costi. 

Arriviamo a Bristol verso le ore 12.00 con un volo Ryanair proveniente da Venezia (costo del biglietto per 2 persone con trolley da cabina, borsa piccola e scelta del posto, circa 100,00 euro), Bristol è l’aeroporto servito dalle compagnie low cost più comodo alla Cornovaglia. Vi spiego in questo articolo, tra l’altro, come raggiungere e come spostarsi in Cornovaglia.
Arrivati ci rechiamo subito al noleggio Sixt, di fronte al terminal, a ritirare la nostra auto prenotata dall’Italia dal sito Ryanair. Avevo scelto un’auto del segmento “compatte” e ci consegnano un Skoda Fabia Station wagon di color turchese, un colore molto in voga nel Regno Unico, scopro poi sul luogo. Per il noleggio abbiamo speso 278,00 euro, importo comprensivo di assicurazione che garantiva il rimborso della cauzione in caso di incidente. 
Preciso che avendo oramai una certa pratica a guidare in Inghilterra abbiamo preso l’auto con il cambio manuale per risparmiare un pochino. La prima volta è consigliabile l’auto con il cambio automatico.

PRIMO GIORNO: DA BRISTOL A BUDE – Km totali percorsi 172 – Luoghi visti lungo il tragitto: Dunster e Clovelly

Partiamo verso la nostra prima tappa. Per la prima notte ho prenotato a Bude, primo paese della Cornovaglia venendo da Bristol, ma lungo il tragitto abbiamo qualche sosta da fare.
La prima è Dunster dove ci fermiamo per pranzo, data l’ora: sandwich e birra in un pub molto carino e una visita alla cittadina.
Il tragitto per arrivare a Dunster è stato fantastico, attraversando le strette e caratteristiche stradine immerse nelle colline color smeraldo del Parco Nazionale di Exmoor, abbiamo incontrato cavalli e cavallerizzi e ci siamo addirittura imbattuti in una caccia alla volpe, senza volpe, presumo.

The Avon Vale Hunt Gathers For Their Traditional Boxing Day HuntDUNSTER – DEVON (97 km da Bristol)
Dunster attrae per le sue costruzioni storiche, ben 200 delle costruzioni del villaggio fanno parte del patrimonio culturale britannico, davvero molte se si tiene conto che ha appena 800 abitanti. Tra i monumenti più caratteristici spicca il Gallox Bridge, il ponte sul fiume Avill, che risale al quindicesimo secolo, e lo Yarn Market, un’antica struttura a forma esagonale che un tempo ospitava il mercato della lana, risalente al diciassettesimo secolo.
L’altra attrattiva locale di rilievo è il castello adagiato sulle colline che circondano il villaggio, offre una vista mozzafiato sul Canale di Bristol e sul Parco dell’Exmoor. 

Completato il giro turistico ripartiamo in direzione Clovelly, un’altra tappa prima di arrivare a destinazione.

CLOVELLY – DEVON (48 km da Dunster)
Clovelly è un minuscolo villaggio di pescatori, attraversato da un’unica stradina di sassi che porta al mare. Lasciata l’auto nel parcheggio in cima alla collina, si scende e se avete dei bagagli vi aiuterà a portarli un asinello. La stradina è piuttosto impervia, preparatevi a faticare per risalire, ma ne vale assolutamente la pena. Caratteristiche casette bianche dai tetti in ardesia con portoncini colorati, affacciano sulla stradina che porta al mare.

Quando giungiamo al mare lo spettacolo è incredibile. A farci compagnia l’immancabile danza dei gabbiani che riempiono il cielo.
Inizia a piovigginare, quindi dopo una birra nell’unico pub aperto, torniamo alla macchina e ripartiamo.

conow
Arriviamo a Bude verso le 17.00 mentre piove di gusto e fatto il check in saliamo in camera per una doccia e un po’ di relax.
Ho prenotato Hebasca Hotel su Booking.com per la modica cifra di euro 55,00 incluso il parcheggio e la colazione. L’hotel è completamente rinnovato, camera piccola ma nuova e di design, idem il bagno. All’arrivo abbiamo scoperto che l’hotel dispone di un bar molto carino e di un ristorante. 

BUDE (27 km da Clovelly)
Bude è la prima località della CORNOVAGLIA arrivando da Bristol. Rinomata cittadina balneare, amata dai surfisti, le sue spiagge con scogli neri ed erba alta sono molto frequentate d’estate. Pur avendo un centro vivace con molti locali e negozi, Bude è famosa per le sue spiagge. Sembra che qui sia nato il surf.

Eravamo stanchi e così abbiamo deciso di mangiare lì, be’ devo dire che non potevamo fare scelta migliore. 

SECONDO GIORNO:  DA BUDE A NEWQUAY – Km totali percorsi 94 – Luoghi visti lungo il tragitto: Boscastle, Tintagel, Port Isaac, Padstow.

Dopo un’ottima colazione, ricarichiamo i bagagli in auto e, prima di partire per Boscastle, ci dirigiamo verso la spiaggia, il vento è incredibile quasi non ti permette di avanzare, fare qualche foto è un’impresa.

Arriviamo a Boscastle e parcheggiamo nell’ampio parcheggio che c’è sulla destra all’inizio del villaggio. Paghiamo il parcheggio. La regola è: 1£ = 1 ora, 2£ = 2 ore, 3£ 4 o 5 ore, i parcheggi nelle cittadine generalmente dalle ore 17.00 alle ore 9.00 non si pagano.
Rimaniamo a Boscastle un’oretta circa.

BOSCASTLE (24 km da Bude)
Un minuscolo villaggio ricco di fascino, romantico e misterioso, poco ambito dai turisti, circondato da colline e prati color smeraldo puntellati di pascoli che corrono verso scogliere a picco sul mare. Il borgo sviluppato lungo un’insenatura sulla costa assomiglia ai paesini sui fiordi della Norvegia.
L’alluvione dell’agosto 2004 aveva praticamente devastato il paese che è comunque tornato al suo antico splendore. La vita del villaggio ruota attorno al porto, botteghe, ristoranti e alberghetti sorgono nella zona centrale oltre alle caratteristiche dimore. Un ruscello attraversato da ponti taglia a metà il paese, dove troviamo il Museo di Magia e Stregoneria.

Dopo un caffè in uno dei localini del villaggio ripartiamo alla volta di Tintagel, poco più di un paio di miglia da Boscastle. Nonostante la breve distanza ci mettiamo quasi un’mezzora ad arrivare.

TINTAGEL (5 km da Boscastle)
Le leggende della Cornovaglia raccontano che Tintagel ha dato i natali ad Artù e che addirittura sarebbe nato nel castello di Tintagel e allevato da Merlino, il potente mago.
Sarà una semplice leggenda perché le rovine, ormai ridotte in macerie, del castello risalgono all’epoca medievale, quindi epoca successiva rispetto al condottiero, nonostante ciò attraggono turisti a frotte che, per ammirare i resti del castello, si avventurano inerpicandosi su per una salita alquanto impervia e faticosa.

