Ci sono laghi che si raccontano attraverso i paesaggi e altri che sembrano custodire soprattutto delle storie. Il Lago Maggiore appartiene un po’ a entrambe le categorie.
Circondato dalle montagne e punteggiato di isole, borghi, ville e giardini, conserva ancora oggi qualcosa dell’eleganza delle antiche villeggiature lacustri. Sul lungolago si susseguono palazzi ottocenteschi e grandi alberghi, sulle isole sorgono giardini spettacolari e dimore aristocratiche, mentre basta allontanarsi di pochi chilometri dalle località più conosciute per ritrovare piccoli paesi, vecchi porticcioli e angoli sorprendentemente tranquilli.
Il Lago Maggiore si divide tra Piemonte, Lombardia e Svizzera e forse il modo più bello per conoscerlo è proprio percorrerlo lentamente, seguendone le rive senza preoccuparsi troppo di collezionare località.
Perché qui il viaggio è fatto anche di battelli, terrazze sull’acqua, giardini in cui fermarsi per qualche ora e strade che seguono il profilo del lago.
Ecco allora cosa vedere sul Lago Maggiore, dalle celebri Isole Borromee ai piccoli borghi, passando per ville, monasteri, castelli e alcuni dei panorami più belli del lago.
Stresa, l’eleganza del Lago Maggiore
Se dovessimo scegliere un’immagine capace di raccontare il Lago Maggiore della Belle Époque, probabilmente sarebbe quella del lungolago di Stresa.
Grandi alberghi dalle facciate monumentali, giardini curati, ville e montagne che fanno da sfondo alle Isole Borromee ricordano gli anni in cui il lago era una delle destinazioni predilette dell’aristocrazia e dell’alta società europea.
Stresa conobbe il suo periodo d’oro soprattutto tra Ottocento e Novecento, quando l’arrivo della ferrovia e l’apertura del traforo del Sempione contribuirono a trasformarla in una delle grandi località turistiche italiane.
E quell’atmosfera non è completamente scomparsa.
La cosa più piacevole da fare è semplicemente passeggiare sul lungolago, guardando Isola Bella e le montagne sull’altra sponda, prima di prendere uno dei battelli diretti alle isole.
Stresa è infatti il punto di partenza ideale per scoprire uno dei luoghi più famosi dell’intero Lago Maggiore.

Le Isole Borromee
Sono probabilmente l’immagine più conosciuta del lago.
L’arcipelago delle Isole Borromee comprende Isola Bella, Isola Madre e Isola dei Pescatori, oltre agli isolotti di San Giovanni e della Malghera.
Eppure le tre isole principali sono molto diverse tra loro.

Isola Bella
È quella più spettacolare.
Nel Seicento la famiglia Borromeo trasformò quello che era poco più di uno scoglio in una scenografica residenza aristocratica dominata dal grande Palazzo Borromeo e dai suoi giardini terrazzati.
Il risultato è volutamente teatrale.
Sale decorate, opere d’arte, grotte rivestite di pietre e conchiglie e soprattutto il grande giardino barocco che sembra emergere direttamente dal lago.
Le terrazze sovrapposte, le statue, le balaustre, l’obelisco e i celebri pavoni bianchi fanno di Isola Bella uno di quei luoghi che difficilmente si dimenticano.
Isola Madre
Isola Madre ha un carattere completamente diverso.
È la più grande delle Isole Borromee e, rispetto alla grandiosità barocca di Isola Bella, regala un’atmosfera più romantica e raccolta.
Il palazzo cinquecentesco è circondato da un grande giardino botanico all’inglese, sviluppato soprattutto nell’Ottocento e favorito dal particolare microclima del lago.
Camelie, azalee, rododendri, cipressi, palme e piante provenienti da diverse parti del mondo trasformano l’isola in un enorme giardino sull’acqua.
Se Isola Bella impressiona, Isola Madre invita soprattutto a rallentare.
E sul Lago Maggiore non è necessariamente un difetto.

