Agosto 2021, settimana di Ferragosto. Dove andare in cinque giorni senza trovare il mondo e prendere l’aereo? In Francia certo, in Alsazia ovviamente.
Ci sono andata già tre volte in agosto ed era sempre tutto molto vivibile, benché i turisti ci siano, eccome… Ma c’è ancora molto da vedere o rivedere: è così bella.
La prima volta, nel 2015, con mia sorella, abbiamo fatto la Route des Vins d’Alsace, visitando Colmar, i principali villaggi del vino e Strasburgo. L’anno successivo, con mia zia, altro on the road in auto: abbiamo visitato anche la Foresta Nera, nella vicina Germania, e siamo tornate a Strasburgo. Sempre nel 2016, con il mio compagno Alan, Strasburgo è stata invece la tappa della prima notte del viaggio che ci ha portato a visitare Champagne e Borgogna.
Quest’anno io e Alan ci siamo presi, nella settimana di Ferragosto, una piccola pausa in attesa di vacanze più lunghe fra qualche mese. E dato che lui ha visitato tutte le zone vinicole d’Europa e non solo, ma non era mai stato in Alsazia, una delle più importanti regioni vinicole europee, l’ho portato lì.
Ma veniamo al viaggio.
GIORNO 1
Partiamo da casa verso le 8.30, colazione in pasticceria e ci mettiamo in viaggio. Una pausa caffè in autostrada e alle 12.00 siamo già in territorio svizzero, dopo aver acquistato il bollino, la vignetta per le autostrade svizzere: 36 euro, valida sino al 31 gennaio 2022.
Proseguiamo a rilento: un’ora e mezza di coda per attraversare il tunnel del San Gottardo. Il traffico all’ingresso viene regolato da un sistema di dosaggio che limita per ragioni di sicurezza il numero di veicoli presenti contemporaneamente nel tunnel e, nei periodi di grande afflusso come la settimana di Ferragosto, le code sono pressoché inevitabili.
Arriviamo a Colmar verso le 16.00, ci rechiamo subito in albergo per depositare i bagagli, doccia e un po’ di relax e verso le 18.00 andiamo in centro.
COLMAR
Colmar è il capoluogo del dipartimento dell’Haut-Rhin e una delle città più conosciute lungo la Strada dei Vini d’Alsazia. Circondata da un’immensa distesa di vigneti e situata ai piedi dei Vosgi, può essere una delle tappe principali dell’itinerario e un’ottima base per trascorrere la notte.
Un’interessante e incantevole cittadina che vi ammalierà soprattutto con il suo centro storico.
Una delle zone più conosciute è la Petite Venise, attraversata dal fiume Lauch e dai canali che creano alcuni degli scorci più fotografati della città. Passeggiando per il centro storico resterete incantati dalle caratteristiche case a graticcio colorate, dai vicoli, dalle botteghe, dai locali, dai ristoranti e dalle pâtisserie.
Da vedere la Maison des Têtes e la Maison Pfister, tra gli edifici storici più conosciuti della città; la Collégiale Saint-Martin, uno dei principali edifici religiosi di Colmar, e il Musée Unterlinden, ospitato in parte nell’antico convento delle Domenicane e famoso soprattutto per le sue importanti collezioni d’arte.
Da non perdere anche il Koïfhus, l’edificio della Vecchia Dogana, uno dei più antichi edifici pubblici della città.
In Rue des Marchands si trova invece la casa natale di Frédéric-Auguste Bartholdi, lo scultore nato a Colmar che progettò la Statua della Libertà di New York. Oggi l’edificio ospita il museo dedicato all’artista.

Come sempre, nella settimana di Ferragosto in Francia, nei luoghi vocati al vino i ristoranti degni di nota sono quasi tutti chiusi: ci era capitato anche in Borgogna e Champagne. D’ogni modo avevamo individuato un posto “giusto”, ma non c’era posto. Non avevamo prenotato – non mi è venuto in mente; come dice Alan, ho perso smalto nell’organizzare i viaggi, l’inattività porta a questo – quindi il risultato è che ti devi accontentare del posto meno turistico che trovi sulla piazza.
