Ho sempre amato viaggiare, ma a un certo punto della mia vita viaggiare è diventato indispensabile.
E quindi meno capi di abbigliamento e più biglietti aerei.
Non vedo l’ora di scoprire posti nuovi, ma amo anche tornare in quelli che conosco. Mi affeziono ai luoghi, alle atmosfere, alla gente, ai colori.
Non è sempre stato così.
Le fasi della vita sono molteplici e, a seconda di quella che attraversiamo, cambiano desideri, interessi e soprattutto priorità.
Nel mio caso credo di essere andata migliorando.
O almeno mi piace pensarlo.
La superficialità, con il tempo, ha lasciato più spazio alla sostanza.
Quando accumulavo scarpe e borse
Tra i venticinque e i trent’anni una delle mie grandi passioni era la moda.
Non vedevo l’ora di spendere cifre oggi per me incomprensibili per una borsa costosa, trovandomi poi quasi costretta a uscire di casa anche quando non ne avevo voglia, semplicemente perché quella borsa bisognava pur portarla a fare un giro.
Del resto non puoi desiderare per mesi una Chanel, una Louis Vuitton, una Fendi o una Gucci e poi lasciarla chiusa nell’armadio.
O almeno così pensavo.
Avevo armadi pieni di vestiti e una scarpiera traboccante di tacchi.
Sono arrivata a contare novanta paia di scarpe, pur utilizzandone abitualmente forse una decina.
Alcune comprate in saldo, altre negli outlet, ma sempre novanta erano.
E soprattutto le pagavo io.
Con il tempo ho cominciato a rendermi conto che molti di quei soldi avrebbero potuto regalarmi qualcosa di diverso.
Poi è arrivata la casa
Intorno ai trent’anni la moda ha dovuto cedere il passo a un’altra passione: la casa.
Avevo comprato un appartamento da arredare e improvvisamente la ricerca della borsa perfetta venne sostituita da quella del tappeto giusto, del mobile, della lampada, del quadro e naturalmente della cornice adatta al quadro.
Poi vasi, candele, tovaglie, cuscini, oggetti.
Tanti oggetti.
Anche molti più di quelli che realmente servivano.
La casa per me è sempre stata importante. Mi piace che sia accogliente, personale, piena di cose raccolte nel tempo.
Ma a un certo punto anche la casa era piena.
C’era tutto.
Probabilmente anche molto più di tutto.
Poi ho cominciato a desiderare altro
Nel frattempo era cambiato anche il mio lavoro.
Dopo vent’anni trascorsi in una professione stabile e piuttosto sedentaria, avevo scelto una vita completamente diversa.
Non dovevo più presentarmi ogni mattina nello stesso ufficio, davanti alle stesse persone, con un abbigliamento adeguato al ruolo.
E inevitabilmente anche il mio rapporto con vestiti, scarpe e acquisti è cambiato.
Il tacco 12 non è scomparso del tutto.
Ma ha decisamente perso terreno.
Soprattutto ho cominciato a capire una cosa: possedere qualcosa di nuovo mi rendeva felice per un tempo molto più breve rispetto a partire per un posto nuovo.
E andare all’Ikea non è come andare in Svezia.
Zara Home non è la Spagna.
Maisons du Monde, per quanto possa impegnarsi, non è il mondo.
Un oggetto può ricordare la Provenza, avere un’aria nordica o conferire alla casa un’atmosfera british.
Ma respirare il profumo della lavanda in Provenza, camminare per Stoccolma o scoprire un villaggio nella campagna inglese è un’altra cosa.

Meno cose, più biglietti aerei
A un certo punto ho semplicemente spostato il desiderio.
Il tempo che prima trascorrevo cercando vestiti, scarpe o oggetti per la casa ho cominciato a trascorrerlo cercando voli, piccoli alberghi, strade da percorrere e luoghi che ancora non conoscevo.
E ho scoperto che questa forma di desiderio mi apparteneva molto di più.
Naturalmente continuo ad amare le cose belle.
Continuo a comprare cose per la casa, qualche vestito e persino qualche paio di scarpe.
La maturità non fa miracoli.
Ma oggi, se devo scegliere tra un oggetto che desidero e qualche giorno da qualche parte in Europa, nella maggior parte dei casi so perfettamente cosa scegliere.
Perché un viaggio non deve trovare posto nell’armadio.
Non passa di moda.
Non diventa della taglia sbagliata.
E soprattutto ciò che portiamo a casa occupa uno spazio completamente diverso.
Meglio accumulare miglia piuttosto che vasi o tacchi.
Perché il viaggio è cultura, conoscenza, emozione, scambio, incontro, sogno.
È vita.

Credo sia un processo che accelera con l’età. A cinquant’anni gireremo come trottole! Adoro anche io la “vecchia Europa”…
Certo! Capisci cosa ti arricchisce veramente e non sono certamente superflue cose materiali, che pur ci piacciono. Ogni tanto penso addirittura di vendere casa per avere maggiori risorse a minori vincoli.
