Voglio raccontarvi i tanti motivi per visitare Varsavia.
Cominciai a scrivere questo articolo quando mi faceva ancora male la pianta dei piedi per i cinquantuno chilometri percorsi in quattro giorni e mezzo nella capitale polacca.
E sarebbero stati probabilmente molti di più se il freddo pungente degli ultimi due giorni non ci avesse convinti, qualche volta, a rifugiarci al caldo di un autobus.
Varsavia è una città che si presta a essere scoperta camminando.
Una capitale elegante e sorprendente, nella quale convivono la Città Vecchia dalle facciate colorate, i grandi palazzi della Strada Reale, i parchi, i luoghi legati a Chopin, le testimonianze drammatiche della Seconda guerra mondiale e una città contemporanea che continua a trasformare il proprio skyline.
Quando ci sono stata, ciò che mi ha colpito maggiormente è stato proprio questo contrasto.
Varsavia guarda continuamente al futuro senza nascondere il proprio passato.
Ed è impossibile raccontarla senza partire dalla sua storia.
Varsavia, una città distrutta e ricostruita
La storia di Varsavia è complessa e tormentata.
Divenuta capitale della Confederazione polacco-lituana alla fine del Cinquecento, la città attraversò nei secoli guerre, occupazioni e spartizioni della Polonia.
Dopo le spartizioni del Paese passò sotto il controllo prussiano e successivamente divenne capitale del Ducato di Varsavia, creato da Napoleone nel 1807. Dopo il Congresso di Vienna entrò a far parte del Regno di Polonia sotto il controllo dell’Impero russo.
Nel corso dell’Ottocento Varsavia fu uno dei centri della resistenza nazionale polacca e teatro di diverse insurrezioni.
Nel 1918, con la rinascita dello Stato polacco indipendente, tornò a essere la capitale della Polonia.
Ma è soprattutto la Seconda guerra mondiale ad aver lasciato sulla città le ferite più profonde.
Dopo l’invasione tedesca della Polonia nel settembre del 1939, Varsavia venne bombardata e occupata. Nel 1940 le autorità tedesche istituirono il Ghetto di Varsavia, nel quale furono rinchiusi oltre 400.000 ebrei in condizioni terribili.
Nel 1943 scoppiò la Rivolta del Ghetto di Varsavia, la più importante insurrezione armata ebraica durante la Seconda guerra mondiale. La resistenza durò settimane prima che il ghetto venisse definitivamente distrutto dalle forze tedesche.
Un anno dopo, il 1° agosto 1944, ebbe inizio un’altra insurrezione, da non confondere con quella del ghetto: la Rivolta di Varsavia, organizzata dalla resistenza polacca contro l’occupazione tedesca.
Durò 63 giorni e terminò con la sconfitta degli insorti e una terribile repressione. Dopo la rivolta, le forze tedesche procedettero alla distruzione sistematica di gran parte della città.
Quando la guerra terminò, Varsavia era una città devastata.
Eppure venne ricostruita.
Ed è proprio da qui che inizierei a visitarla.
Stare Miasto, la Città Vecchia
La Città Vecchia di Varsavia, Stare Miasto, nasconde una storia straordinaria.
Passeggiando oggi tra le sue case colorate, le piazze e le strade acciottolate è difficile immaginare che gran parte di ciò che vediamo sia il risultato di una gigantesca opera di ricostruzione.
Durante la Rivolta di Varsavia e la successiva distruzione della città, oltre l’85% del centro storico venne distrutto.
Dopo la guerra i polacchi decisero però di ricostruirlo.
Per farlo vennero utilizzati documenti, fotografie, rilievi precedenti alla guerra e numerose testimonianze iconografiche, comprese le vedute settecentesche di Bernardo Bellotto, conosciuto come Canaletto.
La ricostruzione fu così importante da portare nel 1980 all’inserimento del centro storico di Varsavia nel Patrimonio mondiale UNESCO, proprio come esempio eccezionale di ricostruzione quasi totale di un centro storico.
Questa storia rende Stare Miasto molto più interessante di quanto possa sembrare a prima vista.
Non state semplicemente camminando in una bella Città Vecchia.
State camminando nella ricostruzione della memoria di una città.

