Mi sono resa conto che scrivo da anni di borghi e villaggi di tutta Europa, mentre non avevo ancora dedicato un articolo a quelli della mia regione, il Veneto. Oggi vivo in Lombardia, sul Lago di Garda, proprio al confine. Ma veneta rimango.
È decisamente arrivato il momento di rimediare.
Decidere quali siano i borghi più belli del Veneto non è affatto semplice e, soprattutto, la scelta non può che essere personale.
Ci sono minuscoli borghi sonnacchiosi come Portobuffolè, cittadelle interamente racchiuse dalle mura, paesi affacciati sul Lago di Garda, altri immersi tra vigneti e colline e piccoli nuclei di pietra incastonati nelle Dolomiti.
Negli ultimi tempi ho ricevuto diverse richieste di suggerimenti su quali borghi visitare in Veneto e così ho deciso di raccogliere quelli che conosco e che, per ragioni diverse, considero meritevoli di una visita.
Molti richiedono soltanto poche ore. Per questo, dove possibile, vi suggerirò anche cosa vedere nei dintorni, così da poterli inserire facilmente in un itinerario di una giornata.
Questa naturalmente non vuole essere una classifica né un elenco completo. Ho utilizzato il termine borgo in senso abbastanza ampio: in alcuni casi si tratta oggi di vere e proprie cittadine, ma ciò che ho voluto raccontare è il loro nucleo più antico, quello fatto di mura, piazze, vicoli e palazzi che ancora conserva l’identità del luogo originario.
Asolo, Treviso. La città dei cento orizzonti.
Ad Asolo sono molto affezionata, per un periodo ho anche cercato casa, poi i costi e la scomodità mi hanno fatta desistere.
Conosciuta come “la città dei cento orizzonti”, Asolo è uno dei borghi più eleganti del Veneto, adagiato tra le colline della Marca Trevigiana.
Alla fine del Quattrocento divenne la dimora di Caterina Cornaro, regina di Cipro, che qui stabilì la propria corte dopo aver ceduto il regno alla Repubblica di Venezia.
Salendo verso il cuore del borgo si raggiunge Piazza Garibaldi, con la fontana dominata dal leone di San Marco. Poco distante si trovano il Duomo e il Castello, che ospita il Teatro Eleonora Duse. La celebre attrice amò profondamente Asolo e scelse di vivere qui parte della propria vita.
Ma Asolo è soprattutto uno di quei luoghi nei quali vale la pena camminare senza fretta, tra portici, antiche dimore, giardini e scorci sulle colline.
Nei dintorni: Villa Barbaro a Maser e Possagno, con il Tempio Canoviano e la Gipsoteca dedicata ad Antonio Canova.

Cison di Valmarino, Treviso. Tra borghi, boschi e colline.
Ai piedi delle Prealpi Trevigiane, Cison di Valmarino è circondato da boschi e colline e conserva un centro storico piccolo ma molto piacevole.
Sopra il paese domina CastelBrando, l’imponente complesso fortificato che occupa il colle alle spalle del borgo.
Vale la pena passeggiare nel centro e poi percorrere almeno una parte della Via dell’Acqua, un itinerario che segue il torrente Rujo tra vecchi mulini, ponticelli e testimonianze delle attività artigianali che un tempo sfruttavano la forza dell’acqua.
Nei dintorni: siamo nel territorio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2019. Un territorio al quale sono particolarmente legata: sono nata a Conegliano e Valdobbiadene è stata la mia ultima casa in Veneto. Prima o poi dovrò decidermi a raccontarvelo come merita.

Follina, Treviso. Tra Abbazia e colline
Poco distante da Cison si trova Follina, altro piccolo centro che merita una sosta soprattutto per la sua splendida abbazia.
L’Abbazia di Santa Maria è uno dei complessi monastici più suggestivi della zona. Particolarmente bello è il chiostro, raccolto e silenzioso, circondato da colonne di forme differenti.
Follina è uno di quei luoghi nei quali non serve trascorrere ore: può diventare una tappa perfetta all’interno di un itinerario tra i borghi e le colline dell’Alta Marca Trevigiana.
Cison e Follina, vista la vicinanza, li visiterei tranquillamente nella stessa giornata.
Segnalo inoltre ottimi ristoranti in zona, non vi dico i miei preferiti perché veramente la scelta e ottima e varia.

