FRANCIA, NORMANDIA, TRAVEL DESTINATION

Villaggi della Normandia: un viaggio lento tra falesie, porti e campagne

La Normandia non è soltanto le grandi falesie di Étretat, le spiagge dello Sbarco o Mont-Saint-Michel. È anche una regione fatta di piccoli porti, case a graticcio, strade di campagna, frutteti, abbazie e villaggi raccolti intorno a una chiesa o lungo un fiume.

Ed è forse proprio allontanandosi dai luoghi più conosciuti che si scopre la Normandia che preferisco.

Una Normandia da percorrere lentamente, fermandosi nei paesi senza avere necessariamente qualcosa di preciso da visitare, entrando in una boulangerie, seguendo una strada secondaria o sedendosi davanti a un porto aspettando semplicemente che cambi la luce.

I villaggi che ho scelto sono molto diversi tra loro. Alcuni si affacciano sulla Manica, altri sono immersi nelle campagne del Pays d’Auge o nascosti tra i boschi dell’Eure. Ci sono porti di pescatori, antichi borghi di artisti, abbazie benedettine e minuscoli paesi battuti dal vento.

Dieci luoghi per raccontare altrettanti volti della Normandia.

Honfleur, la Normandia alla quale tornerei sempre

So bene che Honfleur è ormai una cittadina e non un villaggio, ma sarebbe impossibile iniziare questo viaggio altrove.

Ci sono luoghi che si visitano, si apprezzano e poi si lasciano alle spalle. E altri nei quali si vorrebbe tornare ancora prima di essere partiti. Per me Honfleur appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Il cuore della cittadina è il Vieux Bassin, il vecchio porto circondato da alte e strette case dalle facciate rivestite di ardesia. Le barche ormeggiate, i dehors, i riflessi sull’acqua e quella luce mutevole dell’estuario della Senna costruiscono una delle immagini più riconoscibili della Normandia.

Una luce che non a caso attirò qui pittori come Eugène Boudin, Claude Monet e Gustave Courbet.

Ma Honfleur non finisce sul porto.

Bisogna lasciare il Vieux Bassin e inoltrarsi nelle stradine acciottolate, passare davanti alle case a graticcio e alle piccole gallerie d’arte, raggiungere la chiesa di Sainte-Catherine, costruita in legno dai maestri d’ascia, e poi tornare senza troppa fretta verso l’acqua.

È una località conosciuta e frequentata, certamente più turistica di molti altri luoghi di questo itinerario. Eppure conserva qualcosa di irresistibile.

Se dovessi scegliere un solo posto nel quale tornare durante un nuovo viaggio in Normandia, probabilmente sceglierei ancora Honfleur.

Honfleur, Normandia

Beuvron-en-Auge, nel cuore della Normandia di campagna

Bastano pochi chilometri nell’entroterra per lasciare alle spalle la Normandia del mare e ritrovarsi in un paesaggio completamente diverso.

Beuvron-en-Auge è uno dei villaggi simbolo del Pays d’Auge, la campagna normanna dei pascoli, dei meleti, delle case a colombages, del sidro e del Calvados.

Il villaggio è piccolo e si raccoglie intorno alla piazza centrale, sulla quale si affacciano case a graticcio dalle travi scure, edifici colorati, piccoli negozi e ristoranti.

Non serve una lunga lista di cose da vedere.

Beuvron-en-Auge è uno di quei luoghi nei quali il piacere è semplicemente passeggiare guardando le facciate delle case, i giardini e i dettagli delle vecchie costruzioni normanne.

Da qui passa anche la Route du Cidre, un itinerario attraverso il Pays d’Auge che collega produttori, piccoli paesi e campagne.

Ed è proprio il paesaggio intorno al villaggio a completarne il fascino.

Perché la Normandia non è soltanto coste battute dal vento: appena ci si inoltra nell’entroterra appaiono siepi, prati verdissimi, cavalli e mucche al pascolo, frutteti e strade strette che sembrano create apposta per perdersi.

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Beuvron-en-Auge, Normandia

Le Bec-Hellouin, case fiorite e un’antica abbazia

Ancora campagna, ma un’atmosfera diversa.

Le Bec-Hellouin, nell’Eure, è uno dei Plus Beaux Villages de France e sembra quasi una piccola parentesi fuori dal tempo.

Case a graticcio, facciate colorate, fiori alle finestre e strade tranquille accompagnano verso il luogo che ha segnato la storia del paese: la Abbaye Notre-Dame du Bec.

Fondata nell’XI secolo, l’abbazia benedettina fu per secoli un importante centro religioso e culturale.

Il contrasto tra la monumentalità dell’abbazia e le dimensioni minuscole del villaggio rende Le Bec-Hellouin particolarmente interessante.

Qui non c’è il mare, non ci sono falesie e non esiste quella Normandia da cartolina fatta di barche e porticcioli.

