BudaPest, una città, due anime

Abbiamo poco tempo a disposizione e la voglia matta di partire da sole, con le amiche o con la dolce metà, una meta da considerare è sicuramente Budapest. Mai stata nelle mie priorità di viaggio, poi un volo low cost ha fatto sì che lo diventasse e non me ne sono assolutamente pentita, anzi…

Budapest come le sue sorelle dell’Est Europa, è una delle destinazioni in crescita. Favorita non solo dai voli low cost, ma anche dai prezzi delle strutture ricettive: hotel, pensioni, appartamenti, B&B, l’offerta è molto ampia e molto conveniente. Consiglio di pernottare nella parte centrale che permette di muoversi con maggiore libertà, ovviamente è la zona più cara, ma il tempo è denaro quando si è in vacanza, ricordate!

BudaPest è affascinante e a suo modo anche sorprendente. Budapest è bella, elegante, vivace ma non caotica. Budapest è Buda e Pest divise dal Danubio e collegate dal Ponte delle Catene dal XIX secolo. Oggi i ponti che uniscono Buda e Pest sono nove, due dei quali solo ferroviari

buda
Ponte delle Catene e Castello Reale

Se Buda è antica, intima, rilassante, solitaria con i suoi palazzi barocchi, i monumenti, i luoghi di culto e i locali raffinati dove, tuttora, è percepibile la storia e la tradizione ungherese, Pest è notturna, moderna, modaiola, più turistica, piena zeppa di locali cool, di grandi viali con negozi alla moda e di palazzi segnati dal tempo e dallo smog.

Ci state pensando e state andando a digitare su qualche motore di ricerca cosa fare e cosa vedere a Budapest, non serve ve lo dico io!

Sia chiaro Budapest necessità di più di tre giorni ma intanto un assaggio poi magari ci tornate, da sole, con le amiche o con la dolce metà.

Sappiate che è definita la Parigi dell’Est, in comune con la capitale francese alcuni scorci che ricordano le vedute di Parigi, il fiume che la divide in due e su cui si affacciano i palazzi più importanti della città, e la collina simile a Montmartre da cui godere la vista su tutta la capitale Magiara. Ma null’altro perché Budapest è unica, ha una propria identità, forte e caratteristica e, forse, ben più di una. Non a caso, nasce dall’unione di tre città: Buda, Pest e Óbuda.

Cosa non perdere a Budapest:

IL QUARTIERE DI BUDA Il quartiere di Buda è la parte più antica della città che, come molte città della mitteleuropa, ha avuto una storia complicata. Si erige sulla collina e il Castello Reale è il suo emblema, su questa collina e tra le mura del Castello trovarono rifugio gli abitanti di Pest quando gli attacchi dei mongoli divennero insostenibili.

Buda era bellissima tanto da competere con le cugine Vienna e Praga, finché nel 1541 fu conquistata dai turchi che vi rimasero per quasi centocinquant’anni e la trasformarono: le chiese divennero moschee, nacquero i minareti e i bagni turchi.

Nel 1686, a seguito di 75 giorni di bombardamenti, gli austriaci liberarono Buda, ma dello splendore precedente non rimase quasi nulla, fu ricostruita e fatta tornare all’aspetto dei tempi migliori. Nel 1945 venne di rasa al suolo e ancora una ricostruita.

Andate alla scoperta dei suoi bellissimi scorci. Nel Castello di Buda si può visitare il Museo di Storia di Budapest e il Labirinto di Buda, la rete di gallerie e grotte sotto il maniero. Accanto al Castello, nella chiesa di San Matías, si può ammirare lo scudo del re Mattia Corvino e altre reliquie. Subito dietro la chiesa c’è il bastione dei pescatori, da dove si può godere una magnifica vista sulla città.

Castello-Budapest
Castello di Budapest

La parte della città dove c’è maggiore concentrazione di locali è sicuramente Pest ma a Buda ce ne sono di bellissimi. Se volete mangiare in zona e amate la carne consiglio MEAT BOUTIQUE, locale molto carino, intimo che dà sul fiume. Ottime anche le zuppe e, ovviamente, gli hamburger.

In generale comunque a Budapest si mangia molto bene, sono ben cinque 5 i ristoranti stellati Michelin, ma anche i molti dei non stellati si difendono bene, ottimo rapporto qualità/prezzo.