Ceniamo e poi a letto, stanchi.
GIORNO 2
Dopo una discreta colazione a base di succo d’arancia, croissant e café au lait andiamo alla scoperta di alcuni villaggi.
Il primo è Eguisheim, ad appena 8 chilometri da Colmar. Lasciamo l’auto nel parcheggio a pagamento e andiamo a visitare il borgo, che io avevo già visto, mentre per Alan è stato una splendida sorpresa.
EGUISHEIM
Immerso tra i vigneti dell’Alto Reno, Eguisheim è uno dei borghi più caratteristici e conosciuti della zona. È inserito tra i Plus Beaux Villages de France ed è stato eletto nel 2013 Village préféré des Français.
Passeggiando tra gli stretti viottoli disposti intorno al cuore del paese, dove si affacciano le tipiche case a graticcio dalle facciate colorate e dai balconi fioriti, è difficile non innamorarsi del borgo.
Su diverse case si possono ancora osservare antiche iscrizioni sugli architravi delle porte, testimonianza della lunga storia del paese.
Nelle varie piazze ci sono diverse fontane; tra le più conosciute la Fontaine Saint-Léon, nell’omonima piazza. Ma più che cercare singoli monumenti, a Eguisheim vale la pena passeggiare senza fretta lungo le stradine concentriche che seguono l’antico impianto medievale.
Da vedere anche la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo e il complesso che occupa il centro storico del borgo, sviluppatosi intorno all’antico castello.
Sulle alture nei dintorni si trovano inoltre i resti dei Tre Castelli di Eguisheim, che dominano il vigneto e la pianura alsaziana.
Rinomata per la produzione vinicola, Eguisheim è ovviamente uno dei posti migliori per fermarsi in qualche cantina ad assaggiare e acquistare vino. Alla fine di agosto il paese ospita inoltre la tradizionale Fête des Vignerons.
Continuiamo il nostro giro in direzione Turckheim, altro villaggio lungo la Route des Vins, a breve distanza da Eguisheim. Anche qui lasciamo l’auto all’esterno delle mura.
TURCKHEIM
Altra immancabile tappa della Route des Vins è Turckheim, circondata dai vigneti e ancora in parte racchiusa dalle sue fortificazioni.
Uno dei simboli del villaggio è la Porte de France, una delle tre antiche porte d’ingresso alla città. Anche qui troverete vicoletti sui quali si affacciano colorate case a graticcio con balconi pieni di fiori.
Ma Turckheim è conosciuta soprattutto per una tradizione particolare: la ronda del guardiano notturno.
Durante la bella stagione, la sera il veilleur de nuit, vestito con abiti tradizionali e munito di lanterna, percorre le vie del centro storico. Una tradizione antica che oggi è diventata anche una delle attrazioni più caratteristiche del paese.
Continuiamo il nostro giro in direzione Kaysersberg, a 10 chilometri da Turckheim, ma prima facciamo una sosta a Niedermorschwihr, altro incantevole villaggio lungo la Route des Vins.
NIEDERMORSCHWIHR
Luogo dal nome quasi impronunciabile, Niedermorschwihr è un minuscolo borgo immerso nei vigneti, con poche centinaia di abitanti, case a graticcio colorate e un’atmosfera decisamente più tranquilla rispetto ai vicini più famosi.
La sua particolarità è la chiesa di Saint-Gall, riconoscibile soprattutto per lo straordinario campanile con la guglia tortile, unico nel suo genere in Alsazia.
Non è tra i paesi più battuti dai turisti e forse è proprio questa una delle ragioni per andarci.
Andateci!
Giungiamo a Kaysersberg e, lasciata l’auto nel parcheggio esterno e attraversato il ponte, andiamo in esplorazione di uno dei miei borghi preferiti.
KAYSERSBERG
Continuando sulla Route des Vins troviamo Kaysersberg. Il suo nome significa “Montagna dell’Imperatore” e ricorda il legame della città con il Sacro Romano Impero.
Questo è uno dei villaggi che ho più apprezzato: stradine lastricate, incantevoli casette a graticcio e un paesaggio da cartolina gli regalano un’aria fiabesca, tanto da essere stato eletto nel 2017 Village préféré des Français.