Isola dei Pescatori
È la più piccola delle tre, ma anche l’unica stabilmente abitata.
L’Isola dei Pescatori, o Isola Superiore, conserva un piccolo nucleo di case addossate le une alle altre, vicoli stretti, ristoranti e un minuscolo lungolago.
Naturalmente nei periodi di maggiore affluenza è tutt’altro che solitaria, ma al mattino presto e verso sera riesce ancora a mostrare qualcosa della sua vecchia anima di villaggio di pescatori.
Vale la pena concederle un po’ di tempo senza limitarsi alla classica sosta per il pranzo tra una visita e l’altra.

Verbania: Pallanza e Intra
Continuando verso nord si raggiunge Verbania, nata nel 1939 dall’unione di diversi centri tra i quali Pallanza e Intra.
Ed è proprio questa doppia anima a renderla interessante.

Pallanza
Elegante e luminosa, Pallanza possiede uno dei lungolaghi più piacevoli del Verbano.
Piazza Garibaldi, i palazzi colorati, i portici e i vecchi edifici affacciati sull’acqua conservano ancora l’atmosfera della villeggiatura ottocentesca.
Sul lungolago si incontra anche la chiesa di San Leonardo, riconoscibile per l’alto campanile in pietra.
Negli ultimi tempi Pallanza ha conquistato anche una piccola notorietà cinematografica: alcune delle sue ville, piazze e grandi alberghi sono diventati set della seconda stagione di The Gentlemen.
Tra questi Villa Rusconi-Clerici, affacciata direttamente sul lago, e il Grand Hotel Majestic, costruito sul promontorio della Castagnola.
Dove è stato girato The Gentlemen 2: le location sul Lago Maggiore.
Ma anche dimenticando per un momento il cinema, Pallanza merita di essere scoperta lentamente, passeggiando lungo l’acqua e attraversando il suo piccolo centro storico.


Intra
Più vivace e commerciale è invece Intra, sviluppata attorno al suo porto.
Il cuore è Piazza Ranzoni, circondata da edifici storici, bar e ristoranti, dalla quale ci si può inoltrare nelle stradine del centro.
Intra non possiede forse l’immediata eleganza di Pallanza, ma racconta un altro volto del Lago Maggiore: quello di una cittadina che continua a vivere anche lontano dalla sua dimensione turistica.
Villa Taranto: uno dei giardini più belli del Lago Maggiore
Tra Pallanza e Intra si trovano i magnifici Giardini Botanici di Villa Taranto.
La loro storia è legata al capitano scozzese Neil McEacharn, che acquistò la proprietà negli anni Trenta del Novecento con l’intenzione di realizzare un grande giardino botanico.
Oggi il parco raccoglie migliaia di specie e varietà provenienti da tutto il mondo.
Viali, fontane, serre, terrazze e aiuole si alternano lungo un percorso che cambia completamente aspetto con le stagioni.
In primavera sono protagonisti tulipani, azalee e rododendri; più avanti arrivano dalie, ninfee e fioriture estive.
Anche per chi non è particolarmente appassionato di botanica, Villa Taranto aiuta a capire una caratteristica fondamentale del Lago Maggiore: qui il paesaggio naturale e quello costruito dall’uomo si intrecciano continuamente.

Cannero Riviera
Proseguendo verso il confine svizzero, il lago cambia lentamente carattere.
Cannero Riviera è uno dei borghi che meritano una sosta.
Protetto dalle montagne e favorito da un microclima particolarmente mite, è conosciuto per la vegetazione quasi mediterranea: camelie, agrumi, ulivi e palme crescono a pochi chilometri dalle Alpi.
Il piccolo lungolago, le case colorate e il vecchio porticciolo invitano più alla passeggiata che alla visita programmata.
Di fronte al paese emergono dall’acqua i suggestivi Castelli di Cannero, costruiti su piccoli isolotti rocciosi.
Sembrano rovine romantiche create apposta per il paesaggio del lago, ma la loro storia è molto meno pacifica e affonda nelle lotte tra le famiglie che controllavano il territorio nel Medioevo.

