Uno dei miei sogni è trasferirmi a vivere nella campagna inglese, o meglio, lo era fino a qualche tempo fa, ora, dopo aver visitato Bretagna e Normandia, la volontà è quella di trasferirmi in una città con affaccio sul mare, appunto della Francia del Nord.

D’ogni modo, la passione per la campagna inglese, è ancora ben radicata in me e quindi un po’ alla volta la sto visitando tutta, l’idea questa volta era di dedicarci al South England. Il tempo a nostra disposizione non era molto, sei giorni, pertanto impossibile fare tutto il sud dal Kent alla Cornivaglia e quindi ci siamo dedicati al sud-est con un assaggio di Somerset e Cotswold.

Ma veniamo a noi, atterriamo verso le 10.00 a Stansted, non è l’aeroporto più comodo ma diventava il più comodo per le nostre date, e ci rechiamo subito a ritirare la nostra auto a noleggio e qui viene il bello, ci siamo pentiti di non aver preso l‘auto con il cambio automatico, perché il problema maggiore non è guidare dal lato opposto, prendere le rotonde al contrario, eccetera, per questo basta seguire le altre auto, il problema vero, per chi non è mancino, è cambiare con la sinistra.

Whistable – Kent (80 miglia da Stansted) 

Per la prima notte ho prenotato alloggio a Dover, ma lungo il tragitto abbiamo qualche tappa da fare e la prima è Whistable, cittadina a 12 chilometri da Canterbury sulla costa sud-occidentale, famosa per le ostriche. Noi da appassionati di ostriche non abbiamo potuto fare a meno di un aperitivo a base di ostriche e birra locale.

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Dopo una passeggiata a piedi lungo le vie centrali disseminate da caratteristici negozietti e pub, abbiamo pranzato nel celebre The Old Neptune, un pub in Island Wall, la strada più vicina al mare dove abbiamo mangiato Fish and Chips, accompagnato da un’altra pinta di birra.

Da segnalare che Island Wall deve la sua celebrità ai numerosi edifici della metà del XIX secolo, costruiti con i proventi di un salvataggio in mare di una nave che trasportava dollari d’argento, tra i vari edifici sembra anche il pub The Old Neptune. Da vedere in zona anche uno degli ultimi velieri per la pesca delle ostriche, il Favourite costruito nel 1824.

Dopo una visita alla spiaggia, ripartiamo.

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 Canterbury – Kent (7 miglia da Whistable)

Verso metà pomeriggio arriviamo a Canterbury, famosa per la sua Cattedrale. Ci avevano consigliato la visita guidata, ma per questioni di tempo non riusciamo e, tra l’altro, il vero colpo di fortuna sarebbe assistere a una messa cantata in modo da poter sentire le voci del coro più prestigioso d’Inghilterra.

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Canterbury è una vivace cittadina medievale, passeggiare tra i suoi viottoli acciottolati dove antiche dimore sembrano reggersi in piedi per miracolo, è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, come prendere il tè in uno dei tanti locali, e infatti noi qui ci siamo concessi il primo tea di questa visita in terra britannica.

Se avete tempo andate alla scoperta di Canterbury in un modo davvero unico, per meno di 10 GPB con i Canterbury Historic River Tours (da marzo a ottobre) è possibile visitare la cittadina attraverso i suoi canali, che scorrono placidi tra costruzioni antichissime, dimore Tudor e isolette su cui sorgono cappelle francescane del XIII secolo.

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Dover – Kent (18 miglia da Canterbury)

Arriviamo a Dover che è buio, dopo aver trovato l’albergo e fatto il check-in, ci rechiamo in centro, dove non siamo riusciti a mangiare in un pub. Siamo andati al The White Horse, e abbiamo scoperto che dopo le 20.00 non è più possibile. Cucina chiusa. Abbiamo provato in un altro pub, ma nulla. Si sa che a nord le cucine chiudono presto, ma qui troppo presto! Abbiamo dovuto mangiare una pizza in un ristorante italiano! Per noi un mezzo dramma e non perché la pizza fosse cattiva, anzi tutto sommato… solo che da addetti al settore preferiamo mangiare tipico anche dove non c’è alta cucina.