Da vedere il ponte fortificato, la Chiesa di Sainte-Croix, le vie del centro storico e le rovine del castello che domina il paese.
Kaysersberg è inoltre la città natale di Albert Schweitzer, medico, filosofo e premio Nobel per la Pace nel 1952, al quale è dedicato un museo.
Da visitare anche il Museo Storico, ospitato in un edificio cinquecentesco e dedicato alla storia locale.
Da non perdere una passeggiata nei boschi e tra i vigneti che circondano il paese seguendo i numerosi sentieri segnati.
Continuiamo verso Riquewihr e anche qui l’auto si lascia fuori dal centro storico e ci si incammina a piedi. Le cantine e le rivendite di vino sono organizzatissime nel consegnare i cartoni acquistati, dotati di appositi manici. Riquewihr ed Eguisheim sono i borghi dove abbiamo trovato più turisti.
RIQUEWIHR
Un altro dei borghi che vanno visti almeno una volta è Riquewihr, circondato dai vigneti e perfettamente inserito nel paesaggio della Strada dei Vini.
Lasciata l’auto nei parcheggi esterni ci si incammina a piedi nel borgo.
Da ammirare l’Hôtel de Ville, costruito all’inizio del XIX secolo sul sito dell’antica porta inferiore della città vecchia. Arrivando da Avenue Jacques Preiss si attraversa l’arco posto al centro del Municipio entrando direttamente nel centro storico.
La strada principale è la Rue du Général de Gaulle, sulla quale si affacciano numerose dimore storiche. Ma il modo migliore per scoprire Riquewihr è perdersi anche nelle stradine laterali, tra cortili, insegne, case a graticcio e antiche abitazioni di viticoltori.
Tra gli edifici più caratteristici si incontra il Dolder, l’antica torre-porta divenuta uno dei simboli del paese.
Per gli appassionati di arte e storia locale c’è inoltre il Musée Hansi, dedicato all’illustratore alsaziano Jean-Jacques Waltz, conosciuto con lo pseudonimo di Hansi.

Dopo una passeggiata e aver acquistato un paio di cartoni di vino, passiamo al prossimo villaggio. Ci separano da Ribeauvillé appena cinque chilometri.
RIBEUVILLÉ
Anche Ribeauvillé è inserita nel bucolico paesaggio dell’Alto Reno ed è un altro importante centro turistico della celebre Route des Vins d’Alsace.
La via principale del centro storico è la Grand’Rue, lungo la quale si susseguono edifici storici, piazzette e fontane.
Tra le principali attrazioni del territorio ci sono soprattutto i tre castelli di Ribeauvillé, raggiungibili attraverso sentieri che salgono dalla città.
Il Castello di Saint-Ulrich è il più grande e meglio conservato dei tre. Poco distante si trova il Girsberg, costruito su uno sperone roccioso, mentre più in alto sorgono le rovine dell’Haut-Ribeaupierre, il più elevato dei tre castelli.
La passeggiata per raggiungerli richiede un po’ di tempo, ma permette anche di godere di splendide vedute sui vigneti e sulla pianura alsaziana.
Concludiamo la visita ai borghi di oggi con Bergheim, un altro dei villaggi che mi ha stupito, a soli 4 chilometri da Ribeauvillé.
BERGHEIM
Le sue mura medievali ancora ben conservate custodiscono uno splendido borgo di case a graticcio e vicoli fioriti.
Passeggiando lungo i bastioni si può compiere il giro delle antiche fortificazioni, osservando torri e porte medievali come la Porte Haute, uno degli accessi storici alla città.
Bergheim è uno di quei paesi nei quali non è necessario inseguire una lunga lista di monumenti: il piacere sta soprattutto nel passeggiare lungo le mura e nelle vie del centro, tra edifici rinascimentali, cortili e vigneti appena fuori dall’abitato.
Anche qui naturalmente non mancano i produttori di vino e le possibilità di degustazione.

