ROCHEFORT-EN-TERRE MORBIHAN
BRETAGNA, FRANCIA, TRAVEL DESTINATION

Bretagna: Morbihan i luoghi imperdibili

La Bretagna è una regione dalla forte identità, circondata per buona parte dall’oceano e disseminata di cittadine, villaggi, porti e paesaggi che cambiano continuamente.

Case a graticcio e dimore in pietra, lunghe spiagge oceaniche, fari, foreste, piccoli porti e una cultura profondamente legata al mare costituiscono il patrimonio di una terra difficile da confondere con qualsiasi altra regione francese.

La Bretagna amministrativa è oggi suddivisa in quattro dipartimenti: Ille-et-Vilaine, Côtes-d’Armor, Finistère e Morbihan. La Loire-Atlantique appartiene invece ai Pays de la Loire, pur facendo parte della Bretagna storica.

In questo articolo voglio portarvi nel Morbihan, la parte meridionale della Bretagna: il territorio del celebre Golfo del Morbihan, della penisola di Quiberon, dei grandi siti megalitici, delle isole, dei porti e di città come Vannes.

Il suo stesso nome racconta il legame con l’acqua: in bretone Mor Bihan significa infatti “piccolo mare”, proprio quello racchiuso nel golfo.

Clicca qui per vedere l’itinerario per visitare nel Morbihan le tappe indicate in seguito.

Saint-Cado

Saint-Cado si trova sulla ria d’Étel ed è uno dei luoghi più fotografati del Morbihan.

L’immagine più conosciuta è quella della minuscola casa in pietra con le imposte azzurre apparentemente sospesa sull’acqua. Si tratta della Maison de Nichtarguer, costruita su un piccolo isolotto roccioso e un tempo abitazione del custode dei parchi ostricoli e della sua famiglia.

La casa, però, non si trova sull’Île de Saint-Cado vera e propria, come spesso si potrebbe pensare osservando le fotografie.

Poco dietro si trova infatti la piccola isola di Saint-Cado, collegata alla terraferma da un ponte in pietra al quale è legata un’antica leggenda.

Secondo il racconto, Saint Cado avrebbe voluto costruire un ponte per raggiungere l’isola e avrebbe stretto un patto con il diavolo, promettendogli l’anima del primo essere che lo avesse attraversato. Terminati i lavori, il santo avrebbe però fatto passare per primo un gatto.

Sull’isola si trovano poche case, una cappella romanica e un calvario. Il bello di Saint-Cado sta soprattutto nell’insieme: l’acqua della ria, le barche, la piccola casa solitaria e il borgo raccolto intorno alla cappella.

ÎLE SAINT CADO
ÎLE SAINT CADO

Plouharnel

Plouharnel si trova all’inizio della penisola di Quiberon, tra l’oceano e una delle aree megalitiche più importanti della Bretagna.

È conosciuta soprattutto per le grandi spiagge aperte sull’Atlantico e frequentate dagli appassionati di surf, ma nei dintorni si trovano anche dolmen, menhir e altri monumenti preistorici.

Nel paese merita una sosta la Chapelle Notre-Dame-des-Fleurs, mentre l’intera zona costituisce un buon punto di partenza per esplorare sia la costa sia i siti megalitici tra Erdeven, Carnac e Quiberon

Presqu’Ile de Quiberon

La penisola di Quiberon è una stretta lingua di terra protesa nell’oceano e offre circa trenta chilometri di costa.

La sua particolarità è il contrasto tra i due versanti.

A est il paesaggio è più riparato, con spiagge e piccoli porti affacciati sulla baia; a ovest si estende invece la celebre Côte Sauvage, esposta direttamente all’Atlantico, con scogliere modellate dal vento e dal mare.

È proprio lungo la Côte Sauvage che la penisola mostra il suo carattere più forte. Fermatevi nei diversi punti panoramici e percorrete almeno un tratto a piedi.

Uno dei luoghi conosciuti lungo la costa è Beg-er-Goalennec, da cui lo sguardo si apre sull’oceano e, nelle giornate limpide, verso Belle-Île-en-Mer.

La penisola è perfetta anche da percorrere in bicicletta, alternando spiagge, villaggi e piccoli porti.

A Quiberon non mancano naturalmente ristoranti e locali nei quali fermarsi per pesce, frutti di mare, ostriche, crêpes e galettes.

Tra i prodotti legati alla località ci sono anche le celebri conserve di sardine e il caramello al burro salato.

Nella penisola sono presenti inoltre numerose testimonianze megalitiche. I menhir di Beg-er-Goh-Lannec, per esempio, appartengono a un antico complesso: uno dei monoliti, oggi spezzato, raggiungeva probabilmente circa sei metri di altezza.

