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Inghilterra letteraria: viaggio nei luoghi delle grandi scrittrici inglesi

Scrittrici inglesi, Inghilterra

Esiste un’Inghilterra che sembra essere stata scritta prima ancora che costruita. È fatta di canoniche affacciate sulla brughiera, cottage circondati da rose, biblioteche silenziose, giardini segreti e villaggi nei quali ci si aspetta di incontrare Miss Marple dietro una tenda.

È l’Inghilterra delle scrittrici, donne capaci di trasformare i luoghi in personaggi e i paesaggi in una parte essenziale delle loro storie.

Per conoscerla bisogna lasciare per qualche giorno le grandi attrazioni e seguire strade secondarie attraverso l’Hampshire, lo Yorkshire, il Devon, il Sussex, il Lake District e la Cornovaglia, tutte contee che ho visitato e amo. Si entra nelle case in cui furono scritti romanzi diventati immortali, si attraversano villaggi e città che ne conservarono le tracce e si cammina in paesaggi che continuano a evocare le atmosfere dei libri.

Da Jane Austen ad Agatha Christie, dalle sorelle Brontë a Virginia Woolf, scopriamo i luoghi delle grandi scrittrici inglesi e un’Inghilterra ancora più affascinante di quella immaginata tra le pagine.

Jane Austen: Chawton, Bath e Winchester

Nessun viaggio nell’Inghilterra letteraria potrebbe cominciare altrove. Jane Austen nacque nel 1775 a Steventon, un piccolo villaggio dell’Hampshire nel quale il padre era rettore. La canonica in cui trascorse i primi venticinque anni della sua vita non esiste più, ma la chiesa di St Nicholas e il paesaggio rurale che la circonda permettono ancora di immaginare il mondo della sua giovinezza.

Il luogo che più di ogni altro conserva la sua presenza è però Chawton. Nel 1809 Jane si trasferì in un cottage del villaggio insieme alla madre, alla sorella Cassandra e all’amica Martha Lloyd. Qui trascorse gli ultimi otto anni della sua vita creativa, rivedendo e preparando per la pubblicazione Ragione e sentimento, Orgoglio e pregiudizio e Northanger Abbey, e scrivendo Mansfield Park, Emma e Persuasione.

Oggi il cottage ospita la Jane Austen’s House. Le stanze sono semplici, domestiche e raccolte. Fra gli oggetti più emozionanti si trova il piccolo tavolo di noce sul quale Jane lavorava: un mobile quasi insignificante per dimensioni, diventato uno dei simboli più potenti della letteratura inglese.

A poca distanza sorge Chawton House, la dimora appartenuta al fratello Edward, adottato da una ricca famiglia e divenuto Edward Austen Knight. Jane la chiamava “the Great House”. Oggi custodisce una biblioteca dedicata alle opere delle scrittrici, soprattutto quelle vissute tra il Seicento e l’Ottocento, circondata da un giardino murato e dalla campagna dell’Hampshire.

Bath rappresenta invece la parentesi più mondana della sua vita. Jane vi abitò tra il 1801 e il 1806 e ambientò in città parte di Northanger Abbey e Persuasione. Le Assembly Rooms, il Royal Crescent, il Circus, la Pump Room e Gravel Walk compongono ancora la scenografia perfetta per il suo universo fatto di passeggiate, visite, balli e conversazioni durante le quali si decidevano reputazioni e matrimoni.

Il viaggio termina a Winchester. Nel 1817, ormai gravemente malata, Jane vi si trasferì per essere curata e morì in una casa di College Street. Fu sepolta nella cattedrale, dove una lapide ricorda le sue qualità personali ma, curiosamente, non accenna ai romanzi che l’avrebbero resa celebre in tutto il mondo.

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Chawton, Hampshire
Winchester, Hampshire

Agatha Christie: dal Devon a Greenway

Agatha Christie nacque nel 1890 a Torquay, sulla costa del Devon. La casa della sua infanzia, Ashfield, è stata demolita, ma la città continua a ricordarla attraverso un itinerario che tocca alcuni dei luoghi della sua vita: il Grand Hotel, dove trascorse la luna di miele con il primo marito Archie Christie, il Princess Pier, il Torquay Museum e il busto a lei dedicato.

La destinazione più affascinante rimane Greenway, la residenza acquistata da Agatha e dal secondo marito Max Mallowan nel 1938. Affacciata sul fiume Dart e circondata da boschi e giardini, fu soprattutto una casa di vacanza nella quale la famiglia si riuniva per trascorrere il Natale e le estati.