Cannobio
Poco prima del confine con la Svizzera troviamo Cannobio, uno dei centri più belli della sponda piemontese.
Il suo lungolago è una sequenza di antichi palazzi dalle facciate colorate, portici e terrazze affacciate sull’acqua.
Alle spalle, il borgo conserva vicoli e piazzette che raccontano un passato molto più antico della sua attuale vocazione turistica.
Da vedere anche il Santuario della Santissima Pietà e, avendo più tempo, l’Orrido di Sant’Anna, poco distante dal centro.
Ma Cannobio è soprattutto uno di quei luoghi nei quali vale la pena non avere fretta.
Una passeggiata sul lungolago, un tavolino all’aperto e il battello che passa davanti alle montagne possono tranquillamente diventare il programma del pomeriggio.

Il Lago Maggiore svizzero
Il confine politico quasi non si avverte nel paesaggio.
Il lago continua nel Canton Ticino e raggiunge Ascona e Locarno, acquistando progressivamente un’atmosfera ancora diversa.
Ascona
Tra le località svizzere del Lago Maggiore, Ascona è probabilmente quella che conserva maggiormente l’aria di luogo di villeggiatura.
Il suo lungolago è immediatamente riconoscibile: case dalle facciate colorate, ristoranti, piccoli alberghi e montagne che circondano l’acqua.
Alle sue spalle si nasconde un centro storico fatto di vicoli e cortili.
Ascona ha attirato nel Novecento artisti, intellettuali e spiriti decisamente anticonformisti, contribuendo a costruire quell’atmosfera un po’ bohémien che ancora oggi la distingue dalla vicina Locarno.

Locarno
Più grande e urbana, Locarno si sviluppa attorno alla famosa Piazza Grande.
Portici, palazzi e caffè ne fanno il cuore della città e ogni estate la piazza diventa un’enorme sala cinematografica all’aperto durante il Festival del Film.
Da qui si può raggiungere il Santuario della Madonna del Sasso, in posizione panoramica sopra la città, oppure semplicemente tornare verso il lago.
Ascona e Locarno sono vicinissime, ma abbastanza differenti da meritare entrambe una visita.

Le Isole di Brissago
Prima di lasciare la parte svizzera del lago merita una deviazione anche il piccolo arcipelago delle Isole di Brissago.
Sull’Isola Grande si trova un giardino botanico favorito dal clima particolarmente mite del Lago Maggiore.
Piante subtropicali provenienti da diversi continenti crescono qui praticamente all’aperto, creando un piccolo mondo esotico circondato dalle Alpi.
Ancora una volta, un giardino.
E non è casuale: sul Lago Maggiore ville e giardini sono quasi un filo invisibile che accompagna tutto il viaggio.
La sponda lombarda del Lago Maggiore
È probabilmente meno celebrata di quella piemontese, ma sarebbe un errore considerarla semplicemente l’altra riva.
Qui il paesaggio diventa spesso più verticale e selvaggio e custodisce alcuni dei luoghi più spettacolari dell’intero lago.
Angera e la Rocca Borromea
All’estremità meridionale del lago, Angera è dominata dalla grande Rocca Borromea.
La posizione è straordinaria.
Il castello sorge su uno sperone di roccia calcarea e controlla dall’alto la parte meridionale del Verbano, proprio di fronte ad Arona.
La fortezza conserva sale affrescate, cortili, torri e il curioso Museo della Bambola e del Giocattolo.
Ma basterebbe probabilmente il panorama per giustificare la salita.
Dalle terrazze della Rocca lo sguardo segue il lago, le montagne e i paesi disseminati lungo le due rive.
Sotto, Angera conserva un piccolo centro e un piacevole lungolago che permettono di trasformare la visita alla Rocca in una tappa di qualche ora.
L’Eremo di Santa Caterina del Sasso
Se dovessi scegliere un solo luogo della sponda lombarda da non perdere, probabilmente sarebbe questo.
L’Eremo di Santa Caterina del Sasso sembra letteralmente aggrappato alla parete rocciosa sopra il Lago Maggiore. Si trova a Leggiuno.
Secondo la tradizione, la sua origine è legata ad Alberto Besozzi, ricco mercante che nel XII secolo, sopravvissuto a un naufragio, decise di ritirarsi in questo luogo.
Nel corso dei secoli intorno al primo nucleo sorsero chiese, cappelle e ambienti monastici.
Il risultato è uno dei complessi religiosi più scenografici dei laghi italiani.
Loggiati, archi e affreschi si affacciano direttamente sull’acqua mentre dall’altra parte del lago appaiono Stresa e le Isole Borromee.
È uno di quei luoghi nei quali architettura e paesaggio sembrano essere stati pensati insieme, anche se sono il risultato di secoli di storia.

