La Valle della Loira è irresistibile non solo per gli amanti del vino, ma soprattutto per gli appassionati di storia architettura.
Per la Valle della Loira potrei dire quello che vale per la Scozia, ovunque ci si trovi c’è un Castello. È un territorio poetico puntellato di castelli, manieri e dimore storiche edificate dal medioevo fino al Rinascimento.
Potrete ammirare incredibili fortezze difensive ma soprattutto veri gioielli di eleganza e di raffinatezza, circondati da specchi d’acqua e giardini lussureggianti per ricreare un’immagine armoniosa perfettamente immersa nella natura.
I castelli della Loira sono oltre 300 e ovviamente vederli tutti è quasi impossibile. E dopo un po’ torri, arazzi, appartamenti reali e giardini rischierebbero di confondersi. Visitare i castelli della Loira non significa necessariamente passare da una dimora all’altra cercando di vederne il maggior numero possibile. Per un primo viaggio è meglio selezionare castelli differenti per architettura, storia e ambientazione, alternandoli alle città, ai villaggi e ai paesaggi della valle.
Chambord e Chenonceau sono le due visite più celebri, ma non raccontano da sole tutta la varietà della regione. Blois permette di attraversare diversi secoli di architettura francese, Chinon e Angers riportano al Medioevo, Villandry e Chaumont-sur-Loire mostrano due modi molto diversi di concepire il giardino, mentre Azay-le-Rideau offre una dimensione più raccolta e armoniosa.
Quindi qui sotto un elenco su quelli assolutamente da visitare durante la vostra prima visita nella Loira. Questa selezione offre di tutto: un castello monumentale, uno costruito sull’acqua, giardini storici, residenze rinascimentali, fortezze medievali e capolavori dell’arte tessile.

Quelli da visitare sicuramente:
Chambord, per l’architettura monumentale, la scala a doppia elica e le terrazze Chenonceau, per la galleria costruita sul Cher, gli interni, le cucine e i giardini. Villandry, soprattutto per i giardini. Blois, per comprendere l’evoluzione dell’architettura e la storia della corte francese. Azay-le-Rideau, il più armonioso e romantico, riflesso nell’Indre. Chinon, una vera fortezza medievale, legata a Enrico II Plantageneto e Giovanna d’Arco. Chaumont-sur-Loire, per il castello, il parco e il Festival internazionale dei giardini. Angers, per la fortezza e soprattutto per lo straordinario Arazzo dell’Apocalisse. Amboise, perché domina la Loira la piacevole cittadina. Clos Lucé, dove visse Leonardo. Loches, per la storia, l’atmosfera e il villaggio Brézé, una visita davvero insolita.
Ma cominciamo ad andar per castelli:
Chambord
Chambord è il castello più monumentale della Loira e quello che meglio esprime le ambizioni di Francesco I. La sua costruzione iniziò nel 1519, ma i lavori proseguirono, con numerose interruzioni, per molti anni.
Il cuore dell’edificio è la celebre scala a doppia elica: due rampe si avvolgono intorno allo stesso nucleo centrale permettendo a chi sale e a chi scende di intravedersi senza necessariamente incontrarsi. Altrettanto interessanti sono le terrazze, dalle quali si osserva da vicino l’insolita successione di torri, camini, abbaini e tetti.
Più degli appartamenti, non sempre riccamente arredati, sono l’architettura e le dimensioni del complesso a giustificare la visita. Il Domaine national de Chambord comprende inoltre una vastissima tenuta forestale cinta da un muro lungo circa 32 chilometri. Domaine national de Chambord