Greenway compare, trasformata dalla finzione, in diversi romanzi. Il molo e la rimessa delle barche ricordano le atmosfere di Poirot sul Nilo e della Sagra del delitto, mentre la casa e i suoi dintorni entrarono nell’immaginario della scrittrice come un perfetto scenario per delitti consumati all’interno di ambienti eleganti e apparentemente innocenti.

Gli interni conservano collezioni, libri, mobili e oggetti appartenuti alla famiglia. La casa, oggi tutelata dal National Trust, permette di conoscere Agatha Christie lontano dall’immagine pubblica: non soltanto la regina del giallo, ma una donna appassionata di archeologia, musica, viaggi e vita familiare.

Un altro luogo legato ai suoi romanzi è Burgh Island, raggiungibile dalla costa del Devon con la bassa marea e, quando l’acqua sale, a bordo di un curioso trattore marino. L’isola e il suo albergo in stile Art Déco contribuirono a ispirare le ambientazioni di Dieci piccoli indiani e Corpi al sole.

Agatha Christie trascorse inoltre gli ultimi decenni della sua vita a Winterbrook House, nei pressi di Wallingford, nell’Oxfordshire. È sepolta poco lontano, nel cimitero della chiesa di St Mary a Cholsey.

E Miss Marple? Il suo villaggio, St Mary Mead, non esiste. È la sintesi perfetta di numerosi villaggi inglesi: case curate, giardini fioriti, tè servito in salotto e una quantità di segreti sorprendente rispetto al numero degli abitanti. Ma per trovare la sua versione televisiva dovremo raggiungere un altro luogo, al termine del nostro viaggio.

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Greenway, Devon – la casa di Agatha Christie

Le sorelle Brontë e la brughiera di Haworth

Se l’universo di Jane Austen è fatto di salotti, proprietà e convenzioni sociali, quello delle sorelle Brontë appartiene alla brughiera.

Charlotte, Emily e Anne crebbero a Haworth, nello Yorkshire occidentale, dove il padre Patrick era parroco. La canonica nella quale vissero si trovava ai margini del villaggio, accanto alla chiesa e al cimitero, con la brughiera che cominciava poco oltre le ultime case.

Oggi Haworth ospita il Brontë Parsonage Museum, nel quale si possono attraversare le stanze dove nacquero Jane Eyre, Cime tempestose e La signora di Wildfell Hall. La sala da pranzo conserva uno degli oggetti più evocativi: il tavolo attorno al quale le sorelle camminavano la sera, discutendo delle storie che stavano scrivendo.

La strada principale di Haworth sale ripidamente fra case di pietra, librerie, sale da tè e vecchie locande. Sebbene il villaggio sia oggi una meta molto frequentata, basta allontanarsi dal centro per ritrovare l’isolamento che accompagnò la vita delle Brontë.

Uno dei percorsi più conosciuti conduce attraverso la brughiera fino a Top Withens, un casolare in rovina tradizionalmente associato alla dimora di Heathcliff in Cime tempestose. L’edificio non corrisponde alla descrizione del romanzo e non esistono prove che Emily lo abbia scelto come modello preciso. Ciò che conta è il paesaggio: il vento, l’erica, il terreno aperto e quel senso di solitudine nel quale la natura sembra assumere una volontà propria.

Haworth non è semplicemente il luogo in cui le Brontë vissero. È la chiave che consente di comprendere quanto profondamente il paesaggio sia entrato nelle loro opere.

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Brontë Parsonage Museum, Haworth
Haworth, il villaggio delle sorelle Brontë

Virginia Woolf: da Bloomsbury alla campagna del Sussex

L’Inghilterra letteraria di Virginia Woolf è divisa fra Londra e il Sussex.

A Londra, Bloomsbury rappresentò il centro della sua vita intellettuale. Virginia e i fratelli si trasferirono al numero 46 di Gordon Square nel 1904, dopo la morte del padre. In quelle stanze cominciarono a riunirsi scrittori, artisti ed economisti destinati a formare il Bloomsbury Group.

Le piazze alberate, le case georgiane e le strade comprese fra Gordon Square, Tavistock Square e Fitzroy Square conservano ancora qualcosa dell’atmosfera di quel mondo: conversazioni sulla letteratura e sull’arte, relazioni anticonvenzionali e una libertà cercata in aperto contrasto con la società vittoriana.

Per trovare il lato più intimo della scrittrice bisogna però raggiungere Rodmell, un piccolo villaggio del Sussex non lontano da Lewes. Qui Virginia e Leonard Woolf acquistarono Monk’s House nel 1919.

