La Provenza è senza dubbio celebre per il colore dei suoi paesaggi: principalmente il viola della lavanda o il turchese del mare, ma anche le infinite sfumature dell’ocra del Colorado Provenzale.
Nella zona del Luberon la Provenza assume infatti i colori della terra e del deserto: dal giallo all’ocra, dal rosso acceso all’arancio, declinati in infinite gradazioni.
Per godere di questi magnifici paesaggi le tappe principali sono Roussillon, Gargas e Rustrel, tre luoghi molto diversi tra loro ma accomunati dalla presenza dell’ocra e dalla storia della sua estrazione e lavorazione.
Se arrivate dalla zona di Valensole potete percorrerli nell’ordine inverso: Rustrel, Gargas e Roussillon.

ROUSSILLON
Si parte da Roussillon per un’immersione completa nei colori dell’ocra. Il villaggio sorge infatti nel cuore di uno dei più importanti giacimenti di questa parte del Luberon e qui non è soltanto la terra a essere rossa, gialla e arancione: anche le facciate delle case riprendono le tonalità del paesaggio circostante.
Da Roussillon parte il celebre Sentier des Ocres, uno spettacolare percorso nella natura che permette di camminare tra antiche cave e formazioni rocciose dai colori incredibili.
Oggi sono disponibili due percorsi, uno più breve e uno più lungo, che richiedono indicativamente dai 30 ai 50 minuti. Modalità di accesso e apertura possono cambiare, quindi vi consiglio di verificarle prima della visita.
Io vi consiglio, se possibile, di percorrerlo verso la fine della giornata, quando la luce rende ancora più intensi i colori dell’ocra.
E soprattutto tenete conto di una cosa: alla fine avrete polvere colorata praticamente ovunque, anche dove non batte il sole.
L’ocra è un pigmento naturale presente nelle sabbie di questa zona e per lungo tempo è stata estratta e lavorata per ottenere pigmenti utilizzati in pittura, edilizia e numerosi altri settori.
Sempre a Roussillon è possibile visitare Ôkhra – Écomusée de l’Ocre, ospitato nell’antica fabbrica Mathieu, dove approfondire la storia dell’estrazione e della lavorazione dell’ocra, conoscere le proprietà dei pigmenti e scoprire le diverse tecniche con cui venivano utilizzati.
La visita al villaggio è comunque obbligatoria perché Roussillon è molto carino anche indipendentemente dal Sentiero delle Ocre. I suoi vicoli, le piccole piazze, le caratteristiche botteghe e soprattutto le facciate colorate lo rendono uno dei borghi più particolari del Luberon.
GARGAS
Da Roussillon si prosegue verso Gargas, altra località profondamente legata alla storia dell’ocra.
Il territorio di Gargas è ancora oggi uno degli ultimi luoghi d’Europa nei quali l’ocra viene estratta e lavorata. Qui si trovano inoltre le spettacolari Mines de Bruoux, testimonianza dell’intensa attività mineraria che interessò questa zona tra XIX e XX secolo.
Le miniere sono costituite da un’impressionante rete di gallerie sotterranee, scavate dall’uomo nella roccia per estrarre l’ocra. Complessivamente si estendono per decine di chilometri, anche se naturalmente soltanto una piccola parte è accessibile ai visitatori.
La visita guidata dura circa un’ora e conduce attraverso enormi corridoi sotterranei, alcuni dei quali raggiungono altezze davvero sorprendenti.
La temperatura all’interno rimane intorno ai 10 gradi, quindi anche in piena estate è indispensabile avere con sé qualcosa di caldo.
Modalità di visita, lingue disponibili e necessità di prenotazione possono cambiare: meglio controllare il sito ufficiale prima di partire.
Le foto all’interno possono essere soggette a limitazioni, quindi anche in questo caso verificate le indicazioni fornite al momento della visita.
RUSTREL E IL COLORADO PROVENZALE
Infine ci si dirige verso Rustrel, conosciuta soprattutto per il Colorado Provenzale, uno dei paesaggi più sorprendenti del Luberon.
Quello che vediamo oggi è il risultato dell’incontro tra la particolare geologia del territorio, l’erosione naturale e l’intensa attività dell’uomo.
L’estrazione industriale dell’ocra ebbe inizio in questa zona nella seconda metà dell’Ottocento e modificò profondamente il paesaggio. Cave, scavi, bacini di decantazione e canalizzazioni utilizzati dagli ocriers contribuirono a creare le forme spettacolari che oggi caratterizzano il Colorado Provenzale.
L’attività estrattiva proseguì fino alla fine del Novecento e lungo il percorso sono ancora visibili diverse testimonianze di questo passato industriale.
Sotto il cielo blu della Provenza e circondate dal verde della vegetazione, falesie, pinnacoli, pareti e formazioni dalle infinite sfumature di giallo, arancio e rosso creano un paesaggio quasi irreale.
In alcuni tratti mi ha ricordato, naturalmente in versione ridotta, i grandi paesaggi dell’Ovest americano e soprattutto il Bryce Canyon nello Utah.
Oggi il Colorado Provenzale è un sito tutelato e l’accesso è regolamentato. Non è quindi più corretto considerarlo semplicemente una foresta attraversata liberamente da numerosi sentieri.
All’interno del sito sono previsti due circuiti pedonali principali.
Il Circuit du Sahara è il percorso più breve e permette di raggiungere una delle zone più spettacolari, caratterizzata da ampie distese e pareti d’ocra dai colori intensissimi.
Il Circuit des Belvédères, più lungo, consente invece di raggiungere diversi punti panoramici e di osservare dall’alto alcune delle formazioni più caratteristiche, tra cui il Sahara, le Cheminées de Fées e il Désert Blanc.
I percorsi e le condizioni di accesso possono essere modificati per ragioni di sicurezza, condizioni meteorologiche e soprattutto rischio di incendi durante l’estate. Prima di partire è quindi indispensabile verificare sul sito ufficiale del Colorado Provenzale aperture, modalità di accesso ed eventuale necessità di prenotazione.
Ho volutamente eliminato indicazioni su prezzi e orari perché possono cambiare nel tempo.
LE OCRE DEL LUBERON
Roussillon, Gargas e Rustrel permettono di conoscere tre aspetti diversi di uno stesso territorio.
A Roussillon l’ocra diventa soprattutto paesaggio e colore; a Gargas si entra letteralmente nella storia della sua estrazione attraverso le antiche gallerie; a Rustrel si scopre invece quanto il lavoro dell’uomo abbia contribuito, insieme alla natura, a modellare quello straordinario paesaggio che oggi chiamiamo Colorado Provenzale.
Visitare tutti e tre permette quindi non soltanto di vedere alcuni dei paesaggi più insoliti della Provenza, ma anche di comprenderne la storia.
Un ultimo consiglio rimane identico a quello che avrei dato dopo la mia visita: vestitevi adeguatamente perché alla fine del percorso sarete del colore del paesaggio e impolverati fino alle mutande.
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