Vi raccomando abbigliamento adatto, soprattutto calzature adeguate; in realtà, risulta anche difficile immaginare che lì ci fosse un castello, vista la situazione attuale, resta il fatto che appare un luogo magico quasi inaccessibile, su un promontorio che una volta raggiunto ti permette di godere di una vista mozzafiato.

Tra le scogliere si scorge una grotta, accessibile solo col favore delle maree, per poche ore; si racconta che quella grotta fosse il luogo dove Merlino esercitava i suoi poteri di mago e chiaroveggente.
Tintagel viene citata ripetutamente su antichi testi legati alla mitologia dell’epoca, i quali sostengono che un tempo qui sorgesse un castello incantato capace di scomparire due volte all’anno. Cosa che è tuttora confermata dagli abitanti, che sostengono che il castello non è visibile in due momenti: una volta in inverno e una volta d’estate, a causa delle nuvole basse e della nebbia.
Nelle vicinanze del castello c’è un lussuoso hotel che si chiama Camelot Castle Hotel, come il famoso castello di Re Artù.

Altra attrattiva locale è il Tintagel Post Office, un monumento storico della Cornovaglia, nella fattispecie un edificio costruito nel quattordicesimo secolo come dimora privata, salvo poi diventare, nel diciannovesimo secolo, ufficio postale per migliorare il servizio in una zona remota come quella di Tintagel. Un bellissimo edificio medievale in pietra a più altezze, immerso nel verde e con affaccio su una delle più prestigiose scogliere del paese.

Oggi il Tintagle Post Office vanta interni restaurati e arredati con mobili d’epoca e attrezzi originali, tra cui la cucina, le stanze da letto, la sala centrale e una stanza con il vecchio ufficio postale vittoriano. Visitatissimo data la posizione favorevole, lungo l’accesso al famoso castello di Tintagel.

Prima di ripartire in direzione Port Isaac, dove ci fermeremo per pranzo, dato che è l’ora giusta per un aperitivo, ci concediamo un paio di pinte in un pub davvero carino, il Ye Olde Malthouse Inncon, con un titolare molto gentile che ci suggerisce quali posti non perdere assolutamente in Cornovaglia (quasi tutti inserito nel mio programma di viaggio) e quelli che si possono evitare.

Arriviamo a Port Isaac e lasciamo l’auto nel parcheggio del villaggio – è praticamente impossibile pensare di entrare nel villaggio in auto, non ci sono parcheggi e le stradine strette permettono a malapena il passaggio di un’auto alla volta – attraverso un breve e suggestivo percorso pedonale che costeggia la scogliera si arriva al centro del villaggio che si sviluppa attorno alla meravigliosa baia.

PORT ISAAC (13 km da Tintagel)
Port Isaac è un villaggio di pescatori dal fascino incredibile, il tipico villaggio costiero britannico. Sicuramente il luogo più filmato di tutta la Cornovaglia. Port Isaac è il set del telefilm Doc Martin, gli appassionati, come me, della serie riconosceranno in questo meraviglioso paesino la Port Wenn, dove Doc Martin fa il medico condotto, ma è stato anche la location del film “L’Erba di Grace” e “Poldark”.
Dalle pellicole è senza dubbio è intuibile il modo di vivere e la bellezza autentica di questo villaggio ma vederlo dal vivo è davvero un’altra cosa, un’altra magia.

Port Isaac ha il fascino tipico dei villaggi marinari, strade strette e ripide, piccole e deliziose casette dai portoncini bassi e colorati e dai tetti di ardesia che si affacciano sull’oceano, la vivacità attorno al porto, le brezze e gli stormi di gabbiani fanno di Port Isaac uno dei più peculiari e autentici villaggi di mare dell’intera Gran Bretagna, che si sviluppa attorno alla meravigliosa baia. 

Dopo aver girato in lungo e in largo le stradine del villaggio e aver scattato un centinaio di foto, fatto incetta di cartoline (un’altra mia debolezza) decidiamo di lasciare la casa di Doc Martin per dopo pranzo ed entriamo nel ristorante The Mote posizionato sulla rampa del porto. È domenica e scegliamo il Sunday Roast, era da un po’ che volevo mangiare il tradizionale piatto britannico della domenica, ma vista la location e le mie preferenze culinarie avrei fatto meglio ad optare per un piatto di pesce, il Sunday Roast è un piatto dalle porzioni pantagrueliche.

Dopo aver pranzato concludiamo la nostra visita a Port Isaac con una passeggiata lungo la via dove è ubicato il Fern Cottage, la casa del Doc Martin.
Arriviamo a Padstow a metà pomeriggio e ci dirigiamo subito nella zona del porto.

PADSTOW (25 km da Port Isaac)
Padstow è una cittadina lungo l’estuario del Fiume Camel che sfocia nel mar Celtico, sicuramente dall’aria più mondana rispetto ad altri villaggi sulla costa, è il luogo ideale dove fermarsi per una pausa culinaria, dato che è un posto rinomato per i suoi locali disseminati attorno al porto. Ristoranti di pesce dove si magia molto bene, spicca tra tutti il ristorante del famoso del famoso cuoco britannico Rick Stein, che qui ha anche il Stein’s Fish & Chips dove provare il fish & chips da passeggio.

Padstow è nota soprattutto per la festa Obby Oss, che cade il primo maggio e che celebra l’arrivo della primavera, per l’occasione la città viene decorata con i primi fiori di stagione e attraversata da musicisti che intonano un suggestivo canto ipnotico. Le origini della festa sono evidentemente pagane, è considerata una delle feste tradizionali più antiche della Gran Bretagna.
Padstow è anche un luogo adatto per lo shopping, ci sono molti negozi sparsi per la cittadina. 

Io vengo subito catturata da WHISTLEFISH (www.whistlefish.com) dove io ho fatto incetta di biglietti d’auguri pazzeschi e borsette. Il negozio è specializzato in cartoline, stampe, biglietti augurali, quadri in canvas che ritraggono, tra l’altro, gli splendidi paesaggi della Cornovaglia e borse in tela raffiguranti i villaggi della Cornovaglia. Prima di ripartire per Newquay dove ci fermeremo per la notte, ci concediamo un tea in uno dei locali che si affacciano sul porto, il Cally Oyster bar, molto bello e come dice il nome specializzato sul pesce in particolare le ostriche, purtroppo causa Sunday roast non abbiamo mangiato le ostriche.

Arriviamo a Newquay verso le 17 e ci dirigiamo subito in albergo, avevo prenotato da casa il Best Western Hotel Bristol (63,00 euro con colazione e parcheggio), l’hotel storico, in parte ristrutturato, si trova fronte mare, sopra la spiaggia di Tolcarne beach. La nostra camera (standard) è ampia e recente, letto comodo, il bagno piccolo con doccia. In rapporto al prezzo pagato non male, certo tra tutti gli hotel della vacanza sicuramente il meno bello, con un bel bar comunque.

NEWQUAY (27 km da Padstow)
Newquay è una delle città balneari preferite dagli inglesi, sebbene non sia molto caratteristica, anzi per niente è una meta frequentatissima. Vanta sette miglia di splendide spiagge di sabbia finissima battute dal vento, per questo molto ambita dai surfisti.
È un posto per famiglie dove tutta la famiglia può rilassarsi e godersi una vacanza, offre una spiaggia per ogni giorno della settimana, un’intensa vita notturna.
La sue spiagge più apprezzate e famose sono Fistral e Holywell Bay.