Rynek Starego Miasta, la Piazza del Mercato
Il cuore della Città Vecchia è la Piazza del Mercato, circondata da eleganti case dalle facciate colorate e decorate.
È uno dei luoghi più piacevoli di Varsavia e vale la pena tornarci in momenti diversi della giornata.
Al centro della piazza si trova la statua della Sirenetta di Varsavia, Syrenka, simbolo della città.
Secondo una delle numerose versioni della leggenda, la sirena si fermò sulle rive della Vistola e venne catturata da un mercante. Liberata grazie all’aiuto di alcuni pescatori, promise di proteggere la città.
Da allora la Sirenetta, armata di spada e scudo, è diventata il simbolo di Varsavia.
Ma non limitatevi alla piazza.
Addentratevi nelle stradine della Città Vecchia, guardate le facciate, attraversate le piccole piazze e raggiungete le antiche mura.

Le mura e il Barbacane
Il Barbacane di Varsavia fu costruito nel XVI secolo come parte del sistema difensivo della città. A progettarlo fu l’architetto italiano Giovanni Battista il Veneziano.
Anche questa struttura venne gravemente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale e successivamente ricostruita.
Oggi segna il passaggio tra la Città Vecchia e Nowe Miasto ed è uno degli angoli più caratteristici del centro storico.

Piazza del Castello e il Castello Reale
All’ingresso della Città Vecchia si apre la grande Plac Zamkowy, Piazza del Castello.
Al centro si trova la Colonna di Sigismondo III Vasa, uno dei monumenti più riconoscibili della città.
Il re Sigismondo III trasferì la propria corte da Cracovia a Varsavia alla fine del XVI secolo, contribuendo a fare della città il centro politico del Paese.
La colonna originale non uscì però indenne dalla guerra, come scrivevo nel vecchio articolo: venne abbattuta nel 1944. La statua del re fu recuperata e il monumento successivamente ricostruito.
Sulla piazza si affaccia il Castello Reale, per secoli centro della vita politica polacca.
Durante la Seconda guerra mondiale venne saccheggiato e successivamente distrutto dalle forze tedesche. La sua ricostruzione fu completata soltanto molti anni dopo la guerra.
Oggi il Castello è visitabile e conserva ambienti storici, opere d’arte e collezioni legate alla storia della monarchia e dello Stato polacco.

Nowe Miasto, la Città Nuova
Superato il Barbacane si entra nella Città Nuova, Nowe Miasto. Nonostante il nome, Nowe Miasto non è affatto nuova. Nacque già nel Medioevo, appena fuori dalle mura della Città Vecchia, e per secoli ebbe una propria amministrazione.
Il cuore del quartiere è Rynek Nowego Miasta, la Piazza del Mercato della Città Nuova.
Tra gli edifici più interessanti si trova la Chiesa di San Casimiro, con la sua grande cupola, uno degli edifici barocchi più riconoscibili della zona.
È una parte di Varsavia generalmente più tranquilla rispetto a Stare Miasto e vale la pena raggiungerla proprio proseguendo la passeggiata oltre il Barbacane.
La Strada Reale
La Strada Reale è invece il grande itinerario storico che collega il Castello Reale con le residenze reali a sud della città.
Il suo tratto più famoso è Krakowskie Przedmieście, una delle strade più eleganti di Varsavia. Palazzi, chiese, edifici universitari e dimore storiche si susseguono lungo un percorso che merita di essere fatto a piedi.
Qui si trovano il Palazzo Presidenziale, l’Università di Varsavia, il Palazzo Staszic con il monumento a Niccolò Copernico e la Chiesa della Santa Croce.
Quest’ultima custodisce una delle reliquie più particolari e commoventi della città:
il cuore di Fryderyk Chopin.

Varsavia sulle tracce di Chopin
Varsavia è profondamente legata a Fryderyk Chopin.
Il compositore nacque a Żelazowa Wola, non lontano dalla capitale, ma trascorse a Varsavia gran parte della giovinezza, studiando e iniziando qui la propria formazione musicale. Lasciò la Polonia nel 1830 e non vi fece più ritorno.
Morì a Parigi nel 1849 e venne sepolto nel cimitero di Père-Lachaise, ma secondo la sua volontà il cuore fu riportato a Varsavia e oggi è custodito nella Chiesa della Santa Croce.
La presenza di Chopin accompagna la città in molti modi. Ci sono luoghi legati alla sua vita, installazioni urbane e naturalmente il Museo Fryderyk Chopin, ospitato nel Palazzo Gniński/Ostrogski.
Il museo conserva una delle più importanti collezioni al mondo dedicate al compositore, con manoscritti, lettere, oggetti personali e strumenti. Se amate la musica, è una visita che non salterei.
Durante l’estate, inoltre, nel Parco Łazienki vengono tradizionalmente organizzati concerti di Chopin all’aperto vicino al grande monumento dedicato al compositore.