PRESQU’ILE DE QUIBERON
PRESQU’ILE DE QUIBERON

Saint-Pierre-Quiberon

Saint-Pierre-Quiberon occupa la parte settentrionale della penisola e rappresenta quasi un passaggio tra le spiagge più tranquille della baia e la Côte Sauvage.

È una località balneare più raccolta rispetto a Quiberon e può essere un buon punto di partenza per esplorare la penisola lentamente, alternando mare e passeggiate.

Anche nei suoi dintorni sono presenti diversi monumenti megalitici, testimonianza della straordinaria concentrazione di siti preistorici che caratterizza questa parte del Morbihan.

Carnac

Carnac è divisa tra due anime: Carnac-Plage, sviluppatasi lungo la costa, e il nucleo storico di Carnac-Ville.

Ma il nome della cittadina è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per i suoi megaliti.

Gli Alignements de Carnac rappresentano uno dei più straordinari complessi megalitici europei: migliaia di pietre erette durante il Neolitico si distribuiscono lungo diversi chilometri di territorio.

I tre principali gruppi sono Le Ménec, Kermario e Kerlescan.

Non è necessario, secondo me, insistere sui numeri precisi delle pietre, che cambiano a seconda dei criteri utilizzati nelle catalogazioni: molto più importante è comprendere l’estensione e l’eccezionalità del complesso.

E oggi c’è un motivo in più per parlarne.

Dal luglio 2025 i “Megaliti di Carnac e delle rive del Morbihan” sono iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il sito seriale comprende non soltanto Carnac, ma un vasto insieme di monumenti neolitici distribuiti tra la baia di Quiberon e il Golfo del Morbihan, edificati nell’arco di oltre duemila anni.

È possibile visitare gli allineamenti autonomamente lungo i percorsi esterni e, in determinati periodi, partecipare alle visite guidate che consentono di entrare nelle aree protette.

Tra gli altri monumenti della zona troviamo il Tumulus Saint-Michel e numerosi dolmen e cairn.

Carnac possiede inoltre diverse spiagge, quindi è facile alternare la visita archeologica a qualche ora lungo la costa.

CARNAC
CARNAC

Locmariaquer

Locmariaquer si trova in posizione particolare, all’incontro tra la baia di Quiberon e il Golfo del Morbihan.

È un antico borgo marinaro, legato anche all’ostricoltura, ma soprattutto uno dei luoghi fondamentali per comprendere il patrimonio megalitico della zona.

Nel sito archeologico si trovano tre monumenti principali.

Il più impressionante è il Grand Menhir Brisé, un colossale monolite lungo circa 21 metri e dal peso superiore alle 280 tonnellate, oggi spezzato in quattro tronconi. In origine faceva parte di un allineamento di grandi stele.

Accanto si trova la Table des Marchands, una tomba neolitica con lastre decorate da incisioni, e il lungo Tumulus d’Er Grah, che raggiunge circa 140 metri.

Anche questi monumenti fanno oggi parte del grande sito UNESCO dei Megaliti di Carnac e delle rive del Morbihan.

Ma Locmariaquer non è solo archeologia: vale la pena passeggiare anche nel piccolo borgo, lungo il porto e verso la costa.

LOCMARIAQUER
LOCMARIAQUER

Auray

Auray si trova tra Vannes e Lorient e possiede due anime ben distinte.

La parte alta della città si sviluppa intorno alla chiesa di Saint-Gildas e alle vie del centro, mentre scendendo verso il fiume si raggiunge Saint-Goustan, l’antico porto.

È probabilmente questa la zona più interessante.

Strade lastricate e vecchie case si raccolgono intorno a Place Saint-Sauveur, mentre il piccolo porto segue la curva del fiume Auray.

Saint-Goustan fu per secoli un importante porto commerciale e oggi è diventato uno dei quartieri più piacevoli della cittadina, con ristoranti, caffè e crêperies.

Qui una pausa davanti a una galette bretonne non è affatto una cattiva idea.

VANNES

Vannes è il capoluogo del Morbihan e una delle città più interessanti della Bretagna meridionale.

Il centro storico, racchiuso in parte dalle antiche fortificazioni, conserva numerose maisons à pans de bois, le tradizionali case a graticcio bretoni.

Uno dei punti più caratteristici è Place Henri IV, raccolta davanti alla cattedrale di Saint-Pierre.

Da qui vale la pena semplicemente perdersi nelle strade del centro, passando sotto le antiche porte, tra case medievali e rinascimentali, piccole piazze e negozi.

Lungo il lato orientale delle mura si trovano i Jardins des Remparts, dai quali si osserva uno dei panorami più conosciuti della città.

Proprio in questa zona si trova anche l’Hôtel Lagorce, detto Château de l’Hermine.

Qui occorre aggiornare le vecchie guide: il complesso è oggi interessato dal grande progetto per la realizzazione del nuovo Musée des Beaux-Arts di Vannes. I lavori sono in corso e l’apertura è prevista nel 2028.

