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Quattro giorni a Corfù, cosa vedere e cosa fare

L’idea di trascorrere quattro giorni a Corfù è nata dalla voglia di concedermi qualche giorno di mare a fine maggio e dalla possibilità di raggiungere facilmente l’isola con un volo dall’Italia.

Viaggiavo da sola e, con il senno di poi, scegliere Corfù città come base è stata un’ottima decisione. Il centro storico è bellissimo, vivace, pieno di negozi, botteghe, ristoranti e locali dove fermarsi per una pausa o trascorrere la serata.

Per raggiungere le spiagge più belle dell’isola, invece, avere un’auto o comunque un mezzo proprio è praticamente indispensabile. Io me ne sono resa conto una volta arrivata e ho noleggiato sul posto una Panda, rigorosamente senza aria condizionata, con la quale ho percorso parecchi chilometri alla scoperta dell’isola.

Durante il giorno giravo alla ricerca delle spiagge che mi piacevano di più: ne vedevo anche diverse e, se una non mi convinceva, semplicemente ripartivo. La sera, invece, tornavo sempre a Corfù città.

Corfù Centro storico

Cosa vedere a Corfù città

Nella città vecchia di Corfù si respira un’atmosfera che a noi italiani può risultare sorprendentemente familiare.

L’isola rimase per circa quattro secoli sotto il dominio della Repubblica di Venezia e questa lunga presenza ha lasciato un’impronta profonda nella città. Alla dominazione veneziana seguirono periodi francesi e, dal 1815 al 1864, il protettorato britannico: influenze diverse che ancora oggi si leggono nell’architettura e nell’aspetto urbano.

Il centro storico di Corfù è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2007 e, anche se scegliete di soggiornare in un’altra parte dell’isola, merita sicuramente una visita.

Campiello e il centro storico

Campiello è uno dei quartieri più affascinanti della città e probabilmente quello nel quale ho amato maggiormente perdermi.

È un dedalo di strette viuzze, i caratteristici kantounia, fiancheggiate da alti palazzi, piccoli slarghi, balconi e facciate dall’aria vissuta. È la parte di Corfù nella quale l’eredità veneziana si percepisce maggiormente e dove vale la pena dimenticare per un po’ mappe e programmi.

Il fulcro della città è la Spianada, il grande spazio aperto davanti alla Fortezza Antica e al Liston.

La Fortezza Antica, insieme alla Fortezza Nuova e alle fortificazioni della città, racconta l’importanza strategica che Corfù ebbe per secoli all’ingresso dell’Adriatico. Le prime fortificazioni risalgono all’epoca bizantina, ma furono soprattutto i veneziani ad ampliarle e trasformarle nel poderoso sistema difensivo che caratterizza ancora oggi il profilo della città.

All’interno della Fortezza Antica si trova anche la particolare Chiesa di San Giorgio, costruita durante il periodo britannico e caratterizzata da una facciata neoclassica che ricorda un tempio dorico.

Nella zona della Spianada si trova anche il Palazzo di San Michele e San Giorgio, uno degli edifici più importanti lasciati dalla dominazione britannica. Costruito tra il 1819 e il 1824 in stile neoclassico con pietra proveniente da Malta, fu sede dell’Alto Commissario britannico e successivamente residenza della famiglia reale greca. Oggi ospita il Museo d’Arte Asiatica.

Ma ciò che mi è piaciuto maggiormente di Corfù non è stato un singolo monumento.

Ho amato tutta la zona alle spalle della Spianada, con le facciate dai colori pastello, la pavimentazione consumata dal tempo, i balconi fioriti e quell’atmosfera vivace che scorre nelle stradine.

E poi le botteghe, i negozi, i ristoranti e i dehors: Corfù città è un luogo nel quale è piacevole semplicemente passeggiare senza avere necessariamente qualcosa da visitare.

È proprio questa atmosfera ad avermi fatto scegliere ogni sera di tornare qui dopo le mie peregrinazioni per l’isola.

Centro storico Corfù

Le spiagge di Corfù

Se la sera era dedicata quasi sempre alla città, durante il giorno partivo alla ricerca del mare.

Non avevo stabilito una spiaggia precisa per ogni giornata. Giravo con la mia Panda senza aria condizionata e i finestrini aperti, seguivo strade, indicazioni e cartelli con la scritta beach e, se il posto non mi convinceva, ripartivo alla ricerca del successivo.

È così che ho visto parecchie spiagge e anche diversi angoli dell’isola.

Issos

Issos è stata la mia preferita.

Si trova nella parte meridionale dell’isola, accanto alla laguna di Korission, ed è molto diversa dalle spiagge più raccolte che incontrerete altrove a Corfù.