Torniamo a Colmar, in hotel, facciamo una doccia e siamo belli freschi per tornare nella Petite Venise. I borghi sono di piccole dimensioni, quindi in una giornata riuscite a visitarne diversi senza dover percorrere molti chilometri.
Nella speranza, vana, di trovare un buon ristorante, anche stasera ci siamo dovuti accontentare.
Beviamo! Non ci resta altro da fare. E dopo una passeggiata, a letto!
GIORNO 3
Dopo la nostra seconda e ultima colazione a Colmar – stasera e domani saremo a Strasburgo – ripartiamo. La prima tappa di oggi in direzione Strasburgo è Sélestat. Non mi ha fatto impazzire, devo dire la verità: dopo tanti piccoli borghi, l’atmosfera è inevitabilmente diversa.
SÉLESTAT
Sélestat è una cittadina più grande rispetto ai piccoli villaggi incontrati fino a questo punto e possiede un patrimonio storico molto interessante.
È famosa soprattutto per la Bibliothèque Humaniste, che conserva una straordinaria raccolta di manoscritti e volumi antichi, tra cui la biblioteca dell’umanista Beatus Rhenanus, inserita nel Registro Memory of the World dell’UNESCO.
Imperdibile una passeggiata nel cuore della città vecchia, dove si incontrano edifici medievali e rinascimentali, e la visita della Chiesa di Saint-Georges, uno dei più importanti edifici gotici della città.

Sette chilometri ci portano a Châtenois, un altro villaggio lungo la Route des Vins: un piccolo borgo che vi consiglio di visitare soprattutto se siete di passaggio. Ci passate, per esempio, se decidete di visitare lo Château du Haut-Kœnigsbourg, a Orschwiller.
CHÂTENOIS
Anche la parte vecchia del villaggio di Châtenois conserva l’aspetto di una cittadella fortificata.
Le antiche mura risalgono a epoche diverse e uno degli elementi più caratteristici è la Tour des Sorcières, porta-torre gotica del XV secolo.
Da vedere anche la Chiesa di Saint-Georges, del XVIII secolo, che custodisce un organo Silbermann.
Nel piccolo borgo non mancano naturalmente le tipiche case alsaziane a graticcio, ornate durante la bella stagione da balconi fioriti.
Una sosta non vi ruberà troppo tempo.
Proseguendo verso il castello attraversiamo il villaggio di Kintzheim e, salendo verso la collina nel territorio di Orschwiller, incontriamo prima il parco La Montagne des Singes, dedicato ai macachi di Barberia.
Continuando a salire troviamo lo Château du Haut-Kœnigsbourg, castello di origine medievale profondamente restaurato all’inizio del XX secolo per volontà dell’imperatore Guglielmo II. È visibile sin da lontano grazie ai suoi possenti bastioni rossastri che dominano la vallata. La visita regala una straordinaria vista sui Vosgi, sulla pianura alsaziana e sulla Foresta Nera e, nelle giornate particolarmente limpide, lo sguardo può arrivare fino alle Alpi.
Riprendiamo il nostro percorso verso Strasburgo e, dopo un veloce passaggio nella bellissima Barr – questa volta quasi senza scendere dall’auto – proseguiamo. Volendo, prima di arrivare a Barr potete fare una deviazione ad Andlau.
BARR
Pittoresca cittadina ai piedi del massiccio dei Vosgi, Barr è una delle località storicamente più legate alla viticoltura alsaziana e si definisce capitale viticola della zona.
Vale la pena lasciare l’auto e passeggiare nel centro storico, tra case a graticcio, cortili e stradine, prima di spingersi verso i vigneti che si arrampicano sulle colline alle spalle della città.
La tradizione vitivinicola di Barr è antichissima: qui si tenne nel 1906 la prima fiera dei vini d’Alsazia.
All’inizio di ottobre si svolge inoltre la tradizionale Fête des Vendanges, una delle manifestazioni più importanti della città.

Altri 9 chilometri e finalmente possiamo mettere qualcosa sotto i denti, a Obernai. Parcheggiamo e ci addentriamo nello slargo che conduce alla piazza: c’è davvero l’imbarazzo della scelta, dato che troviamo un ristorante dopo l’altro. Facciamo una carrellata, ma il primo è quello che ci convince e abbiamo mangiato un ottimo hamburger. Les Remparts il nome del ristorante.
