Inizio a scrivere quando ancora mi duole la pianta del piede per i cinquantuno chilometri fatti a piedi, appunto, nei tre giorni e mezzo passati a Varsavia e sarebbero stati ben di più se il freddo pungente degli ultimi due giorni lo avesse permesso, invece no perché il bus, in qualche caso, ha avuto la meglio diventando un luogo caldo di rifugio.
Ma cominciamo con il racconto.

Raggiungere la capitale della Polonia dall’Italia oramai è molto semplice. Si perché andare a Varsavia è facile e molto spesso economico. Nel mio caso con partenza da Treviso, per andata e ritorno con tariffa priority (borsa più trolley a bordo e imbarco prioritario) ho speso una trentina di euro. Io sono partita il venerdì attorno l’ora di pranzo e tornata il lunedì sera, la durata ideale a mio avviso, ma se potete star fuori solo due notti Varsavia è da preferire a molte altre città. Il volo è breve, in un paio d’ore atterrerete nella capitale polacca e potrete godervi il vostro week end all’insegna di storia, arte, magia e punch di frutta e spezie.

Se atterrate all’aeroporto di Chopin siete praticamente in città, se invece atterrate all’aeroporto di Modlin vi trovate a una quarantina di chilometri da Varsavia ma arrivarci e molto semplice ed economico, infatti ogni mezz’ora partono i Modlinbus e al costo di 35 zotly nemmeno 9,00 euro, per tratta, in tre quarti d’ora sarete in centro, di fronte a Palac Kulturi ovvero il Palazzo della Cultura e della Scienza. Non mancate di salirci in cima, è l’edificio più alto della nazione, non molto amato dai polacchi in quanto fatto costruire da Stalin e quindi alla Polonia dall’Unione Sovietica, ma da lì sopra potrete ammirate un panorama fantastico. Senza contare che la sera, illuminato dalle colorate luci notturne, è un vero e proprio spettacolo.

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Palazzo della Cultura e della Scienza

Portati i bagagli in albergo –  una buona soluzione potrebbe essere il Novotel che dal Palazzo della Cultura è raggiungibile a piedi ed è ben visibile grazie all’altezza della struttura, – partite alla scoperta di quella che il Wall Street Journal ha definito “la città più cool della Polonia” dove storia e futuro si fondono in perfetta armonia.

Ah dimenticavo se volete fare un soggiorno a cinque stelle superior l’albergo che fa per voi è il Bristol, si trova nella città nuova, molto vicino ai punti strategici della città, in ogni caso, essendo Varsavia come un po’ tutto l’est europeo economica, ha un costo molto più basso rispetto a un albergo di pari livello di una città europea in altro punto cardinale.

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Hotel Bristol

Senza dubbio da vedere e rivedere la mattina come all’imbrunire la magica Stare Miasto, la Città Vecchia che è la più giovane città vecchia del mondo, in quanto quella che fu la storica culla di Varsavia, venne quasi interamente rasa al suolo nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, salvo poi essere stata fedelmente ricostruita grazie a foto e dipinti dell’epoca e alla mano di uno straordinario lavoro dell’uomo che l’ha fatta includere nel Patrimonio Unesco.

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Piazza del Mercato

Nel centro storico della città sono inoltre raccolti i maggiori luoghi di interesse come la piazza del Castello Reale, la cattedrale di San Giovanni e la chiesa della Madonna delle Grazie, che sono solo alcune delle attrazioni di questa parte della città, dislocate lungo vicoli e stradine che conservano tutto il loro fascino caratteristico.

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Scorcio di Piazza del Castello Reale

L’atmosfera unica e romantica di questa zona incantevole è anche creata dai tanti locali come caffè e ristoranti, nonché dagli artisti che espongono le loro opere sulla Piazza del Mercato. Godetevi la passeggiata nella Piazza con gli eleganti palazzi dalle facciate colorate e decorate che sono qualcosa di straordinario ma, ripeto, addentratevi anche nell’intricato dedalo di vicoli e piazzette di tutta la città vecchia.
Questa zona è ottima anche per fermarsi per pranzo o per cena, dato che vanta la maggior parte dei ristoranti che propongono le specialità locali. Uno vale l’altro perché si mangia bene e si spende poco, con 15,00 euro vi sfamate abbondantemente e con 25,00 potete mangiare antipasto, portata principale, dessert e anche un paio di bicchieri di vino nei locali più pretenziosi.
Tra i piatti da assaggiare i pierogi assolutamente, vengono proposti in una varietà infinita di farciture e le zuppe.