Il cottage, oggi affidato al National Trust, conserva libri, fotografie, mobili dipinti e oggetti quotidiani. In fondo al giardino si trova la stanza nella quale Virginia scriveva, circondata dal verde e dal paesaggio dei South Downs.

Poco distante sorge Charleston, casa della sorella Vanessa Bell e dell’artista Duncan Grant. Pareti, porte, camini e mobili furono decorati dagli stessi abitanti, trasformando l’edificio in una grande opera collettiva. Charleston non fu la casa di Virginia, ma rappresentò uno dei centri della cerchia di Bloomsbury e permette di entrare nell’universo creativo e personale che la circondava.

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Monk’s House, Rodmell, East Sussex

Beatrix Potter nel Lake District

Prima di diventare una delle autrici per bambini più amate al mondo, Beatrix Potter fu un’attenta osservatrice della natura. Disegnava animali, piante e funghi con precisione quasi scientifica, trasformando poi conigli, anatre, gatti e ricci in personaggi dotati di case, abiti e personalità.

Il successo di The Tale of Peter Rabbit le permise di acquistare Hill Top nel 1905. La fattoria si trova a Near Sawrey, nel Lake District, ed è probabilmente una delle case letterarie più riconoscibili d’Inghilterra.

Le stanze e il giardino compaiono in numerose illustrazioni: la porta, la scala, il camino, l’orto e il muro di pietra diventarono scenari per le avventure dei suoi personaggi. Visitare Hill Top significa avere la curiosa sensazione di essere entrati direttamente in uno dei suoi libri.

Ma il legame fra Beatrix Potter e il Lake District andò ben oltre la letteratura. Acquistò fattorie e terreni per proteggerli dalla speculazione, allevò pecore Herdwick e si impegnò nella conservazione del paesaggio. Alla sua morte lasciò al National Trust più di quattromila acri di terra e numerose proprietà.

Near Sawrey, Hawkshead e la campagna circostante raccontano quindi non soltanto la scrittrice e illustratrice, ma anche la donna che contribuì concretamente a preservare una parte importante del Lake District.

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Beatrix Potter, Lake District

Daphne du Maurier e la Cornovaglia

Poche scrittrici sono legate a un paesaggio quanto Daphne du Maurier alla Cornovaglia.

Il suo rapporto con questa terra cominciò negli anni Venti, quando la famiglia acquistò Ferryside, una casa affacciata sul fiume a Bodinnick, di fronte a Fowey. Daphne trovò nella costa, nelle insenature e nei boschi della zona un luogo nel quale vivere e scrivere lontano dalla mondanità londinese.

Fowey, con le sue strade ripide, il porto e le case aggrappate alle colline, è il punto di partenza ideale per entrare nel suo mondo. La cittadina dedica alla scrittrice percorsi e iniziative culturali, mentre il Fowey Festival ne celebra ancora l’eredità.

Il luogo più misterioso rimane Menabilly, la grande dimora isolata che Daphne prese in affitto e nella quale visse per circa venticinque anni. Nascosta fra i boschi della penisola di Gribbin, la casa contribuì a dare forma a Manderley, la tenuta di Rebecca.

Menabilly è una proprietà privata e non può essere visitata. Si può però camminare lungo i sentieri costieri e raggiungere Polridmouth Cove, la spiaggia vicina alla tenuta, ritrovando l’atmosfera appartata e inquieta dei suoi romanzi.

Più a nord, nel cuore della Bodmin Moor, si trova Jamaica Inn. L’antica locanda ispirò il romanzo omonimo, una storia di contrabbando, isolamento e minaccia ambientata in una Cornovaglia molto diversa dalle sue località balneari più eleganti.

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Fowey, Cornovaglia

Elizabeth Gaskell fra Manchester e Knutsford

Elizabeth Gaskell raccontò due Inghilterre apparentemente opposte: quella industriale di Manchester e quella provinciale, governata da piccole abitudini e relazioni sociali, di Knutsford.

Cresciuta a Knutsford, nel Cheshire, trasformò la cittadina nella Cranford del suo celebre romanzo. Le case georgiane, le locande e le strade del centro aiutano a comprendere quel mondo femminile fatto di visite, regole non scritte, pettegolezzi e solidarietà.

A Manchester si trova invece la casa nella quale Elizabeth abitò con la famiglia dal 1850 fino alla morte, avvenuta nel 1865. Nelle stanze del civico 84 di Plymouth Grove scrisse gran parte delle sue opere maggiori, fra cui Cranford e Nord e Sud, e ricevette amici come Charlotte Brontë, Charles Dickens e John Ruskin.