Prima di cena andiamo a fare un giro in auto alla ricerca di un posto dove mangiare e dare un occhio alla città che, a parte per le sue spiagge, non mi ha entusiasmata, l’ho trovata poco caratteristica rispetto ad altre, per i miei gusti.
Andiamo a cena a The Fish House Fistral che si trova appunto sulla spiaggia di Fistral. Non abbiamo mangiato male ma ho preferito la cena della sera prima. 

TERZO GIORNO: DA NEWQUAY A PENZANCE E DINTORNI – km percorsi 142 – Luoghi visti lungo il tragitto: Saint Ives, Cape Cornwall, Sennen Cove e Land’s End, Porthcurno e Miniak Theatre, Mousehole e Newlyn, Marazion e St. Michael’s Mount.

Sveglia all’alba come sempre! Diciamo che il motto di questa vacanza è stato questo sveglia presto 7.00/7.30 e a letto presto 21.00/21.30, quasi sempre. Questa è la ragione per cui in un giorno riusciamo a vedere tanti posti, avere un’intera mattinata disponibile è molto utile.  Dopo una frugale colazione, facciamo una passeggiata a Tolcarne beach, scendendo e risalendo un centinaio di scalini, è un buon allenamento la passeggiata in spiaggia.
Caricati i bagagli in auto ripartiamo.

La strada che ci porta a Saint Ives è abbastanza scorrevole, arriviamo a Saint Ives a metà mattina e l’atmosfera tranquilla e rilassata ci conquista subito, non è periodo di turismo, anche se qualche turista c’è sempre e quindi la maggior parte dei presenti è gente del posto.

SAINT IVES (50 km da Newquay)
Una delle località più famose della Cornovaglia che viene definita “la migliore destinazione del Regno Unito per le vacanze” ed è infatti molto frequentata d’estate.
Si affaccia su tre splendide baie, tra cui Porthminster, caratteristica per gli edifici vittoriani sullo sfondo della spiaggia, un’altra bellissima spiaggia è Porthmeor, e il promontorio di The Island.
Il piccolo porto è un luogo pittoresco circondato dai tipici cottage di pescatori, dal susseguirsi di viottoli acciottolati stretti e pendenti con gallerie d’arte, botteghe, negozi eleganti, pub e tanti balconi fioriti.
Saint Ives è da sempre un luogo che attrae numerosi artisti che qui hanno creato le loro opere d’arte.

Dopo aver fatto incetta di cartoline e una tappa nel negozio di Cath Kidston: dove acquisto qualche pochette fiorita in saldo e una bellissima cover per il mio Iphone 8 plus, torniamo all’auto e ci rimettiamo in viaggio verso la prossima tappa.

Il tragitto che facciamo è fantastico, ho ancora le immagini ben impresse nello sguardo, siamo nella Penisola di Penwith e ci troviamo a percorrere un lungo tratto di strada costiera costellata solo di fattorie collocate in un paesaggio incredibilmente suggestivo, la brughiera, con cavalli, pecore e mucche al pascolo.  La “Tin Coast” è un tratto lungo sette miglia, da Pendeen e Saint Just, che offre incredibili scorci sul mare.

Lungo il tragitto ci fermiamo a Levant Mine, un sito che non era nel nostro itinerario e che abbiamo incontrato e scoperto grazie a questo percorso, che ci ha indicato il nostro navigatore portato da casa, faccio presente che in questa zona c’è poca copertura, quindi usare lo smartphone come navigatore non è facile.

LEVANT MINE AND BEAM EGINE (19 km da Saint Ives)
Sito sulle scogliere della Tin Coast sotto l’egida del National Trust –  l’ente britannico che protegge e tutela i patrimonio storico e naturale della Gran Bretagna -.  Ovviamente per fermarsi non serve essere appassionati di miniere a vapore, peraltro in rovina, la zona offre viste mozzafiato, natura selvaggia e storia. La Miniera di Levante del 1840 è un sito molto importante nella storia mineraria della Cornovaglia, uno dei più antichi nell’estrazione dello stagno e del rame.

La Levant Mining Company fu costituita nel 1820 con un capitale di 400 sterline, anche se Levant Mine apparve per la prima volta su una mappa nel 1748. Nel 1836 vennero impiegati nel sito 320 uomini, 44 donne e 186 bambini. Si racconta che nei primi 20 anni di attività la Levant ricavò solo dall’estrazione del rame 170.000 sterline. Nel 1857 venne installato un meccanismo per semplificare il lavoro dell’uomo nelle operazioni di estrazione,  il famigerato motore per uomo. Questo meccanismo portava gli operai su e giù dalla miniera, il dispositivo fatto di scale alternative e piattaforme fisse  si ruppe mentre veniva usato da oltre 100 minatori – un rapporto del Cornishman and Cornish Telegraph suggerisce che al momento dell’incidente ci fossero 130-150 minatori sul macchinario –  l’incidente provocò la morte di 31 minatori e il ferimento di molti altri. Da questo comincio il declino della miniera finché chiuse.

Arriviamo a Saint Just – si trova a 3 miglia da Levant Mine – che è quasi mezzogiorno  decidiamo quindi di entrare in un pub per bere un paio di birre con qualche patatina dato che la fame si inizia a farsi sentire, le birre locali sono molto buone in particolare la Saint Austell. Anche qui il titolare del pub si prodiga in suggerimenti e ci invita a non mancare la visita a Cape Cornwall e Sannen Cove mentre, a suo avviso, Land’s End può tranquillamente essere saltato in quanto divenuta un’attrattiva troppo turistica con tanto di parco giochi e tutto il resto. E infatti per entrare a Land’s End si paga il biglietto.

Non possiamo quindi non accettare i consigli dei gestori di pub e andare a Cape Cornwall 

CAPE CORNWALL (2 km da Saint Just)
Cape Cornwall è il promontorio che si protende sull’Atlantico e che segna il punto in cui le correnti atlantiche si dividono. Per molto tempo è stato erroneamente considerato il punto più occidentale dell’Inghilterra, in realtà il punto estremo dell’Inghilterra occidentale è Land’s End, primato che gli è stato poi assegnato, resta il fatto che Cape Cornwall è meno turistico e più suggestivo a mio avviso. 

Continuiamo verso Land’s End dove facciamo solo una piccola sosta e decidiamo di proseguire verso Sennen Cove, che secondo quanto dicono i nostri suggeritori vale ben più la visita.  

SENNEN COVE e LAND’S END (30 km da Saint Ives)
Un piccolo villaggio completamente esposto sulla spettacolare baia con un tratto di spiaggia bianca di oltre 3 chilometri. Da qui si prende un lungo un bellissimo sentiero a picco sul mare e attraversando prati puntellati di fiori si arriva a Land’s End. La fine del mondo, il punto dove la terra finisce. Leggenda racconta che, un tempo, si credeva che questo fosse il punto dove finiva il pianeta e se vi mettete a scrutare l’orizzonte vedrete solo azzurro, senza distinzione di confine tra cielo e mare viene da pensare che sia ancora così.  