C’è invece una Francia rurale e silenziosa, quella dei piccoli paesi nei quali basta allontanarsi di pochi metri dalla strada principale per ritrovarsi tra prati e campagna.

Uno di quei luoghi nei quali fermarsi anche soltanto per una passeggiata lenta.

Le Bec-Hellouin. Normandia

Lyons-la-Forêt, un villaggio dentro la foresta

Il nome racconta già buona parte del luogo.

Lyons-la-Forêt sorge nel cuore di una grande foresta di faggi dell’Eure ed è probabilmente uno dei villaggi che meglio rappresentano l’immagine più romantica della campagna normanna.

Il centro si sviluppa intorno alla vecchia halle, la struttura coperta che ancora oggi occupa la piazza principale, circondata da case a graticcio e facciate in mattoni.

Le strade sono raccolte, ordinate, quasi teatrali.

Non sorprende che questo paesaggio sia stato utilizzato anche come ambientazione cinematografica per Madame Bovary. Del resto siamo nella terra di Flaubert e sembra davvero che la Normandia di campagna sia rimasta in alcuni punti sospesa dentro un romanzo ottocentesco.

Ma la particolarità di Lyons-la-Forêt è soprattutto ciò che lo circonda.

Appena oltre le ultime case comincia il bosco.

Per questo non lo considererei soltanto una tappa da inserire tra un luogo e l’altro, ma un posto nel quale fermarsi qualche ora, passeggiare nel villaggio e poi proseguire nei dintorni.

È la Normandia verde e ombrosa, lontanissima dalle spiagge della Manica.

Lyons-la-Forêt, Normandia

Saint-Céneri-le-Gérei, il villaggio dei pittori sulla Sarthe

Con Saint-Céneri-le-Gérei ci spostiamo ancora più nell’entroterra, nel dipartimento dell’Orne, quasi al confine con i Pays de la Loire.

Il villaggio sorge in un’ansa della Sarthe e possiede un’atmosfera completamente diversa da quella dei paesi del Pays d’Auge.

Un piccolo ponte di pietra attraversa il fiume, le case si dispongono lungo le strade che salgono verso la chiesa romanica dell’XI secolo, mentre poco distante, immersa nel verde, si trova la piccola cappella dedicata a Saint Céneri.

Ma la bellezza del luogo non passò inosservata agli artisti.

Tra Ottocento e Novecento numerosi pittori arrivarono qui attratti dal paesaggio e dalla particolare luce della valle, trasformando Saint-Céneri-le-Gérei in un piccolo luogo d’incontro artistico.

Ancora oggi quell’identità rimane una delle caratteristiche del paese.

È uno dei Plus Beaux Villages de France, ma soprattutto è la dimostrazione di quanto possa cambiare la Normandia quando ci si allontana dalla costa.

Niente falesie e niente porti: soltanto un fiume, vecchie case, prati e silenzio.

Saint-Céneri-le-Gérei, Normandia

Veules-les-Roses, seguendo il fiume fino al mare

Poi si torna verso la Manica.

E Veules-les-Roses riesce a mettere insieme in pochissimo spazio quasi tutto quello che ci si aspetta da un villaggio normanno: vecchie case, mulini, fiori, mare e falesie.

Il paese sorge lungo la Veules, considerata il più piccolo fiume di Francia, che percorre poco più di un chilometro prima di raggiungere la Manica.

Il modo migliore per scoprire il villaggio è proprio seguirne il corso.

Il percorso passa accanto a mulini, giardini, piccoli ponti e case tradizionali prima di arrivare alla spiaggia, dove il paesaggio cambia improvvisamente e compaiono le grandi pareti bianche della Côte d’Albâtre.

Veules-les-Roses possiede quindi due anime.

Quella raccolta e quasi bucolica del paese costruito lungo il fiume e quella più aperta e spettacolare della costa normanna.

Anche Veules-les-Roses appartiene ai Plus Beaux Villages de France e, tra tutti quelli di questo itinerario, è forse uno dei più completi.

Un luogo nel quale non bisogna scegliere tra campagna e mare perché ci sono entrambi.

Leggi anche: Normandia: i più bei villaggi della Costa d’Alabastro

Veules-les-Roses, Normandia

Varengeville-sur-Mer, arte e silenzio sopra le falesie

A pochi chilometri da Dieppe, Varengeville-sur-Mer non conquista con un vero centro storico compatto.

Qui il fascino è più discreto.

Case e giardini sono disseminati in un paesaggio verde che termina improvvisamente davanti alle falesie della Côte d’Albâtre.

Il luogo più suggestivo è la chiesa di Saint-Valery, affacciata sul mare, con accanto il piccolo cimitero marino.

In questo angolo di Normandia riposa Georges Braque, che visse a Varengeville e lasciò una propria traccia anche all’interno della chiesa.

Ma il legame del villaggio con l’arte non è l’unico motivo per fermarsi.

Varengeville è conosciuta anche per i suoi giardini, favoriti dal clima particolarmente mite della costa. Tra questi, il Bois des Moutiers è stato uno dei luoghi più celebri della zona.