A Budapest, se non volete lasciare il resto, dovete chiederlo. Non dappertutto ma è abitudine abbastanza diffusa trattenerlo se non lo chiedi. Decidete voi cosa lasciare di mancia e quindi chiedetelo pure… il resto, tanto non si offendono.

Dopo il pranzo, una visita al Göllert Hill è quasi d’obbligo dove vi aspetta sana vasca termale terapeutica e rilassante nella maestosa Spa.

IL QUARTIERE DI PEST Il quartiere giovane, dinamico, irrequieto, disordinato, l’opposto della tranquilla Buda. Pest non ha grandi musei da visitare, ma se voi della vacanza culturale ne fate uno stile di vita non mancano le attrazioni come il Duomo di Santo Stefano, la Grande Sinagoga, il Museo etnografico, il Palazzo del Parlamento (leggi in seguito). C’è anche una Casa del Terrore, usata sia dai nazisti sia dai comunisti, come luogo di tortura. Il Museo ricorda le vittime dei periodi totalitari che l’Ungheria ha vissuto nel XX secolo.

A Pest spicca la creatività, con le gallerie dei giovani artisti e i negozietti degli stilisti esordienti. E a proposito di shopping il luogo ideale dove fare acquisti è Viale Andrássy, solo però se avete una carta di credito rivestita di qualche metallo, qui solo brand di alta moda. Ma se volete uno shopping più economico ci sono i big store del fast fashion nella zona di Vàci Utca, ma non siamo certo a Budapest per andare a negozi che troviamo anche a casa. In zona va invece visitato il Mercato Centrale di Budapest, il più grande mercato coperto dell’Ungheria.

Nel viale Andrássy, fatela comunque qualche passeggiata, anche perché disseminata di tanti ristoranti dove si può fare una pausa golosa.

shutterstock_2772906081
Pest

IL PARCO DELLE STATUE A differenza di tutti gli altri paesi dell’Est europeo, che hanno approfittato della fine del comunismo per abbattere le statue, sfogando sul marmo anni e anni di repressione e mancanza di libertà, a Budapest hanno pensato che “cancellare” non è quello che fa la democrazia, la dittatura abbatte, cancella, sopprime e quindi a Budapest hanno fatto di meglio trasformando questi monumenti in uno strumento di sfruttamento della memoria, per quanto brutta fosse. L’idea è stata riunire in un unico sito tutte le statue delle grandi figure del comunismo: da Lenin e Stalin, da Marx a Engels, fino a Bela Kun controverso leader ungherese, insieme ad anonimi soldati liberatori dell’ex Unione Sovietica, creando un Memento Park del comunismo. Emblematiche le parole del suo creatore, Ákos Eleőd, “la democrazia è l’unico regime che è in grado di guardare al suo passato, con tutti i suoi errori e le svolte sbagliate, a testa alta”.

All’ingresso del Memento Park c’è in mostra la poesia di Gyula Illyés ‘Una frase sulla tirannia’. È una poesia toccante che racconta sofferenza e disperazione. Una poesia che la maggior parte di noi non sarà in grado di capire perché per capire la dittatura e la tirannia che ne consegue è necessario averla vissuta.

La poesia, scritta nel 1950, ma è diventata famosa nel 1956, durante la rivolta ungherese fallita contro il regime sovietico racconta le agghiaccianti immagini di “paura dietro la porta semi aperta”, di “strette di mano all’improvviso un po’ più morbide”, della nevicata bianca che ti imprigiona.

Se vi interessa, c’è una bella mostra su come veniva addestrata una spia comunista.

IL MUSEO DI BELLE ARTI Se la vacanza senza cultura per voi non ha senso, è d’obbligo la visita al Museo di Belle Arti. Benché non ci si aspetti di trovare a Budapest una così grande collezione d’arte, il Museo di Belle Arti non ha nulla da invidiare ai suoi colleghi più blasonati come il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, il Prado di Madrid o la nostra Galleria degli Uffizi. E infatti raccoglie una collezione di tutto rispetto. Il Museo che è diviso in sei grandi sezioni: collezione egizia, antichità greco-romane, sculture, stampi e disegni, la galleria dei maestri antichi e dei maestri contemporanei e sono queste due ultime sezioni che conservano opere di eccezionale importanza: Giotto, Raffaello, Tiziano, Tiepolo, Rubens, Van Dyck, Rembrandt, Albrecht Dürer, Velázquez, Ribera, El Greco, Murillo, Goya. Nella collezione dell’Ottocento e Novecento ci sono opere anche dei maggiori impressionisti francesi: Monet, Manet, Renoir, Cezanne, Delacroix, Gauguin, Picasso e altri.

