Come tenere correttamente un calice di vino? E soprattutto, come scegliere cosa bere quando davanti a una carta dei vini non sappiamo da dove cominciare?
Non è necessario essere sommelier per bere bene.
Bastano poche regole, un po’ di curiosità e soprattutto la voglia di ascoltare ciò che abbiamo nel bicchiere.
Perché un calice contenente del buon vino merita un certo rispetto. E no, non va impugnato come capita.
Come tenere correttamente un calice di vino
Un calice non è l’ultima clutch rimasta in saldo da Gucci, quindi non c’è alcun bisogno di agguantarlo.
Non scappa.
Il calice va tenuto dallo stelo, evitando di avvolgere la coppa con la mano.
Non è soltanto una questione di eleganza.
Tenendolo per lo stelo evitiamo di scaldare il vino con il calore della mano, lasciamo la coppa pulita dalle impronte e possiamo osservare meglio colore e limpidezza.
C’è poi un altro particolare: tenere la mano lontana dalla coppa evita che eventuali profumi presenti sulla pelle interferiscano con quelli del vino quando avviciniamo il bicchiere al naso.
Non serve neppure impugnare rigidamente lo stelo alla base come se stessimo partecipando a un esame da sommelier.
Il vino deve essere un piacere, non una prova pratica.
Basta tenere comodamente il calice dallo stelo senza stringere la coppa.
Come ordinare un vino se non siete esperti
Questa è probabilmente la parte che mette maggiormente in difficoltà.
Davanti a una carta con decine o centinaia di etichette non c’è niente di male nel non sapere cosa scegliere.
E soprattutto non è necessario fingere di saperlo.
Una buona carta dei vini dovrebbe essere accompagnata da qualcuno capace di raccontarla e di aiutare il cliente a trovare il vino giusto.
Quindi chiedete.
Dite cosa vi piace, cosa avete intenzione di mangiare e, se necessario, quanto volete spendere.
Sono informazioni molto più utili di qualsiasi tentativo di scegliere un’etichetta soltanto perché ne conoscete il nome.
Se avete voglia di bollicine, per esempio, non fermatevi automaticamente al Prosecco.
Chiedete quali Metodo Classico vengono proposti al calice. In Italia ne esistono di splendidi, prodotti in territori e con vitigni molto diversi.
E naturalmente c’è lo Champagne.
Non perché sia necessariamente la scelta migliore in qualsiasi occasione, ma perché è un mondo straordinariamente vasto e interessante che merita di essere conosciuto.
La cosa più divertente del vino è proprio questa: più si assaggia, più si scopre quanto ancora ci sia da assaggiare.
Come assaggiare il vino
Ora che abbiamo imparato a tenere il bicchiere possiamo finalmente occuparci della parte importante: berlo.
Con calma.
Prima osservatelo.
Poi avvicinate il bicchiere al naso e provate semplicemente a sentire cosa vi ricorda.
Frutta? Fiori? Spezie? Pane? Erbe? Qualcosa di minerale?
Non importa se non conoscete il termine tecnico corretto.
Non state sostenendo un esame.
State bevendo vino.
Con i vini fermi potete far roteare delicatamente il bicchiere: il movimento favorisce l’ossigenazione e aiuta a liberare gli aromi.
Con uno spumante, invece, lasciatelo tranquillo. Le bollicine contribuiscono naturalmente a portare i profumi verso il naso e non abbiamo alcun bisogno di maltrattare il perlage.
Poi assaggiate.
Tenete il vino qualche istante in bocca e cercate di capire che cosa vi trasmette.
Non dovete necessariamente trovare sentori di sottobosco dopo un temporale di settembre.
Magari vi piace.
Magari non vi piace.
È già un’informazione importante.
Il vino non deve diventare un esame
Si può imparare moltissimo sul vino e non finire mai di imparare.
Vitigni, territori, annate, produttori, tecniche di vinificazione: dietro un bicchiere può esserci un mondo intero.
Ma tutto questo non dovrebbe mai farci dimenticare perché abbiamo cominciato a bere vino.
Per piacere.