Tanti sono i minuscoli villaggi e siti che dobbiamo vedere oggi che non troviamo nemmeno un posto dove mangiare, rimandando sempre alla prossima destinazione. Arriviamo quindi a Porthcurno, mi aspettavo un villaggio e invece sorpresa…

PORTHCURNO e MINACK THEATRE (6,5 km da Sennen Cove/Land’s End)
La spiaggia di Portchurno è una delle più belle, se non la più bella dell’intera Cornovaglia, considerata tra le dieci spiagge più belle del pianeta, sabbia bianca e finissima è bagnata da un mare dalle incredibili sfumature di azzurro.
Se deciderete di visitare questa spiaggia preparatevi a forti raffiche di vento.
Sollevando lo sguardo sarete conquistati dal Minack Theatre considerato come uno dei teatri all’aperto più spettacolari del mondo, costruito in granito con pietre trasportate esclusivamente a mano, l’aspra roccia che scende a picco sul mare, la vista è assolutamente mozzafiato. Durante la sere estive si svolgono rappresentazioni teatrali, è necessario però prenotare il biglietto con molto anticipo.

Dopo la fantastica visita proseguiamo in direzione del nostro alloggio per la notte, ho prenotato (ieri) un hotel a Penzance, luogo strategico per visitare i luoghi che vi sto raccontando, ho scelto un hotel che avevo puntato anche da casa ma che non aveva la possibilità di essere annullato durante il viaggio e quindi non essendo convinta di alloggiare a Penzance che, a parte l’ubicazione favorevole e la vicinanza con luoghi interessanti, non aveva molto appeal per me, avevo deciso di lasciare la serata libera e decidere in corso d’opera dove fermarci. Ma prima di arrivare a Penzance ci fermiamo a visitare due borghi incantevoli, autentici posti di mare, villaggi di pescatori dal fascino ruvido che solo certo porti di mare possono avere. 

MOUSEHOLE (13,5 km da Porthcurno) NEWLYN (3 km da Mousehole)
La Cornovaglia vive di pesca da sempre pertanto molti sono i villaggi di pescatori disseminati lungo la costa, altri due villaggi da vedere, vicini a Penzance, sono Newlyn e Mousehole, il porto e le case che ci girano attorno, il vento placido, i gabbiani che svolazzano sopra le nostre teste, rappresentano il tipico paesaggio della Cornovaglia.

Arriviamo in albergo vero le 15.30, troviamo parcheggio in strada di fronte l’hotel, scarichiamo i bagagli e facciamo ingresso in albergo, lArtist Residence, già dalle foto avevo visto che era bellissimo, molto particolare, arredamento curatissimo nei dettagli ogni stanza diversa dall’altra. La nostra piccola ma molto carina, tessuti particolari, prodotti della pulizia favolosi (bagnoschiuma, shampoo, balsamo, crema mani, crema corpo) in camera oltre all’immancabile bollitore con bustine da tè c’è anche una nespresso.

L’hotel dispone di bar e ristorante. Abbiamo speso per l’alloggio 95,00 euro senza colazione e parcheggio.

PENZANCE (2 km da Newlyn)
Altra cittadina piuttosto popolata, potrebbe essere un ottimo punto dove scegliere di alloggiare se non volete cambiare albergo ogni sera come ho fatto io, è un punto strategico.
Si trova nella Mounts Bay ed è una delle più importanti stazioni balneare dell’intera Gran Bretagna grazie al suo clima temperato, che favorisce la crescita di piante sub tropicali nel Morrab Gardens. La particolarità della località è la lunga spiaggia che offre un privilegiato panorama su St. Michael’s Mount.
Da vedre c’è il Museum and Art Gallery che custodisce i dipinti della Scuola d’Arte di Newlyn.

 

Dopo una doccia, un caffè, un po’ di relax in camera torniamo in macchina e ci dirigiamo verso Marazion con l’idea di raggiungere St. Michael’s Mount a piedi, l’orario dovrebbe essere favorevole per la bassa marea.  

MARAZION e ST MICHAEL’S MOUNT (10 km da Penzance)
St Michael’s Mount è un’isoletta situata davanti al paese di Marazion, considerata in qualche modo la gemella della più famosa Mount Saint Michel in Normandia, dato che vanta caratteristiche simili: con l’alta marea appare come un’isola vera e propria, mentre con la bassa marea, l’isola è collegata alla terraferma da un’immensa landa sabbiosa e si raggiunge attraverso un’antica stradina acciottolata che, con l’alta marea è completamente sommersa dall’acqua.

Sull’isola di St Michael’s Mount si trova un’abazia benedettina del IX secolo, circondato da curatissimi giardini ed un caratteristico villaggio costituito principalmente da case in pietra.
Come detto si raggiunge a piedi: con la bassa marea, la strada emerge dal mare e seguendo il percorso di giganti e pellegrini potete raggiungere l’isola in pochi minuti, partendo dalla spiaggia, davanti al The Godolphin Arms.
Mentre quando la marea si alza, i marinai vi traghetteranno sull’isola con la loro imbarcazione.

Per saperne di più leggi eccovi il sito ufficiale, in italiano: https://www.stmichaelsmount.co.uk/it

Siamo talmente stanchi che l’idea di mangiare nel ristorante dell’albergo è chiara e convinta in entrambi, all’arrivo ci hanno chiesto se volevamo riservare un tavolo e prima di tornare in camera dopo la visita al monte abbiamo confermato. Dopo doccia, tea e relax in camera ci prendiamo un paio di birre, una al bar dell’hotel (che ha solo birre in bottiglia e qui è un vero peccato) e l’altra rigorosamente spinata a pompa nel pub di fronte.

La cena non ha deluso le aspettative, la tanta attenzione nei dettagli trovata in tutta la struttura non poteva mancare in infatti….   

La colazione non è inclusa quindi pagato il conto carichiamo i bagagli e ripartiamo, con l’idea di farla alla prima tappa.

QUARTO GIORNO: DA PENZANCE A FOWEY E DINTORNI – km totali percorsi  180 – Luoghi visti: Porthleven, Kynance Cove e Lizard, Coverack, Falmouth, Truro, Mevagissey, Polperro e Looe. 

Partiamo sempre prestino, la tappa della notte sarà Fowey, dove vorremmo arrivare presto per riuscire a far visita a Polperro e Looe oggi.

In direzione della punta estrema della Lizard Penisola veniamo colti dall’insegna di Porthleven, imbocchiamo la strada e arriviamo nel villaggio mentre pioggia e vento stanno esprimendo il loro massimo, le onde alte e spumeggianti che si abbattono sulle pareti di difesa del porto sono uno spettacolo è incredibile. Facciamo colazione in una caffetteria molto carina nel porto che ci permette di godere della vista al coperto.

PORTHLEVEN (19 km da Penzance)
Altro villaggio pittoresco che trasuda di fascino e tradizione, e che si sviluppa attorno al porto. Il molo imponente di granito è attorniato da abitazioni caratteristiche e negozietti. Porthleven ha probabilmente le pareti di difesa del porto, presenti in tutti i villaggi, più grandi affinché proteggano il villaggio dalle impetuose tempeste invernali. La costruzione del porto iniziò durante il periodo napoleonico e si narra che fu costruito con l’aiuto di prigionieri di guerra francesi.