Restaurata dopo anni di abbandono, Elizabeth Gaskell’s House è oggi una casa-museo dall’atmosfera domestica. Non vuole apparire come un luogo immobile e intoccabile: i visitatori possono sedersi, sfogliare libri e immaginare la vita quotidiana della famiglia.

Il passaggio da Knutsford a Manchester permette inoltre di comprendere la duplice anima della scrittrice: l’osservatrice affettuosa della provincia e la narratrice attenta alle tensioni sociali della città industriale.

Elizabeth Gaskell’s House

George Eliot e il Warwickshire

George Eliot, pseudonimo di Mary Ann Evans, nacque nel 1819 nella tenuta di Arbury Hall, vicino a Nuneaton. Trascorse gran parte dell’infanzia a Griff House, in un paesaggio di campagne, fattorie e piccoli centri destinato a riapparire nelle sue opere.

Il Warwickshire divenne il modello per le Midlands rurali dei suoi romanzi: una società apparentemente quieta ma attraversata da ambizioni, pregiudizi, cambiamenti economici e conflitti morali.

Nuneaton conserva diverse tracce della scrittrice, mentre i villaggi e la campagna circostante aiutano a riconoscere il mondo che ispirò località immaginarie come Milby e Raveloe.

Questa è forse una delle tappe meno spettacolari del viaggio, ma proprio per questo può risultare particolarmente interessante: non una casa letteraria trasformata in attrazione, bensì un territorio da osservare lentamente, cercando nelle strade e nel paesaggio le radici di una delle maggiori voci del romanzo vittoriano.

George Eliot, il Warwickshire e Arbury Hall

Vita Sackville-West: Knole e Sissinghurst

La storia di Vita Sackville-West attraversa due delle più affascinanti dimore del Kent.

Vita nacque e crebbe a Knole, un’immensa casa aristocratica circondata da un parco popolato da cervi. Amava profondamente quella dimora, ma non poté ereditarla perché donna: alla morte del padre, la proprietà passò a un parente maschio.

La perdita di Knole segnò profondamente la sua vita e contribuì a ispirare Virginia Woolf nella creazione di Orlando, romanzo dedicato proprio a Vita.

Nel 1930, Vita e il marito Harold Nicolson acquistarono Sissinghurst Castle. La proprietà era in cattive condizioni, ma i due la trasformarono creando un giardino composto da ambienti distinti, quasi stanze all’aperto.

Vita lavorava nella torre elisabettiana, raggiungibile attraverso una scala stretta. La sua stanza di scrittura è ancora colma di libri e mantiene un carattere sorprendentemente personale.

Il celebre White Garden, il roseto, i muri di mattoni e le prospettive studiate da Harold rendono Sissinghurst molto più di un giardino storico. È una creazione letteraria realizzata attraverso piante, colori e architettura.

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Sissinghurst Castle Garden, Kent
Sissinghurst Castle

Frances Hodgson Burnett e il vero giardino segreto

Frances Hodgson Burnett nacque a Manchester ma trascorse gran parte della vita fra l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Il luogo inglese più strettamente legato alla sua immaginazione è Great Maytham Hall, vicino a Rolvenden, nel Kent.

La scrittrice abitò nella proprietà tra il 1898 e il 1907. Nel terreno scoprì un antico giardino murato, nascosto e ormai invaso dalla vegetazione. Raccontò che un pettirosso l’aveva guidata verso la porta celata nell’edera: un episodio destinato a riapparire ne Il giardino segreto.

Frances fece restaurare il giardino, lo riempì di rose e vi sistemò un tavolo al quale poteva scrivere in solitudine. La casa attuale fu ricostruita successivamente su progetto di Edwin Lutyens e non è una casa-museo aperta normalmente al pubblico, ma il legame fra quel luogo e il romanzo rimane uno dei più affascinanti della letteratura inglese.

È anche una storia perfettamente coerente con questo viaggio: ancora una volta un giardino, un muro e una porta nascosta diventano l’origine di un mondo immaginario.

Secret Garden, Great Maytham Hall, Kent

Mary Shelley: Bath e la nascita di Frankenstein

L’idea di Frankenstein nacque nell’estate del 1816 sulle rive del lago di Ginevra, ma una parte importante del romanzo fu sviluppata e scritta a Bath, dove Mary Shelley visse fra il 1816 e il 1817.

La città elegante di Jane Austen assume così un volto completamente diverso: non più soltanto balli e passeggiate, ma il luogo nel quale una giovanissima scrittrice diede forma a una delle storie più influenti della cultura occidentale.