Non mancate la visita anche dei luoghi di Chopin perché Varsavia ha dato i natali a uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi appunto Fryderyk Chopin, che qui ha vissuto la prima parte della sua breve vita, sino ai vent’anni, qui studiò musica e qui s’innamorò per la prima volta. A seguito della Rivolta di Novembre del 1830, all’età di ventuno anni si trasferì a Parigi.

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Pianoforte di Chopin

La Varsavia di oggi nulla ha a che vedere con quella dell’epoca del ducato di Varsavia vissuta dal compositore ma essendo stata la sua vita come le sue opere di grande ispirazione per i giovani creativi, si possono ammirare in città murales in suo onore e sulla via Emily Plater, vicino al Palazzo della Cultura e della Scienza, il passaggio pedonale emula i tasti ebony and ivory della tastiera di un pianoforte.
Durante l’estate la musica di Chopin viene suonata al Parco Lazienki e alcuni dei più importanti festival come l’International Fryderyk Chopin Piano Competition e l’International Music Festival Chopin and His Europe sono organizzate a Varsavia.
Tutto questo per dire che se andate a Varsavia è d’obbligo visitare almeno il nuovo e multimediale Museo dedicato al principe della musica romantica. L’esposizione si trova nel palazzo Ostrogski e il museo possiede la più grande collezione del mondo di oggetti relativi al compositore.
Tra ricordi dal valore inestimabile, come l’ultimo piano usato dal musicista e il calco della sua mano, si possono sentire gli uccelli che cantavano a Nohant e il profumo delle sue amate violette. Accomodatevi agli scrittoi della sala dedicata all’ascolto delle sue musiche e lasciatevi cullare dalle note.

Va assolutamente fatta una capatina nel Quartiere di Praga che nulla centra con la capitale Ceca, il nome infatti trae origine dalla parola polacca prażyć, che significa bruciare, arrostire e in effetti per costruire Praga venne bruciata un’intera foresta.

Praga, posto malfamato e pericoloso di qualche anno fa, oggi è diventato un quartiere alla moda, il più autentico di Varsavia. Meta preferita di designer, architetti, fotografi, artisti e creativi di ogni foggia. D’ogni modo tenete sempre gli occhi aperti e siate prudenti.

Scampata ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale divenne, come detto, un postaccio per molti anni, decenni, finché Roman Polanski l’ha scelse per girare il film “Il pianista” e da allora acquisto muova vita, ricominciando a respirare energia positiva. Il Ghetto ebraico dove si svolge la storia del film non esisteva più e il resto di Varsavia era troppo nuovo, così il regista di origini polacche decise di girare nel quartiere di Praga.
Oggi nel quartiere sempre più vengono intraprese nuove attività ricettive: bar, ristoranti, ma anche gallerie, musei improvvisati e spazi per esposizioni.

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Ghetto Ebraico

Altra metà interessante è il Ghetto ebraico di Varsavia. C’è da sapere che prima dell’occupazione nazista, a Varsavia vivevano 400.000 ebrei, la seconda comunità più grande del mondo dopo New York. L’area in cui erano concentrati gli ebrei venne divisa in piccolo ghetto e grande ghetto nel 1940.
Un numero non precisato di ebrei morì per fame, malattia e a causa delle deportazioni e la Varsavia ebraica venne quasi interamente rasa al suolo.
Per ricordare la Varsavia degli ebrei e non dimenticare il passato, è stata creata la Via della Memoria segnata da 16 blocchi di granito e dal Monumento agli eroi del Ghetto che rappresenta bambini, donne e uomini che lottano tra le fiamme e una fila di ebrei verso il campo di concentramento.
Del vecchio ghetto restano, in Via Prozna, solo alcuni palazzi lasciati in rovina così come vennero ridotti dai tedeschi, sulle cui facciate risaltano le gigantografie di ebrei che vivevano nel ghetto e uccisi per mano nazista.