Maria Skłodowska-Curie
Chopin non è l’unico grande personaggio legato a Varsavia. Qui nacque nel 1867 Maria Skłodowska, conosciuta in tutto il mondo come Marie Curie.
Fu la prima donna a ricevere un Premio Nobel e rimane l’unica persona ad averlo ricevuto in due diverse discipline scientifiche, Fisica e Chimica. Nella Città Nuova si trova il Museo Maria Skłodowska-Curie, dedicato alla sua vita e al suo lavoro scientifico.
È una visita interessante anche per ricordare quanto fosse difficile, per una donna della sua epoca, accedere agli studi universitari e alla ricerca scientifica.
Parco Łazienki e Palazzo sull’Acqua
Se volete lasciare per qualche ora strade e monumenti, dirigetevi verso Łazienki Królewskie, il grande complesso di giardini e residenze reali. È uno dei luoghi che ricordo con maggiore piacere.
Il parco occupa circa 76 ettari ed è un susseguirsi di viali, alberi, specchi d’acqua, padiglioni e palazzi. Il suo edificio più conosciuto è il Palazzo sull’Isola, chiamato anche Palazzo sull’Acqua, residenza estiva dell’ultimo re di Polonia, Stanislao Augusto Poniatowski.
Durante l’occupazione tedesca il palazzo venne incendiato e predisposto per essere fatto saltare, ma fortunatamente la distruzione non venne portata a termine.
Oltre al Palazzo sull’Acqua, nel parco si trovano l’Antica Orangerie, il Palazzo Myślewicki, la Casa Bianca, diversi padiglioni e il grande monumento a Chopin. Non cercherei però di vedere ogni singolo edificio.
Łazienki è soprattutto un luogo da vivere passeggiando. Fate un giro a Łazienki. Non ve ne pentirete.
Palazzo sull’acqua o Palazzo Łazienki
Palazzo di Wilanów
Proseguendo idealmente lungo la Strada Reale si raggiunge il Palazzo di Wilanów, situato fuori dal centro.
La residenza fu costruita per il re Giovanni III Sobieski alla fine del Seicento ed è uno dei più importanti esempi di architettura barocca della Polonia.
A differenza di moltissimi edifici di Varsavia, sopravvisse alla Seconda guerra mondiale senza essere distrutto.
Il complesso comprende il palazzo, gli ambienti storici e grandi giardini. Richiede un po’ di tempo per essere raggiunto e visitato, quindi lo inserirei soprattutto se avete almeno tre o quattro giorni a disposizione.
Praga, l’altra Varsavia
Attraversate la Vistola. Il quartiere di Praga è molto diverso dalla Varsavia ricostruita che avete visto fino a questo momento.
La zona uscì dalla Seconda guerra mondiale meno distrutta rispetto ai quartieri sulla sponda occidentale e conserva quindi edifici e cortili che raccontano una Varsavia diversa.
Per molti anni Praga ha avuto fama di quartiere difficile e degradato. Negli ultimi decenni ha attraversato una profonda trasformazione e oggi accanto alle vecchie case si trovano spazi culturali, ristoranti, locali, gallerie e progetti di riqualificazione.
Proprio qui Roman Polański girò diverse scene de Il pianista, perché il quartiere conservava edifici che potevano ricordare la Varsavia precedente alla guerra. Tra i grandi progetti di recupero c’è Koneser, nato negli edifici dell’antica fabbrica di vodka.
Praga però non va visitata soltanto per cercare locali alla moda. La cosa più interessante è proprio il contrasto tra la Varsavia contemporanea e ciò che è rimasto della città precedente alla distruzione.
Quartiere Praga
Il Ghetto di Varsavia e la memoria ebraica
Prima della Seconda guerra mondiale Varsavia ospitava una delle più grandi comunità ebraiche del mondo.
Nel 1940 le autorità tedesche crearono il Ghetto di Varsavia, rinchiudendo oltre 400.000 persone in uno spazio estremamente ristretto. Fame, malattie e deportazioni verso il campo di sterminio di Treblinka portarono alla morte della maggior parte dei suoi abitanti.
Il 19 aprile 1943 ebbe inizio la Rivolta del Ghetto. Diverse centinaia di combattenti ebrei opposero resistenza alle forze tedesche che erano entrate nel ghetto per procedere alla sua liquidazione definitiva.
Oggi dell’antico quartiere rimane pochissimo. Per comprenderne la storia percorrerei la Via della Memoria e raggiungerei il Monumento agli Eroi del Ghetto. Proprio davanti al monumento sorge oggi il Museo POLIN della Storia degli Ebrei Polacchi, che aggiungerei senza esitazioni rispetto al mio vecchio articolo.
Non racconta soltanto la Shoah, ma circa mille anni di presenza ebraica in Polonia.