La conoscenza rende quel piacere più consapevole, permette di riconoscere le differenze e ci spinge ad assaggiare cose nuove.
Non dovrebbe però trasformare ogni bicchiere in una prestazione.
Il vino è vivo e qualcosa trasmette sempre. Prima o poi capirete che cosa.
Non dobbiamo necessariamente approcciarci al vino come tecnici.
Possiamo semplicemente essere appassionati.
Assaggiare, essere curiosi, fare domande e soprattutto godere del vino senza vivisezionarlo.
E magari, la prossima volta che qualcuno vi porge un calice, ricordatevi soltanto una cosa:
prendetelo dallo stelo.
Al resto penserà il vino.
Evviva!
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E se volete assaggiare bollicine Siciliane, qui ne abbiamo parlato proprio in questi giorni:
https://vinidisicilia.wordpress.com/2016/01/03/best-of-italian-bubbly-2015-uncorked-in-italy/
Grazie per i tuoi consgli! Stile divertentissimo davvero! Da poco scrivo per un blog relativo al mondo del vino e trovare queste ispirazioni è sempre un piacere! (Se sei su facebook mi piacerebbe invitarti in un gruppo dei miei blogger italiani preferiti, di modo che ogni volta che c’è un nuovo post, lo possa vedere 🙂 ). Se mi chiedi il contatto ti aggiungo con piacere.
Grazie a te! Sempre un piacere ricevere complimenti da chi ama il vino.
Ho adorato il tuo post! Scritto in modo ironico ma allo stesso tempo molto interessante. Io il vino lo amo, ma lo ammetto, ne so pochissimo. Mi sono ripromessa che prima o poi farò qualche corso per capirci di più!
I corsi di degustazione sono più che sufficienti
Sono friulana e ordinare vino è la norma. Aggiungo una cosa… fidarsi del cameriere! Ho scoperto vini incredibili seguendo i loro consigli. un bacione!
Certo io sono fidanzata con uno dei migliori sommelier d’Italia (è stato il requisito per il quale l’ho scelto, dato che non era particolarmente ricco😉) quindi mi affido totalmente a lui che sa di cosa si parla o alla mia conoscenza ma se il cameriere è preparato ovvio che sì……
Post molto divertente, fresco e diverso da molti altri! ti faccio i miei complimenti per l’originalità!!
Grazie Rocio!
🙂 sono secoli che cerco di far capire l’eleganza che c’è dietro un gesto cosi semplici. Secondo me è un gesto molto sexy se fatto bene!
Finalmente! C’è bisogno di indicazioni di questo tipo ogni volta che sono con qualcuno che per leggere l’etichetta del vino che siamo bevendo prende la bottiglia dal tronco e non dalla base o dal collo (cioè, non ti basta riscaldare con il calore delle mani il tuo calice, vuoi portare ad ebollizione anche la bottiglia?!?!)
Come dico sempre… se non sa tenere il calice, non può essere vero amore
Ottima filosofia!
Quante cose interessanti che hai scritto Sabrina! Da qualche anno mi sto interessando tantissimo al culto del vino, e mi hai dato alcune dritte che ancora non conoscevo, o davo per scontato! Credo che tornerò spesso a spulciare i tuoi post, prendendo appunti 🙂
Grazie Valentina ❤️
Mentre leggevo mi tornavano in mente , gli anni dell’università, quando per mantenermi agli studi, ho lavorato in diverse strutture ricettive, alcune stellate altre no..
E ricordo che da come il cliente di turno si approcciava al calice, riuscivamo a capire che tipo di persona avevamo davanti e i limiti che ci dovevamo imporre! Grazie per aver riportato a galla alcuni dei miei più esileranti ricordi!
Ottimi trucchi e consigli da buon intenditrice di vino. La cultura del vino è davvero fantastica, si conoscono anche delle persone interessanti e questo post mi ha fatta ricordare una in particolare.
Grazie! Quello del vino è un mondo fantastico e mi fa piacere che ti abbia fatto ricordare bei momenti il post
Mi fai venire voglia di cominciare a bere qualche bicchierino….ahahahah <3
Cosa aspetti!?😉