Budapest_Fine_Arts_Museum_bldg
Museo delle Belle Arti

I BAGNI TERMALI DI BUDAPEST Cosa nota è che i Romani avessero uno speciale rapporto, un’autentica predilezione per le terme e non si fecero quindi scappare l’occasione di un bagno caldo approfittando delle sorgenti sotto il suoli di Budapest, ma fecero ben di più, fondarono “Aqiuncum”, l’importante città romana con le sue grandiose terme all’interno degli attuali confini di Budapest, e ancora oggi si possono vedere i resti in diversi posti di Óbuda. Anche se la cultura termale di Budapest ha origine ben più antica, con i popoli celtici che diedero al primo insediamento il nome di Ak-ink (abbondante acqua).

terme budapest
Terme di Budapest

Da allora, Budapest è sempre stata una città termale e, nemmeno quando è diventata la metropoli che è oggi, ha perso questa sua attitudine. Oggi è l’unica capitale europea con le terme, riconosciuta “Città Termale” sin dal 1934.

Come non approfittare quindi e godersi i benefici di questa lunga tradizione e, soprattutto, i settanta milioni di litri d’acqua che ogni giorno “bagnano” Budapest e i suoi ospiti, in bagni termali piccoli e grandi, la sola area urbana ne conta un centinaio.

L’ISOLA MARGHERITA Ci si arriva a piedi e dal fiume con il tour in battello sul Danubio. Arrivati lì l’ideale è noleggiare una bici e percorrere questo isolotto in lungo e in largo, si attraversa tranquillamente anche a piedi, in fondo sono solo 2,5 km. Prima dell’Isola di Margherita esistevano tre isolotti distinti: l’isola Balneare, l’isola dei Pittori e l’isola delle Lepri, riunite per opera del cemento alla fine del 1800, oggi formano un’unica isola che prende il nome dalla figlia del re Béla IV, la quale dopo l’invasione tartara si ritirò in un monastero sull’isola. Oggi è il luogo preferito dagli abitanti che cercano qualche ora di relax e senza smog o vanno a farsi un bagno nelle acque termali della grande piscina all’aperto Palatinus. E quindi terme, piscine, giardini e parchi per passeggiare e fare attività sportiva, se non potete farne a meno nemmeno in vacanza, vi aspettano.

margit-sziget1
Isola Margherita

QUARTIERE EBRAICO E LA GRANDE SINAGOGA Budapest ha da sempre una numerosa comunità ebraica (per conoscere la storia degli ebrei ungheresi visitate il Museo Ebraico) e oggi in città si contano 22 sinagoghe, molte delle quali in scuole, ospedali e addirittura case private. La più grande sinagoga d’Europa si trova proprio nel Ghetto Ebraico di Budapest. La sinagoga, costruita nel 1859 in stile neo-moresco, ospita fino a 3000 persone, e precisamente conta 1497 posti nel piano riservato agli uomini e altri 1472 posti nel piano riservato alle donne.

Nel giardino della Sinagoga, che sorge proprio sopra un’ex fossa comune, un monumento ricorda gli ebrei uccisi dai nazisti tra il 1944 e il 1945, si tratta di un albero di salice che porta il nome di “Albero della Vita”, in ognuna delle sue foglie di metallo è inciso il nome di un martire.

Monumento-agli-Ebrei
Monumento agli Ebrei

IL PALAZZO DEL PARLAMENTO Certamente uno dei simboli della città, forse il più conosciuto, sicuramente il più fotografato grazie alla grande facciata che dà sul Danubio. Venne edificato su progetto dell’architetto Imre Steindl tra il 1885 e il 1904, che si ispirò al Parlamento di Londra e al Duomo di Colonia. Vi sorprenderà per la sua architettura e le decorazioni, al gotico esterno, che si impone con guglie, arcate e torrette, fanno da contrasto gli stili barocco e rinascimentale dell’interno. Ricordatevi di visitare la stanza dove vengono conservati i gioielli della Corona Ungherese, che poco hanno da invidiare a quelli della più famosa Corona Inglese.