Chenonceau
Chenonceau è probabilmente il castello più elegante e scenografico della Valle della Loira, costruito secondo il modello di un Palazzo Veneziano. La sua immagine è legata alla lunga galleria costruita sopra il fiume Cher e alle donne che ne determinarono la storia, da Katherine Briçonnet, moglie del Segretario generale delle Finanze del re Francesco I. Fu lei la vera committente del castello originario e anche la prima delle dame di Chenonceau, che svolsero un ruolo fondamentale nell’abbellimento del monumento e dei suoi giardini.
Altre due dame importanti sono Diana di Poitiers, la favorita di Re Enrico II, il quale nel 1547 le offrì Chenonceau. Diana di Poitiers oltre alla bellezza disponeva di intelligenza e un ottimo senso degli affari. I giardini da lei creati intorno al castello sono tra i più spettacolari e moderni del suo tempo. Costruendo il celebre ponte sul fiume Cher, Diana offre a Chenonceau la sua architettura unica al mondo.
Altra dama molto importante è Caterina de’ Medici, una volta divenuta la vedova di Re Enrico II, allontana Diana e interviene sui giardini e prosegue i lavori facendo costruire la galleria a due piani per organizzarvi delle feste sontuose. Reggente, Caterina dirige il regno dal suo studiolo verde, insedia a Chenonceau il fasto italiano ed instaura l’autorità del giovane re.
La visita comprende gli appartamenti, la cappella, le cucine ricavate nei piloni del ponte e i due giardini principali. Durante la Prima guerra mondiale la galleria venne trasformata in ospedale; nella Seconda guerra mondiale il castello si trovò invece a cavallo della linea di demarcazione.
Pur essendo uno dei siti più frequentati della regione, Chenonceau merita una visita completa, possibilmente nelle prime ore della giornata. Sito ufficiale di Chenonceau

Château de Villandry
A Villandry il castello passa quasi in secondo piano rispetto ai giardini. L’attuale sistemazione non è però, come afferma il testo originario, la semplice conservazione di un giardino del XIV secolo: è il risultato del grande intervento avviato all’inizio del Novecento da Joachim Carvallo e Ann Coleman.
I giardini sono disposti su più terrazze e comprendono il giardino ornamentale, il giardino d’acqua, il giardino dei semplici e il celebre orto decorativo. Il punto migliore per comprenderne la geometria è il belvedere. Villandry è quindi una visita da privilegiare nella stagione in cui il verde e le fioriture possono essere apprezzati pienamente. Château de Villandry

Château Royal de Blois
Il castello reale di Blois è particolarmente interessante perché riunisce, intorno allo stesso cortile, edifici appartenenti a epoche e stili diversi: dal Medioevo al gotico, dal Rinascimento all’architettura classica.
Più che un castello dall’immagine fiabesca, è un luogo attraverso il quale comprendere la storia politica e artistica della Francia. Fu residenza di re e regine e teatro di eventi fondamentali, tra cui l’assassinio del duca di Guisa nel 1588. Il vantaggio è inoltre quello di poter abbinare la visita al centro storico di Blois, evitando una giornata dedicata esclusivamente ai castelli. Château royal de Blois

Château d’Azay-le-Rideau
Costruito su un’isola dell’Indre, Azay-le-Rideau è uno degli esempi più armoniosi del primo Rinascimento francese. Le facciate chiare, le torrette e il riflesso sull’acqua gli conferiscono un aspetto più raccolto e romantico rispetto alla grandiosità di Chambord.
Gli interni consentono di osservare come la dimora sia cambiata nel corso dei secoli, ma il suo fascino nasce soprattutto dal rapporto tra edificio, acqua e parco paesaggistico. È una visita facilmente abbinabile a Villandry, purché non la si comprima eccessivamente. Château d’Azay-le-Rideau

Fortesse Royale de Chinon
La Fortezza reale di Chinon non domina la Loira, come sostiene erroneamente il vecchio testo, ma la Vienne. È una visita molto diversa dalle residenze rinascimentali: qui contano soprattutto le mura, le torri e la posizione sopra la cittadina medievale.
Chinon fu una delle residenze predilette di Enrico II Plantageneto e nel 1429 ospitò l’incontro tra Giovanna d’Arco e il futuro Carlo VII. Alcuni Templari vi furono imprigionati all’inizio del XIV secolo, ma il racconto del testo originale semplifica eccessivamente la loro vicenda.
Visiterei Chinon anche per la città sottostante, le strade antiche e l’atmosfera legata al vino e alla Vienne. Fortezza reale di Chinon