La mattina seguente ci dirigiamo subito alle scogliere di Dover, The White Cliff, le straordinarie formazioni di roccia calcarea a picco sul mare con affaccio sulla Manica. Un tempo fortezza naturale che si ergeva massiccia contro i nemici della Corona, oggi crocevia di navi cariche di turisti e non solo.

Lo spettacolo è incredibile e la vista delle falesie vale la tappa a Dover. Visitarle è abbastanza semplice, si arriva a un parcheggio e poi da lì, attraversato il cancelletto di ingresso – dove vi accolgono dei bellissimi cavalli lasciati in libertà – si prosegue con una passeggiata (di circa un’ora) che porta al vecchio Faro di Dover, South Foreland Lighthouse, lo spettacolo è incredibile nonostante la giornata grigia. Lungo il parco il tragitto è segnato dal passaggio dei pedoni, di tanto in tanto è possibile raggiungere l’estremità delle scogliere e, se non soffrite di vertigini, assistere allo spettacolo unico delle scogliere che si stagliano a picco sul mare. Mi raccomando mantenete una distanza di sicurezza!! Da questo punto si gode della vista sul porto e del via vai di navi provenienti dalla Francia.

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The White Cliff Dover

Volevamo far visita al castello di Dove, il più grande d’Inghilterra, una pantagruelica fortificazione risalente al tempo dei Romani, divenuto Castello nel Medioevo, pare. Noto anche per aver fatto da sfondo a alcune scene del film Amleto con Mel Gibson. Abbiamo lasciato stare perché c’era da attendere e il biglietto un po’ caro a nostro avviso, euro 22,00 sterline.

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Castello di Dover

 Sandwich – Kent (14 miglia da Dover)

Prima di proseguire il nostro viaggio e raggiungere il Sussex urge tornare un po’ indietro e andiamo a visitare Sandwich, esatto proprio come il panino che pare sia stato inventato qui. Non essendo riusciti il giorno prima non potevamo perderci questa incantevole località. Piccolo paesino medievale poco frequentato ma veramente carino e caratteristico, anche qui pub e molti negozietti tipici, in uno dei quali, una bottega francese, siamo entrati a fare uno spuntino dolce dato che avevamo preso solo il caffè a colazione e perché davvero meritava per i prodotti che aveva.

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Rye – East Sussex (50 miglia da Dover)

Lungo il tragitto che ci porterà a Brighton dove passeremo la notte, abbiamo un po’ di tappe da fare la prima è Rye, dove non mancano i turisti, ma è domenica mattina, in ogni caso è una delle cittadine più amate e visitate in Inghilterra.

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Questa cittadina fortificata si erigine su una collina, un tempo circondata quasi interamente dal mare (ora è a circa 3 chilometri), è davvero pittoresca. Anche qui un’alta concentrazione di storia. Vicoli stretti acciotolati, antiche case a graticcio, edera tanta edera, non mancano interessanti botteghe, storici pub, tea room, locande, cafè, ristoranti uno più caratteristico dell’altro, in uno di questi ristorantini davvero vecchissimo Fletcher’s House, abbiamo consumato il pranzo domenicale.

Musicisti, artisti e celebrità hanno fatto di Rye la loro casa, un rifugio medievale, anche Re e Regine sembra abbiano soggiornato tra le mura degli antichi hotels del borgo, ma pure bande di criminali come la famigerata Hawkhurst gang, che grazie ai passaggi segreti, compivano traffici di contrabbando fra il 1735 e il 1749.

La cittadina vanta la chiesa e l’antica torre nella quale suona ancora una delle campane più antiche del mondo. Se volete passare la notte a Rye, una soluzione ottima per un soggiorno indimenticabile e con atmosfere d’epoca è The Mermaid Inn uno dei più antichi hotel.