La Mary Shelley’s House of Frankenstein è un museo moderno e immersivo: non si trova nella vera abitazione della scrittrice, ma racconta la sua vita, la nascita del romanzo e le innumerevoli trasformazioni subite dalla Creatura nel cinema e nell’immaginario popolare.

Mary Shelley è sepolta nel cimitero della chiesa di St Peter a Bournemouth, nel Dorset. La tomba unisce simbolicamente la sua storia a quella della famiglia, con la quale trascorse gli ultimi anni della vita.

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Bath, Somerset

I villaggi letterari del cinema e della televisione

Esiste infine un’altra Inghilterra letteraria: quella che non appartenne direttamente alle scrittrici, ma che il cinema e la televisione scelsero per dare un volto alle loro storie.

È importante distinguerla dai luoghi biografici, ma sarebbe un peccato escluderla. Molti villaggi inglesi sono entrati nel nostro immaginario proprio grazie agli adattamenti televisivi.

Nether Wallop, il villaggio di Miss Marple

Nether Wallop si trova nella Test Valley, nell’Hampshire, ed è un piccolo villaggio di cottage con il tetto di paglia, giardini e strade tranquille.

Negli anni Ottanta fu utilizzato come St Mary Mead negli adattamenti della BBC con Joan Hickson. È probabilmente la versione televisiva più convincente del villaggio immaginato da Agatha Christie: ordinato, apparentemente innocuo e perfetto per nascondere segreti dietro ogni siepe.

Non esiste una grande attrazione dedicata a Miss Marple. Il piacere consiste semplicemente nel passeggiare per il villaggio, riconoscere scorci della serie e immaginare la protagonista intenta a osservare i vicini.

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Dane Cottage, la casa di Miss Marple nella serie BBC, e la chiesa di St Andrew’s a Nether Wallop

Lacock, il villaggio dalle molte identità

Lacock, nel Wiltshire, sembra costruito appositamente per diventare una location. Le strade sono rimaste quasi prive di elementi moderni e le case di pietra hanno permesso al villaggio di interpretare numerose epoche.

Nell’adattamento BBC di Orgoglio e pregiudizio del 1995 Lacock diventò Meryton, la cittadina frequentata dalle sorelle Bennet. È apparso anche in produzioni tratte da opere di Elizabeth Gaskell e in numerosi film e serie in costume.

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Lacock, Cotswolds – Inghilterra

Le dimore di Jane Austen sullo schermo

Lyme Park, nel Cheshire, prestò la facciata e i giardini a Pemberley nella serie BBC Orgoglio e pregiudizio del 1995. È qui che Elizabeth incontra Mr Darcy, interpretato da Colin Firth, mentre lui si avvicina ancora bagnato dopo un tuffo nel lago: una scena diventata tra le più celebri della serie.

Chatsworth House, nel Derbyshire, diventò invece Pemberley nel film del 2005 con Keira Knightley e Matthew Macfadyen. La casa è citata anche nel romanzo di Jane Austen, sebbene non esista la certezza che fosse il modello immaginato dalla scrittrice.

Questi luoghi non raccontano la vita di Jane Austen, ma mostrano come ogni generazione abbia ricreato la sua Inghilterra scegliendo dimore, villaggi e paesaggi capaci di restituire l’eleganza e le tensioni sociali dei suoi romanzi.

Lyme Park, Cheshire
Chatsworth House, Derbyshire

Un viaggio nell’Inghilterra delle scrittrici

Seguire le tracce delle grandi scrittrici inglesi significa attraversare regioni molto diverse e scoprire quanto profondamente i luoghi abbiano influenzato la loro immaginazione.

L’Hampshire di Jane Austen è fatto di villaggi, canoniche e proprietà di campagna. Lo Yorkshire delle Brontë è dominato dalla brughiera. La Cornovaglia di Daphne du Maurier vive di scogliere, boschi e dimore nascoste. Il Lake District di Beatrix Potter è un paesaggio da osservare e proteggere. Il Sussex di Virginia Woolf unisce silenzio, arte e libertà intellettuale.

Alcune case sono diventate musei; altre rimangono private o sono scomparse. Talvolta resta soltanto un sentiero, una tomba, una chiesa o un giardino. Ma è proprio questa ricerca a rendere il viaggio affascinante: non si tratta di collezionare attrazioni, bensì di comprendere come un luogo reale possa trasformarsi in letteratura.

Naturalmente non è necessario unirsi a una comitiva di sconosciute vestite in abiti Regency. Si può viaggiare in due, seguendo i propri tempi e le proprie curiosità. Possibilmente con una casa letteraria per me e, per garantire la collaborazione di Alan, un buon pub nei dintorni.

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