OBERNAI
Obernai è una deliziosa cittadina circondata da vigneti, con le caratteristiche case a graticcio e un centro storico molto piacevole da visitare.
Da vedere la Place du Marché, il campanile medievale del Kappelturm, l’Hôtel de Ville e il rinascimentale Puits à Six Seaux, il Pozzo dei Sei Secchi.
Obernai, oltre a essere una località importante lungo la Strada dei Vini, ospita dal 1969 il grande stabilimento delle Brasseries Kronenbourg, oggi il più grande birrificio di Francia. Il marchio 1664 deve invece il proprio nome all’anno di fondazione della storica birreria a Strasburgo.
Un’altra dimostrazione di come in Alsazia vino e birra convivano perfettamente.

Arriviamo a Strasburgo verso le 15.30 e ci rechiamo subito in hotel. Ho prenotato l’Hotel Les Vosges BW Premier, proprio di fronte alla stazione dei treni. Parcheggiamo nel parcheggio Indigo di fronte all’hotel e andiamo a fare il check-in.
A quel punto scopriamo che il parcheggio convenzionato con l’albergo è il Sainte-Aurélie, a circa 200 metri, quindi andiamo a spostare l’auto. Il check-in è dalle 16 e la stanza non è ancora pronta: nell’attesa beviamo una birra nel bar-ristorante dell’albergo, Brasserie K.


La camera è molto carina, con vista sulla piazza. Ci concediamo un po’ di relax e poi andiamo a fare un giro nella Petite France.
STRASBURGO
Strasburgo è l’emblema dell’Alsazia, un po’ Francia e un po’ Germania, non solo per la sua posizione a pochi passi dal Reno e dal confine tedesco, ma soprattutto per la sua storia.
Per secoli la città appartenne al mondo germanico e al Sacro Romano Impero. Nel 1681 fu annessa alla Francia da Luigi XIV. Dopo la guerra franco-prussiana passò all’Impero tedesco nel 1871; alla fine della Prima guerra mondiale tornò alla Francia. Durante la Seconda guerra mondiale l’Alsazia fu nuovamente annessa di fatto alla Germania nazista e Strasburgo venne liberata nel novembre del 1944.
Una storia complessa che ha lasciato segni profondi nella città e nella sua architettura.
Non è quindi un caso che Strasburgo sia diventata uno dei simboli della costruzione europea e ospiti alcune delle sue istituzioni più importanti: il Parlamento europeo, il Consiglio d’Europa e la Corte europea dei diritti dell’uomo.
Oggi Strasburgo è una città affascinante, autentica e cosmopolita, e quella doppia anima franco-tedesca che per secoli è stata motivo di conflitto è diventata una delle sue caratteristiche più interessanti.
La si ritrova nelle architetture, nelle tradizioni e naturalmente nella cucina: quella francese incontra quella di area germanica e il risultato si accompagna perfettamente ai vini della regione. Vi basterà entrare in una delle famose winstub, le tradizionali taverne alsaziane, per capirlo.
Su cosa vedere a Strasburgo vi rimando a questo mio articolo.
Dopo l’aperitivo decidiamo di cenare nella brasserie dell’hotel. E abbiamo fatto bene: è stata la migliore cena della trasferta alsaziana. Ci ritiriamo in camera stanchi ma felici!
GIORNO 4
Andiamo a fare colazione e un’ultima passeggiata in centro. Noi oggi andremo a Friburgo, nella Foresta Nera, in Germania, dato che a Strasburgo siamo stati diverse volte.
Voi potete, anzi dovete, dedicare un’altra giornata alla città. Per una prima visita io calcolerei almeno un paio di giorni per scoprire Strasburgo senza correre.
Arriviamo a Friburgo in Brisgovia dopo una sosta a Gengenbach, borgo caratteristico della zona, e come prima cosa portiamo i bagagli in albergo: Mercure Freiburg Am Münster. Ce n’è più di uno di Mercure: questo è in pieno centro. Avrei prenotato Motel One, una catena molto diffusa in Germania, ma non ho trovato posto.