Chaumont-sur-Loire
Chaumont-sur-Loire unisce una dimora storica a un grande centro dedicato al paesaggio e all’arte contemporanea. Il castello appartenne anche a Caterina de’ Medici, che lo cedette a Diane de Poitiers in cambio di Chenonceau.
La ragione principale per inserirlo nell’itinerario è però il Domaine, che ogni anno ospita il Festival internazionale dei giardini con progetti sempre nuovi. Non parlerei quindi di “26 giardini” come se fossero una dotazione immutabile: numero e allestimenti possono cambiare con le diverse edizioni. È una visita che richiede diverse ore. Domaine de Chaumont-sur-Loire

Château d’Angers
Il castello di Angers si distingue immediatamente per la cinta fortificata in scisto scuro e pietra chiara. L’aspetto esterno è austero, mentre all’interno si trovano edifici residenziali e giardini.
Il vero motivo per visitarlo è l’Arazzo dell’Apocalisse, commissionato nel XIV secolo da Luigi I d’Angiò. Il ciclo superstite misura circa cento metri ed è uno dei più importanti complessi tessili medievali al mondo. Angers merita quindi una giornata che comprenda anche il centro storico, non una semplice deviazione frettolosa. Château d’Angers

Château Royal d’Amboise
Costruito su un promontorio roccioso che domina la Loira e i tetti della cittadina, il Castello reale di Amboise fu una delle residenze predilette dei sovrani francesi tra il XV e il XVI secolo. Fu soprattutto Carlo VIII, cresciuto tra queste mura, a trasformare l’antica fortezza medievale in un sontuoso palazzo reale, introducendo elementi architettonici ispirati al Rinascimento italiano.
Del vastissimo complesso originario rimane oggi soltanto una parte, ma la visita consente ancora di attraversare gli appartamenti reali, passeggiare sui bastioni e salire lungo le insolite torri percorse un tempo anche da cavalli e carrozze. Dai giardini e dalle terrazze si apre inoltre uno dei panorami più belli sulla valle della Loira.
All’interno della cappella di Saint-Hubert, piccolo gioiello del gotico fiammeggiante recentemente restaurato, si trova la tomba attribuita a Leonardo da Vinci. L’artista non abitò però nel castello, come spesso viene erroneamente raccontato, ma nel vicino Clos Lucé, dove trascorse gli ultimi tre anni della sua vita.
Amboise merita di essere scelta anche per la cittadina sottostante, piacevole da esplorare e abbastanza animata da costituire una buona base per visitare i castelli e i vigneti della zona. Castello reale di Amboise

Clos Lucé
A circa quattrocento metri dal Castello reale di Amboise si trova il Clos Lucé, la dimora nella quale Leonardo da Vinci visse dal 1516 fino alla morte, avvenuta il 2 maggio 1519. Invitato in Francia da Francesco I, Leonardo attraversò le Alpi portando con sé manoscritti, disegni e alcune delle sue opere più celebri, tra cui la Gioconda.
La visita permette di entrare negli ambienti nei quali trascorse gli ultimi anni: la camera da letto, lo studio, la cucina e le stanze arredate secondo il gusto dell’epoca. Più che un castello tradizionale, Clos Lucé è un luogo dedicato alla vita, alle intuizioni e alla straordinaria curiosità dell’artista.
Nel grande parco sono state realizzate ricostruzioni e modelli ispirati ai suoi progetti: macchine volanti, ponti, congegni idraulici e invenzioni militari consentono di comprendere concretamente la modernità del suo pensiero. Il percorso prosegue nelle gallerie dedicate a Leonardo pittore e architetto.
Amboise e Clos Lucé possono essere visitati nella stessa giornata, ma non li considererei semplicemente due castelli: insieme raccontano il rapporto tra la corte francese e uno dei protagonisti assoluti del Rinascimento. Per visitarli entrambi con calma e passeggiare nella cittadina destinerei loro quasi un’intera giornata. Clos Lucé