Se volete respirare natura e atmosfere d’altri tempi la vostra metà sarà il Parco Lazienki (in polacco Łazienki Królewskie), un complesso di palazzi e giardini che si estende su 76 ettari di verde nel centro città, che si contende con Wilanow il premio come migliore palazzo con parco di Varsavia. Lazienki visse momenti di grande fasto ma anche momenti tragici, nel 1939 venne chiuso ai polacchi e i militari tedeschi ne occuparono gli edifici, gli stessi militari prima dell’evacuazione, sul finire del 1944, impregnarono di benzina le pareti e incendiarono il palazzo, nelle cui pareti annerite crearono molti fori per inserire la dinamite con l’intenzione di farlo saltare così come avevano fatto con il Castello Reale di Varsavia. Fortunatamente l’opera distruttiva non andò a buon fine.

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Palazzo sull’acqua o Palazzo Łazienki

Oggi Lazienki funge da museo, si presta per eventi di ogni tipo, è luogo bucolico adatto per passeggiate sia dei cittadini che dei visitatori. All’interno del parco si trovano il Palazzo sull’acqua o Palazzo Łazienki a mio avviso il top dell’intero parco che non manca di altre meravigliose attrazioni quali il Palazzo Myślewicki, la Casetta Bianca, l’Orangeria (vecchia e nuova), il Tempio di Diana, il Tempio egizio, l’Acquedotto, l’Ermitage, la casa delle guardie (vecchia e nuova), la casa degli invalidi, le stalle e rimessa delle carrozze, la Casa Narutowicz e il ponte con monumento a re Giovanni III Sobieski, il Monumento a Fryderyk Chopin e Monumento a Henryk Sienkiewicz. Accanto al parco si trovano Belweder e l’Osservatorio astronomico.
Fate un giro a Lazienki! Non ve ne pentirete.
Lazienki si trova nella Strada Reale l’insieme di strade che collega il Castello Reale con il Palazzo di Wilanów a sud della città mentre a nord del parco troviamo il Palazzo Ujazdów.

Se volete mangiare in zona e siete dei gourmet suggerisco Amber Room, Aleje Ujazdowskie 13, Sobanski Palace.

Arriviamo alla zona che più ho frequentato la Città Nuova, in polacco Nowe Miasto, ovvero tutta quella parte di Varsavia appena fuori le mura del centro storico, dove prevale un lungo bellissimo viale, la Strada Reale appunto, con gli edifici dai colori tenui, le Chiese e i Palazzi delle Istituzioni perfettamente conservati che infondono quella caratteristica unica che hanno solo le città dell’Europa Occidente, che come Varsavia hanno avuto una storia travagliata.

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Città Nuova

Vi ricordo che la strada reale, (Krakowskie Przedmieście), punto nevralgico della città è lunga quattro chilometri e collega la Città Vecchia e il Castello Reale con il parco di Łazienki e il Palazzo del Belvedere. Lungo la strada sorgono chiese antiche e palazzi residenziali, molti dei quali ospitano oggi gli uffici pubblici, come l’Università Pubblica di Varsavia, la Residenza del Presidente della Polonia, il Staszic, sede dell’Accademia Polacca delle Scienze con la statua di Niccolò Copernico, la Chiesa della Santa Croce dove è conservata l’urna contenente il cuore di Chopin.
In zona trovate molti fast food e potete mangiare un hamburger con chips e birra da mezzo con 8,00 euro.