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Seven Sister – East Sussex (35 miglia da Rye)

Proseguiamo lungo la costa, che alterna falesie di calcare bianco a lunghe spiagge sabbiose, in direzione di altre bianche scogliere, quelle di Seven Sister (distretto di Eastbourne). Sono sette scogliere con affaccio sulla Manica, a mio avviso, molto più belle di quelle di Dover. Vestitevi a dovere, munitevi di pashmina attorno al collo perché il vento la fa da padrone ma il panorama è la fine del mondo. Alle scogliere si arriva con pochi minuti di passeggiata dal parcheggio. Adiacente al parcheggio c’è anche un ristorante dove fare ristoro con annesso un carinissimo shop di souvenir fatti a mano e sono anche molto belle le abitazioni nel parco che godono di un panorama mozzafiato, che fa venir voglia di trasferirsi.

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Seven Sister dall’alto

Con una passeggiata si può raggiungere il faro a fasce bianche e rosse di Beachy Head e il rispettivo è il promontorio, il più alto del Regno Unito, che proprio per questa ragione è, purtroppo, tristemente famoso perché frequentato anche da persone che vogliono togliersi la vita, gettandosi in mare. L’altezza non lascia scampo. Ogni anno, un team specializzato che sorveglia la zona giorno e notte, sventa più di 300 suicidi. Forse questa è la ragione per cui sono vi sono numerose croci fissate al terreno.

Brighton – East Sussex (15 miglia da Seven Sister)

Arriviamo a Brighton verso le 17.30, giusto il tempo di trovare parcheggio in strada (dalle 18 del pomeriggio alle 9.00 del mattino il parcheggio non si paga) fortunatamente vicino all’albergo, ed entrare che inizia a piovere. Avevo prenotato da casa il Queen Hotel & Spa, sul lungomare con vista panoramica sul Canale della Manica e nel cuore dei Lanes, quindi comodo alla spiaggia ma anche ai locali, negozi e ristoranti.

Dopo una doccia e un po’ di relax, nel frattempo ha smesso di piovere, ma solo per il momento, usciamo alla scoperta della cittadina, decisamente un luogo di tendenza, raccolta e molto carina, vivace e coloratissima. Ci sono molti negozi dalle vetrine creative, di desing, café hipster, pub e ristoranti.

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La zona di North Laine pullula di street art, come le zone circostanti, ad ogni angolo murales e graffiti, molto belli e ben fatti, dei veri e propri quadri all’aperto che rendono la città ancor più colorata.

Dopo un aperitivo al Plateau uno dei tanti locali alla moda, proprio dietro il nostro albergo conveniamo di cercare un posto per cena che rispecchi le nostre esigenze, dato che la sera prima abbiamo dovuto mangiare una pizza…

Premetto che io e il mio compagno siamo due gourmet pertanto il momento cena, in particolare, è molto importante, a pranzo ci accontentiamo di qualcosa di veloce ma la cena è un rituale. Il mio compagno ha un’enoteca e lavora quasi tutte le sere e i week end, pertanto nei pochi momenti liberi il cibo e il vino devono essere di qualità, come un po’ per tutti quelli del settore, il poco tempo libero e l’attitudine, la cosiddetta “deformazione professionale” ti portano a essere così, questa è la ragione per cui io cerco di risparmiare nei voli aerei e nel noleggio del veicolo perché poi l’alloggio deve essere piacevole e le soste goliardiche incidono sempre parecchio nei nostri viaggi.

Ed ecco che ricomincia a piovere, anche copiosamente, e siamo usciti senza umbrella… In Inghilterra, due mammalucchi… Diventa impossibile cercare con calma un ristorante. Dopo dieci minuti passati a correre e a metterci al riparo qua e là, arriviamo in una vietta disseminata di ristorantini e scegliamo quello che ci ispira di più, si chiama Semolina ed è un bistrot francese, quindi sì dopo l’involontario aperitivo al Plateau dove però abbiamo bevuto inglese: gin and tonic, scegliamo un ristorante francese. Ma che gourmet siete!? (Vi invito a leggere il mio libro per capire) Direte voi che mangiate italiano (è stato un caso) e francese in Inghilterra!? A parte gli scherzi abbiamo mangiato davvero bene e bevuto un’ottima bottiglia di vino francese, la nostra nazione preferita per quanto riguarda il vino. Vi avviso d’ora in avanti pub o ristoranti anglosassoni, la nostra filosofia è mangiare bene e tipico, anche dove la cucina non è il pezzo forte, nel caso specifico l’Inghilterra.