Ci addentriamo quindi nel centro storico, l’Altstadt.
FRIBURGO, Foresta Nera, Germania
Nel centro storico di Friburgo ci sono due piazze vicine che è facile confondere: Rathausplatz, Piazza del Municipio, e Münsterplatz, la grande piazza della Cattedrale.
In Rathausplatz si trovano il Vecchio e il Nuovo Municipio, mentre è Münsterplatz il vero cuore monumentale della città.
Qui sorge la splendida Freiburger Münster, la Cattedrale di Friburgo, con la sua celebre torre gotica. Sulla stessa piazza si affaccia anche l’Historisches Kaufhaus, l’antico Palazzo del Commercio, riconoscibile per la facciata rossa e le decorazioni.
Tutte le mattine, eccetto la domenica, intorno alla Cattedrale si svolge il caratteristico Münstermarkt: tra i banchi trovate frutta, verdura, fiori, prodotti tipici e specialità gastronomiche.
Sempre in Münsterplatz si trova l’Alte Wache, l’antico corpo di guardia che oggi ospita la Haus der Badischen Weine, la Casa dei Vini del Baden.
Da qui ci dirigiamo verso Konviktstraße, una delle vie più caratteristiche della città, con negozietti, locali e belle facciate.
Poco distante comincia una delle zone che mi sono piaciute di più, quella attraversata dal Gewerbekanal, il canale intorno al quale si sviluppano Gerberau, Fischerau e il quartiere chiamato Insel. Per i suoi piccoli canali e ponticelli questa parte della città viene chiamata anche Klein Venedig, Piccola Venezia.
Qui è bello passeggiare senza seguire necessariamente un itinerario preciso, tra vecchie case, botteghe, locali e scorci sull’acqua.
Ma Friburgo è famosa soprattutto per i suoi Bächle, i piccoli canaletti alimentati dall’acqua del Dreisam che corrono lungo moltissime strade del centro storico. Sono una delle caratteristiche più curiose della città.
Tra le testimonianze delle antiche fortificazioni sono rimaste due grandi porte medievali: la Schwabentor, costruita nel XIII secolo e situata nella parte alta della città vecchia, e la Martinstor, anch’essa di origine medievale e profondamente rialzata tra Ottocento e Novecento.
Un’altra piazza da vedere nel centro storico è Augustinerplatz, molto frequentata e circondata da belle facciate. Da qui si raggiunge facilmente anche il quartiere attraversato dai canali.
Per godere invece di una vista dall’alto sulla città bisogna salire allo Schlossberg, la collina verde alle spalle del centro. Uno dei primi punti panoramici che si raggiungono è Kanonenplatz, da dove si apre una splendida vista sui tetti di Friburgo e sulla Cattedrale.
In ogni caso di Friburgo e degli altri villaggi della Foresta Nera da visitare ve lo racconterò in un altro post.
Friburgo
Concludiamo la giornata con un aperitivo e poi a cena.
GIORNO 5
La scoperta del giorno è un chiosco sotto l’hotel Mercure. Alan è andato a bere un caffè appena sveglio e, tornato in camera, mi comunica di aver trovato il posto dove bere un buon caffè.
E finalmente, dopo anni di ricerca in Italia come all’estero, sono riuscita a trovare la mia combinazione del cuore: cappuccino come in Italia e croissant come in Francia. Tutto ciò in Germania, chi l’avrebbe mai detto?!
Un’ultima passeggiata a Friburgo e torniamo in albergo a caricare i bagagli, non prima di aver fatto doppietta: un altro croissant, questa volta con caffè macchiato. Alan mi guarda sbigottito, non è mia abitudine, ma non mi capiterà mai più.
Caricati i bagagli in auto partiamo verso casa, ma prima abbiamo altre tappe: una in Alsazia, a Mulhouse, e l’altra a Lucerna. Poi, a seconda della stanchezza, decideremo se fermarci una notte, magari al Lago di Como, oppure proseguire sino a casa.