Se volete dedicarvi allo shopping e a Varsavia è il caso di farlo perché è molto conveniente (quindi partite con la valigia bella scarica), dovete spostarvi nel centro più moderno, nella zona del Palazzo della Cultura per intenderci, lì trovate oltre ai molti marchi del fast fashion come Zara, H&M, Mango, Flying Tiger Copenahgen, ecc, ma anche i brand di alta moda come Gucci, Yves Saint Laurent, Louis Vuitton, Bottega Veneta, Balenciaga, Versace, Chloe, Givenchy e molti altri, racchiusi in un unico shopping center: Vitkac in Bracka 9.

Dopo tanto shopping avrete fame e se volete approcciarvi a una cucina creativa dove i sapori locali vengono trattati in chiave moderna o cercate piatti internazionali questa è la zona giusta per farlo. Suggerisco N31restaurant&bar by Robert Sowa, Nowogrodzka 31, comodo se alloggiate al Novotel, ma in tutti i casi ne vale la pena.

E allora che aspettate prenotate il volo e l’albergo e via alla scoperta della bellissima Varsavia!

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  1. Che bel post, mi ha fatto venire voglia di andarci! Non sono mai andata in Polonia ma una volta ho parlato con una ragazza polacca che era qui in Erasmus e mi ha raccontato della sua città. Non vedo l’ora di andarci!

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  2. Che bel viaggio! Non sono mai stata in Polonia ma sembra proprio avere il suo fascino ^^ anche le foto sono molto belle e invitanti, complimenti!

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  3. Non pensavo che la Polonia potesse offrire scorci così colorati, moderni e luminosi! Le foto sono davvero suggestive, forniscono un piccolo e accattivante “assaggio” di Varsavia, complimenti!
    Teatro di vicende storiche tristi e tragiche, mi farebbe un certo effetto passeggiare tra le vecchie vie, dato che ho visto molti film sulla seconda guerra mondiale, compreso Il pianista.
    Narrazione avvincente, che fonde brevi lezioni di storia, cultura, moda, fino ai consigli pratici di dove mangiare o pernottare! 🙂

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  4. Che meraviglia!!! Nonostante ami molto viaggiare Varsavia è ancora nella mia wishlist!! Mi memorizzo il tuo articolo, è pieno di info utili e mi sarà sicuramente utile come guida. Ovviamente ho già messo in conto di andarci 😀

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  5. Che posti incredibilmente belli. Parole, luoghi, foto… un sogno. Mi piacerebbe un giorno poterla visitare.☺
    seminaecucina.com

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    • Cara Sandra, io ho bisogno di evadere spesso e quindi per far tornare i conti cerco di trovare anche mete economiche. Luoghi che non sarebbero stati nelle mie priorità di viaggio lo sono diventati perché ho trovato il volo a 20/30 euro e non me ne sono pentita. Varsavia è affascinante e per niente impegnativa. Pensaci! L’importante non è la destinazione ma il viaggio!

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  6. Ho letto con molto piacere questo tuo post! Adoro le tue fotografie, mi piacciono molto i colori e la cura nella scelta della prospettiva. Sogno da parecchio tempo di andare a Varsavia, mi ha sempre affascinato moltissimo come città! Terrò conto dei tuoi preziosi consigli 🙂

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  7. Per me Varsavia è la “Sirena Guerriera”; è il simbolo della città ed è una delle cose che più mi ha ammaliata! Non solo il fatto che sia iconicamente riprodotta quasi ovunque ma anche la sua fierezza, il suo essere donna guerriera, con i capelli legati e la spada, bellissima nel suo aspetto marziale. niente, sono rimasta sotto proprio

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  8. Varsavia è davvero una città favolosa! Sicuramente devo andarci al più possibile perché adoro Fryderyk Chopin e vorrei visitare il luogo dove è nato e vissuto i primi anni! 🙂

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  9. Che meraviglia! Della Polonia ho visto pochissimo e ora, dopo averti letto, non vedo l’ora di poter prenotare un biglietto! Mi salvo il post e con lui tutte le tue dritte!

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About Mademoiselle Champagne

Viaggiatrice e gourmet. Coltivatrice di interessi e passioni, tra le quali la scrittura, la fotografia, l'arte, il cibo e il vino e molto altro. Autrice del romanzo L'amore a colpi di Champagne.

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travel

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