Il villaggio è stato uno dei porti importanti per la pesca di sardine e sgombri. Oggi le piccole imbarcazioni da pesca sbarcano ogni giorno il loro pescato che viene per la maggior parte acquistato dai ristoranti locali. Interessante l’offerta gastronomica locale.
Paradiso per surfisti di livello, non certo per i principianti.  

Ripartiamo in direzione Lizard e la pioggia non sembra voler smettere ed è un peccato perché questo non ci permetterà di godere a pieno del luogo che visiteremo, ma la Cornovaglia è anche questo.  

KYNANCE COVE e LIZARD (22 km da Porthleven)
Definita i Caraibi d’Inghilterra, la Penisola Lizard che si trova nella Cornovaglia sud occidentale ed è uno dei punti più spettacolari e incontaminati dell’intera regione. Qui percorrendo bellissimi sentieri a picco sul mare e si arriva nelle meravigliose baie, uno dei sentieri da fare, senza se e senza ma, è il sentiero che porta a Kynance Cove.
Nelle giornate estive più calde c’è anche chi fa il bagno, l’acqua è fresca e rinvigorente e l’esperienza incredibile!
Verdi pascoli e prati in fiore che culminano sulla spiaggia di sabbia bianca e finissima lambita dalle acque turchesi e cristalline.

In direzione Falmouth decidiamo di fermarci a Coverack, villaggio suggerito dal gestore del pub di Tintagel. 

COVERACK (16 km da Lizard)
Il villaggio di Coverack è ancora una vivace comunità di pescatori della Penisola di Lizard, un luogo dal fascino rivido dei posti di mare, quelli autentici. Un pittoresco porticciolo e una splendida baia un po’ fuori dai giri turistici. 

Arriviamo a Falmouth che pioviggina, aveva smesso ma ha ripreso, e quindi decidiamo subito di imboccare la Scenic Route, la strada panoramica che porta a un promontorio che offre una vista spettacolare.

FALMOUTH (33 km da Coverack)
Una delle città più grandi della Cornovaglia ma anche un bel luogo di villeggiatura con molti negozi, ristoranti, stradine vivaci, la particolarità è che sorge nel terzo porto naturale del mondo.
Per scoprire il rapporto che ha questa città con il mare è da visitare il Museo Marittimo, da Falmouth partivano le navi che consegnavano merce in tutto il mondo.

Dopo Falmouth proseguiamo verso Truro, il capoluogo della Cornovaglia, prima di fare un giro per la cittadina ci concediamo una sosta in un pub, per bere l’immancabile Tribute Pale Ale di Saint Austell.  

TRURO (17 km da Falmouth)
Truro è stata una città molto benestante tra i secoli XVIII e XIX grazie all’estrazione del rame e dello stagno e Lennon Street rappresenta la prosperità di quegli anni con le sue case in pietra in stile georgiano. Se volete conoscere la storia e il folklore della Cornovaglia sono ben rappresentate al Royal Cornwall Museum in River Street.

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Ripartiamo da Truro diretti a Fowey ma lungo il tragitto decidiamo di fare una tappa in uno splendido villaggio che non avevo inserito nel mio programma, ma che non so per quale ragione mi ha attirata. E che il sole, in questo momento splendente, lo rende ancor più bello. 

MEVAGISSEY (24 km da Truro)
Mevagissey è l’ennesimo interessante villaggio di pescatori, si trova all’estremità della baia di St. Austell, era noto in passato per la pesca delle salacche (specie simile a sardine). È molto frequentata la sua spiaggia di Pentewan. Fatevi una passeggiata tra le sue stradine che culminano sul porto, attorniato di interessanti e rinnovati locali, ottima scelta per una pausa culinaria o per una pinta di birra.

Prima di ripartire ci concediamo l’ennesima birra (piccola) in un locale molto bello sul porto che offre una vista privilegiata sul porticciolo, il mare si è ritirato e lo spettacolo è quello delle imbarcazioni arenate, che attendono la risalita della marea per tornare a galleggiare.

Arriviamo a Fowey anche in anticipo sul nostro programma, a causa del tempo alcune tappe le abbiamo un po’ sacrificate. Ho prenotato da casa in un pub: The Galleon Inn, in realtà la camera è di fronte al pub non sopra, in un edificio completamente rinnovato da soli cinque mesi, la camera in stile marinaro è ovviamente nuovissima, pernottamento con colazione 91,00 euro. La struttura non dispone di parcheggio e ci ha avvisato che avremmo dovuto parcheggiare in uno dei due parcheggi a margine del villaggio, capiamo che non sono vicinissimi all’alloggio e quindi approfittiamo di un parcheggio riservato allo scarico  di fronte il pub, per scaricare i bagagli. Facciamo check in e portiamo i bagagli in camera.

FOWEY (22 km da Mevagissey)
Altra piccola e incantevole località di mare è uno dei luoghi che vanno assolutamente visitati in Cornovaglia, sorge sulla foce del fiume omonimo.
Fowey è stato punto di approdo di Daphne du Maurier – autrice di “Rebecca la prima moglie” da cui è stato tratto il celebre film di Alfred Hitchcock – vi arrivò negli anni venti e si innamoro di questo villaggio e infatti diversi suoi romanzi sono ambientati in Cornovaglia.

Decidiamo di andare subito a Polperro, dato che è ancora presto, quindi andiamo a prendere il traghetto che in due minuti ci porta sulla sponda opposta, da qui un suggestivo percorso immerso nella campagna con una strada stretta (Raphael Rd) che permette il passaggio di un auto alla volta – come spesso si trovano in Cornovaglia – ci porta a Polperro. Il navigatore indicava il percorso con utilizzo del traghetto come più breve, ma sebbene la distanza sia di soli 11 chilometri ci mettiamo una quarantina di minuti buoni ad arrivare a Polperro. L’alternativa è la super strada  per A390 e B3359, che facciamo al ritorno, lunga il doppio ma ci si mette lo stesso tempo, percorso meno scenografico ovviamente. C’è un’alternativa che faremo al ritorno.

POLPERRO (11 km o 21 km da Fowey)
Polperro si visita a piedi o con un carro trainato da cavalli si raggiunge il piccolo centro. Si lascia l’auto nel parcheggio grande fuori dal borgo o in quello in cima alla collina e poi a piedi si scopre la vera essenza di questo suggestivo villaggio, scendendo per le stradine disseminate di casette con i tetti in ardesia, di negozi e ristoranti dalle finestre decorate di fiori. Definito uno dei più bei villaggi di Gran Bretagna, senza alcun dubbio, è adagiato in una stretta insenatura della costa, alla foce del fiume Pol. Borgo antico e autentico di pescatori dal fascino grezzo, un tempo covo di contrabbandieri e bucanieri, che giravano per il mare depredando le navi.
Anche qui al calare della marea le barche sul porto restano appoggiate alla sabbia in attesa che risalga la marea per tornare a galleggiare. Fenomeni comuni in tutta la Cornovaglia ma anche in Bretagna e Normandia è abbastanza comune tutto questo.
Arrivando in fondo al porto, imboccando un sentiero che sale sulle scogliere si può ammirare il mare e il paese dall’alto, il sentiero, prosegue fino a raggiungere Looe. 