Una lunga distesa di sabbia, dune, vegetazione e un mare bellissimo creano un paesaggio aperto e quasi selvaggio. Proprio questa sensazione di spazio e libertà è ciò che mi è piaciuto maggiormente.

Vicino a Issos si trova Agios Georgios, località più attrezzata e turistica, con strutture ricettive, locali e altre spiagge.

Spiaggia di Issos, Corfù
Spiaggia di Issos, Corfù

Sidari e Canal d’Amour

Sidari, nella parte settentrionale dell’isola, è conosciuta soprattutto per il celebre Canal d’Amour, caratterizzato da particolari formazioni di arenaria modellate dal vento e dal mare.

Al luogo è legata anche una romantica leggenda secondo la quale le coppie che attraversano insieme il canale sarebbero destinate a sposarsi.

Che crediate o meno alla leggenda — e potreste sempre voler rimanere single a vita — vale comunque la pena vedere questo tratto di costa e le piccole baie nei dintorni.

Glyfada ed Ermones

L’idea era di andare a Glyfada, su suggerimento dello staff dell’albergo, dopo aver trascorso la mattinata a Corfù città.

Una volta arrivata, però, mi è sembrata troppo affollata e organizzata per quello che cercavo in quel momento. Così sono ripartita.

Dopo curve e tornanti, seguendo praticamente qualsiasi indicazione contenesse la parola beach, sono arrivata quasi per caso a Ermones.

Ed è esattamente questo il bello di girare Corfù in auto: qualche volta il posto che avevate programmato di vedere vi piacerà meno di quello trovato per caso lungo la strada.

Ermones è raccolta e circondata da colline verdi. Io mi sono fermata qui qualche ora e l’ho preferita alla più organizzata Glyfada.

Pelekas

Pelekas merita una visita anche indipendentemente dalla spiaggia.

Il paese sorge sulle colline dell’entroterra ed è uno di quei luoghi nei quali vale la pena fermarsi, passeggiare e sedersi in una taverna.

Nei dintorni si trova il celebre Kaiser’s Throne, punto panoramico legato all’imperatore Guglielmo II, che amava questa zona dell’isola.

E poi c’è il mare: la spiaggia di Pelekas è una bella distesa di sabbia circondata dalla vegetazione.

Se potete, aspettate il tramonto.

Barbati

Sulla costa orientale, Barbati offre un paesaggio completamente diverso.

La spiaggia è formata da ciottoli chiari ed è bagnata da un mare dalle splendide tonalità turchesi. Alle sue spalle domina il profilo verde del Pantokrator, la montagna più alta di Corfù.

Si trova nella parte nord-orientale dell’isola e può essere facilmente inserita in una giornata dedicata alla scoperta di questa costa.

Agios Stefanos

Tra le località che ho raggiunto durante i miei giri dell’isola c’è anche Agios Stefanos, con il suo mare limpido e un’atmosfera decisamente più tranquilla rispetto alle zone maggiormente frequentate.

A Corfù esistono località diverse con questo nome, quindi quando impostate il navigatore controllate sempre bene quale Agios Stefanos state cercando di raggiungere.

Anche qui il consiglio è quello che vale per buona parte dell’isola: non abbiate troppa fretta. Le strade di Corfù invitano più alla scoperta che agli spostamenti veloci e lungo il percorso potreste trovare un villaggio, una taverna o una spiaggia che vi farà cambiare programma.

Dove soggiornare a Corfù

Dopo aver girato parecchio l’isola posso dire di non essermi pentita di aver scelto Corfù città come base.

Se cercate esclusivamente mare e tranquillità potreste naturalmente preferire una delle località costiere, ma per me, che viaggiavo da sola e che oltre al mare cerco sempre borghi, architettura, ristoranti e posti nei quali fermarmi per un calice, la città è stata la scelta giusta.

Corfù è vivace durante il giorno e ancora di più dalla sera in poi, quando le stradine del centro storico si riempiono e ristoranti e locali si animano.

La soluzione ideale, almeno per il mio modo di viaggiare, è stata quindi spiagge e isola durante il giorno, Corfù città la sera.

Quattro giorni a Corfù: tornerei?

Sì.

Non tanto perché abbia trovato qui il mio mare ideale — sapete che ho una certa predilezione per mari decisamente più a nord — quanto perché Corfù città mi è rimasta nel cuore.

Ho amato il suo centro storico, le tracce veneziane, i palazzi vissuti, le stradine, i locali e quell’atmosfera mediterranea che mescola influenze diverse senza assomigliare completamente a nessun altro luogo.

E infatti continuo a dire che prima o poi dovrò tornarci con Alan.

Questa volta magari senza una Panda priva di aria condizionata.

Ultimo aggiornamento: agosto 2026