Arriviamo a Mulhouse verso le 12.30. Ci ero già stata nel 2014 e ci siamo fermati perché era di strada e volevo farla vedere ad Alan. Data l’ora facciamo un aperitivo – solo un calice perché dobbiamo viaggiare – in un locale molto carino, Winestub Factory, e prendiamo anche una tarte flambée da condividere.
Cosa vedere in Alsazia: MULHOUSE
Considerata la principale città dell’Alsazia meridionale, Mulhouse ha un’identità molto diversa da quella dei villaggi della Route des Vins. Il suo passato industriale è ancora fortemente presente, ma il centro storico conserva diversi edifici interessanti.
Fulcro della città vecchia è la Place de la Réunion, una bella piazza pedonale circondata da edifici storici dalle facciate colorate.
A dominarla è il Temple Saint-Étienne, grande chiesa protestante neogotica costruita nell’Ottocento sul sito di una precedente chiesa medievale. Con la sua alta guglia è considerato il più alto edificio protestante di Francia e conserva preziose vetrate provenienti dalla chiesa precedente.
Sempre sulla piazza si trova la Maison Mieg, una delle case più caratteristiche di Mulhouse, con la facciata dipinta e la torretta.
Splendido anche l’Hôtel de Ville, il vecchio Municipio dalla facciata rosa decorata, costruito nel XVI secolo e oggi sede del Musée Historique.
Poco distante si trova la Chapelle Saint-Jean, di origine medievale, che conserva interessanti affreschi e oggi viene utilizzata anche per iniziative culturali.
Ma Mulhouse è conosciuta soprattutto per i suoi grandi musei legati alla storia industriale e tecnica. Tra i più famosi la Cité de l’Automobile, con una straordinaria collezione di automobili, e la Cité du Train, dedicata alla storia ferroviaria.
La città ospita anche il Musée de l’Impression sur Étoffes, dedicato alla lunga tradizione tessile di Mulhouse, oltre al Musée des Beaux-Arts e ad altri musei.
È insomma un’Alsazia diversa da quella delle case a graticcio e dei vigneti, ma proprio per questo interessante da conoscere.
Ripartiamo verso casa
In circa un’ora e mezza arriviamo a Lucerna. Anche qui ero già stata nel 2014 e volevo portarci Alan perché mi era piaciuta tantissimo.
E soprattutto volevo fare una passeggiata romantica sul celeberrimo Kapellbrücke, vero simbolo della città e considerato il più antico ponte coperto in legno d’Europa.
Lucerna è un’elegante e pittoresca città sulle sponde del Vierwaldstättersee, il Lago dei Quattro Cantoni, circondata dalle montagne della Svizzera centrale.
Il centro è di dimensioni contenute e si presta perfettamente a essere scoperto a piedi.
La parte più affascinante è naturalmente la Città Vecchia, sulla riva della Reuss, con piazze come Mühlenplatz e vicoli sui quali si affacciano palazzi dalle facciate dipinte.
Ma il simbolo indiscusso di Lucerna rimane il Kapellbrücke, il ponte coperto in legno costruito nel XIV secolo e affiancato dalla caratteristica torre ottagonale sull’acqua. Sotto il tetto del ponte si conservano numerosi pannelli dipinti che raccontano episodi della storia cittadina.
Una parte del ponte fu distrutta da un incendio nel 1993 e successivamente ricostruita, ma il Kapellbrücke rimane uno degli scorci più belli e riconoscibili della Svizzera.
Nel centro storico trovate boutique, caffè e ristoranti con dehors affacciati sul fiume e sul lago.
Prima di ripartire ci concediamo un altro spuntino e una birra in un locale con terrazza sul Vierwaldstättersee. Sorseggiare la birra osservando i cigni che popolano le acque e, sullo sfondo, le montagne è uno spettacolo davvero unico.
Scopri qui cosa vedere a Lucerna in un giorno.

Ripartiamo! Il viaggio è stato scorrevole e, con anche un paio di soste caffè, siamo arrivati a Soave per l’ora di cena. Alle 20.30 eravamo seduti al ristorante, nemmeno troppo stanchi.
E poi a casa.
Alla prossima…
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