Per tornare a Fowey optiamo per il tragitto attraverso la super strada  per A390 e B3359, lunga il doppio rispetto l’altra ma ci si mette lo stesso tempo, percorso meno scenografico ovviamente. Ci fermiamo a Looe che è di strada. 

LOOE (7 km da Polperro)
Villaggio a qualche miglia da Polperro diviso in due dal fiume Looe che crea così East Looe e West Looe. A unire le due sponde c’è un ponte in pietra del XIX secolo.
Le caratteristiche abitazioni del villaggio si trovano sul pendio della collina e godono di una vista magnifica sull’estuario e sulla baia.

Arrivati a Fowey prima di lasciare l’auto nel parcheggio del traghetto Bodinnick proviamo a un giro in centro per verificare se per caso c’è qualche parcheggio, non ne abbiamo visti molti però facciamo un tentativo, e siamo fortunati perché in prossimità del pub c’è un parcheggio pubblico di una decina di posti dove, data l’ora è possibile parcheggiare fino alle nove dell’indomani, gratis. Come già detto i parcheggi sono liberi dalle 17.00 alle 9.00. La sosta lunga è possibile solo in questa fascia oraria. Dorante il giorno in molti dei parcheggi in centro storico che abbiamo trovato in questo viaggio non è possibile parcheggiare per più di due ore, noi data la stagione e non rimanendo troppo a lungo nei centri siamo stati sempre abbastanza fortunati e siamo riusciti a parcheggiare in centro, ma in periodi più turistici è quasi obbligatorio parcheggiare nei parcheggi esterni. 

Dopo aver letto qualche recensione su Tripadvisor decidiamo di andare a mangiare in un pub vicino al ostro alloggio, mi hanno colpita le immagini che sono quelle che considero quando guardo le recensioni, Havener’s dove abbiamo mangiato due zuppe, buonissime, due dei migliori fish and chips di sempre, con tre pinte, abbiamo speso 50,00 £, il conto pagato a cena più basso di tutta la vacanza. Noi abbiamo sempre mangiato in ristoranti o gastro pub, quindi un livello più alto di pub, e la media di spesa è stata di 80/90 £ per due portate (antipasto o zuppa e piatto principale, in qualche caso dolce da condividere) e bottiglia di vino dal costo di 20/30 £. Abbiamo sempre mangiato bene, in alcuni casi, benissimo!

QUINTO GIORNO: DA FOWEY ALLE COTSWOLDS – km totali percorsi  290 – Luoghi visti: Dartmoor, Buckland in the Moor, Exeter, Glastonbury, Bath, Malmesbury.

Dopo aver fatto colazione ed esserci preparati per partire abbiamo un’unica commissione da fare a Fowey: acquistare i migliori Cornish Pasty della Cornovaglia.  Abbiamo fortuna ed entriamo in un panificio che li sfornerà tra 10 minuti. Il fatto di vedere le piastre con il pane posati sul pavimento non mi aveva molto entusiasmata e infatti io ero restia ad aspettare, ma Alan, il mio compagno, aveva gli occhi a forma di Cornish Pasty e la bava alla bocca all’idea di avere i Cornish Pasty fumanti e quindi non ho saputo impormi. 

Ci avviamo a lasciare la Cornovaglia con un po’ di tristezza, ma comunque la nostra vacanza non è finita, i prossimi tre giorni li passeremo nelle Costwolds.

Ma abbiamo un paio di tappe prima di arrivare nelle Cotswold. La prima è Buckland in the Moor e ci arriviamo attraversando il Parco Nazionale del Dartmoor,  un luogo incredibile dall’aspetto tipico della brughiera, vegetazione rada e paludosa, che conferisce all’intera zona un aspetto lunare, con cavalli allo stato brado e molte pecore al pascolo. 

PARCO NAZIONALE DEL DARTMOOR

Il Dartmoor è un altopiano paludoso, adagiato su una base di granito, modellatosi nei millenni grazie all’azione degli eventi atmosferici: vento, gelo e pioggia, ai quali si deve la formazione dei tors, scoscese collinette rocciose. Muschio, erica, mirtilli, felci e ginestre puntellano il paesaggio rado di vegetazione e caratterizzato da ampie zone di pascoli in particolare pecore, sui declivi meno esposti e nella palude vivono allo stato brado i famosi pony del Dartmoor. Il Dartmoor è costellato di ruscelli che in caso di maltempo si ingrossano sino a diventare veri e propri torrenti,tra i quali il Dart che contribuisce a dare il nome al Parco. Altri abitanti del parco sono diversi mammiferi tra cui volpi, tassi e conigli, le Poiane e gli uccelli acquatici vivono attorno alle paludi mentre lungo i corsi d’acqua si trovano le lontre. 

In mezzo a questa natura incredibile ci fermiamo in uno spiazzo a mangiare i nostri Cornish Pasty, l’auto è cullata da un vento fortissimo, io da impavida ho pure avuto il coraggio di uscire per scattare qualche foto. Un’avventura…

Arriviamo a Buckland in the Moor e rimaniamo stupiti dall’incanto che ci circonda sembra di essere in una fiaba.

BUCKLAND IN THE MOOR – DEVON (90 km da Fowey)
Un villaggio da cartolina immerso nella splendida vegetazione del parco nazionale del Dartmoor, proprietà privata della stessa famiglia dal sedicesimo secolo, i suoi cottage con la chioma: i tradizionali cottage in pietra con tetto in paglia dalle forme arrotondate sono la caratteristica del villaggio. Sappiate che, se vi dovesse venire la voglia di acquistare uno dei cottage di questo bosco incantato, sono difficilmente cedibili.

Sulla cima della collina c’è la chiesa di St. Peters, risalente al XII secolo, particolare il suo orologio della torre campanaria che al posto dei numeri da 1 a 12 ha le lettere che formano la scritta My dear mother.
Un’altra peculiarità di Buckland sono le cosiddette pietre dei comandamenti che portano incisi i dieci comandamenti.
Per di più, si tratta dei prezzi tra più alti del Devon.  

Ci fermiamo a Exter, capoluogo del Devon, ed è subito chiaro che è il luogo adatto per lo shopping, i tanti negozi di fast fashion e non solo sembrano quasi prevalere su tutto il resto. Forse perché abituati, in questi giorni a vedere piccoli villaggi dal fascino raro e  autentico Exeter non ci impressiona più di tanto. D’ogni modo ha molto da vedere. 

EXETER – DEVON (40 km da Buckland in the Moor)
Una delle più antiche città della Gran Bretagna, ricca di monumenti e luoghi da visitare, in primis la cattedrale in stile gotico con le due maestose torri che facevano parte dell’edificio originale normanno quando fu consacrato nel 1133, peculiarità all’interno è la successione di volte gotiche più lunga al mondo.
Accanto alla cattedrale si sviluppa la Cathedral Close, una serie di edifici medievali come la chiesetta di St. Martin, la Mol’s Coffee House e la locanda Ship Inn.