La Varsavia contemporanea
Ed eccoci all’altra faccia della città.
Varsavia non ha cercato di ricostruire ovunque ciò che era andato perduto.
Accanto alla città storica è cresciuta una capitale moderna, con architetture contemporanee e uno skyline in continua trasformazione.
La zona intorno a Rondo ONZ, Rondo Daszyńskiego e Wola è oggi quella in cui questa trasformazione risulta particolarmente evidente.
I nuovi grattacieli dialogano — o si scontrano, a seconda dei gusti — con l’edificio che per decenni ha dominato incontrastato lo skyline di Varsavia.
Palazzo della Cultura e della Scienza
Il Palazzo della Cultura e della Scienza è impossibile da ignorare.
Costruito negli anni Cinquanta e donato alla Polonia dall’Unione Sovietica, è uno dei simboli più controversi della città. Per molti polacchi rimane inevitabilmente legato al periodo della dominazione sovietica.
Quando scrissi il vecchio articolo era ancora corretto definirlo l’edificio più alto della Polonia. Oggi non lo è più. Lo skyline di Varsavia è cambiato radicalmente e nuovi grattacieli lo hanno superato.
Il Palazzo rimane però uno degli edifici più riconoscibili della capitale e ospita teatri, cinema, musei, spazi espositivi e altre attività.
Al trentesimo piano, a 114 metri di altezza, si trova la terrazza panoramica. Io ci salirei ancora.
Perché da lassù si comprende forse meglio che da qualsiasi altro luogo quanto Varsavia sia diventata una città diversa da quella che avevo raccontato nel mio vecchio articolo.

I musei di Varsavia
Varsavia ha moltissimi musei e oggi farei una selezione diversa rispetto al vecchio articolo.
Oltre al Museo Chopin e al POLIN, inserirei sicuramente il Museo dell’Insurrezione di Varsavia, fondamentale per comprendere gli eventi del 1944.
Per l’arte rimane importante il Museo Nazionale di Varsavia, con collezioni che attraversano diversi periodi della storia dell’arte polacca ed europea.
Per l’arte contemporanea c’è la Zachęta – Galleria Nazionale d’Arte.
E conserverei anche il Fotoplastikon di Varsavia, una piccola macchina del tempo che permette di osservare fotografie stereoscopiche della città e del mondo attraverso uno storico apparecchio ottico.
Toglierei invece dal vecchio articolo la Galleria Giovanni Paolo II: oggi preferisco indicare pochi musei realmente significativi piuttosto che costruire un elenco troppo lungo.
Bazar na Kole
Questo invece lo voglio conservare.
Se amate mercatini, antiquariato e oggetti con una storia, Bazar na Kole è uno di quei luoghi che possono regalare qualche bella sorpresa.
Si trova nel distretto di Wola e vi si trovano mobili, quadri, porcellane, libri, oggetti vintage e antiquariato di ogni genere.
Naturalmente un mercatino cambia continuamente ed è proprio questo il bello. Non sapete mai cosa troverete.
Varsavia, una città da riscoprire
Varsavia non possiede l’immediata bellezza monumentale di altre capitali dell’Europa centrale.
Bisogna darle un po’ di tempo e conoscere la sua storia per capire perché una Città Vecchia apparentemente antica sia in realtà una delle più straordinarie ricostruzioni del Novecento. Bisogna attraversare la Vistola e raggiungere Praga.
Camminare lungo la Strada Reale, entrare nei giardini di Łazienki, cercare Chopin, guardare le fotografie della città prima della guerra e poi alzare gli occhi verso i grattacieli della Varsavia contemporanea.
È proprio la capacità di convivere con la propria storia continuando a trasformarsi che rende Varsavia così interessante.
Io, in quattro giorni e mezzo, avevo percorso cinquantuno chilometri. A quanto pare avevo trovato parecchie ragioni per continuare a camminare.
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Ultimo aggiornamento: Agosto 2026