È una tappa diversa dalle altre, meno immediata e forse proprio per questo affascinante.

Non si viene a Varengeville per una piazza da fotografare.

Si viene per camminare tra il verde, raggiungere la chiesa e guardare la Manica dall’alto.

Yport, il piccolo villaggio stretto tra le falesie

Tra Étretat e Fécamp si trova Yport, un piccolo paese nato intorno alla pesca e incastrato dentro una valleuse, una delle strette valli che interrompono le alte falesie della Côte d’Albâtre permettendo di raggiungere il mare.

Ed è proprio la posizione a renderlo particolare.

Le case scendono verso la spiaggia di ciottoli mentre ai lati si innalzano le pareti bianche delle falesie.

Per molto tempo la vita di Yport è dipesa interamente dal mare e ancora oggi barche e vecchi argani ricordano il passato dei pescatori.

Non possiede la monumentalità paesaggistica di Étretat e probabilmente è questo uno dei motivi per cui mi piace inserirlo in un itinerario dedicato ai villaggi.

È più piccolo, più semplice e meno teatrale.

Un posto nel quale fermarsi per osservare il mare, magari in una giornata grigia, quando la Côte d’Albâtre assume quei colori quasi monocromatici che appartengono così profondamente all’immagine della Normandia.

Yport, Normandia

Barfleur, granito e mare nel Cotentin

Quando si raggiunge il Cotentin, la Normandia cambia ancora.

Le case a graticcio del Pays d’Auge sembrano lontanissime e il paesaggio diventa più severo, marittimo, quasi nordico.

Barfleur, sulla costa orientale della penisola, è uno dei porti più belli della regione e appartiene ai Plus Beaux Villages de France.

Qui domina il granito.

Le case in pietra si affacciano sul porto, le barche si appoggiano sul fondo quando la marea si ritira e tutta la vita del paese sembra ancora gravitare intorno all’acqua.

Barfleur è stato per secoli un porto importante nei collegamenti tra Normandia e Inghilterra e conserva ancora oggi una forte identità marinara.

Il bello è camminare lungo il quai, osservare le case e aspettare che luce e marea cambino completamente il paesaggio.

Nei dintorni, la costa conduce verso Gatteville-le-Phare, con uno dei fari più alti di Francia.

È una Normandia diversa da quella elegante di Honfleur: più essenziale, più ruvida e decisamente più esposta all’Atlantico.

Ed è proprio questa diversità a renderla interessante.

Barfleur, Cotentin Normandia

Omonville-la-Petite, alla fine della Normandia

Per chiudere sceglierei un luogo minuscolo.

Quasi un punto sulla carta geografica.

Omonville-la-Petite si trova nella Hague, all’estremità occidentale del Cotentin, in quel tratto di Normandia nel quale il paesaggio diventa sempre più selvaggio e le strade sembrano portare verso la fine della terra.

È qui che Jacques Prévert decise di vivere gli ultimi anni della sua vita.

La sua casa, oggi trasformata in museo, conserva manoscritti, opere e collage e racconta il legame del poeta con questa regione battuta dal vento. Prévert è sepolto nel piccolo cimitero del paese insieme alla moglie Janine e all’amico Alexandre Trauner.

Ma limitarsi alla casa del poeta sarebbe riduttivo.

Bisogna vedere ciò che probabilmente conquistò anche lui.

Le strade strette della Hague, i muretti, le case in pietra, il vento, il cielo continuamente in movimento e il mare.

Poco distante si trova anche Port Racine, minuscolo porto protetto da due piccoli moli di pietra.

Questa non è la Normandia delle eleganti località balneari nate nell’Ottocento e neppure quella perfetta delle case a colombages.

È una terra più aspra, solitaria e autenticamente marittima.

Ed è forse il luogo giusto nel quale terminare il viaggio.

Omonville-la-Petite

Dieci villaggi, molte Normandie

È difficile parlare della Normandia come di un unico paesaggio.

In pochi giorni si passa dalle case alte affacciate sul porto di Honfleur ai meleti del Pays d’Auge, dalle foreste dell’Eure alle falesie bianche della Côte d’Albâtre, fino alle coste di granito del Cotentin e alla terra selvaggia della Hague.

Forse è proprio questa varietà ad avermi fatto amare tanto questa regione.

Naturalmente esistono molti altri villaggi che meriterebbero una deviazione e questo itinerario non vuole essere una classifica.

È piuttosto un invito a lasciare ogni tanto le strade principali.

A scegliere un paese perché il suo nome sulla mappa incuriosisce, a fermarsi davanti a un porto, a seguire il corso di un piccolo fiume o una strada tra i meleti senza avere fretta di raggiungere la tappa successiva.

Perché alcuni dei ricordi più belli di un viaggio in Normandia possono nascere proprio così.

Nei luoghi nei quali, almeno all’inizio, non avevamo previsto di fermarci.