WINE & FOOD

Vi insegno un paio di trucchi: come tenere il calice e come ordinare il vino

Non è una cosa scontata, un calice contenente del vino merita rispetto e va tenuto nella maniera adeguata non come vi pare. Anche se state al vino come Paris Hilton agli ostelli è meglio se non lo date a vedere.
Per carità ci sono un sacco di maschi convinti di avere feeling con il vino e, appunto, non sanno nemmeno reggere il calice, ma noi siamo donne, abbiamo dalla nostra una capacità di apprendimento molto superiore a quella del maschio e sappiamo migliorarci sempre!

È pur vero che la tv è piena di esempi diseducativi da fior fiore di attori che non hanno la più pallida idea di come si regga un calice ad Antonella Clerici che, dopo vent’anni alla Prova del Cuoco, con un sommelier al fianco tutti i giorni, non ha ancora imparato a reggere il bicchiere, ma questi sono casi limite. Non è una cosa difficile. Potete farcela!

Ecco quindi un paio di consigli per tenere il calice con stile ma, soprattutto, nella maniera giusta, e per bere meglio del solito.

Un calice non è l’ultima clutch rimasta in saldo da Gucci, quindi non potete agguantarlo o afferrarlo con avidità. Non è nemmeno il vostro Jack Russel che non sta fermo un secondo. Un calice non scappa!
Il bicchiere va tenuto per lo stelo con le tre dita della mano, il più lontano possibile dal vino.
Perché? Perché è molto più elegante e raffinato – vi sembra bello il segno dei polpastrelli tutt’attorno alla pancia del bicchiere, magari unti dal crostino che avete appena mangiato -, inoltre non scaldate il vino con il calore della mano e tenete gli odori della mano il più lontano possibile dal vino e quindi dai suoi profumi.
Se avete sempre pensato che fosse bello tenere il calice dalla pancia!? Avete sempre sbagliato! Non fatelo mai più!

E ora viene la parte più difficile ma fondamentale, come ordinare! Reggere il bicchiere vuoto non avrebbe senso.
Non me lo dite! Non che io voglia rimanere nella totale ignoranza, il fatto è che lo so già………. Fino a oggi avete sempre ordinato: Prosecco, perché è di gran moda; Franciacorta, in quanto convinte sia la miglior bollicina italiana; Gewurztraminer e Müller Thurgau, perché oltre ad avere un nome impronunciabile che permette di dar sfoggio di quella “erre” gutturale tanto sexy, sono profumatissimi e quindi di gradimento delle donne non abituate a bere. Dico bene? E non voglio stare qui a spiegare le ragioni per cui ordinate lo Chardonnay, ignorando completamente la nobiltà del vitigno.

 Vi consiglio di cambiare registro.Sia chiaro che non tutto ciò che è di color giallo e ha le bollicine è un Prosecco. Ricordate due parole indispensabili e fondamentali: Spumante e Metodo Classico. Non ha nessuna importanza che non sappiate individuarli nella carta dei vini. Non chiedetela nemmeno la carta dei vini! La carta serve a chi paga il conto e non è un vostro problema. Giusto!!?
Lasciatevi consigliare dall’oste ma solo dopo avergli fatto questa semplice domanda: “Di (spumante) metodo classico cosa avete?”. Oltre a fare una bella figura e rischiare di farvi dare un miglior consiglio, lo spumante metodo classico – quando è lavorato bene – è la bollicina che più si avvicina allo champagne. Ma, se potete, ordinatelo: lo Champagne! Certo, anche qui bisogna fare attenzione, non tutto ciò che luccica è oro.