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Spiaggia Brighton

L’indomani mattina dopo l’immancabile passeggiata nell’elegante spiaggia di sassi di Brighton, la preferita dai londinesi, dove sono rimasta affascinata dalle casette colorate a bordo spiaggia, facciamo una puntatina veloce al più famoso dei Piers, quello di Brighton che è il più famoso, i Piers erano molto in voga in epoca vittoriana e rispetto ad allora ne sono rimasti una metà, alcuni tra l’altro dal futuro incerto. E quindi andateli a vedere finché resistono!

D’ogni modo passeggiare lungo questo molo ricco di attrazioni, dallo scivolo che affaccia sull’oceano, alle montagne russe, oltre ai chioschi è un’esperienza abbastanza particolare, anche per il punto di vista che offre sia verso l’oceano sia verso la costa, purtroppo la giornata non è delle migliori ma lo stesso ci godiamo un bello spettacolo.

Arundel – West Sussex (13 miglia da Brighton)

In tarda mattinata riprendiamo il nostro viaggio, la destinazione per la notte sarà Salisbury ma ovviamente lungo il tragitto ci aspettano altre tappe, altre scoperte. La prima tappa veloce la facciamo a Worthing, anche qui l’energia del Pier ci rapisce e ci fermiamo in uno dei locali del molo per due birre; proseguiamo il viaggio e arriviamo ad Arundel, quando è uscita una bella giornata di sole, di quel sole caldo che non ti aspetti in Gran Bretagna in questa stagione.

Ci dirigiamo verso il Castello ma riusciamo a vederlo solo da fuori perché essendo privato è chiuso nei periodi meno turistici, la vista dall’esterno e l’ambiente circostante al castello sono comunque da fiaba: le case in stile Tudor, l’imponente Cattedrale, i cottages che si specchiano sulle acque del fiume che attraversa il paese, ai bordi del quale sono ormeggiate piccole barche.

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Scorcio del giardino del castello

Parcheggiamo nella zona centrale e andiamo alla ricerca di un posto dove mangiare, la cittadina è davvero carina, ogni abitazione è adornata da fiori, i negozietti molto curati e con le caratteristiche insegne. Dopo un’attenta esplorazione dei locali del centro decidiamo per Belinda’s Tearoom, una caratteristica casa del tè una via centrale disseminata di interessati abitazioni. L’offerta è molto varia, vediamo passare piatti fumanti dal profumo irresistibile, ma noi puntiamo su birra e sandwich in modo da tenere la fame per la sera, ci aspettano un paio d’ore in auto e preferiamo stare leggeri.

Salisbury – Wiltshire (53 miglia da Arundel)

Ripartiamo in direzione Salisbury, tralasciando Portsmouth e Southampton, purtroppo il tempo non ci permette una sosta in città così grandi, e comunque noi preferiamo i piccoli villaggi. Facciamo solo una piccola sosta a Chircester che si trova a una decida di miglia da Arundel. Chircester è una cittadina dallo stile inglese, dinamica, e scopriamo che è l’unica città in Inghilterra ad avere il campanile distaccato dalla Cattedrale.

Arriviamo a Salisbury verso le diciassette parcheggiamo in un parcheggio a pagamento in strada, che a breve sarà free, poco distante dall’alloggio. Entriamo al pub Qudos e facciamo il check in, per 5,50 sterline prendiamo anche la colazione per l’indomani, il pernottamento è costato 62 sterline. Giunti in camera la piacevole sorpresa, la camera è ancor più bella che in foto, di recente ristrutturazione letti comodissimi, abbiamo 2 singoli, ho prenotato la camera lungo il tragitto, poco prima dell’arrivo. Vista sulla strada ma isolamento ottimo, non si sente nulla né proveniente dalla strada, né dal pub sottostante. Doccia e via per le strade della città.

La scelta di Salisbury è dettata dalla volontà di vedere Stonehenge l’indomani e quindi diventava una soluzione comoda, oltretutto ha un sacco di bei pub, d’ogni modo è una cittadina carina e molto tranquilla, anche se solo qualche giorno fa qui sono stato uccisi, pare per avvelenamento, un’ex spia russa e sua figlia. La città è ancora sotto choc per l’accaduto.