Portobuffolè, Treviso. Il borgo sul Livenza.
Portobuffolè per me non è un borgo come gli altri: è il paese di mia nonna.
Forse anche per questo ho sempre avuto un debole per questo minuscolo angolo della Marca Trevigiana, silenzioso e raccolto, dove sembra che tutto proceda con un ritmo diverso.
Portobuffolè è uno dei borghi più piccoli del Veneto e proprio questa dimensione è parte del suo fascino. Il centro storico conserva palazzi dalle facciate eleganti, portici, calli e numerose tracce della lunga appartenenza alla Repubblica di Venezia.
È uno di quei posti nei quali non serve avere un programma: si arriva e si passeggia, lasciandosi guidare dalle stradine del centro.
Il borgo è legato anche alla figura di Gaia da Camino, nobildonna trevigiana ricordata da Dante nel Purgatorio. A lei è tradizionalmente associata la Casa di Gaia, uno degli edifici più caratteristici del paese.
La visita non richiede molto tempo, ma non è questo il punto. Portobuffolè racconta perfettamente un Veneto appartato e silenzioso, lontano dalle grandi città d’arte e dai percorsi più frequentati.

Montagnana, Padova. Il borgo delle mura perfette.
Montagnana possiede una delle cinte murarie medievali meglio conservate d’Europa, quasi due chilometri di mura scandite da torri che racchiudono completamente il centro storico.
È uno dei luoghi del Veneto nei quali più facilmente si ha la sensazione di essere tornati indietro nel tempo, soprattutto arrivando davanti alla Rocca degli Alberi o al Castello di San Zeno.
Mi piace perché conserva ancora quell’atmosfera antica tipica delle città fortificate: mura, porte, torri e l’ampio spazio verde che oggi occupa parte dell’antico sistema difensivo restituiscono perfettamente l’immagine della città medievale.
Vale però la pena entrare all’interno della cinta e perdersi anche tra le vie del centro, fermandosi magari in uno dei locali dove assaggiare i prodotti del territorio, come il celebre prosciutto di Montagnana.

Arquà Petrarca, Padova. Il borgo del poeta.
Adagiata sui Colli Euganei, Arquà Petrarca conserva ancora quell’atmosfera quieta che conquistò Francesco Petrarca, che qui trascorse gli ultimi anni della propria vita e dal quale il borgo ha preso il nome.
Dalla chiesa di Santa Maria Assunta si sale lungo le stradine del paese incontrando l’Oratorio della Santissima Trinità e la Casa del Petrarca, oggi museo.
Confesso che la visita alla casa non mi aveva particolarmente entusiasmato; probabilmente una visita guidata permette di comprenderla e apprezzarla meglio.
Dal borgo si può poi raggiungere il Pianoro del Mottolone, uno dei punti panoramici più belli dei Colli Euganei, particolarmente suggestivo verso il tramonto.

Cittadella, Padova. La città del camminamento di ronda.
Anche Cittadella conserva una magnifica cinta muraria medievale, ma ciò che la rende particolare è soprattutto la possibilità di percorrerne integralmente il camminamento di ronda.
Dall’alto si osservano contemporaneamente i tetti del centro storico e il territorio circostante, comprendendo perfettamente la struttura dell’antica città fortificata.
Il nucleo storico è raccolto e non richiede un’intera giornata.
Nei dintorni: Villa Contarini a Piazzola sul Brenta oppure Bassano del Grappa.

Bassano del Grappa, Vicenza. La città del ponte.
Bassano è certamente più cittadina che borgo, ma non potevo lasciarla fuori da questa selezione.
Il suo simbolo è naturalmente il Ponte Vecchio o Ponte degli Alpini, che attraversa il Brenta collegando le due sponde della città. Il ponte, più volte distrutto e ricostruito nel corso dei secoli, è indissolubilmente legato al progetto cinquecentesco di Andrea Palladio.
Ma Bassano merita anche per le sue piazze, i palazzi del centro storico e gli scorci sul Brenta, con le montagne che sembrano iniziare immediatamente alle spalle della città.
E già che siete qui, una sosta per assaggiare la grappa è quasi inevitabile.

Marostica, Vicenza. La città degli scacchi.
La cinta muraria di Marostica è visibile già da lontano: sale dalla pianura verso il colle collegando il Castello Inferiore al Castello Superiore.
Il cuore della cittadina è Piazza Castello, celebre per la Partita a Scacchi a personaggi viventi, rappresentazione che ha reso Marostica famosa ben oltre i confini del Veneto.
Vale però la pena lasciare la piazza e salire verso il Castello Superiore. La passeggiata regala belle vedute sul borgo, sulle mura e sulla pianura vicentina.
Bassano e Marostica distano pochi chilometri: sono quindi perfette da visitare insieme.