Laveno-Mombello
Laveno è uno dei principali porti della sponda lombarda e rappresenta anche uno dei collegamenti più comodi con quella piemontese grazie ai traghetti per Verbania.
Ma sarebbe un peccato utilizzarla soltanto per attraversare il lago.
Il paese si sviluppa attorno a un grande golfo naturale circondato dalle montagne.
La sua attrazione più conosciuta è la salita verso il Sasso del Ferro, dal quale nelle giornate limpide si apre uno dei panorami più ampi sul Lago Maggiore e sulle Alpi. Si può salire con la funivia.
Il lungolago, il porto e le vecchie frazioni completano una tappa che merita più di una semplice attesa del traghetto.
Sul Lago Maggiore il “sasso” ricorre spesso nei nomi dei luoghi: dal Sasso del Ferro all’Eremo di Santa Caterina del Sasso, fino alla Madonna del Sasso che domina Locarno. Non è difficile capirne il motivo osservando un paesaggio in cui montagne e pareti rocciose sembrano precipitare direttamente nell’acqua.
Cerro e il golfo di Laveno
A pochi chilometri da Laveno, Cerro offre invece un’atmosfera molto più raccolta.
Una piccola spiaggia, il lungolago e le vecchie case affacciate sull’acqua ne fanno una deviazione piacevole, soprattutto se si vuole conoscere il lago al di fuori delle località più celebri.
È anche sede del Museo Internazionale Design Ceramico, memoria dell’importante tradizione ceramica della zona.
Non è una tappa monumentale.
Ed è proprio per questo che potrebbe diventare una delle soste più piacevoli di un viaggio lento lungo il lago.