Ci dirigiamo subito in Market Square, a pochi minuti dal nostro alloggio, attorno alla quale si sviluppa tutto il centro, molti ovviamente i pub, dopo una passeggiata nella zona decidiamo di fare una sosta per un paio di birre dato che è l’ora dell’aperitivo, fra i vari pub scegliamo prima il centralissimo Ox Row Inn, molto bello con arredamento abbastanza recente e poi il Market Inn, a fianco, anche questo con arrendamento recente, in entrambi consultiamo il menu, ma alla fine decidiamo di cenare nel pub dove alloggiamo.

Del resto non è proprio questo il vantaggio di soggiornare in una locanda: di quelle con il pub annesso che ti serve boccali di birra e un buon pasto prima di andare a letto presto….

In realtà, non andammo a letto presto, e abbiamo passato una delle più belle serate della vacanza, conquistati dalla musica che proponeva il locale e precisamente delle jam session. Dei virtuosi musicisti che si alternavano sul palco formando delle band sempre diverse e molto interessanti.

Dopo la tradizionale colazione inglese, carichiamo i bagagli in auto e facciamo un ultimo giro in centro in modo da scoprirne la vivacità del mattino. Incuriositi da quanto abbiamo letto sul pub più vecchio della città: The Haunch of Venison, decidiamo di entrare per concederci una dissetante birra e curiosare, è comunque uno dei migliori pub della zona: ha ricevuto diversi riconoscimenti, risale almeno al XIV secolo, epoca nella quale era una locanda dove venivano alloggiati manovali e artigiani che lavoravano alla costruzione della Cattedrale. In tempi più recenti, si narra, sia stato frequentato addirittura da Churchill ed Eisenhower, che pare si incontrassero qui per organizzare lo sbarco in Normandia. Il pub oltre agli antichi arredamenti in legno, vanta numerosi “cimeli” tra i quali anche una mano umana mummificata, che si dice sia stata tagliata nel XVIII secolo a un giocatore di carte perché barava, e che è esposta al pubblico. Sembra che il locale sia infestato dal fantasma del baro, la cui presenza viene avvertita tramite il rumore di passi lungo le scale e lo spostamento dei bicchieri sporchi. Oltre a questo, lo spettro di una donna sarebbe stato visto apparire alle finestre. Quindi se volete farvi una pinta in un ambiente davvero suggestivo è il posto giusto.

Stonehenge – Wiltshire (9,3 miglia da Salisbury)

Arriviamo a Stonehenge verso l’ora di pranzo, facciamo il biglietto e dopo aver visto le antiche dimore in paglia (bungalow) vicine all’area ricettiva, ci incamminiamo verso le “costruzioni” di roccia, sono a disposizione anche dei bus ma il percorso non è eccessivo e quindi per l’andata abbiamo preferito affidarci alle nostre gambe.

Il cielo carico di nubi offre uno spettacolo ancor più suggestivo, scatto un numero infinito di foto. Siamo lì assieme ad altri turisti in assoluto silenzio, invasi dallo stupore ad ammirare il complesso neolitico costituito da alcuni megaliti, e non puoi non pensare come sia stato possibile, in quell’epoca (fra il 2500 a.C il 2000 a.C.), erigere queste rocce in posizione verticale che hanno un peso di 25/50 tonnellate.

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Dopo secoli, ancora molte sono le domande che non trovano risposta su Stonehenge, come: chi realizzò il complesso?  E per quale motivo? Ma soprattutto, qual è il vero significato di questo sito? Si tratta di misteri che non hanno ancora ricevuto una risposta, anche se recentemente gli scienziati sono riusciti a scoprire nuovi dettagli riguardo la costruzione del sito, i quali rivelano che i giganteschi massi, in base ad alcuni rilievi, provengono da un sito che si trova a 30 chilometri di distanza, mentre quelli di dimensioni inferiori arrivano da una zona del Galles e trasportati tramite slitte trainate da decine di uomini e fatte scivolare su rulli di legno. Alla costruzione parteciparono centinaia di persone provenienti dai paesi vicini. Lo dimostrerebbero i resti di antichi banchetti trovati nell’insediamento di Durrington Walls vicino a Stonehenge, che servivano ad attirare gli operai che dovevano trasportare i massi. Per gli esperti la costruzione di Stonehenge all’epoca fu un evento eccezionale che coinvolse moltissime persone e conferì grande prestigio ai villaggi vicini.