Malcesine, Verona. Il borgo ai piedi del Monte Baldo.
Malcesine è secondo me uno dei paesi più caratteristici del Lago di Garda.
A dominare il centro è il Castello Scaligero, arroccato sopra l’abitato e riconoscibile per la sua torre. Al suo interno si trova anche uno spazio dedicato a Goethe, che durante il suo viaggio in Italia rimase affascinato dal castello e lo ritrasse nei suoi disegni.
Ma il modo migliore per scoprire Malcesine è semplicemente perdersi nei suoi vicoli, scendere verso il piccolo porto e fermarsi tra barche, case colorate e locali affacciati sull’acqua.
Nei dintorni: si può salire sul Monte Baldo oppure continuare lungo la sponda orientale del Garda.
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Borghetto sul Mincio, Verona. Il borgo dei mulini.
Borghetto è un minuscolo villaggio di mulini affacciato sulle acque del Mincio, uno di quei luoghi nei quali acqua, pietra e vegetazione sembrano essere stati messi insieme appositamente per creare una cartolina.
Passeggiando tra le sue stradine si incontrano gli antichi mulini e, poco distante, l’imponente Ponte Visconteo, costruito nel XIV secolo.
Vale la pena fermarsi anche per assaggiare i celebri tortellini di Valeggio, legati alla leggenda del Nodo d’Amore.
Il limite di Borghetto è anche una delle sue caratteristiche: è davvero molto piccolo. La visita può quindi essere facilmente abbinata a Valeggio sul Mincio, al Parco Giardino Sigurtà oppure alle colline del Custoza.

Soave, Verona. Tra mura, castello e vigneti.
Circondato dai vigneti a est di Verona, Soave è dominato dal suo castello e dalla lunga cinta muraria che scende lungo il colle abbracciando il centro storico.
Il Castello di Soave, di origine medievale e ampliato nel corso dei secoli, è inevitabilmente il simbolo del borgo.
All’interno delle mura si passeggia tra palazzi, porte e stradine che conservano ancora l’impronta della dominazione veneziana.
E naturalmente siamo nella terra del Soave, quindi sarebbe quasi un peccato arrivare fin qui senza concedersi anche una sosta dedicata al vino.

San Giorgio di Valpolicella, Verona. Tra pietra e vigneti.
Piccolissimo e costruito in gran parte in pietra, San Giorgio di Valpolicella è uno dei borghi più suggestivi delle colline veronesi.
Il cuore del paese è la splendida Pieve romanica di San Giorgio, con il suo chiostro, ma ciò che rende speciale questo luogo è anche la posizione.
Dalla terrazza panoramica lo sguardo attraversa i vigneti della Valpolicella e nelle giornate limpide arriva fino al Lago di Garda.
È uno di quei posti che sceglierei soprattutto nel tardo pomeriggio, aspettando il tramonto sulle colline, ovviamente con un buon calice in mano.

Burano, Venezia. L’isola dei colori
Burano è un caso a parte, ma non potevo lasciarla fuori da questa selezione.
Le sue case dai colori accesi affacciate sui canali, le piccole calli e la tradizione legata alla pesca e al merletto le conferiscono ancora l’atmosfera di un piccolo paese, nonostante ci troviamo nel cuore della laguna veneziana.
È naturalmente molto frequentata, ma basta allontanarsi dalle vie principali per ritrovare angoli più tranquilli e scoprire una Burano diversa da quella delle fotografie più famose.
La visita può essere facilmente abbinata a Murano e Torcello, costruendo una giornata dedicata alle isole della laguna.
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Caorle, Venezia. Il borgo tra mare e laguna.
Oggi Caorle è una delle località balneari più conosciute dell’Adriatico, ma basta entrare nel vecchio centro storico per ritrovare l’aspetto dell’antico borgo di pescatori attorno al quale la città si è sviluppata.
Case dalle facciate colorate, calli e piccoli campielli ricordano inevitabilmente Venezia, mentre a rendere immediatamente riconoscibile il profilo di Caorle sono il Duomo di Santo Stefano e il particolarissimo campanile cilindrico, uno dei simboli della città.
Mi piace soprattutto passeggiare nella parte più antica, lasciando alle spalle per un po’ stabilimenti balneari e costruzioni più recenti. Da qui si raggiunge anche il Santuario della Madonna dell’Angelo, affacciato direttamente sul mare.
Caorle oggi è molto più grande del suo antico borgo, ma quel piccolo nucleo originario esiste ancora ed è proprio quello che inserirei in questo itinerario.