Luino
Più a nord troviamo Luino, cittadina legata soprattutto al suo celebre mercato del mercoledì, le cui origini risalgono al Cinquecento.
Ma Luino non è soltanto mercato.
Il lungolago, il porto, i palazzi Liberty e le strade del centro raccontano la storia di una località di confine cresciuta grazie agli scambi tra Lombardia e Svizzera.
È inoltre la città legata allo scrittore Piero Chiara, che proprio sul Lago Maggiore ambientò molte delle sue storie.
E questa dimensione letteraria aggiunge qualcosa al paesaggio: il lago di Chiara non è quello delle grandi ville aristocratiche, ma quello dei caffè, delle pensioni, dei piccoli intrighi e della vita di provincia.
Maccagno
Prima di raggiungere il confine svizzero, Maccagno regala uno degli ultimi paesaggi della sponda lombarda.
Il paese è diviso dal torrente Giona e conserva un piccolo nucleo storico, un porticciolo e una lunga passeggiata sull’acqua.
Il moderno Museo Parisi Valle, costruito quasi sospeso sopra il torrente, crea un curioso contrasto con le case più antiche.
Ma ancora una volta il motivo migliore per fermarsi è semplicemente il lago.
Qui siamo ormai vicinissimi alla Svizzera e le montagne sembrano stringersi progressivamente intorno all’acqua.
Ville, giardini e grandi alberghi: l’anima elegante del Lago Maggiore
Dopo aver percorso entrambe le sponde, ci si accorge che esiste un elemento che ritorna continuamente.
Il Lago Maggiore è un lago di villeggiatura.
Lo raccontano le ville dei Borromeo, i giardini botanici, i palazzi di Pallanza, i grandi alberghi di Stresa e le dimore costruite tra Ottocento e Novecento.
La vicinanza con Milano e la Svizzera, l’arrivo della ferrovia e il fascino esercitato dai laghi italiani sui viaggiatori europei trasformarono progressivamente queste rive in un luogo di soggiorno internazionale.
E forse è proprio questa eleganza un po’ fuori dal tempo ad aver convinto anche il cinema.
Non sorprende che Guy Ritchie abbia scelto il Lago Maggiore per ambientare parte della seconda stagione di The Gentlemen: ville aristocratiche, motoscafi, grand hotel e giardini affacciati sull’acqua sembrano appartenere naturalmente al mondo della serie.
Ma basta allontanarsi dalle località più celebri per scoprire un lago differente.
Quello dei piccoli porti, dei battelli, delle spiaggette nascoste, dei paesi attraversati quasi senza accorgersene.
Ed è forse proprio l’alternanza tra questi due mondi a rendere il Lago Maggiore così interessante.
Come organizzare un viaggio sul Lago Maggiore
Per conoscere davvero il Lago Maggiore, tre giorni sono il minimo che consiglierei.
In tre giorni si può costruire un itinerario equilibrato dedicando una giornata a Stresa e alle Isole Borromee, una alla zona di Verbania e alla parte settentrionale piemontese e una alla sponda lombarda.
Con quattro o cinque giorni diventa invece possibile rallentare, inserire la parte svizzera e soprattutto smettere di controllare continuamente l’orologio.
L’auto è molto comoda per raggiungere borghi, ville e punti panoramici, ma sul Lago Maggiore il battello fa parte del viaggio.
Attraversare il lago dall’acqua permette di comprenderne molto meglio la geografia e soprattutto di vedere ville, giardini e paesi dalla prospettiva per la quale molti di essi furono originariamente progettati.
Quando andare sul Lago Maggiore
Primavera e inizio autunno sono probabilmente i periodi più piacevoli.
Tra aprile e maggio i grandi giardini sono nel momento delle fioriture e le temperature invitano a trascorrere intere giornate all’aperto.
Settembre e inizio ottobre regalano invece giornate spesso ancora miti, una luce più morbida e un’atmosfera generalmente più tranquilla rispetto all’estate.
Ed è forse proprio l’autunno il momento che sceglierei per percorrere il lago lentamente, quando le giornate cominciano ad accorciarsi e i grandi alberghi illuminati sul lungolago tornano ad avere quell’aria vagamente Belle Époque che appartiene così bene a questo luogo.
Un viaggio lento sul Lago Maggiore
Il Lago Maggiore non ha bisogno di essere percorso tutto in una volta.
Anzi.
Forse il modo migliore per conoscerlo è proprio tornare, cambiare sponda e lasciarsi ogni volta qualcosa da vedere.
Una volta saranno le Isole Borromee e i grandi giardini. Un’altra l’eremo sospeso sopra l’acqua e i piccoli paesi della sponda lombarda. Un’altra ancora Ascona e la parte svizzera.
Perché, nonostante la fama di Stresa e delle sue isole, il Lago Maggiore non è fatto di una sola immagine.
È aristocratico e popolare, italiano e svizzero, monumentale e sorprendentemente semplice. Ha palazzi sontuosi e barchette ormeggiate davanti alle case, giardini perfetti e montagne che sembrano precipitare nell’acqua.
Ed è soprattutto un lago che invita a viaggiare lentamente.
Non soltanto per vedere di più.
Ma per avere il tempo di fermarsi.