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Stonehenge: Grandioso! Affascinate! Incomprensibile!

Torniamo al parcheggio con il bus e nonostante l’appetito decidiamo di non fermarci a mangiare nella struttura ricettiva ma di fermarci lungo la strada verso Bath.

Bath – Sommerset (39 miglia da Salisbury)

Lungo il tragitto verso Bath (piccoli paesini) in realtà data l’ora, le 14.00 passate, non abbiamo trovato granché di aperto per mangiare e quindi arrivati a Bath ci dirigiamo direttamente in albergo, anche questo prenotato lungo il tragitto su Booking.com. La scelta dell’albergo è stata azzeccatissima, il bellissimo boutique hotel No 15 Great Pulteney

Abbiamo parcheggiato in strada davanti l’albergo e siamo entrati, dopo qualche istante di rapimento ad ammirare la bellezza e i dettagli dell’ingresso e del salotto che funge anche da reception, abbiamo fatto il check in, ci hanno chiesto dove avevamo parcheggiato e si sono occupati di regolarizzare la sosta attraverso internet, noi abbiamo semplicemente comunicato la targa dell’auto a noleggio.

La signorina ci accompagna in camera ed è bellissima, noi abbiamo prenotato la Camera doppia accogliente, la più economica (75 sterline grazie a un’offerta e allo sconto “viaggiatori abituali”) in quanto camera compatta, non oso immaginare le suite, delle quali ovviamente sono andata a vedermi le foto.

Dopo aver sistemato il bagaglio e fatto la doccia, scendiamo e non avendo ancora soddisfatto la nostra fame, per fare onore al territorio optiamo per un caratteristico afternoon tea un’esperienza che affronto per la prima volta, ma che si preannuncia come un’esperienza fantastica. Ne ho la certezza data l’eleganza e il buon gusto dell’ambiente che ci circonda, il momento sarà davvero eccezionale e così è!

Si sa gli inglesi sorseggino il tè a tutte le ore, ne è prova il fatto che ogni camera d’albergo è dotata di bollitore, tazze e tutto ciò che è necessario per preparate la famosa bevanda inglese. Ma dimentichiamoci del tradizionale tè e biscotti perché il celeberrimo afternoon tea si rivela un’esperienza da favola. Generalmente per due, anche perché un momento per fare due chiacchiere per condividere, un po’ come la nostra ora dell’aperitivo. Si comincia con una flûte di bollicine per proseguire con una triple alzatine con un ripiano con sandwich e tartine, uno con scones, burro e marmellate e infine uno di dolcetti. Dopo il calice di vino si passa allo squisito tè caldo, nel nostro caso c’era una fornitissima selezione di tea.

A pancia piena, anche per smaltire, ci dirigiamo nel centro di Bath, l’albergo si trova a soli 300 metri da Pulteney Bridge e da lì arriviamo alle Terme e in tutta la zona centrale. Bath è davvero bellissima, elegante, imponente, il color oro delle pietre con le quali sono edificati quasi tutti gli immobili della città che nell’insieme sono qualcosa di spettacolare e la sua ricchezza culturale è davvero invidiabile. Per la sua importanza storica, il suo retaggio culturale e il suo valore architettonico Bath è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

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Pulteney Bridge

Fondata dai Romani come centro termale, dato che vi sgorgano le uniche sorgenti calde naturali della Gran Bretagna, divenne anche un importante ritrovo mondano, che nel XVIII secolo andò incontro a un forte sviluppo edilizio divenendo uno straordinario esempio di architettura Georgiana.