Nel centro di Exeter altri edifici interessanti sono il municipio Guildhall, la Custom House (ex dogana), l’Abbazia di St. Nicolas Priory e l’antichissima Chiesa di St. Pancras.
Altro luogo da visitare è il Royal Albert Memorial Museum che ospita 16 gallerie, come pure le rovine del Rougemont Castle, qui, alla fine del Seicento, fu imprigionata Alice Molland, l’ultima persona a essere condannata a morte per stregoneria in Inghilterra e i giardini Northernhay.

Abbiamo poi Exeter Quay, una parte della città vicino al fiume Exe che fu usata in passato come porto, mentre oggi è una zona ricca di locali e negozi. Exeter Quay pullula di cigni.
Per godere di Exeter da un altro punto di vista vi consiglio la crociera sul fiume, panorami spettacolari vi aspettano.

L’idea di fermarmi a Glastonbury è dovuta al fatto che io conosco la cittadina per il festival più che per tutto il resto, ma curiosando si Google scopro cose interessanti.

GLASTONBURY –  SOMERSET (99 km da Exeter)
Glastonbury è uno dei luoghi più famosi di tutto il Regno Unito, un posto mistico e sacro fin dalla notte dei tempi, come minimo sin dall’era neolitica. Con Canterbury, è considerata uno dei luoghi più sacri della cristianità inglese. Glastonbury è nota anche per le leggende legate a Re Artù, al Santo Graal e alla tradizione pagana dei druidi, pare che di recente si siano fatti vedere i cosi detti crop circle: i cerchi nel grano. Gli appassionati di storie leggendarie conoscono certamente la storia della mitica Isola di

Avalon, l’isola leggendaria di Re Artù. Avalon è spesso identificata con Glastonbury.
Il sito più famoso della zona per i suoi miti e le sue leggende è Glastonbury Tor, una collina nella cui vetta si staglia la Torre di San Michele. 
Glastonbury è un centro di pellegrinaggio mistico-religioso di tutto rilievo.
Il monumento maggiore di Glastonbury è la sua Abbazia, la Glastonbury Abbey sorta su un originale monastero del VII secolo. Nei dintorni dell’Abbazia sorge la Chiesa di St John, una chiesetta in stile gotico con il tetto in legno.
Il museo archeologico di Lake Village vale la pena di essere visto,
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.glastonbury.co.uk

BATH –  SOMERSET (99 km da Exeter)

Noi a Bath facciamo solo una piccola tappa perché ci abbiamo passato due giorni durante un viaggio nel South East England lo scorso anno. In ogni caso e molto bella quindi inseritela nel vostro itinerario.

Arriviamo a Malmesbury per l’ora del tè, e ci dirigiamo subito al nostro alloggio, non vedo l’ora di entrare perché ho prenotato in una struttura favolosa, The Cowsheds, un ex fienile riconvertito, e il nostro alloggio è una stanza di ben 95 mq che dalle foto è una favola.  Entriamo nella struttura da quella che sembra essere la porta principale e la sorpresa è che non entriamo in una reception ma in una splendida cucina e ad accoglierci c’è una reception ma una torta, del tè e le chiavi del nostro alloggio e una scheda con il menu della colazione dove dobbiamo indicare le nostre preferenze con una crocetta.

Il nostro appartamento Wednesday, hanno il nome dei giorni della settimana, è il più grande e grazie a una buona offerta l’ho pagato 109,00 euro con la colazione, non molto per la zona e il livello di struttura.

Rimaniamo qualche ora in camera perché piove a dirotto e c’è un vento incredibile e il blackout dei social, non ho potuto pubblicare questo ben di dio per ore… Ci portiamo in stanza un paio di fette di torta, una buonissima Victoria Sandwich, e beviamo del tè, la stanza dispone anche di una nespresso e di latte fresco in frigorifero.

MALMESBURY –  WILTSHIRE (48 km da Bath)
Malmesbury è la più antica città inglese ed è considerata, dal popolo inglese, un posto speciale sacro e ricco di storia. Nella cittadina si trova il Market Cross, costruito nel 1490, utilizzando la pietra recuperata dalle rovine dell’Abbazia. Si tratta di struttura ottagonale intagliata, come ce ne sono altre nel Regno Unito,  ma è una delle meglio conservate di tutta l’Inghilterra. Luogo storico di mercato, ancora oggi ospita i commercianti.

Altro sito di rilievo è la Tower House un grande edificio di origine medievale, ora una casa privata, si racconta che qui Enrico VIII d’Inghilterra abbia cenato dopo una caccia nella vicina Bradon Forest.

Tra le varie cose che troviamo in camera un completo book che indica le cose da fare in zona e dove mangiare, diviso per pub, gastro pub e ristoranti di alto livello. Decidiamo per un gastro pub è quello che ci ispira di più, The Potting Shed a una decida di chilometri dal nostro alloggio che si trova in piena campagna, le cose più vicine non ci ispiravano. E abbiamo fatto bene, per un po’ non ci facevano sedere, l’unico tavolo disponibile serviva per le 20.30, avevamo un’ora per mangiare, abbiamo accettato. Poi in realtà il tavolo non è servito, non so se sia dipeso dal fatto che stavamo consumando o perché c’è stata qualche disdetta.

 Il nostro viaggio in Cornovaglia è durato solo cinque giorni, che sono sufficienti per capire la Cornovaglia e per vedere quanto ha da offrire, in realtà i giorni che avevamo a disposizione erano otto. Gli altri tre giorni li abbiamo passati nelle Cotswolds – dove, l’anno scorso, eravamo stati a Castle Combe – e a Bristol, non perché la Cornovaglia non meritasse altro tempo ma perché questioni logistiche e perché ci torneremo d’estate.

33 thoughts on “Cornovaglia on the road: racconto di viaggio

  1. Che meraviglia la Cornovaglia! Le foto sono fantastiche…sembra il paese di Alice. Mi piacerebbe farci un tour in estate

  2. quanto adoro l’Inghilterra! come sempre, bellissime foto e ho pensato la stessa cosa di gia: sembra proprio il paese di Alice

  3. Il tuo racconto é merviglioso, mi piacerebbe tanto visitarlo e vedere tutto sopratutto hai toccato il mio punto debole, amo tutto ciò che ha un certo alone mistico legato ad antiche leggende. E la saga di Artù che da ragazina ho letto in tutte le versioni é tra le mie preferite.

  4. Un viaggio incredibile. Avete visitato tantissimi luoghi e le tue foto sono davvero pazzesche. Quella che però mi ha colpito di più è la foto del cartello che invita a staccare la faccia dal telefono ahaha Stupendo davvero!

  5. Un bellissimo viaggio attraverso scenari suggestivi e fiabeschi! E poi, grazie a te, scopro l’esistenza di St Michael’s Mount. Non sapevo esistesse un’isola gemella di quella più famosa.

  6. Quest’estate devo assolutamente rimediare, affittare l’auto, prendere un paio di amici e farci una gita on the road Galles-Cornovaglia e visitare almeno un paio di paesini!