Parlamento-Budapest
Palazzo del Parlamento

In zona (dall’altro lato della piazza) c’è il Museo Etnografico, uno dei più grandi d’Europa, che ospita più di 200.000 manufatti che rappresentano non solo la cultura ungherese, ma quasi l’intero pianeta.

 I PONTI DI BUDAPEST Tra le tante opere architettoniche della capitale magiara, i ponti sono senza dubbio in primo piano, e per la loro importanza, attraversare il Danubio, e per la loro bellezza, sono splendidi balconi panoramici. I ponti che uniscono Buda e Pest furono tutti distrutti dai nazisti alla fine della seconda guerra mondiale e in seguito completamente ricostruiti conservando la struttura originaria.

I ponti più importanti che si distinguono per maestosità ed eleganza sono i seguenti:

Ponte delle Catene (Széchenyi Lánchíd): il ponte più famoso e più vecchio di Budapest, collega Piazza Roosevelt di Pest con Piazza Clark a Buda. Passeggiando sul ponte potrete ammirare, su una sponda, il Palazzo del Parlamento e l’Isola Margherita, l’altra sponda offre un’eccellente vista su Palazzo Reale e su Buda. La sera regala uno spettacolo emozionante grazie alla straordinaria illuminazione.

Szechenyi Chain Bridge and Royal Palace
Ponte delle Catene e Castello Reale

Ponte della Libertà (Szabadság híd): la sua elegante struttura di ferro in stile Art Nouveau lo rende uno dei ponti più belli al mondo. Collega Fővám Square di Pest a Szent Gellért tér di Buda, dove si trovano rispettivamente il più grande mercato coperto della città e l’Hotel Gellért con le sue famose terme.

Ponte Margherita (Margit híd): in stile barocco francese, collega l’Isola Margherita con le Circonvallazioni Santo Stefano a Pest e Margit a Buda. La sua forma è singolare, simile a un accento circonflesso. Dal ponte sono visibili il Parlamento, la Chiesa Mattia, il Bastione dei Pescatori, il Palazzo Reale e in lontananza il Monte Géllert.

Ponte-Margherita
Ponte Margherita

Ponte Elisabetta (Erzsébet híd): è l’unico ponte che a seguito della sua distruzione non è stato ricostruito nella forma originale, è il più alto, deve il suo colore bianco alla Regina Elisabetta meglio conosciuta come Sissi. Si trova ai piedi della collina Gellért, uno dei luoghi più panoramici della città.

Concludiamo con una curiosità relativa alla metropolitana che è una delle più antiche del mondo, seconda solo a Londra (1863), la linea M1 risalente al 1896 è stata dichiarata Patrimonio Unesco.

Su fatevi un giro a Budapest non c’è tempo da perdere!

Annunci

19 thoughts on “BudaPest, una città, due anime

  1. Budapest non è nemmeno nella lista dei miei viaggi futuri, ma prima o poi chi può saperlo! Il post è interessante e permette di farsi una bella idea di cosa visitare, io sarei curiosa soprattutto di provare le terme e vedere il Museo delle Belle Arti! Anche se pure l’Isola sembra davvero un luogo perfetto per un bel pomeriggio di relax.

  2. Bell’articolo 🙂 io sono stata a Budapest ed è stata una piacevole scoperta. Come locali non ti dimenticare il Szimpla Kert, è veramente caratteristico.

  3. Ci andrei soprattutto per i bagni termali, mi hanno raccontato che rigenerano e sono spettacolari!!! Una cosa per volta e sarò anche li!!

  4. le due(mila) anima di Budapest mi hanno letteralmente conquistata! le due anime di cui parli le ho conosciute separatamente in due diversi viaggi; nel primo sono rimasta solo a Buda, nel secondo, ho scelto di alloggiare a Pest, alle porte del quartiere ebraico. Bellissima esperienza, mi manca tanto

  5. Budapest mi ha sempre affascinato tanto, e ho deciso che devo assolutamente andare a visitarla. E dopo aver letto il tuo racconto e i tuoi consigli, questo mio desiderio è ancora più forte. Adoro le tue fotografie 🙂

Rispondi