La coda per visitare le Terme Romane è notevole, ci riproveremo l’indomani, come per il museo archeologico. C’è molto da vedere a Bath: gli iconici edifici e quartieri Georgiani come il Royal Crescent, il Circus, Queen Square e le Assembly Rooms; i musei come il Museum of Bath Architecture, il No 1 Royal Crescent, il Fashion Museum, l’Holburne Museum e l’Herschel Museum of Astronomy, esposizione ospitata nella casa del famoso astronomo William Herschel e ovviamente il Jane Austen Centre che visiteremo domani mattina.

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Terme Romane

Si è fatto buio e la città è ancora più bella, le piazzette e le viuzze ravvivate dalla gente fuori dai locali, la rendono elegante e vivace al tempo stesso, entriamo anche noi in uno dei tanti pub per un aperitivo a base di birra, ovviamente.

Torniamo in albergo per la cena, abbiamo prenotato nel ristorante al piano interrato dell’hotel. Inutile dire che anche l’arrendamento del ristorante rispetta i canoni dei boutique hotel è molto ricercato, il menu non molto ricco ma i piatti sembrano tutti interessanti, noi ordiniamo antipasto e secondo e, dalla carta dei vini, una bottiglia di pinot nero chileno. Dopo cena ci concediamo due gin tonic nel bellissimo bar dell’hotel e poi via a nanna.

La mattinata seguente la passiamo in giro per Bath a vedere un po’ di attrazioni che non eravamo riusciti a vedere il giorno prima, verso l’una ci fermiamo in un pub per consumare un sandwich per poi proseguire verso Castel Combe, nelle Costwolds.

Castel Combe – Wiltshire, Costwolds (15,3 miglia da Bath)

In quaranta minuti arriviamo a Castel Combe, un luogo magnifico, da favola, del quale ho già scritto un articolo, ecco il link Castel Combe, un villaggio da fiaba dove il tempo si è fermato

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Bibury – Gloucestershire, Costwolds (32,3 miglia da Castel Combe)

Ripartiamo da Castel Combe in direzione Bilbury, altro paesino da fiaba e altro paesino che meriterebbe un articolo a parte, ma il problema è che non ci sto dietro, ho una lista infinita di luoghi da raccontare e se ne aggiungono continuamente di nuovi, per fortuna… ma molti restano nei miei ricordi.

Al momento ve lo racconto brevemente poi chissà. Bibury incanta sin da subito come arrivi in Arlington Row, per le file di cottage di mattoni scuri risalenti al XIV secolo che vi si affiancano e che conferiscono un fascino romantico e suggestivo alla località immersa nel verde, dall’altro lato della strada scorre placido il Fiume.

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L’artista William Morris lo definì “il più bel villaggio delle Cotswolds”, e le ragioni sono chiare in un attimo. Anche a Bibury come a Castel Combe il tempo sembra essersi fermato. Il villaggio conta appena 600 residenti, anche se le l’accoglienza non manca, molti cottage sono stati trasformati in hotel ed è quindi possibile soggiornare fuori dal tempo. Anche qui ci è venuta l’idea di fermarci per una notte ma purtroppo il tempo a nostra disposizione si sta esaurendo, siamo quasi sulla via del ritorno. D’ogni modo ci siamo ripromessi di fare le Cotswold con la dovuta calma.

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Ci godiamo una passeggiata lungo il fiume Coln e lungo il tragitto abbiamo già individuato l’hotel per la prossima visita, è lo Swan Hotel che occupa un bellissimo edificio ricoperto d’edera che sorge appunto sulle rive del fiume. La passeggiata lungo il fiume Coln infonde pace e relax ed esprime tutta la serenità del paesaggio. Il corso d’acqua è l’habitat naturale di numerose trote e, scopriamo che in zona, ci sono diversi allevamenti ittici.

Swan Hotel in Bibury

The Swan Hotel

Non potendoci fermare per la notte decidiamo almeno di pranzare in questo luogo fantastico prima di ripartire e ovviamente la nostra scelta ricade sulla trota con patate, come antipasto prendiamo delle saint jacques e una bottiglia di Chardonnay inglese, si avete capito bene, inglese!