Bellissimo esempio, ammiro molto quello che hai detto. Io sono ancora nella fase in cui spendo tanto per oggetti belli ma che in fondo non mi servono poi veramente… Spero di riuscire a maturare anche io questa convinzione dentro di me, visto che ci sono tante altre cose che amo fare (tra cui anche viaggiare)
Grazie Nadia delle tue parole. Credo che tutte le persone durante la loro vita mutino e si evolvano. A seconda delle fasi della vita prevarranno alcuni o altri interessi. Io ero dell’idea che il bene materiale rimanesse mentre il viaggio dava una felicità effimera. Sono arrivata a pensare l’esatto contrario……
Mi rispecchio molto in quello che dici .. Tante volte l’accumulo seriale nasconde carenze di altro tipo o il continuo bisogno di affermare la propria persona attraverso appunto status symbol. Per fortuna crescendo si matura e si cambia. Bel post, complimenti.
Grazie Francesca. Per fortuna noi siamo tra quelle che sono maturate…
condividiamo un sogno: vivere con la valigia in mano. Prepararsi per intraprendere un nuovo viaggio è la più dolce ed eccitante delle emozioni
è come la sigaretta.. quando smetti trovi un altro modo per scaricare i nervi, nel mio caso dalle sigarette sono passata alle caramelle.. così tu mi pare di capire dallo shopping compulsivo ai viaggi frequenti! Sicuramente il tuo cambio di direzione ti ha elevato molto più che le mie caramelle! Mi sa che ora provo anche io a sostituirle con i viaggi! si sono pazza lo so.
Sheila prova, prova con i viaggi che non causano il diabete 😂😉
Che bell’ articolo, l ho letto tutto d’ un fiato. Credo che la tua conversione sia un’ ottima cosa… Io non sono mai stata troppo appassionata di moda, e davanti a una borsa o un paio di scarpe mi sono sempre chiesta: quante notti in albergo potrei pagarmi con questi soldi? 🤣
Tu sei avanti!! Grazie dei complimenti ❤️
Hai fatto un bel percorso e io la penso esattamente come te adesso.
Per me l’importante è collezionare momenti, esperienze e viaggi, non cose.
Però è bello che ognuno sia libero di vivere la propria vita come meglio crede, io non cambierei mai una borsa per un weekend fuori!😉
Ti dirò un tempo avevo poco tempo libero e ero sempre fuori casa e la settimana stressante, il più delle volte, si concludeva con un rilassante week end in casa. Adesso è il contrario sono molto a casa, lavoro a casa, quindi è incontenibile la voglia di partire spesso….
Purtroppo (o per fortuna) quando si raggiunge una certa maturità cambiano tantissime abitudini e si dà priorità a cose che prima si ritenevano poco importanti! Articolo molto carino!
Grazie Irene!
Questo post avrei potuto scriverlo io: ricalca in pieno la mia vita fino a 5 anni fa. Infatti, ti anticipo visto che ho qualche anno di più di te, la fase successiva è cominciare ad esplorare i luoghi più vicini a te per riappropriarti del tuo territorio e scoprire che è meraviglioso.
Ma ora goditi i viaggi in giro per l’Europa e il Mondo: ti serviranno per comprendere meglio la storia di quello che ti circonda.
Un abbraccio.
Grazie Raffaella, in realtà il post è di 3 anni fa, poi rielaborato. Io sono 1972 ti credevo, su per giù, mia coetanea. Sei anche tu una ragazza dei primi meravigliosi anni 70? Un abbraccio a te!❤️
Si, sono del 70. Pensavo fossi almeno 10 anni più gggiovane di me. 😉 Comunque, vale quello che ho scritto: io sono alla fase successiva. :-))))))
Quando mi chiedono dove trovo i soldi per viaggiare rispondo che, dovendo scegliere, preferisco rinunciare al superfluo! Bellissimo leggere il tuo percorso di consapevolezza in questo senso, brava!
Idem in merito al reperimento somme. Grazie ❤️
Ciao, Sabina, ma lo sai abbiamo attraversato quasi le stesse tappe!! Dpprima dnna manager tacchi 12 scialaquona in outfit all’ultimo grido. La ricerca spasmodica dell’arredo giusto, quello che non ho speso in mobili di design, manco lo dico. Il divenire mamma e li ancora a far spese in vestitini e giocattoli.. e poi cambio lavoro mi dedico al food ed alla scoperta del territorio… solo che mannaggia, non me ne posso andare dove e quando voglio… ma la pupa crescerà ed allora…..
Bellissimo articolo, l’ho apprezzato moltissimo!!!