Portogruaro, Venezia. Acqua, portici e palazzi veneziani.
Portogruaro è una delle cittadine più belle e forse meno conosciute del Veneto orientale.
Il suo centro storico conserva una forte impronta veneziana, con eleganti palazzi, portici e strette vie attraversate dal fiume Lemene, che regala alcuni degli scorci più caratteristici della città.
Uno dei miei preferiti è quello degli antichi mulini sul Lemene, praticamente nel cuore del centro storico. Poco distante si apre Piazza della Repubblica, dominata dal Palazzo Municipale, mentre il campanile pendente del Duomo contribuisce a rendere ancora più particolare il profilo della città.
Anche Portogruaro, come Bassano, è più propriamente una piccola città che un borgo. Ma in una selezione personale dedicata ai piccoli centri storici più belli del Veneto, per me merita assolutamente un posto.

Mel, Belluno. Il borgo dei palazzi.
Con Mel cambia completamente il paesaggio.
Oggi parte del comune di Borgo Valbelluna, l’antico centro di Mel conserva un’eleganza quasi inaspettata ai piedi delle montagne.
Il cuore del borgo è Piazza Papa Luciani, circondata da palazzi storici che raccontano il lungo legame di questo territorio con Venezia. Da qui basta imboccare le stradine circostanti per scoprire scorci, portici e antiche dimore.
È proprio il contrasto tra l’eleganza veneziana del piccolo centro storico e il paesaggio prealpino che lo circonda a renderlo particolare.
A pochi chilometri dal centro di Mel merita una deviazione il Castello di Zumelle, uno dei castelli medievali meglio conservati della provincia di Belluno, arroccato in posizione panoramica sulla Valbelluna. La sua origine è molto antica e il complesso, con la torre, le mura e il piccolo borgo fortificato, conserva ancora oggi un’atmosfera decisamente medievale. È possibile soggiornarvi.

Cibiana di Cadore, Belluno. Il paese dei murales.
Cibiana di Cadore è conosciuta soprattutto per i murales.
A partire dagli anni Ottanta, le facciate delle case sono diventate una sorta di museo all’aperto: numerosi artisti hanno dipinto scene che raccontano mestieri, tradizioni e vita quotidiana della montagna.
Il risultato non è quello di un paese trasformato artificialmente in attrazione turistica. I murales dialogano con le vecchie case e aiutano piuttosto a raccontare un mondo di montagna che lentamente stava scomparendo.
Cibiana merita quindi di essere scoperta passeggiando lentamente tra le sue frazioni, puntando continuamente lo sguardo sulle facciate.

Fornesighe, Belluno. Il borgo di legno e pietra.
Fornesighe è forse uno dei luoghi meno conosciuti di questa lista ed è proprio una delle ragioni per cui mi piace.
Nel cuore della Val di Zoldo, conserva l’aspetto di un autentico borgo alpino, con antiche case in legno e pietra, fienili e strette stradine dominate dalle montagne.
Non ci sono grandi monumenti da inseguire. È il paese stesso a meritare la visita, soprattutto se amate quei piccoli centri di montagna nei quali l’architettura tradizionale è ancora parte integrante del paesaggio.
È un Veneto molto diverso da quello delle ville palladiane, delle città murate o della laguna, ma proprio per questo non poteva mancare.

Andraz, Belluno. Il borgo ai piedi del castello.
Nel territorio di Livinallongo del Col di Lana, non lontano da Arabba, si trova il piccolo abitato di Andraz.
A renderlo davvero particolare è soprattutto il Castello di Andraz, una fortezza costruita su un enorme sperone roccioso che sembra quasi fondersi con la montagna.
La sua posizione non era casuale: da qui si controllavano le antiche vie di comunicazione e i traffici legati alle miniere del territorio.
Il castello, le poche case e lo straordinario scenario dolomitico circostante fanno di Andraz una tappa che inserirei senza esitazione in un itinerario tra Arabba, il Passo Falzarego e l’Agordino.

I miei borghi del Veneto
Questa naturalmente non vuole essere una classifica né un elenco completo. Ho utilizzato il termine borgo in senso abbastanza ampio: in alcuni casi si tratta oggi di vere e proprie cittadine, ma ciò che ho voluto raccontare è il loro nucleo più antico, quello fatto di mura, piazze, vicoli e palazzi che ancora conserva l’identità del luogo originario.
Sono tutti posti che conosco e che, per motivi diversi, mi sento di consigliarvi. Per questo noterete che manca, almeno per il momento, la provincia di Rovigo: conosco meno il Polesine e non avrebbe senso inserire un borgo soltanto per completare la cartina del Veneto.
Ma conoscendomi, prima o poi andrò a cercarlo.
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