E ora è giunto il momento di bere.
Sia chiaro un fondamentale: il vino richiede i suoi tempi! Non è uno shottino di tequila e quindi non potete tracannarlo, quanto meno non in presenza di un cavaliere, è comunque SEMPRE sconsigliato in pubblico.
Prima di tutto osservatelo poi fate roteare con dovuta cautela, appena un colpetto se si tratta di uno spumante, non state lì a far roteare troppo il bicchiere distruggereste quel perlage che abili enologi hanno creato con tanta fatica, poi prova ad avvicinare il naso al bicchiere, sempre elegantemente mi raccomando (e senza appoggiare i gomiti al tavolo o al banco), tentate di capire se riconoscete qualcuno dei suoi profumi: frutta, fiori, crosta di pane, ecc., anche se non capite nulla di vino usateli i vostri sensi, il vino è vivo e qualcosa trasmette sempre, prima o poi dovreste capire che cosa. Quando bevete fatelo lentamente, sorseggiate e assaporate, trattenete leggermente sul palato quel meraviglioso liquido e poi fatelo scendere piano lungo la gola.
Se avete scelto un bianco o un rosso, fate roteare il bicchiere con più energia ma sempre elegantemente, troppa foga potrebbe comportare la fuoriuscita del liquido dal bicchiere e non è bello.

Quanto bere? Con moderazione e assecondando la vostra capacità di tenuta. Ma se siete in compagnia di un uomo mai più di lui, quindi selezionate con cura il compagno della serata. Purtroppo, qualcuno, con una mente eccessivamente limitata, ha inventato questa stupida regola che la donna non deve bere più di un uomo. Non voglio commentare oltre questo fatto, ciò imporrebbe una revisione delle attuali nozioni di volgarità.

Non dovete diventare esperte, se non volete, ma almeno datevi un tono!
Il vino è piacere e deve restare tale, non dobbiamo approcciarci al vino come fossimo tecnici ma appassionati. Dobbiamo godere del vino, non vivisezionarlo, non spetta a noi!

Cin cin!

19 commenti

  1. Grazie per i tuoi consgli! Stile divertentissimo davvero! Da poco scrivo per un blog relativo al mondo del vino e trovare queste ispirazioni è sempre un piacere! (Se sei su facebook mi piacerebbe invitarti in un gruppo dei miei blogger italiani preferiti, di modo che ogni volta che c’è un nuovo post, lo possa vedere 🙂 ). Se mi chiedi il contatto ti aggiungo con piacere.

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  2. Ho adorato il tuo post! Scritto in modo ironico ma allo stesso tempo molto interessante. Io il vino lo amo, ma lo ammetto, ne so pochissimo. Mi sono ripromessa che prima o poi farò qualche corso per capirci di più!

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    1. Certo io sono fidanzata con uno dei migliori sommelier d’Italia (è stato il requisito per il quale l’ho scelto, dato che non era particolarmente ricco😉) quindi mi affido totalmente a lui che sa di cosa si parla o alla mia conoscenza ma se il cameriere è preparato ovvio che sì……

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  3. Finalmente! C’è bisogno di indicazioni di questo tipo ogni volta che sono con qualcuno che per leggere l’etichetta del vino che siamo bevendo prende la bottiglia dal tronco e non dalla base o dal collo (cioè, non ti basta riscaldare con il calore delle mani il tuo calice, vuoi portare ad ebollizione anche la bottiglia?!?!)
    Come dico sempre… se non sa tenere il calice, non può essere vero amore

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  4. Quante cose interessanti che hai scritto Sabrina! Da qualche anno mi sto interessando tantissimo al culto del vino, e mi hai dato alcune dritte che ancora non conoscevo, o davo per scontato! Credo che tornerò spesso a spulciare i tuoi post, prendendo appunti 🙂

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  5. Mentre leggevo mi tornavano in mente , gli anni dell’università, quando per mantenermi agli studi, ho lavorato in diverse strutture ricettive, alcune stellate altre no..
    E ricordo che da come il cliente di turno si approcciava al calice, riuscivamo a capire che tipo di persona avevamo davanti e i limiti che ci dovevamo imporre! Grazie per aver riportato a galla alcuni dei miei più esileranti ricordi!

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