Ciao buona serata, Gabriella
Grazie mille Gabriella! 😘 Io non ho creature e quindi vado a zonzo ma, appunto, quando la pupa sarà cresciuta recupererai anche tu … ma credo sia una gioia comunque 😘
Certo che hai fatto una trasformazione a dir poco fenomenale… Certo effettivamete anche la quotidianità delle cose ti può portare a cambiare le abitudini. La tua motivazione finale è fantastica! – Amalia
Grazie Amalia!❤️
Penso proprio che finirò anch’io così! Tuttora preferisco risparmiare sulle cose inutili per poter viaggiare appena posso
Mi ritrovo in parte nella tua esperienza e nell’evoluzione che la “maturità” ci ha regalato. Accumulo ancora ma ho fatto dei progressi di cui vado fiera!
Anche io “accumulo” ancora ma molto meno…
credo che tutte ci siamo passate in un modo o nell’altro. anch’io ho avuto il periodo degli acquisti compulsivi, nello specifico scarpe, ma poi passa. oddio, non passa del tutto, diciamo che la passione per l’acquisto si trasferisce su un’altro interesse. per me è stata la pittura e se ti faccio vedere quanti colori e tele ho in casa ti spaventi 😀
Come mi piacerebbe vederli Maggie! Io adoro l’arte in particolare pittura e scrittura. Non potrei vivere in una casa senza quadri, ne ho perfino in bagno!
Direi che mi piaci molto con la filosofia di vita che hai OGGI!! io e la moda siamo sempre stati due cose diverse!!
Grazie Rocio!
Io ti adoro! Sei davvero una delle mie blogger preferite! 😀 Anche io ho avuto un piccolo periodo in cui spendevo cifre assurde per i vestiti, le borse e le scarpe e in realtà le amo ancora, ma dato che amo viaggiare tra le due cose scelgo sempre quest’ultima. Sono nella fase di viaggio da quando sono piccola. Da quando avevo sei anni, ogni anno chiedevo a mio padre: Dove andiamo in vacanza? E ho viaggiato con loro e da sola sino ai 17 anni. Poi nei 10 anni seguenti ho continuato con mio prima fidanzato poi marito. Quando non viaggio avverto un dolore, come una fitta e mi rattristo, quindi credo che sia una necessità che non passerà mai. Però lo ammetto, cerco anche di togliermi qualche sfizio comprando vestiti e scarpe, e principalmente borse, ma senza eccedere più nella spesa.
Grazie Silvia per le belle parole❤️❤️ Me too! Anche io amo ancora viziarmi ma con ragione, no tanto per….
La vita è, purtroppo o per fortuna, composta da diverse fasi in cui può capitare, quando ci fermiamo un attimo a contemplare le cose dall’alto, di non ritrovarci più del tutto. Mi ritrovo moltissimo nelle tue parole perchè anche io, fino a una decina di anni fa, amavo e mi dedicavo a cose ed attività che ora mi stanno veramente strette. Non viaggiavo più molto, pensavo anche io alla moda e agli accessori… Ora, invece, appena ho qualche soldo da parte lo investo subito in un viaggio, lungo o corto che sia.
Per questo io voto per la filosofia di vita che hai adottato oggi! 🙂
Grazie Valentina! Abbiamo fatto un meraviglioso passo in avanti, verso il mondo, verso la felicità, verso la vera ricchezza.
No, no, acquistare il viaggio è la migliore clinica di bellezza! Non servono più capi di abbigliamento specifici per essere fyghe. Praticare i bagni pubblici di tutti gli autogrill d’Italia ti fa venire dei quadricipiti che nemmeno le pallavoliste ventenni della nazionale; trekking due o tre volte l’anno e il culo di Belen non è che un ricordo mediocre di un mondo mediocre. E vuoi mettere le biciclettate ad amsterdam e i benefici dei polifenoli dei vini bulgari? Lascia perdere… viaggiare è meglio di una spa.
Ottima analisi! Da scriverci un articolo 👏👏
Più o meno le fasi che abbiamo passato tutte,a venti shopping moda,a venticinque tutto per la casa,dopo un paio di anni tutto per i figli e ora a 39 sono precaria anch’io e oltre a spendere per i figli(quello non si smette mai) sto programmando viaggi e piccole gite fuori porta…io amo l’Italia e c’è tanto da scoprire nel nostro bel paese!
Infatti Manuela, io mi sento europea e voglio conoscere il mio paese, gli atolli incontaminati possono aspettare. Io spesso preferisco l’estero all’Italia perché più economico.
Mi ci rivedo. Parola per parola (o quasi- Zara home non mi è mai piaciuto).
Quando la società ti convince che il modo corretto per vivere sia quello che ti ha imposto aprire gli occhi è tutt’altro che semplice. Sai quando mi sono detta basta? Quando ho capito che certi oggetti avevano un peso su di me.
Se non posso mettere un cappotto per paura di rovinarlo, se non posso uscire con una borsa per timore che me la rubino, se quegli orecchini sono troppo vistosi per uscire da sola significa che questi oggetti mi stanno in qualche modo condizionando la vita. E questo non potevo permetterlo.
Il viaggio, la montagna e il minimalismo hanno fatto il resto.
Meno oggetti e più libertà.
Grazie Silvia! Non posso che apprezzare le tue parole e mio in un momento come questo ti rendi ancora più conto di cosa significa libertà!