  7. Mamma mia che posti e che belle foto! Non sono mai stata in Gran Bretagna ma penso che non sceglierei mai una grande città, preferirei regioni così, con molte più tradizioni e parecchio caratteristiche

  8. sono sincera non sono riuscita a leggerlo turno ma stasera completerò…… un articolo davvero ricchissimo di info e dettagliatissimo. Anche le foto sono spettacolari……

  9. Per questa estate stiamo optando per una settimana o poco più in Cornovaglia. Mi sto leggendo tutti i tuoi articoli! Ci sono davvero un sacco di info per organizzare il proprio on the road! E complimenti anche per le fotografie, sono magnifiche!

    1. Grazie Annalisa e Francesco! Troppo gentili. Ottima idea la Cornovaglia è bellissima molto più dei racconti e delle immagini, alcune sensazioni non si riescono a raccontare e immortalare perché ha un’anima e una magia incredibili. Per qualsiasi informazione chiedete pure sono a disposizione.

  10. Ciao Sabina,stavamo appunto cercando consigli per un viaggio in Cornovaglia a fine agosto. Siamo arrivati sul tuo sito e leggendo il tuo racconto e vedendo le tue suggestive foto abbiamo avuto la conferma che questa zona della Gran Bretagna sicuramente ci piacerà!!!
    Anche noi pensiamo di atterrare a Bristol e fare il tuo stesso itinerario.
    Arrivando in tarda serata a Bristol , la prima notte la passeremo li. Poi abbiamo a disposizione 5 giorni completi e ripartiamo il settimo. Ti chiediamo un consiglio, vale la pena di dormire in più posti o di scegliere un b&b a metà strada e da lì spostarci,,,? Grazie. Claudio e Rita

    1. Ciao Claudio, ciao Rita, intanto vi ringrazio. Confermo è davvero bellissima, caratteristica, affascinante, un luogo davvero autentico. Secondo me se volete fare tutte le tappe che ho fatto io in cinque giorni conviene cambiare alloggio, non dico ogni giorno ma optare almeno per più di un alloggio, altrimenti vi troverete a fare un sacco di chilometri. Mentre mi documentavo per il viaggio ho trovato più di qualcuno che optava per la zona di Penzance come unico alloggio, nel caso voleste pensarci. Rispetto al mio itinerario secondo me possono essere saltate Bude, Newquay, Truro, Falmouth e Exeter. Faccio mente locale e vi scrivo dove potreste fare tappa in un secondo messaggio. Tenete conto inoltre che i villaggi di mare sono molto piccoli e quindi per visitarli non serve molto tempo, a senso rimanere più per godere dell’atmosfera che per visitarli. A prestissimo

    2. 2 messaggio
      Se optate per non cambiare alloggio ogni sera, che si può fare così vi godete anche il mare, venendo da Bristol e facendo la costa secondo me potreste fare la prima notte a Port Isaac piccola ma davvero caratteristica, poi un paio di notti in zona Penzance (anche tre ma valutate voi in base ai km che volete fare e ai luoghi da visitare oltreché alla necessità per l’ultima notte), non è bellissima secondo me, ma comoda per fare la punta sud, poi altra notte a Fowey (verificate però per il parcheggio perché non ci sono molti parcheggi nel villaggio, bisogna parcheggiare in basso e salire a piedi (max 15 minuti di camminata). Queste cittadine sono tutte molto piccole quindi la sera a parte andare a cena e bere una birra al pub non c’è molto da fare, anche se in agosto saranno molto più vivaci che a marzo, se cercate un po’ più di vita dovete optare per cittadine più grandi. Spero di esservi stata utile, se avete bisogno di altre informazioni o su chiarimenti sulle tappe che scegliete per la notte, se posso esservi utile sono qui.

  11. Ciao Sabina, stiamo pianificando il viaggio in Cornovaglia. Abbiamo pensato alle seguenti soste,la prima notte per necessità a Bristol(considerando l’ora tarda di arrivo) la seconda?, terza e quarta a Saint Ives, quinta e sesta a Fowey e la settima a Bath ( per essere comodi alla partenza da Bristol l’indomani. Secondo te potrebbe andare bene . Ti chiediamo se puoi consigliarci la sosta per la seconda notte ,tra Bristol e Saint Ives. Poi per il resto può andare bene? Accettiamo volentieri i tuoi consigli, anche con modifiche al programma. Grazie ancora.
    Claudio e Rita.

    1. Allora ottimo Bristol, Fowey e Bath, per il resto ho dei dubbi, mi spiego meglio: se deve essere una mera tappa per la notte forse Bude, che però non ha molto da offrire a parte l’alloggio dove siamo stati e il mare, ma dipende da quali tappe fate tra lì e Bristol; oppure Padstow, più vivace ma, in questo caso, è da capire se le distanze in rapporto alle tappe previste vanno bene per voi. Saint Ives piccola e molto carina, non so quanto comoda sia per gli spostamenti, tra Saint Ives e Fowey cosa contate di visitare? Perché in quella punta c’è la maggiore concentrazione di attrazioni anche se piccolissimi borghi ma interessante a livello paesaggistico dove però forse tutto si ripete… Altra domanda Saint Ives è scelta come tappa relax o altro? Siete più interessati ai villaggi o alla costa/spiaggia?

  12. Ciao Sabina, pensavamo di stare un paio di giorni a Saint Ives , vista la sua posizione. Ci sembra di aver capito che si concentra abbastanza nella punta estrema occidentale. Da qui le distanze tra le varie località e Saint Ives non sembrano chilometriche. Dal tuo racconto sembra che sia un posto carino, dove “si respira un’aria tranquilla e rilassante”. Era per avere un posto con una certa atmosfera al ritorno dalle escursioni delle giornate per così trascorrere un paio d’ore piacevoli (spiaggia/ shopping). Certo,tu ci sei stata,noi ancora no, quindi sai cosa faresti..
    Quello che abbiamo in testa noi è un viaggio,sicuramente senza programmare tutto al dettaglio, dicevo, un viaggio rilassante per riempire gli occhi di paesaggi e colori infiniti . Ecco è quello che ci aspettiamo.
    Grazie ancora.
    Claudio e Rita.

    1. E’ sicuramente un luogo molto rappresentativo della Cornovaglia, in estate abbastanza frequentato. Tra quelli in zona è sicuramente uno dei villaggi più belli. Certo deve essere prima di tutto una vacanza ed è sempre impossibile vedere tutto. Potete anche modificare in corso di viaggio qualche destinazione in base a quello che vi piace, quella è sicuramente una bella zona per mare e passeggiate e ho visto che ci sono anche parecchie strutture carine, e a proposito di questo sai che in Inghilterra quasi tutte le strutture hanno la colazione inclusa, con piatti fatti al momento, anche se non b&b ma hotel. Io molto spesso prenoto strutture che posso annullare in modo da capire dove mi piace di più restare, però viaggio in periodi non troppo affollati: marzo, giugno e settembre (anche nel vostro caso, da quello che mi hanno detto, il maggior turismo dovrebbe essere scemato). Il rischio facendo così è che all’ultimo la tariffa può essere più conveniente o più cara e l’offerta minore. Detto questo credo vada bene ho dato un occhio e effettivamente le distanze non sono esagerate.

  13. Grazie mille Sabina dei tuoi suggerimenti …. ora ci mettiamo a pianificare la nostra vacanza…. buon we e a presto! Claudio e Rita

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