Che bel post, mi ha fatto venire voglia di andarci! Non sono mai andata in Polonia ma una volta ho parlato con una ragazza polacca che era qui in Erasmus e mi ha raccontato della sua città. Non vedo l’ora di andarci!
Grazie Angelica! Oltre a essere un bel posto a misura d’uomo è anche molto economica il che non guasta. Facci un pensierino….
Che bel viaggio! Non sono mai stata in Polonia ma sembra proprio avere il suo fascino ^^ anche le foto sono molto belle e invitanti, complimenti!
Grazie Giulia! E’ una meta affascinante e poco impegnativa sotto tutti i punti di vista.
Non pensavo che la Polonia potesse offrire scorci così colorati, moderni e luminosi! Le foto sono davvero suggestive, forniscono un piccolo e accattivante “assaggio” di Varsavia, complimenti!
Teatro di vicende storiche tristi e tragiche, mi farebbe un certo effetto passeggiare tra le vecchie vie, dato che ho visto molti film sulla seconda guerra mondiale, compreso Il pianista.
Narrazione avvincente, che fonde brevi lezioni di storia, cultura, moda, fino ai consigli pratici di dove mangiare o pernottare! 🙂
Grazie Federico! La Polonia è una sorpresa meravigliosa. Anche Cracovia e Danzica meritano. Varsavia mi è piaciuta davvero tanto ha un’aria magica, vivace ed educata
Che meraviglia!!! Nonostante ami molto viaggiare Varsavia è ancora nella mia wishlist!! Mi memorizzo il tuo articolo, è pieno di info utili e mi sarà sicuramente utile come guida. Ovviamente ho già messo in conto di andarci 😀
Vedi Nicoletta pur non troppo a favore dell’apericena (economico) sono spesso alla ricerca di mete economiche e affascinanti. Varsavia è fantastica soprattutto nei momenti in cui cerchi una destinazione non troppo impegnativa.
Ma certo, poi una cosa non escluderebbe l’altra 🙂 Sui viaggi credi che siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda!
Che posti incredibilmente belli. Parole, luoghi, foto… un sogno. Mi piacerebbe un giorno poterla visitare.☺
seminaecucina.com
Cara Sandra, io ho bisogno di evadere spesso e quindi per far tornare i conti cerco di trovare anche mete economiche. Luoghi che non sarebbero stati nelle mie priorità di viaggio lo sono diventati perché ho trovato il volo a 20/30 euro e non me ne sono pentita. Varsavia è affascinante e per niente impegnativa. Pensaci! L’importante non è la destinazione ma il viaggio!
Ho letto con molto piacere questo tuo post! Adoro le tue fotografie, mi piacciono molto i colori e la cura nella scelta della prospettiva. Sogno da parecchio tempo di andare a Varsavia, mi ha sempre affascinato moltissimo come città! Terrò conto dei tuoi preziosi consigli 🙂
Grazie Valentina! Una bellissima sorpresa per me Varsavia. Da vedere!
Per me Varsavia è la “Sirena Guerriera”; è il simbolo della città ed è una delle cose che più mi ha ammaliata! Non solo il fatto che sia iconicamente riprodotta quasi ovunque ma anche la sua fierezza, il suo essere donna guerriera, con i capelli legati e la spada, bellissima nel suo aspetto marziale. niente, sono rimasta sotto proprio
L’ho letto il tuo articolo, bellissimo, e diciamolo che se mi sto avvicinando di più all’est, che sempre rimandavo è anche grazie ai tuoi articoli.
Varsavia è davvero una città favolosa! Sicuramente devo andarci al più possibile perché adoro Fryderyk Chopin e vorrei visitare il luogo dove è nato e vissuto i primi anni! 🙂
Che meraviglia! Della Polonia ho visto pochissimo e ora, dopo averti letto, non vedo l’ora di poter prenotare un biglietto! Mi salvo il post e con lui tutte le tue dritte!
Grazie! È molto carina più di tante città che compaiono negli elenchi dei luoghi da visitare, per dire ho letto da poco che Bruxelles è da vedere assolutamente, a me è piaciuta molto di più Varsavia.