Windsor – Berkshire (69 miglia Bibury)

Passiamo per Oxford ma dobbiamo lasciarla per un’altra volta. Quando arriviamo a Windsor non abbiamo ancora prenotato l’hotel, la media dei prezzi è abbastanza alta e la scelta non è semplice.

Non vi racconto dell’hotel perché è costato troppo per com’era, in particolare, tenendo conto degli alberghi nei quali abbiamo alloggiato nel resto della vacanza. Le foto non facevano capire quanto piccola fosse la stanza, letto alla parete una poltrona e fare i turni per camminare, chiedo subito il cambio con una stanza più grande. Rinnovata anche da poco ma senza gusto e non proprio pulitissima, parecchia la polvere.

Facciamo la doccia e usciamo subito alla scoperta di Windsor. Quando sentiamo il nome Windsor il primo pensiero va alla casa reale del Regno Unito. Il nome era chiaramente ispirato dal Castello di Windsor che da secoli è emblema significativo e dimora della monarchia britannica. Un castello imponente e suggestivo circondato dal verde che si estende fino al centro della cittadina, è tardi per visitarlo e quindi lo faremo domani, intanto ci concediamo una passeggiata nel verde. Il Castello è collegato da un lunghissimo viale alberato al Windsor Great Park, un parco immenso e incontaminato. La passeggiata che conduce al parco prende il nome di Long Walk. Creata nel 1685 da Carlo II era utilizzata come sentiero per cavalli che dal castello portava al Lago di Virginia Water.

Una passeggiata davvero incredibile che vi condurrà a un parco di circa 2000 ettari dove potrete ammirare tra le imponenti querce, una ricca fauna. All’interno del Parco sorge anche Frogmore House, una residenza di campagna del XVII secolo che è aperta al pubblico in alcuni giorni dell’anno.

Prima di cena ci concediamo un giro tra le vie della città, nell’area pedonale tra Peascod Street, King Edward Court e Windsor Royal Shopping, dove l’atmosfera è tranquilla ma brillante, c’è davvero l’imbarazzo della scelta tra i tanti negozi e le botteghe di prodotti tipici. Noi abbiamo acquistato due sciarpe in fantasia a quadri in prefetto stile inglese, in un negozietto di fianco al Municipio, nella zona ci edifici ben conservati che risalgono al XVII secolo.

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Palazzetto a Windsor

Ceniamo in un pub in una stradina vicino il castello il The Dechess of Cambrige, molto carino, nella nostra ultima serata inglese abbiamo mangiato Fish and chips e Guinness, ottimo rapporto qualità prezzo, e poi a letto.

Dopo colazione nella nostra ultima giornata oltre Manica (in serata abbiamo il volo) andiamo al Castello. Si sono succeduti ben 39 monarchi britannici e oggi le stanze reali che hanno accumulato un gran numero di opere d’arte di grande pregio. Appartenenti alla Royal Collection dipinti di Rembrandts, Rubens e Canaletto. Nel parco di 11 ettari del castello c’è la Cappella di Saint George, un esempio stupendo di architettura gotica inglese, che accoglie le spoglie della maggior parte dei sovrani inglesi. Vale la pena assistere anche qui al cambio della Guardia si tiene tutti i giorni da aprile a luglio e a giorni alterni da agosto a marzo, tranne la domenica. Si può assistere presentando il biglietto d’accesso al castello.

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Scorcio del Castello

E qui mi fermo con il racconto, non posso dirvi tutto.

E allora!? Che aspettate? Andate alla scoperta dell’Inghilterra della sua verde campagna, delle sue magnifiche coste e di tutte le meraviglie che ha da offrivi!

Sono Sabina, una ragazza che ha "scavallato i quaranta" e che dopo vent’anni passati a occuparmi di diritto societario in tacco 12, ho cambiato decisamente vita. Ora, al diritto societario, preferisco il diritto creativo e al tacco 12 le Birkenstock. Mi dedico alla scrittura, alla fotografia e a quasi tutta l’arte, e ovviamente, al vino. Amo viaggiare in particolar modo nel vecchio continente e aspiro a diventare viaggiatrice a tempo pieno nonché a vivere in qualche angolo della costa francese, magari scrivendo romanzi. Autrice del romanzo L'amore a colpi di Champagne.

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