Gli scavi effettuati nell’area hanno inoltre riportato alla luce importanti resti del vero castello ducale medievale fatto costruire da Jean IV di Bretagna nel XIV secolo.

Non dimenticate infine il porto.

Il canale conduce praticamente fino alle porte del centro storico e una passeggiata lungo le banchine permette di cogliere quell’incontro tra città e mare che caratterizza Vannes.

VANNES

VANNES Morbihan Bretagna

Rochefort-en-Terre

Rochefort-en-Terre è uno dei borghi più conosciuti del Morbihan, costruito su un’altura circondata dai boschi. Pietra, ardesia, case antiche e botteghe si susseguono lungo poche strade raccolte intorno al centro.

La piazza e le vie circostanti conservano un insieme architettonico molto armonioso e il paese è classificato tra Les Plus Beaux Villages de France. Il nucleo originario si sviluppò intorno a una fortezza medievale del XII secolo. Del castello più antico restano oggi parti dei bastioni e il châtelet, inseriti nel parco del successivo Château de Rochefort-en-Terre.

Da vedere anche Notre-Dame de la Tronchaye, edificio sviluppatosi tra il XII e il XVI secolo, con campanile romanico e facciata gotico fiammeggiante.

Davanti alla chiesa si trova un calvario scolpito del XVI secolo.

Rochefort-en-Terre è inevitabilmente molto frequentata, soprattutto durante l’estate. Arrivare al mattino consente di apprezzarne molto meglio le strade e le case prima dell’arrivo dei visitatori giornalieri.

Rochefort-en-Terre
Rochefort-en-Terre

Josselin

Josselin merita decisamente più delle poche righe che le avevo dedicato in origine. La cittadina è dominata dal Château de Josselin, residenza della famiglia Rohan fin dal Medioevo.

Dal lato del fiume Oust il castello conserva l’aspetto di una fortezza, con le grandi torri che emergono sopra l’acqua; sul lato interno, invece, la facciata in granito scolpito presenta un elegante stile gotico fiammeggiante. Il contrasto tra le due facciate è una delle caratteristiche più interessanti dell’edificio.

Il castello è ancora abitato dalla famiglia Rohan ma è aperto alle visite. Il percorso comprende, secondo la tipologia di biglietto, parte degli interni, i giardini e il Musée de Poupées et de Jouets.

Nel 2026 il dominio è aperto nella stagione principale dal 4 aprile al 1º novembre.

Dopo la visita al castello, dedicate tempo anche al borgo, alle case a graticcio e alle stradine che scendono verso il fiume.

Pontivy

Pontivy possiede un’identità molto diversa dagli altri centri del Morbihan.

La parte più antica conserva case a graticcio e strade strette sviluppatesi intorno al Château des Rohan, grande fortezza costruita tra il XV e il XVI secolo.

Ma la città racconta anche un secondo momento storico completamente diverso.

All’inizio dell’Ottocento Napoleone decise di trasformare Pontivy in un importante centro amministrativo e militare della Bretagna interna. La città venne ribattezzata Napoléonville e ampliata con un nuovo quartiere caratterizzato da strade rettilinee, edifici pubblici e piazze dalle geometrie regolari.

È proprio il contrasto tra la Pontivy medievale e quella napoleonica a rendere interessante la visita.

Da una parte troviamo quindi il castello, Place du Martray e le vecchie vie con le case a graticcio; dall’altra l’urbanistica ordinata della città ottocentesca.

Anche la campagna circostante conserva numerose cappelle bretoni. Tra queste merita attenzione la Chapelle Sainte-Noyale, conosciuta per il ricco apparato decorativo interno.

MORBIHAN, IL “PICCOLO MARE” DELLA BRETAGNA

Il Morbihan racconta una Bretagna diversa da quella più aspra del Finistère.

L’oceano rimane sempre vicino, ma qui si insinua tra penisole, isole, estuari e piccoli porti fino a creare quel “piccolo mare” che ha dato il nome all’intero dipartimento.

Ci sono le pietre innalzate dagli uomini del Neolitico, le case a graticcio di Vannes e Auray, i castelli dei Rohan, le coste di Quiberon e le piccole isole disperse nel golfo.

E forse è proprio questa varietà a rendere il Morbihan così piacevole da percorrere: nel giro di pochi chilometri si può passare da un sito megalitico vecchio di millenni a un porto, da un villaggio medievale a una spiaggia aperta sull’Atlantico.

Non serve scegliere tra mare, storia e piccoli borghi. Nel Morbihan, fortunatamente, convivono tutti.

Leggi anche cosa non perdere nella Côtes d’Armor

Scopri anche i villaggi da non perdere nell’Ile et Vilaine

Qui cosa vedere nel Finistére

Bretagna dove finisce la terra e comincia l’Oceano. Diario di viaggio

Lascia un commento